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Bulgaro
     
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 La Bulgaria tra le due guerre mondiali 

1918

  • 3 ottobre - Re Ferdinand abdica in favore del figlio Boris III che sale al trono.
  • 17 ottobre - E' formato il nuovo governo da Malinov (democratici, radicali, narodniatzi, zemedeltzi (BZNS-partito agrario) e socialisti (shiroki socialisti); il governo darà le dimissioni sotto la pressione dell’Intesa.
  • II trattato di pace firmato poi a Neuilly, il 27 novembre 1919, toglie definitivamente alla Bulgaria uno sbocco sull'Egeo con la cessione alla Grecia della Tracia Egea, mentre altre rettifiche, seppure di minore entità, venivano fatte alla frontiera bulgaro-jugoslava, in favore del nuovo Stato slavo.
  • 27 novembre - Formato il governo di coalizione di Teodor Teodorov composto da democratici, progressivo-liberali, narodniatzi, radicali, zemedeltzi (agrari), shiroki socialisti.

1919

  • 7 maggio - secondo gabinetto Teodorov (gli stessi partiti senza i democratici).
  • 17 agosto - le prime elezioni parlamentari dopo la guerra. Vince la sinistra.
  • 6 ottobre - a seguito dei risultati delle elezioni, viene costituito il governo di coalizione di Stambolijski (BZNS, il Partito Popolare e il Partito Progressivo-Liberale). Unione agraria 27.3% (77 seggi su 236), socialisti "stretti" (comunisti) 18.5% (47 seggi), socialisti "larghi" (socialdemocratici) 13.1% (38 seggi), partito democratico 10.4% (28 seggi), partito popolare 9.0% (19 seggi), partito progressivo-liberale 5.8% (8 seggi), partito radical democratico 5.3% (8 seggi), altri 11 seggi.
  • Dicembre 1919 - Febbraio 1920 - lo sciopero nei trasporti (Transportna stachka), organizzato dal Partito Comunista, tentativo del Partito Comunista di organizzare una rivolta la quale è sconfitta dalle autorità di stato.

1920

  • 28 marzo - elezioni parlamentari. Vince il BZNS (partito agrario),  38.6% dei voti (110 seggi su 229), secondo il partito comunista 20.4% (50 seggi), partito democratico 10.1% (24 seggi), partito popolare 6.8% (14 seggi), socialdemocratici 6.1% (9 seggi).
  • 26 maggio - governo del BZNS capeggiato da Stambolijski. Riforme radicali nel sistema agrario, fiscale, legislativo. L’agricoltura viene protetta e sviluppata, a differenza dell’industria e delle grandi città, per cui l’opposizione diventa molto attiva.

1921

  • La destra reazionaria organizza il cosiddetto "Konsultazione Blok" e una organizzazione segreta fascista "Naroden Sgovor" capeggiata da Alexander Tzankov che cercano di attirare la lega militare ed i reparti militari della guardia bianca che erano venuti a stabilirsi in Bulgaria dopo la disfatta subita ad opera dell'Armata Rossa. Si pongono le basi per la preparazione di un colpo di stato contro il governo Stambolijski.
  • Le provocazioni fasciste incontrano le resistenza delle forze progressiste e la congiura viene sventata. I capi della guardia bianca vengono espulsi dalla Bulgaria, ma il "Naroden Sgovor" continua la sua attività.

1922

  • Nell'autunno viene effettuato un Referendum per processare i colpevoli della catastrofe nazionale. Le forze progressiste agiscono unite ed ottengono un successo imponente. L'illusione che le forze reazionarie siano sopraffatte ed isolate, incrina il rapporti tra il partito agrario e quello comunista.

