Home | Notizie | Forum | Club | Cerca  Bulgaro
Subscribe
Share/Save/Bookmark
     
           Utente: non registrato, entra
 "I riti e costumi degli Ebrei confutati" di Paolo S. Medici nell'opera di Sofronij 
di Giuseppe Dell'Agata

I riti e costumi degli Ebrei confutati del livornese Paolo Sebastiano Medici
nell’opera di Sofronij Vračanski
, figura centrale nella “Rinascita” culturale bulgara.

Sofronij, al secolo Stojko Vladislavov (1739-1813), vescovo di Vraca (Vrazza), primo vescovo bulgaro che spezzò il monopolio ecclesiastico greco tra i bulgari sudditi della Porta nel periodo dei Fanarioti, è una delle figure centrali della “Rinascita” neobulgara (Văzraždane). Allievo spirituale di Paisij Hilendarski, la cui “Storia slavobulgara” (1762), è considerata il primo manifesto storico-religioso-politico della riscossa nazionale bulgara, abbandonò la sua giurisdizione ecclesiastica, non essendo in grado di far fronte, dati i disordini militari e politici che infuriavano nella Bulgaria nordoccidentale, al pagamento delle tangenti richieste dal Patriarcato; passò di nascosto il Danubio e si rifugiò a Bucarest, dove la situazione era del tutto diversa. A Bucarest entrò subito in contatto con i due “ambasciatori” della comunità bulgara presso la corte dello zar: Ivan Zambin (di Vraca) e Atanas Nekovič (di Teteven). In seguito garantirà per loro presso la corte russa a nome di un comitato dei Bulgari nelle terre rumene. Nel 1804 scoppia l’insurrezione serba, che impegnerà la Porta per diversi anni.

Nel 1806 la Russia dichiara guerra alla Turchia, guerra che sarà frettolosamente conclusa nel maggio del 1812 da Kutuzov, che si affretta a fronteggiare l’attacco delle armate di Napoleone. Importanti comandanti dell’esercito individuano Sofronij come il referente culturale e politico dei Bulgari e lo visitano anche durante l’armistizio, dal 1807 alla primavera del 1809. Al generale Michail Miloradovič, nell’estate del 1808, Sofronij presenta un elenco di volontari bulgari pronti a combattere contro la Porta. Essendo in vigore ancora l’armistizio, Miloradovič temporeggia, ma Sofronij si mette in contatto diretto con Rumjancev, ministro degli esteri. Il 21 marzo del 1810 lancia un appello ai Bulgari perché collaborino, in nome della fratellanza religiosa e di interessi politici, con le truppe russe e forniscano loro ogni tipo di vettovaglie, promettendo il futuro pagamento da parte dello zar Alessandro. Tra l’autunno del 1810 e il maggio dell’anno seguente invia a Kutuzov richieste sulla sorte futura dei coloni bulgari, raccoglie firme a Svištov, chiede esenzioni fiscali e trattamento di favore per Nekovič e le sue imprese. Finita la guerra incontra Kutuzov e riesce ad ottenere che ben 4.000 volontari bulgari (un quinto all’incirca del contingente dei volontari bulgari) vengano arruolati nell’esercito russo. Sofronij e Kutuzov moriranno entrambi nel 1813. Sofronij è anche il primo autore “originale” della nuova letteratura in neobulgaro con la sua celebre autobiografia: Vita e sofferenze del peccatore Sofronij.

Alla frenetica attività politica, che abbiamo sommariamente ricordato, Sofronij accompagna un’intensa produzione pubblicistica della quale costituiscono parte di spicco le traduzioni di due opere apparse in Italia in epoca assai precedente ma che, data la sfasatura dell’evolversi dei rapporti di produzione e della temperie ideologico-culturale tra Italia e mondo balcanico suddito della Porta, vengono da lui riproposte, alle soglie del XIX secolo come pietre angolari di un preciso programma di acculturazione e di riscossa nazionale. Entrambe le opere sono mediate da traduzioni greche, entrambe le traduzioni in “volgare” bulgaro sono collegate strettamente all’ambiente politico e culturale sia veneto che delle terre rumene del periodo che abbiamo sommariamente ricordato (insurrezione serba, guerra russo-turca e occupazione russa).

