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Bulgaro
     
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 APPUNTI DI VIAGGIO 
PICCOLI ORFANI BULGARI
SHUMEN

Ai primi di giugno, il taxi si ferma e siamo davanti al Detelina Dom di Shumen con la nuova piccola ospite.

Si nota subito che la struttura ha vissuto tempi migliori, avrebbe bisogno di ristrutturazione o almeno di un minimo di manutenzione. Ci sono i campi di Pallavolo, ma sono abbandonati vi sono le corde tese con i panni e lenzuola stesi ad asciugare. Il "biancore" non è molto, ma si comprende immediatamente che il costo del detersivo fa parte del "Budget" dell'Istituto. La rete di recinzione ha ampi squarci riparati alla meno peggio con filo di ferro.

Il cancello d'entrata, anche se sgangherato, serve ai bambini come altalena, tramutandosi così in uno dei pochi "giochi" disponibili. Entriamo, ed il rumore di un televisore a tutto volume, ci dà il benvenuto. Alcuni dei ragazzi più grandicelli "bivaccano" nella sala TV mentre i più piccoli si rincorrono nei corridoi. L'arrivo degli "stranieri" li fa accorrere quasi tutti, si affollano attorno senza minimamente celare la loro curiosità…
Shumen - DetelinaShumen - Detelina

Dom "Detelina" - ul. Vâzrozhdenetz 17 - 9700 Shumen (Bulgaria)

"Gioventù? L'onda si alza. Dietro il vento, davanti le rocce."

La prima operazione riservata alla nuova ospite è un accurato controllo dei capelli, fatto così… impudicamente ed in pubblico. Solo successivamente la visita medica ed il controllo del peso e dell'altezza sarà fatto nel gabinetto medico.

Incontriamo il giovane direttore che ha un nome bellissimo: Liubomir, ci riceve nel suo grande ufficio, anche i tavoli, le sedie e gli armadi hanno sicuramente visto tempi migliori.

Assieme andiamo a vedere le camere dei bambini, a tre o quattro letti, di lenzuola ce ne sono poche… uno per letto con sopra una leggera coperta, ma siamo oramai in giugno e l'aria è già tiepida.

I pochissimi armadietti non sono sufficienti nemmeno per i pochi vestiti dei bambini, perciò il resto degli indumenti (di chi ne ha) è tenuto in un'apposita sala (una specie di magazzino) in capaci scatoloni con sopra scritto il nome del… proprietario. Al cambio di stagione, ci sarà il cambio dei vestiti!

Il refettorio è nel seminterrato, non ci sono tovaglie sui tavoli, le uniche stoviglie sono costituite da piatti in alluminio e cucchiai… niente coltelli, forse qualche forchetta, ma è raro che ci sia qualche cosa da "infilzare", per la zuppa basta, infatti, il cucchiaio, non si notano bicchieri per bere.

Usciamo ancora all'aperto, ora i bambini si rincorrono sulla strada polverosa davanti all'Istituto, non hanno giocattoli, solo un paio di palloni sgonfi e qualche pezzo di legno per raccogliere le noci (ancora acerbe) che poi "sbucciano" con le manine annerite dal mallo dei frutti.

Ci vedono e subito si riavvicinano, a questo punto la loro confidenza aumenta e qualcuno un po' meno timido e più intraprendente degli altri ti prende la mano, l'annusa, poi se l'avvicina al visetto sporco e sudato…come per farsi accarezzare ed in un sussurro sento che dice: … "Cicio, cicio... az sam Sesghim… az sam Sesghim" (Zio, zio… io sono Sesghim… io sono Sesghim)

Tento con il mio bulgaro… "Da, da, Sesghim… kolko godini?" (Si, si, Sesghim… quanti anni?) mi guarda stupito per il mio bulgaro approssimativo, però mi risponde con un filo di voce: "Osem" (otto).

Il piccolo cammina saltellando, calza un improbabile paio di ciabatte: l'una verde con un po' di tacco, l'altra color rosa, ma oramai quasi senza suola.

Si avvicina un altro più piccolo (non può avere più di sei anni) vorrebbe rientrare in Istituto, ma vicino alla porta vede "Elitza", un vecchio e grasso cane randagio, ha paura e ci guarda come in cerca d'aiuto…Sesghim abbandona subito la mia mano, abbraccia il piccolo e mettendosi tra lui ed il cane, accompagna dentro il suo piccolo amico.

I vestiti dei bambini sono di scarsa qualità, qualche volta malamente rattoppati, ma è comprensibile che con il "Budget" che l'Istituto si ritrova, nemmeno con tutta la buona volontà è possibile fare di più. La buona volontà la dimostra il Direttore che oltre alla normale assistenza ai suoi piccoli ospiti… si rimbocca le maniche ed assieme al "factotum" dell'Istituto, soprannominato "Leonardo da Vinci" (sic) si accinge ad imbiancare almeno l'interno del "suo" Detelina Dom!

Nel pomeriggio arriva un furgone con quarti di pecora congelata…i bambini sono felicissimi ed aiutano volentieri a portare il tutto nella dispensa, in compenso avranno magari una fetta di pane supplementare spalmata con un poco di margarina!