1923

  • Aprile - elezioni parlamentari. Vince il partito agrario di Stambolijski (BZNS) con il 53.8% dei voti (212 seggi su 245), secondo il partito comunista con il 19.3% (16 seggi), terzo il "blocco costituzionale" 15.8% (17 seggi).
  • 9 giugno - Colpo di stato dell'Unione Militare e del "Naroden Sgovor". Viene imposto il gabinetto di Alexander Tzankov.
  • La resistenza del BZNS viene sconfitta e Stambolijski viene ucciso il 14 giugno 1923. Sebbene la base comunista partecipi alla lotta assieme al BZNS, la direzione del partito assume una ambigua posizione di neutralità, che contribuisce alla sconfitta delle forze antifasciste. Di fronte alla dura repressione fascista il Partito Comunista viene messo di fronte all'alternativa: sollevare il popolo o capitolare definitivamente.
  • 12-30 settembre - Insurrezione di Settembre. Organizzata dal Partito Comunista
  • 12 settembre - Gli uomini di Tzankov riescono a sapere dei preparativi dell'insurrezione organizzata dal Partito Comunista ed hanno inizio arresti di massa a Sofia. A seguito di questi fatti in alcune zone della Bulgaria meridionale (Maglish, Cirpan, Stara Zagora, Nova Zagora), l'insurrezione scoppia prima del previsto, e senza il coordinamento necessario.
  • 23 settembre - La rivolta si estende alle altre zone del paese. Nella Bulgaria occidentale, nella zona di Montana l'insurrezione è più estesa e gli insorti riescono a battere e disarmare due reparti militari e a metterne in rotta altri. Anche in altre città gli insorti hanno successo, ma il fatto che grandi città come Sofia, Shumen e altre non riescano a partecipare al movimento permette al governo di concentrare rapidamente le forze nelle zone insorte e sconfiggere i ribelli.
  • Una durissima repressione segue la sconfitta: oltre 20000 persone vengono fucilate, impiccate, arse vive, altre migliaia vengono arrestate, torturate ed esiliate. Diversi villaggi sono dati alle fiamme.
  • L'insurrezione del Settembre 1923 è ricordata come la prima rivolta antifascista a livello mondiale.
  • 18 novembre - elezioni parlamentari: l'alleanza democratica guidata da Alexander Tzankov ottiene il 63.8% dei voti (200 seggi su 247), il partito nazionale-liberale 12.0% (7 seggi), l'opposizione agraria e comunista complessivamente 38 seggi, di cui metà del solo partito agrario e l'altra metà con liste comuni.

1924

  • 4 gennaio - Introduzione della Legge per la Difesa dello Stato con il quale il Partito Comunista viene dichiarato fuorilegge.

1925

  • Aprile - serie di attentati del Partito Comunista contro il potere, tra cui il famoso attentato nella Chiesa Sveta Nedelia. Viene inasprita la repressione e molti antifascisti vengono arrestati, imprigionati, ed uccisi. Tra essi il poeta Geo Milev.
  • L'opinione pubblica mondiale si leva in difesa delle vittime della repressione. Levano la loro voce noti scienziati e scrittori come Maxim Gorki, Henri Barbusse, Romain Rolland, Albert Einstein, Bertold Brecht, Kellerman e altri.

1926

  • Tzankov si dimette a favore di Andrej Liapchev, capo del Partito Democratico, per favorire una politica più liberale. Il governo decreta un’amnistia parziale e permette riorganizzazione del Partito Agrario.

1927

  • Si costituisce il Partito Operaio di ispirazione comunista.
  • Alle elezioni le forze governative ottengono 174 su 261 seggi.

1929

  • Il periodo fra le due guerre è caratterizzato dalla mancanza di buoni rapporti di vicinato, soprattutto con la Jugoslavia e la Grecia, a causa della questione macedone, che i Bulgari si rifiutano sempre di considerare definitivamente risolta dal trattato di pace. Nel 1929 ci fu un tentativo di riavvicinamento dettato soprattutto da impellenti ragioni economiche. Le condizioni economiche e finanziarie della Bulgaria non si erano più risollevate dagli effetti disastrosi causati dalle tre guerre, ma nulla di positivo fu possibile concludere. Le relazioni con i due Stati peggiorarono in seguito alla conclusione del trattato greco-jugoslavo del marzo 1929, ritenuto a Sofia come un nuovo tentativo di accerchiamento.