La prima opera è il Theatrum politicum di Ambrogio Marliani (Roma 1631) L’opera, che conobbe un enorme successo in pressoché tutta l’Europa, si inscrive nella ricca produzione antimachiavellica, successiva all’edizione a stampa del Principe (1532) e soprattutto alla condanna dell’opera da parte del Sant’Uffizio nel 1569. Già nel 1539 il cardinale inglese Reginaldo Polo nella sua Apologia di Carlo V, definiva Machiavelli “maestro del nuovo ateismo, della nuova irreligione e immoralità” e il Principe “il codice dei tiranni, che dà precetti che solo Satana potrebbe dare al proprio figlio”.[i] Il Theatrum politicum fu più volte ristampato: a Norimberga (1652), Danzica (1655), Colonia (1692), Augsburg (1741), Trnava (1757), Buda (1772). Nel 1771 apparve a Vilnius una traduzione polacca[ii] Fu tradotto direttamente dal latino in russo in due tomi, nel 1787, da parte del professore del seminario di Mosca Efim Vedenskij col titolo Правосудие судья или Зрелище Политическое (Giustizia del giudice ovvero Teatro politico)

La seconda fonte italiana utilizzata da Sofronij nel suo progetto culturale e politico è un libro che conobbe in Europa una fortuna straordinaria: I riti e costumi degli Ebrei confutati, di Paolo Sebastiano Medici. Paolo Sebastiano Medici (il suo nome da Ebreo era Mosé), era nato a Livorno il 23 del mese di Av del 5431, corrispondente al 30 luglio 1671, da Alessandro “Leone” di Ancona sposato con una certa Rosa (o Rossa).[iii] Fu battezzato nel giugno del 1688, alla vigilia del suo diciassettesimo compleanno nella Collegiata di Livorno. Fu predicatore itinerante nel Granducato di Toscana, e in alcune circostanze anche negli Stati della Chiesa, attivo nei luoghi dove si trovavano comunità ebraiche.

Dal 1692 insegnò l’ebraico nello Studio fiorentino e dal 1718 fu professore di Sacra Scrittura.[iv] Autore di numerosi libri, sia di lingua ebraica che di esegesi biblica, si segnalò per la particolare veemenza e asprezza delle sue prediche, per lo più a Livorno, Pisa e Firenze, dove fissò la sua residenza. Secondo un odioso costume, gli Ebrei erano costretti ad assistere il sabato a prediche mirate alla loro ‘salvezza’ spirituale. Le comunità ebraiche protestarono contro la violenza ‘fondamentalista’ del predicatore, sia a Borgo San Sepolcro che a Roma. Una protesta scritta contro le prediche a Livorno, Pisa e Firenze, di Paolo Medici fu inoltrata, a nome della Comunità romana , ma anche di altre città, dal famoso e dottissimo rabbino romano Tranquillo Vita Corcos al Sant’Uffizio nel 1705, con l’avallo anche di studiosi cattolici come Giovanni Pastrizio (lo spalatino Pastrić).

Il memoriale di Corcos, che fu stampato e diffuso dalla tipografia della Camera Apostolica, respingeva con erudizione le “invenzioni” di Medici tese in sostanza a rappresentare i riti ebraici non solo come falsi, superstiziosi e intrisi di magia, ma soprattutto come prodotto d’ispirazione demoniaca”.[v] Il fatto che I riti e costumi degli Ebrei venisse pubblicato solo una trentina di anni dopo è ritenuto da Marina Caffiero come indicativo dei dubbi delle autorità cristiane in quello scorcio di tempo.[vi] Del resto la stessa studiosa titola il capitoletto del suo libro dedicato a Paolo Medici: “L’odio del convertito.”[vii]