E' quasi sera…all'orario della merenda i bambini escono veloci mangiando pane e "purea domati" (salsa di pomodoro) solo successivamente scopro che nonostante l'orario non si trattava di merenda, ma della cena.consumata così… di corsa. Prima che i negozi chiudano, andiamo ad acquistare shampoo, spazzolino, dentifricio e saponetta, ma l'interprete mi guarda stupito: cerca di convincermi a lasciar perdere…non capisco, in fin dei conti non si tratta di "regali" di lusso…servono per la "normale" igiene personale, già ma… "tu sei italiano e non capisci, qui i bambini usano solo il sapone per i capelli, per i denti e per tutto il resto" e prosegue "tu così facendo provocherai delle gelosie…non ti rendi conto".

Stiamo per salutarci, in Direzione mi viene detto che (se si vuole) è possibile lasciare una piccola somma di denaro che poi verrà data con parsimonia (2 o 3 Leva il mese) alla piccola ospite. Con quella somma potrà acquistare quello che vuole, ma il "regalo" che più spesso veniva chiesto era …"Domati i Krastavizi"…(pomodori e cetrioli)…altro che Kinder sorpresa!

Il regalo più strano che mi fu chiesto (non capivo il termine in bulgaro) fu "edna eletriceska kruscka" … "una lampadina"..ma perché una lampadina?
Perché la notte, al buio, è un problema anche andare in bagno…già, ma anche per una sola lampadina è sempre questione di "Budget".

Qui non arrivano "aiuti" esterni, il Detelina deve fare solo affidamento su quello che passa lo Stato e sulla buona volontà del personale.

Volendo, basterebbe qualche vestito magari andato "fuori misura", qualche paia di scarpe (specialmente invernali) sicuramente anche le calze sarebbero accettate con gioia…le ciabatte poi sarebbero addirittura un lusso, come il dentifricio, lo shampoo e la saponetta.

Si potrebbe infine, volendo, anche solo andarli a trovare quei bambini, trascorrere con loro qualche pomeriggio, raccontare nella loro lingua qualche fiaba, basterebbe infine, giocare un poco con loro. Se si firma la "Declarazia" con il numero del documento personale d'identità (passaporto) lasciando un recapito telefonico e l'indirizzo di casa è anche possibile portare fuori un paio di bambini per una passeggiata indicando però l'orario di rientro. Questa può sembrare un accanimento burocratico, ma come si sa…il mondo è brutto e le precauzioni per la protezione di questi innocenti non sono mai troppe.


BRATZIGOVO


Ad agosto, grazie all'aiuto d'amici del Sito Bulgaria - Italia abbiamo "scoperto" un altro Istituto che, si dice, sia "migliore". Si trova a circa 350 chilometri da Shumen, vicino a Pazardijk, in un paesino celebre per le sue rinomate acque minerali e per i funghi che crescono sulle sue colline: Bratzigovo.

Durante la visita dell'Istituto, la Direttrice ci fa notare che qui i bambini dormono "sempre" tra due lenzuola!
Le camerette sono a quattro letti, ma in ogni cameretta ci sono armadi sufficienti per i vestiti dei piccoli ospiti.
Il refettorio, dove è affisso anche il "menù del giorno" è pulito, luminoso e con i tavoli (da quattro a sei posti) ricoperti da tovaglie di stoffa.

Visitiamo l'infermeria, il salone dove è possibile organizzare piccole feste per gli ospiti, la grande sala "zanimalnia" dove si preparano i compiti di scuola. Oltre l'angolo del corridoio si trova la grande sala con TV - videoregistratori. In un'altra saletta (non credo ai miei occhi) un gruppo di ragazzini è seduto davanti ai…Computer digitando velocemente.

Una parte delle docce e dei servizi sono in ristrutturazione, ma con le piastrelle bianche e lucide e…"Topla vodà" (acqua calda) dappertutto. Alcuni ragazzi escono dalla biblioteca con libri che leggeranno comodamente nell'ampio giardino che circonda la grande casa. Andiamo a visitare, almeno dall'esterno, la scuola pubblica frequentata dai ragazzi.

In alto, si nota l'insegna "INTERNET", infatti, di fronte alla portineria c'è uno degli Internet-Cafè di Bratzigovo. Perché questa differenza tra gli Istituti? Probabilmente perché l'Istituto di Bratzigovo ha rapporti con organizzazioni caritative anche internazionali come la Croce Rossa e la Charitas.



Dom "Vasil Petleshkov" - ul. Treti Mart 57 - 4579 Bratzigovo - Ob. Pazardzhik (Bulgaria)

In conclusione quando gli aiuti vengono inviati, i bambini ne usufruiscono e la differenzia si può…toccar con mano. Nonostante tutto questo però può anche capitare che lo Stato "dimentichi" per un paio di mesi (novembre e dicembre) di inviare a Bratzigovo i 100 leva mensili per bambino, mettendo in serie difficoltà l'amministrazione dell'Istituto.

Aggiungiamo che in questo periodo invernale, ai bambini sono mancate persino le calze: non è quindi che Bratzigovo sia un'isola felice. Certo che, se fosse possibile trovare sul posto forme di volontariato (sartoria, imbianchini, elettricisti, falegnami ecc.) sicuramente tutti gli ospiti di queste strutture ne avrebbero beneficio, però ripeto che è possibile offrire loro qualche cosa che nessuno potrà "rubare"… una visita, una fiaba, una passeggiata e, se fosse il caso, anche un semplice "Ciao".

Testo e foto di Pietro - 12.01.2002 - Na Bâlgarski




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