1931

  • Elezioni parlamentari nelle quali ottiene un buon risultato (48.4% 151 seggi su 273) il Blocco Nazionale (coalizione dei Democratici, Liberali e Agrari non compromessa con il fascismo). l partito operaio ottiene il 13% dei voti (31 seggi). Si tratta delle ultime elezioni a cui sono ammessi i partiti politici prima del 1945.

1932

  • Entrano nel governo anche esponenti del Blocco Nazionale.
  • Il Partito Operaio vince le elezioni municipali a Sofia, ma il governo annulla i risultati.

1933

1934

  • La profonda crisi economica e le tensioni interne portano il re Boris ad instaurare una dittatura apertamente fascista: vengono vietati tutti i partiti, imposta la censura sulla stampa, chiuse le università, formato un movimento giovanile di ultradestra. I rapporti con la Germania si fanno intanto sempre più stretti.

1936

  • Luglio - Lo zar chiama a dirigere il governo un suo uomo di fiducia, Kioseivanov, che promette di elargire al Paese una nuova Costituzione democratica; in realtà continua a governare col regime dittatoriale già instaurato nel 1934.

1937

  • A Kioseivanov si devono gli sforzi compiuti per un riavvicinamento con gli altri Stati balcanici e che condussero alla conclusione del trattato di amicizia eterna bulgaro-jugoslavo, firmato il 25 luglio 1937, e all'ingresso della Bulgaria nell'Intesa balcanica, del 31 luglio seguente. Segue un breve periodo di relativo benessere economico, favorito soprattutto dagli ampi scambi con la Germania e con l'Italia.

1938

  • marzo - Si tengono le elezioni parlamentari non partitiche che vedono la vittoria dei candidati governativi (97 seggi su 160). L'opposizione ottiene 63 seggi. All'unione agraria e al partito operaio (comunista) non è permesso di partecipare in quanto fuori-legge.

1939

  • dicembre - Si tengono nuove elezioni non partitiche nelle quali i candidati governativi ottengono 142 seggi su 160. Pur essendo fuori legge, i comunisti riescono comunque a far eleggere singolarmente 10 loro candidati, 5 gli agrari e 3 altri partiti di opposizione.

1940

  • Allo scoppio della seconda guerra mondiale, la Bulgaria si dichiara neutrale, orientandosi però sempre più verso le potenze dell'Asse, nella speranza di ottenere gli aiuti necessari a realizzare le sue storiche aspirazioni territoriali. La pressione e l'intervento tedesco in suo favore le valgono infatti l'annessione della Dobrugia meridionale (7 settembre 1940).
  • La Bulgaria concede alla Germania di insediare nel paese delle basi militari.
  • 22 ottobre - Re Boris III di Bulgaria, invitato a partecipare alla prossima invasione della Grecia, respinge l’invito di Mussolini.
  • Sul fronte interno si sviluppa la resistenza antifascista guidata dai comunisti ai quali si uniscono i socialisti, i democratici e i radicali dando vita nel 1942 al Fronte Patriottico.

