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Bulgaro
     
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 APPUNTI DI VIAGGIO 
BULGARIA, OBICHAM TE!
Scriverò le cose che mano a mano mi vengono in mente, anche se è difficile descrivere sensazioni e le cose sono tante. Le translitterazioni delle parole bulgare saranno immancabilmente sbagliate.

In 9 giorni ho visitato questi posti (tra parentesi quelli di passaggio):
Sofia, Blagoevgrad, Rila, (Dupnitza), Plovdiv, (Kalofer, Schupka, Gabrovo), Veliko Turnovo, (Sevlievo, Malino), Lovech, Pleven.

Per fortuna che ero con una Bulgara, e questo per due motivi: tutta questa gente che parla inglese non l'ho trovata, eppoi il fatto che i bulgari usano dire no con la testa quando noi intendiamo si e viceversa, alcune volte mi ha mandato in tilt. Ho faticato ad abituarmici e non ne sapevo nulla.

Arrivo a Sofia. Dall'aereo posso dominare tutta la città con uno sguardo. Ci avviciniamo sempre di più e i particolari aumentano. il panorama è desolato: palazzoni (quasi falansteri) tutti uguali sparsi ovunque. Il loro colore è ruggine, solo sceso a terra ho capito perché: tutti i balconi dei palazzi hanno delle coperture di ferro oramai tutte arrugginite (non mi aspettavo certo infissi in alluminio). Comunque l'effetto d'insieme è abbastanza impressionante: sembra una città arrugginita, come una carcassa di un camioncino abbandonato da tempo.

Ho incautamente scattato una foto dentro la cattedrale Nevsky, perché è veramente bella. Ho fatto visita al Teatro e al giardino Ivan Vazov (ex Cristal). Il museo archeologico, nonostante quello che c'e' scritto nelle guide, è aperto solo il giovedi, gli altri giorni solo ai Vip (cosi ci hanno detto). Relata refero.

Siamo poi andati in un centro commerciale famoso (ma non mi ricordo il nome) ed a un certo punto incontriamo un gruppo di musicisti ciechi che suonavano una musica macedone che mi ha catturato subito (io sono un drogato di musica, di qualsiasi tipo purché sia bella!!). Ho chiesto il titolo: "Cogà zsasciumiat buchite". Qualcuno la conosce o ce l'ha?

Ho preso alloggio in zona "citta universitaria" a 44 lev con soggiorno e bagno. Stanno rinnovando molte cose, però una cosa è certa: per come siamo abituati noi, non si può non constatare che ovunque sono stato la condizione dei bagni è appena dignitosa.

(forse ha ragione Cioran quando scrive che il progresso in occidente è solo nell'igiene?)

Per ora mi fermo qua. Solo aggiungo delle impressioni sparse.

A Plovdiv (mi pare) ci sono fermate dell'autobus senza alcun segnale, nulla, solo gente che aspetta!!! Mi son detto: fantastico!! :o) Ma uno straniero come fa' a trovare la fermata dell'autobus? ...ma la cosa non mi scandalizza, anzi mi piace... Stessa cosa vale per la graziosa "Marschutka".

In casa di Bulgari ho potuto apprezzare tutta la loro ospitalita' e i buoni piatti tipici: ho mangiato con gusto Serma e Polnenichushki con un bel po' di sneshanka, del buon vino casareccio, e della musica macedone in sottofondo. Ma il tutto è cominciato con una bella insalata e Rekia di prugne, ascoltando la "Kruchma".

Il penultimo giorno hanno ucciso e cotto un agnello in mio onore (ho dovuto mangiarlo benche' io sia vegetariano, ahimè). Ho provato a dire che non mangiavo carne, ma non c'e' stato nulla da fare.
Poi, a fine cena, siccome non stavo molto bene, mal di gola e leggera febbre, mi hanno dato da bere una Rekia speciale: alle mele, bollita con zucchero e pepe grattato. UNA BOMBA! la gola non la sentivo più, se poi pensate che a cena avevo bevuto solo vino rosso, potete immaginarvi come stavo a fine serata: ci siamo messi a cantare le canzoni di Celentano che a loro piacevano molto...
Il giorno dopo ho visitato Pleven in condizioni che non sto a dirvi. :o)

Altri piatti che ho provato sono: il Caciocaval pane', il sirené.
La mattina una bella colazione a base di pane e caciocaval, oppure Banitza.

