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Bulgaro
     
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 APPUNTI DI VIAGGIO 
BULGARIA, BLAGODARIJA! (IN CAMPER) - 2/3
di Anna Lia Raul e Tommaso Pompilio

02.09.2002

(Koprivshtitza)

Dormiamo nel parcheggio e il mattino dopo ci svegliamo al rumore degli zoccoli dei cavalli che trainano carretti carichi di fieno. Visitiamo due case museo, una appartenuta ad un ricco mercante ed un altra più modesta di un rivoluzionario che aveva combattuto per la liberazione della Bulgaria dal dominio Turco.

Al mercato acquistiamo una bottiglia di Rakja. La Rakja è uno 'strizzabudella'..esplosivo, quando è fatta in casa. Una curiosità: Un signore ci spiega che agli inizi del Novecento i Bulgari iniziarono ad adottare la parola 'merci' per ringraziare pochè il loro Blagodarija era troppo lungo da pronunciare.

Koprivshtitza

Salutiamo Koprivistica e ci dirigiamo verso EmoEtara. Questa volta la guida, la cartina stradale e la segnaletica non ci tradiscono e vi arriviamo come se ogni mattina percorressimo quella strada. EmoEtara, immersa nel verde e attraversata dall'acqua, ci offre da visitare le botteghe degli artigiani. Qui compriamo degli oggetti in legno e 'qualche' dolcetto. Le tentazioni sono tante.

EmoEtara-Bozenci. Qualche difficoltà nell'individuare qual'è la deviazione dalla strada principale. Un piccolo aiuto da parte di due Bulgari ed un po' di fortuna ci permettono di arrivare ai limiti di un bosco nel quale è 'sparso' il villaggio. Ceniamo in un ristorantino caratteristico dove una ragazza che parla uno stentato italiano ci prepara Bojenski Steak, formaggio di pecora al forno servito in ciotola di terracotta, insalata Bulgara, pane appena sfornato da spezzare con le mani. Gustiamo la cena al lume di candela in una atmosfera surreale ed ovattata seduti su dei tronchi, e per tetto le fronde degli alberi. Immersi nel 'silenzio' del bosco, avevamo la sensazione di essere spiati da gnomi e folletti.
La notte la trascorriamo qui.

03.09.2002

Da Bozenci a Veliko Tarnovo

Grande città vivace. Antica capitale del regno Bulgaro. Troviamo parcheggio nella piccola area antistante una chiesa, chiedendo al Pope il permesso di lasciare il camper per un paio d'ore. Visitiamo i resti dell'antica fortezza, e facciamo conoscenza di un artista che dipinge icone e acquerelli. Mettendo insieme parole in francese, inglese bulgaro, e italiano riusciamo a conversare per più di un'ora. Il tempo comunque sufficiente per capire che loro lottano per una quotidiana sopravvivenza, nell'attesa che forse un giorno le cose cambieranno, sperando in meglio. Acquistiamo da lui una bellissima icona, non solo per la qualità dell'opera ma anche in omaggio e ricordo di un personaggio che ci ha colpiti per la sua sensibilità.

Salutiamo e partiamo alla volta di Madara passando per la città di Shumen. Lungo la strada grandi cattedrali nel deserto. Sono le industrie abbandonate dai Russi, ed ormai in completo stato d'abbandono.

Arriviamo alle 18.00 e parcheggiamo sotto una spettacolare parete rocciosa a strapiombo. Ci inerpichiamo, seguendo un sentiero ben segnalato. Dinanzi a noi, scolpito nella roccia in dimensioni naturali, a circa 20 mt. d'altezza, la figura di un cavaliere che trafigge un leone.

E' il celebre Guerriero di Madara, simbolo della Bulgaria, e dichiarato dall'Unesco patrimonio dell'Umanità. Il panorama che ci viene offerto a quell'altezza è superbo. Ci spostiamo per la notte scendendo al paese. Parcheggiamo in centro sotto i lampioni. Due signori si fermano a 'chiaccherare' con noi. Crediamo di capire che possiamo restare senza problemi, ma non è così. A mezzanotte circa una decina di ragazzi schiamazzando ci svegliano, e, subito dopo allontanandosi, ci lanciano dei sassi sotto il camper... Ragazzate

Decidiamo di andarcene, imboccando l'autostrada che conduce a Varna. Percorriamo tutto d'un fiato i 90 km senza incrociare neanche un auto! A Varna attraversiamo il centro che è molto vivace nonostante sia ormai l'una di notte. Notiamo un palco, è appena finito un concerto. Ci dirigiamo a nord al monastero rupestre di Alazda, sostiamo davanti ad un grosso fontanile. Finalmente al letto.


04.09.2002

Il mattino dopo una breve visita al sistema di nicchie e camminamenti scavati nella roccia, ed al piccolo museo che ospita belle icone ed altre opere. Ci dissetiamo alla fonte che richiama tanta gente per la qualità diuretica della sua acqua, quindi riprendiamo il viaggio.

Piove. A Varna non troviamo parcheggio. Ci dirigiamo verso sud. Sosta per il pranzo a Slanchev Briag. C'è un ampio parcheggio ed un gran via vai di gente. Conosciamo Lorenzo, spagnolo di nascita, genitore italiano, madre finlandese, che ci offre il suo aiuto. Il paese è praticamente un immenso mercato. Si vende di tutto a prezzi irrisori.

Lasciamo Slanchev Briag e raggiungiamo la famosa Nessebar, paese museo ricco di storia, molto bella ma non fruibile completamente poiché totalmente sommersa di bancarelle a mo' di San Marino. Tanti ristorantini, forse troppi, e nel dubbio ci lasciamo convincere da un cameriere petulante. Lui decide il menù. Risultato?... delusi.
A dormire in riva al mare.

continua


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