Nel 1701 Medici aveva pubblicato a Firenze un Catalogo de’ neofiti illustri usciti per misericordia di Dio dall’Ebraismo e poi renduti gloriosi nel Cristianesimo per esemplarità di Costumi, e profondità di Dottrina, opera che Parente ritiene “modestissima opera di compilazione dalla Bibliotheca Magna Rabbinica.”[viii] I riti e costumi degli Ebrei confutati dal dottore Paolo Medici sacerdote fiorentino uscì a Firenze nel 1736 ma questa edizione non risulta reperibile da parte degli studiosi. Una seconda edizione, Madrid 1737, presso Luc’Antonio de Bedmar (l’indicazione del luogo e dell’editore è da alcuni ritenuta sospetta) è accresciuta da una Lettera all’universale del Giudaismo compilata con le riflessioni di Niccolò Stratta, già Rabbino e poi Cattolico Romano (pp.366-379).[ix] L’opera, che vuole essere una risposta polemica, a un secolo di distanza, alla Historia de gli Riti ebraici del celebre rabbino veneziano Leone da Modena,[x] è articolata in 33 capitoli, ai quali sono premessi un appello Al cristiano lettore e uno All’ebreo lettore. Tra il capitolo 32 e il 33 è inserita una Lettera scritta agli Ebrei d’Italia dal dottore Paolo Medici, Sacerdote, Lettor pubblico, e Accademico Fiorentino. In cui secondo il computo de’ più famosi Rabbini si fa al vivo vedere, che il Messia è già venuto (pp.327-344). Medici analizza i costumi e gli usi ebraici a partire da quelli che concernono la nascita, il fidanzamento e matrimonio, il divorzio, la circoncisione, l’educazione dei ragazzi, le credenze e le pratiche religiose, le festività e i loro significati e espone le sue ‘ricusazioni’, tese a negare la validità di usi e pratiche rituali dopo la venuta del Messia e a far apparire le credenze e le pratiche come sciocche superstizioni e forme quasi di stregoneria. Non per nulla nella prefazione Al cristiano lettore aveva scritto: “Caro Amico Lettore, vi prego a rattenere le risa, che in leggendo cose così stravaganti potrebbero per avventura in voi risvegliarsi. Eccitatevi piuttosto a pianto considerando a qual grado di miseria ridotta sia la infelicissima Sinagoga” (p.4). Dato che per l’autore la negazione della venuta del Messia è il punto centrale che contrassegna la ‘cecità’ e la ‘ostinazione’ degli Ebrei, l’argomento è trattato sia nel capitolo 32 che nella sua Lettera scritta agli Ebrei d’Italia (che risale al 1715), e il volume si chiude con un elenco di falsi Messia a partire dall’anno 130 fino al 1682.

Si conoscono numerose ristampe dell’opera: Milano 1738, Venezia 1740, 1742, 1746, 1746, 1757, 1764, 1767 e 1788, Madrid 1786, Venezia 1801, Firenze 1847, Torino 1874. Parente segnala che i cataloghi del British Museum indicano anche una traduzione latina (Trnava 1758), e una ungherese del 1889.[xi] A Venezia uscì nel 1755 (e poi nel 1780) una traduzione greca: Religione e costumi degli Ebrei. Composta con anche la confutazione degli stessi in lingua italiana. Dal signor Dottore Paolo dei Medici. Tradotta nella semplice lingua greca per il godimento dei dotti curiosi. E’ questo il testo utilizzato nella traduzione da Sofronij in quello che è forse il suo manoscritto più importante, anch’esso preparato per una stampa che non poté realizzarsi, il Pogodiniano n. 1204 della Biblioteca Pubblica di S.Pietroburgo. E’ noto come “il libro delle tre religioni”. Terminato nel 1805, è composto da quattro testi, preceduti da una introduzione datata 24 maggio 1805: 1) Православное исповедание веры[xii] (Professione della fede ortodossa) (foglio 6°-78°); 2) la nostra Повест о веры и обичаи евреиския (Racconto sulla fede e sui costumi degli Ebrei) di Paolo Medici (fogli 78b-179b); 3) Систыма мохамеданская и религия их[xiii] (Sistema dei Maomettani e loro religione) (fogli 180°-352°) e infine la ‘autobiografia’ di Sofronij, la celebre Vita e sofferenze del peccatore Sofronij che continua la paginazione del 3) (fogli 353°-362°).

La traduzione greca si differenziava rispetto a quelle italiane perché non comprendeva i due appelli ai lettori (rispettivamente cristiani ed ebrei) e neppure l’inserto con la Lettera scritta agli Ebrei d’Italia come anche la Lettera all’universale del Giudaismo compilata con le riflessioni di Niccolò Stratta che si trovavano già nell’edizione del 1737. Il testo greco, che, come abbiamo visto, occupa più di duecento pagine, è tradotto quasi completamente, con lacune non particolarmente significative; la lingua, è per lo più, marcatamente ‘volgare’ e scorrevole. E’ interessante notare che il Предисловие к любезнеишему читателю (Prefazione per il cortese lettore), nella quale Sofronij indica come autore Paolo Medici (що е сочинена от Павла Медика, що е от прежде бил евреин и приел веру христянскую...Той Павел – муж учен, словесен и на еврейскую веру изкусен) (che è stata composta da Paolo Medici, che prima era ebreo e poi passato alla fede cristiana… Questo Paolo – uomo dotto, letterato e esperto della fede ebraica) non è nient’altro che la traduzione, con insignificanti differenze, dell’introduzione all’edizione greca del 1755 firmata dallo stesso stampatore veneziano Antonio Bortoli. Lo stesso che, nel 1767, pubblica la sesta edizione veneta dei Riti e costumi degli Ebrei. Con l’opportuna precisazione che là dove il testo greco parla dei 1700 anni trascorsi dalla diaspora, intesa come punizione per gli Ebrei, Sofronij parla di 1800 anni.[xiv]