Qualche episodio

Tempo fa lessi qui una piccola disputa circa se fosse meglio girare la Bulgaria in auto, in pullman o in treno. Io ho scelto, per questa volta almeno, di viaggiare in Pullman. Come avrete capito a me piace conoscere un posto, per cui credo che affrontare i piccoli/grandi disagi che affronta la gente del posto è un modo ottimo per conoscere. Perciò tutte le città che ho visitato le ho raggiunte in Pullman. Sul Pullman può accadere di tutto, ma spesso sono piccole cose... e proprio queste sono interessanti.

Mi ricordo che mentre andavo a Rila, pioveva un po', ad un certo punto un signore anziano, comincio a protestare ad alta voce perché dal tetto del pullman gocciava acqua e lo bagnava. In effetti appena entrati anche noi cambiammo subito posto. E cosi fece il signore, tra le risate di alcuni. Ma la cosa che mi ha colpito è stato l'atteggiamento della gente. Non saprei... ho avuto l'impressione di molta tranquillità di tutti: del signore, degli altri; nelle risate non c'era scherno, ma partecipazione: nell'accaduto non c'era vergogna, ma serenità e consapevolezza dei problemi, ma senza quel senso del tragico.

Un'altra volta, sempre in pullman, un ragazzo bulgaro che mi aveva sentito parlare inglese, non resistette e mi chiese di poter parlare con me, mi disse che non gli capitava spesso di incontrare stranieri e che aveva piacere di scambiare due chiacchiere. Niente di meglio.

Un'altra cosa curiosa: molto spesso la gente si rivolgeva a me in bulgaro, come se mi scambiassero per uno di loro, tanto che alla fine ho dovuto imparare a dire "Ne govoria bulgarski!" :o)

Che gaffe! Una volta, arrivati a Dupnitza, mi sono sbagliato e ho detto Dopenitza... poi mi hanno spiegato il significato di "dope" :-/

Una sera uscimmo per andare a mangiare qualcosa in centro. Eravamo a Plovdiv, molto bellina. Incontrammo un uomo sulla quarantina: Tanjo. Disse di essere un archeologo, e di studiare il "glagolitza" una lingua antica, tanto che ha scritto il mio nome in glagolitico e poi ne ha fatto uno strano simbolo. E stato molto cordiale, ma anche un po' bizzarro. lui parlava solo tedesco e due parole di inglese, io solo inglese e due parole di tedesco, 2+2=4 meglio di niente, ma per tutto il tempo ha parlato in bulgaro con la mia compagna di viaggio.
Sta di fatto che ad un certo punto tira fuori un coltello lungo 20-25 cm. Ve l'immaginate: io e lei di notte da soli con un archeologo con coltellazzo? Be' insomma disse che lo portava perché a volte era pericoloso circolare da soli... io mi sono un po' allertato... e poi ho saputo che a Marussia gli aveva detto che io ero un tipo diffidente!!! E te credo!!!
Comunque alla fine è stato molto cordiale ci ha accompagnato al centro col Bus, e ci ha spiegato un po' di cose. Bella serata.

Tutto il giorno dopo in giro per Plovdiv, tanto che la sera ero cosi stanco che abbiamo mangiato qualcosa in camera: pane e lutenitza, caciocaval ecc.

Sempre a Plovdiv di mattina, nel boulevard in mezzo alla gente: stavo scattando una foto al bel viale, Mussi non c'era in quel momento, quando si avvicina un tizio con aria minacciosa dicendomi delle cose in Bulgaro. Io gli ho risposto in Italiano con tono altrettanto deciso, allora si è messo a ridere insieme ad altri due tizi, e si è allontanato come se niente fosse accaduto. Credo fosse un "muschenik", ne aveva tutto l'aspetto. Forse pensava che lo volessi fotografare (Tze! era pure brutto!! :o)) .

La prossima volta voglio parlare di due cose che non mi sono piaciute, poi di alcuni artisti che ho conosciuto, e infine di alcuni personaggi storici bulgari.
Ciao!

Valerio - 03.05.2001



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