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 APPUNTI DI VIAGGIO 
BULGARIA, BLAGODARIJA! (IN CAMPER) - 1/3
di Anna Lia Raul e Tommaso Pompilio

30.08.2002

Sbarchiamo a Igoumenitsa, e con una tappa serrata via Joannina - Kozani - Salonicco, arriviamo a Kulata, frontiera Greco-Bulgara.


31.08.2002

I Greci ci lasciano passare senza troppe formalità; non ricevono lo stesso trattamento le famiglie del nord est Europeo, quali Rumeni, Cechi, ecc. Non ne capisco la ragione ma il poliziotto allo sportello "Controllo passaporti" è piuttosto duro con gli extracomunitari.

Alla frontiera Bulgara impieghiamo 3 ore circa per superare le formalità doganali a causa della lunga coda di TIR. I poliziotti e gli impiegati sono tutti cortesi e con il sorriso sulle labbra.

Paghiamo solo 2 euro per una tassa Ecologica, e altri 2 per formalità doganali, e ... via libera per Sofia.

Davanti a noi si apre un mondo nuovo, sconosciuto, dove il turista, ed in particolar modo quello in Camper, è visto come un extraterrestre. Un po' timorosi, ma carichi di entusiasmo, partiamo.

I primi chilometri, su una strada ricostruita da una impresa Italiana con i fondi della CEE, scorrono veloci.

Monastero di Rila

Attraversiamo una regione con evidenti sacche di degrado e povertà, dove il mezzo di locomozione più comune è il carretto trainato da animali. Una deviazione di circa 10 Km ci conduce a Rila ed all'omonimo Monastero situato a circa 1000 mt. d'altezza, incastonato in una vallata verdissima.

La bellezza delle architetture, la ricchezza delle decorazioni, e la cornice naturale ci lasciano senza parole. Restiamo affascinati da questo monumento che l'Unesco ha dichiarato patrimonio dell'umanità. Per la cronaca, ingresso gratuito e parcheggio antistante e sul retro dove si può anche pernottare.

Torniamo sulla nazionale per Sofia, non senza aver prima acquistato lungo la strada un barattolo di miele con le noci.

All'altezza della città di Dupnitsa la paletta della Polizia Stradale ci intima l'alt: "67 Km/h" ci fanno notare sul display i gendarmi. Eccesso di velocità, e, incredula ripenso alla strada-gruviera dove al massimo andavamo a 40 km/h. Tentiamo comunque una trattativa pagando solamente 10 Leva senza "ricevuta".

Viva Maldini, viva Sacchi", urlano nel congedarci.

Siamo alle porte di Sofia ma non riusciamo ad individuare il campeggio di Vrania. Un poliziotto tenta di spiegarci a gesti la strada da percorrere, ma alla fine con un cenno ci fa intendere di seguirlo. Ci lascia a due Km dal camping.
Blagodarija signor Poliziotto.


01.09.2002

Il Camping Vrania è grande ed immerso nel verde. Non c'è quasi nessuno ed i servizi lasciano un po' a desiderare. Lo stato d'abbandono è evidente ma non abbiamo scelta. Alla reception una bella signora bionda ci da delle utili indicazioni, ci dice anche che se vogliamo prendere un taxi per Sofia il costo è di 5 Leva, ma a noi turisti ne chiederanno almeno 20. Noi optiamo per il tram, che è il mezzo migliore per calarsi in una realtà quotidiana. 40 centesimi cadauno solo andata.

Per raggiungere il capolinea dal campeggio un ruscello ci sbarra la strada, ed una signora nell'indicarci la strada, nella sua lunga spiegazione, inserisce una parola a noi comprensibile:acrobatica!? Semplice : bisogna saltare.
Blagodarija Signora.

Con l'elettro bus che ci porta verso il centro costeggiamo lunghe file di palazzi grandi e decadenti , ereditati dalla "dominazione" Russa. Sono tristi, ma è pur sempre la periferia di una grande città! Con lo sguardo incollato sui finestrini ci ritroviamo al capolinea opposto. L'autista capisce il nostro disagio e "per mano"ci riporta in centro.

E' Domenica e la città è calma, traffico praticamente inesistente. Visitiamo la cattedrale 'Alexander Nevski', suggestiva ancor più perché ci troviamo nel bel mezzo di una funzione con coro dal vivo che intona canti Gregoriani.

Nella piazza antistante bancarelle dell'usato e di pizzi e merletti. Qui le signore che vendono le loro piccole opere si rivolgono a noi con fare discreto, prima tentano in un pessimo inglese e poi subito in francese, studiato a scuola prima che venisse loro imposto il russo come seconda lingua. Visitiamo anche la bellissima piccola chiesa russa.

In una stradina mercatino dei libri nuovi e usati, più in là frutta e verdura. Compriamo un gustosissimo cestino di more.

I ragazzi urlano di gioia: c'è un MAK Goha/\gc ... (per la cronaca è un Mc Donald). Oh no ... anche qui!!

Riceviamo l'impressione di una città abbastanza tranquilla.

Nel pomeriggio, stanchi, torniamo al campeggio. Questa volta sul tram abbiamo un'autista bionda molto carina, e Tommaso non resiste dal filmarla attraverso lo specchio retrovisore senza farsene accorgere.

Al capolinea ci accoglie una mandria di mucche. Rifornimento di acqua per il camper e via alla volta di Koprivishtitza.

Sbagliamo percorso e una giovane coppia a bordo di una mitica 'Trabant' ci fa strada in un dedalo buche o sarebbe meglio dire voragini. Quando ci salutiamo si scusano con noi per il pessimo stato delle loro strade.
Blagodarija ragazzi.

Koprivishtitza è un presepe: tutte casette con piccoli giardini antistanti. La farmacia, il forno, l'ufficio postale ... sembrano finti tanto sono curati. L'intero paese fa sospettare che qualcuno sia passato prima di noi per sistemare il prato che costeggia il ruscello, che le pietre siano state lucidate da poco.

continua


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