Sofronij non riuscì a pubblicare la sua opera sulle tre religioni, che peraltro rimane tuttora in buona parte inedita. Ad esclusione della sua autobiografia, molte altre parti aspettano ancora di vedere la luce. La parte sulla professione della fede ortodossa è stata pubblicata fototipicamente dal Sinodo bulgaro. [xv]Nella più recente e completa raccolta delle opere di Sofronij, che abbiamo più volte citata, sono edite poco più di una decina di pagine della traduzione del libro di Paolo Medici.[xvi]In quanto, infine, alla traduzione del libro di Kantemir sull’Islam è anch’essa pubblicata, nella stessa raccolta, solo parzialmente.[xvii]Ma l’opera di Paolo Medici fu stampata, almeno in parte, in bulgaro nel 1839. La storia di questa edizione ci riporta nelle terre romene e proprio all’epoca di Sofronij.

Nel 1803 viene pubblicata a Jassy un operetta violentemente antiebraica, che riprende il tema degli omicidi rituali, attribuita al monaco di Patrasso Neofitos, anch’egli un Ebreo rinnegato, del monastero atonita di Kavsokalivia: Ĭnfruntarea jidovilor asupra Legiĭ şi a obicéiurilor lor, cu dovedirĭ din sfînta şi dumnezeiasca Scriptură, atît din cea véche, cît şi din cea noaă.[xviii]Nel 1818 appare in greco una versione dell’opera, con un proemio del monaco Neofitos, che comprende però anche una serie di capitoli tratti dall’edizione greca di Paolo Medici. Ecco il titolo per esteso:

Ricusazione della religione degli Ebrei e dei loro costumi, con dimostrazioni tratte dalla santa e divina Scrittura del nuovo e del vecchio Testamento. Tradotta dalla lingua moldava nella nostra semplice lingua greca da Giovanni di Giorgio. Alla quale sono aggiunti, in fine, brani scelti degli scritti di Paolo Medici.

L’editore Georgios Gatzos introduce con grandi lodi la figura del monaco Neofitos, che era stato rabbino, e che con sprezzo del pericolo avrebbe disvelato i misteri connessi ai presunti omicidi rituali da parte degli Ebrei e dichiara di aver provveduto a farlo tradurre per profitto di tutti (pp.3-4). Segue un introduzione a firma di Neofitos, che racconta come solo all’età di 38 anni venne illuminato dalla grazia divina, e una volta battezzato, decise di svelare con il suo libretto i ‘misteri’ degli Ebrei e di dedicarsi alla loro ‘salvezza’ spirituale.

Nel frontespizio sopra riportato viene indicato che la Άνατροπή è stata tradotta “dal moldavo nella nostra semplicissima lingua greca”. E compare anche l’indicazione che sono state aggiunte, alla traduzione dal rumeno, passi scelti dagli scritti di Paolo Medici. I passi di Paolo Medici sono tratti, in forma abbreviata, dai capitoli 6 (sul Talmud), 2 (sulla strega Lilit), 30 (sulla sepoltura degli Ebrei e sulla trasmigrazione delle anime con la ricusazione del Medici), 32 (sui demoni, gli angeli e il paradiso) e si concludono con l’elenco dei falsi Messia (pp.168-187). Una terza edizione di questo libro esce a Nauplia nel 1834 e l’anno dopo appare, sempre a Nauplia, come aggiunta al libro di Neofitos un’opera, il Πόνημα χρυσοῦν, tradotta e introdotta da Nikiforos Theotokis, autore tra l’altro di un Kiriakodromion, che è tra le fonti del Nedelnik di Sofronij. Anche questa opera fa parte della serie delle testimonianze antiebraiche dovute ad Ebrei e in particolare a ex-rabbini. Sarebbe stata scritta da Samuele rabbino del Marocco in arabo, tradotta poi in latino dal domenicano spagnolo Alfonso Bonon col titolo di Opus aureum e infine dal latino in greco da Nikiforos Thoetokis che la pubblicò a Lipsia nel 1769.[xix] L’edizione di Nauplia del 1834 dovrebbe essere la fonte di quella che era stata considerata erroneamente una seconda traduzione bulgara di Medici e che uscì a Salonicco nel 1839 nella tipografia di Teodosij Sinaitski col titolo di Служение

Fonte: «Nuovi Studi Livornesi», 13 (2006): per i 400 anni di Livorno Città, p.173-180


[i] T. Bozza, Scrittori politici italiani dal 1550 al 1650, Roma 1949, p.13.