1941

  • 17 febbraio - Su pressione tedesca, Turchia e Bulgaria firmano un patto di amicizia in base al quale la Turchia si impegna a non considerare come un casus belli il transito delle truppe tedesche attraverso la Bulgaria.
  • L'adesione bulgara al Tripartito (1 marzo 1941), cui seguì entro l'anno la sconfitta della Jugoslavia e della Grecia e la loro occupazione ad opera delle truppe tedesche e italiane, permette alla Bulgaria di far valere le proprie aspirazioni sulla Macedonia.
  • 2 marzo - Le truppe tedesche destinate ad attaccare la Grecia incominciano ad attraversare il Danubio e a riversarsi in territorio bulgaro. Si tratta di forze imponenti: la XII Armata, composta da 5 corpi d’armata (il IV, l‘XI, il XIV, il XVIII e il XXX); il Primo Gruppo corazzato di von Kleist, forte di 3 divisioni, un’altra divisione corazzata, la Seconda, aggregata all’XI corpo d’armata, e infine l’8° Corpo aereo al comando dal gen. Wolfram von Richthofen.
  • 3 marzo - Penetrate in Bulgaria col consenso del governo, ormai alleato della Germania, truppe tedesche vanno ad attestarsi al confine con la Grecia. Due giorni dopo, la Gran Bretagna romperà le relazioni diplomatiche con Sofia.
  • Le truppe bulgare occupano i territori greci della Tracia (esclusa Salonicco) e della Macedonia e tutta la Macedonia jugoslava. Rinasce così l'illusoria speranza di ricostituire la grande Bulgaria.
  • La Bulgaria dichiara guerra agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna ma non all'Unione Sovietica.
  • 7 aprile - Sette bombardieri inglesi colpiscono la capitale Sofia.
  • 20 giugno - Alla vigilia dell'Operazione Barbarossa, Hitler suggerische che la Bulgaria utilizzi l'alfabeto latino anzichè quello cirillico per diminuire l'influenza russa (dal diario di Bogdan Filov, primo ministro in carica).
  • Giugno-Luglio - Il Partito Comunista decide di passare alla lotta armata contro gli occupanti ed il governo fascista bulgaro. Il 26 luglio, in provincia di Razlog, si forma il primo battaglione partigiano con a capo Nikola Parapunov. In seguito si formano altri battaglioni partigiani a Dupnitza, Karlovo, Batak, Sevlievo ed altre località. Nelle città si organizzano gruppi di sabotaggio e di diversione.

1942

  • La resistenza antifascista si riunisce nel Fronte Patriottico (Otechestven Front) a cui aderiscono comunisti, socialisti, democratici e agrari.
  • marzo - Il generale della riserva Vladimir Ziamov e altre 40 persone sono arrestate per cospirazione. Ufficialmente è accusato di aver avuto relazioni con l'attachè militare dell'ambasciata sovietica a Sofia e di aver dichiarato che l'Unione Sovietica non sarebbe mai stata sconfitta. Viene condannato e fucilato nel giugno 1942.
  • 5 giugno - Gli Stati Uniti d'America, che in precedenza non avevano risposto alla dichiarazione di guerra da parte bulgara, considerandola emessa da un governo fantoccio, dichiarano ufficialmente guerra alla Bulgaria, in quanto il paese non risponde positivamente alla richiesta di non assistere le forze dell'Asse.
  • 17 luglio - Il programma del Fronte Patriottico bulgaro viene diffuso dalla radio clandestina “Hristo Botev” che trasmette dal territorio della Unione Sovietica.
  • agosto-ottobre - scaramucce tra le truppe italiane e bulgare, ufficialmente alleate, riguardo una zona contesa. Gli incidenti più seri accadono nell'ottobre (il 16 e il 30) con vittime e feriti da entrambe le parti.