[ii] T. Bozza, Scrittori politici italiani dal 1550 al 1650, Roma 1949, p.168.

[iii] Michele Luzzati, Ancora sull’esumazione del corpo di un bambino ebreo battezzato “invitis parentibus” e sulla sua sepoltura nel Camposanto di Pisa (1709), in Carlo Mangio e Marcello Verga, Il Settecento di Furio Diaz, Livorno 2006, pp.149-151.

[iv] Fausto Parente, Il confronto ideologico tra l’Ebraismo e la Chiesa in Italia, in Italia Judaica. Atti del convegno internazionale Bari 18-22 maggio 1981, Roma 1983, p.365 segg.

[v] Marina Caffiero, Battesimi forzati. Storie di ebrei, cristiani e convertiti nella Roma dei papi, Viella, Roma 2004, p.40.

[vi] idem, p.42.

[vii] idem, p.36.

[viii] Fausto Parente, op. cit., p.366.

[ix] Il titolo completo di questa e delle successive edizioni è: I riti e costumi degli Ebrei confutati dal dottore Paolo Medici sacerdote fiorentino. Coll’aggiunta in questa seconda edizione di una Lettera all’universale del Giudaismo, compilata con le riflessioni di NICCOLO’ STRATTA già Rabbino e poi Cattolico Romano. Nella quale coll’autorità degli Scrittori più accreditati nell’Ebraismo si prova la venuta del Messia Gesù Cristo Redentore nostro, essere già seguita, e l’Incarnazione del medesimo nel ventre purissimo di Maria Vergine Nostra Signora.

[x] Parigi 1637. Nel 1681 ne uscì, sempre a Parigi, una traduzione francese.

[xi] Parente, op. cit., p.370.

[xii] Per le fonti di questa parte vedi: Софроний Врачански, Съчинения в два тома (Opere in due volumi), том 2, Sofia 1992, p.574 segg. La ‘professione di fede’, una parte della quale è stata tradotta da Sofronij, è tradizionalmente attribuita a Pietro Mogila, metropolita di Kiev e al rettore del Collegio Mogiliano Isaia Kozlovskij. Sarebbe stata scritta in latino nel 1640 in contrasto con quella ‘filoprotestante’ del patriarca Cirillo Lukaris, condannato nel 1638. Nel 1642 fu presentata a Jassy e tradotta dal latino in greco dal cretese Meletios Sirigos, che aveva studiato a Venezia e a Padova. Stampata in greco in Olanda, Belgio e, nel 1695, a Lipsia, fu tradotta, all’epoca del patriarca russa Adriano, nelle edizioni dell’Accademia slavo-greco-latina. Ristampata in seguito più volte a Mosca, S.Pietroburgo e Kiev.

[xiii] E’ la traduzione, con alcune abbreviature e qualche interessante inserzione e commento, del celebre libro di Dimitri Kantemir, Систима или состояние мухамедданския религии. Напечатася повелением его величества ПЕТРА ВЕЛИКАГО императора и самодержца всероссийскаго, S.Pietroburgo 1722. Il testo di Kantemir era in latino: Sistema de religione et statu Imperii Turcici ed era stato tradotto in russo da Ivan Il’inskij e pubblicato per volere di Pietro il Grande e contro l’opposizione di Gavriil Bužinskij, consigliere del Sinodo e ‘protettore’ della tipografia sinodale. Vedi, a cura di Virgil Căndea, il volume VIII, tomo II, di Dimitrie Cantemir, Opere complete, Bucarest 1987. Per la traduzione-adattamento e per l’uso ideologico-politico da parte di Sofronij del libro di Kantemir vedi: Т.Н.Копреева, Неизвестный литературный источник Жития Софрония Врачанского, in “Труды отдела древнерусской литератуы” XXIII, Leningrado 1968, pp.261-175.

[xiv] Pogodiniano n.1204, foglio 78b.

[xv] Св. Софроний Епископ Врачански, Катехизически, омилетични и нравоучителни писания из ръкописното наследство на Светителя, Синодално Издателство, Sofia 1989.

[xvi] Софроний врачански, Съчинения в два тома, том 1, pp.192-336. Софроний Врачански, Съчинения в два тома, том 2, Sofia 1992, pp.401-414. Si tratta dei capitoli 27 (Il matrimonio), 28 (Ripudio e divorzio) e 29 (Liberazione della cognata).

[xvii] Idem, pp.414-500. Nel Pogodiano 1204 la sezione occupa 172 fogli, ossia 344 pagine manoscritte.

[xviii] Secondo la Enciclopedia României di Lucian Pedrescu , Bucarest 1940 (ed. anastatica Bucarest 1999), Neofitos avrebbe avuto insegnato in Muntenia e Transilvania e si sarebbe stabilito a Bucarest, dove sarebbe morto nel 1780. Espertissimo nella lingua rumena avrebbe elaborato un nuovo metodo di traduzione dal greco al rumeno (voce Neofit Cavsocalivitul).

[xix] Il testo attribuito a Rabbi Samuele ha una tradizione più antica e fu edito in latino a Venezia, Macerata e Lucerna. L’edizione di Nauplia del 1835 si definisce in copertina come “quarta”.



Storia della Bulgaria | Bibliografia

In queste pagine pubblichiamo alcuni documenti relativi alla storia della Bulgaria e ai suoi rapporti con i paesi vicini.
Le opinioni espresse sono quelle dei rispettivi autori; la pubblicazione non implica una condivisione da parte degli responsabili del sito.

Follow Bulgaria-Italia on Twitter  Follow Bulgaria-Italia on YouTube   Follow Bulgaria-Italia on LinkedIn
    Notizie
  • Con l'estate torna la Festa del cinema bulgaro
• Concerto a Milano: Bora–Gli slavi
• Premio "Nicola Ghiuselev" 2019
• Import-Export della Bulgaria dei primi mesi del 2019
• Teatro: "Scaramouche" a Sofia e Sozopol

Tutte le notizie
    Conoscere la Bulgaria
  Arte e Cultura
• Arte in Bulgaria
• Biblioteca
• Cinema bulgaro
• Lingua e cultura italiana
• Storia della Bulgaria
• Letteratura
• Lingua Bulgara
• Monasteri
• Musica
• Poesia
• Teatro
• Traci

Cittΰ e Localitΰ
• Sofia
• Plovdiv
• Varna
• Burgas
• Koprivshtitza
• Bansko
• Borovets
• Pamporovo

Economia
• Agricoltura
• Banche e Finanza
• Energia
• Fiere
• Infrastrutture
• Investimenti
• Telecomunicazioni

Folklore
• Cucina bulgara
• Fiabe
• Nestinari
• PopFolk e Chalga
• Valle delle Rose
• Vampiri

Informazioni
• Mappa
• Inno Nazionale
• Scheda Paese
• Dizionario IT-BG

Notizie

• Ambiente
• Cultura
• Cronaca
• Economia
• Esteri
• Lavoro
• Immigrazione
• Politica
• Sport

Bulgaria e ...
• Iraq
• Libia
• NATO
• Basi USA
• Unione Europea
• Monografie

Politica e Governo
• Ambasciate
• Ambasciata di Bulgaria
• Ambasciata d'Italia
• Istituzioni
• Politica ed Elezioni
• Legislazione italiana

Societΰ
• Bulgari in Italia
• Diritti umani
• Informazione
• Radio Bulgaria
• Sindacati
• Sport
• TV Bulgaria

Turismo
• Alberghi
• Appunti di Viaggio
• Fai da te
• Informazioni Valutarie
• Montagna
• Viaggio in Aereo
• Viaggio in Auto
• Viaggio in Bici
• Viaggio in Camper

    Notizie
  Temi
• Ambiente
• Cronaca
• Cultura
• Economia
• Esteri
• Lavoro
• Migrazioni
• Politica
• Sport

Speciali
• Presidenza UE2018
• Iraq
• Libia
• NATO
• Basi USA
• Unione Europea
• Due operaie morte
• 1989-2009
• Parole Famose

News Feeds
(rss)
• Italiano
• Inglese
• Bulgaro

Media bulgari
(english)
• BTA
• Sofia News Agency
• Sofia Globe

• Новини на Български
 
Tutte le Notizie | RSS