1943

  • 12 febbraio - Il generale filo-nazista e ultranazionalista Hristo Lukov viene assassinato a Sofia. Il delitto viene attribuito alla resistenza antifascista, anche se alcuni studiosi ritengono che l'assassinio possa essere stato pianificato negli ambienti vicini al re Boris III che temeva che forze filo-naziste potessero prendere il potere in Bulgaria.
  • marzo - Le bande armate e i gruppi di sabotatori disseminati sulle montagne del paese gettano le basi per la creazione dell'Armata Popolare di Liberazione (NOVA), con un comando unico. Si distinguono le formazioni partigiane "Chavdar", che agisce nella regione di Botevgrad, la "Anton Ivanov" (Rodopi), la "Christo Botev" (Sredna Gora), le formazioni di Rila-Pirin, Tran, Sevlievo, Gabrovo e altre.
  • 3 marzo -  In occasione della festa della liberazione, il partito comunista ordina che i memoriali russi e altri monumenti siano adornati con fiori e distribuisce volantini con messaggi come "Viva i nostri liberatori - il popolo russo", "Nessun soldato sul fronte orientale", "Abbasso il governo di Bodan Filov". 2000 persone si riuniscono a Sofia nella zona tra l'Università e il Parlamento. La manifestazione è repressa dalla polizia che uccide uno studente di medicina. 300 manifestanti sono arrestati.
  • L'opposizione decisa del popolo bulgaro alla politica antisemita impedisce la deportazione degli ebrei bulgari nei campi di sterminio nazisti. Tuttavia ai primi di marzo 11,343 ebrei dei territori occupati dalla Bulgaria (Macedonia e Tracia Egea) vengono deportati verso il campi di sterminio nazista di Treblinka. Il vice-presidente del parlamento Dimitar Peshev si attiva per bloccare le deportazioni autorizzate dal re e dal primo ministro nel territorio bulgaro anteguerra. Si mobilitÓ anche la societÓ civile ed il patriarca della Chiesa Ortodossa ed una importante manifestazione in solidarietÓ con la popolazione ebraica si tiene a Sofia il 24 maggio. Le mobilitazioni sventano anche il secondo tentativo.
    1 maggio - Per la prima volta dal 1939 il partito comunista (clandestino) organizza manifestazioni pubbliche per il primo maggio.
  • In risposta all'estensione della lotta antifascista il governo organizza reparti di gendarmeria, oltre all'esercito, per la lotta contro i partigiani. Vengono sancite nuove leggi secondo le quali sono passibili di pena di morte anche i minorenni che partecipano alla lotta antifascista. Le forze governative compiono sistematiche brutalità contro i membri della resistenza antifascista. I partigiani vengono fucilati o bruciati vivi in speciali fornaci nel quartiere generale della polizia a Sofia.
  • 28 agosto - Morte dello zar Boris III. Erede al trono è Simeon II, ma data la giovane età dell'erede (6 anni), la reggenza è affidato al trio formato dal principe Cirillo, dal generale Michov, e dal primo ministro Bogdan Filov.

1944

  • Il territorio della Bulgaria, in particolare la capitale Sofia, è sottoposto a bombardamenti aerei dalle forze anglo-americane.
  • Dopo la disfatta delle truppe naziste sul fronte di Iasi-Kishinev, le truppe sovietiche entrano in Romania e verso la fine dell'agosto 1944 raggiungono il Danubio.
  • 26 agosto - Il comando generale della NOVA da il segnale dell'insurrezione.
  • 5 settembre - L'Unione Sovietica dichiara guerra alla Bulgaria. A Sofia ed altre città gli operai scendono in sciopero. Il governo ordina di sparare sulla folla.
  • Paralizzato dalla guerra civile, il governo filo tedesco cerca un accordo con gli alleati dichiarandosi neutrale e ordinando il disarmo delle truppe tedesche dislocate sul proprio territorio.
  • Il Fronte Patriottico chiama all'insurrezione generale e formare un governo provvisorio antinazista. Si estende lo sciopero generale e i partigiani liberano intere zone del paese. A Pleven, Varna, Sliven il popolo sfonda le porte delle prigioni e libera i prigionieri politici.
  • 8 settembre - L'Armata Rossa entra nel territorio bulgaro, senza incontrare alcuna resistenza.
  • 9 settembre - I reparti partigiani ed i militari che sono passati con gli antifascisti confluiscono sulla capitale. I reggenti, i membri del governo e i dirigenti fascisti sono arrestati. Le truppe naziste presenti sul territorio bulgaro vengono disarmate. E' proclamato il governo del Fronte Patriottico e Kimon Georgiev è nominato primo ministro. L'URSS accetta la richiesta di armistizio.
  • La Bulgaria dopo il 9 settembre 1944



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