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 Caduta della Bulgaria sotto la dominazione ottomana 
Le lunghe lotte interne e le continue guerre con Bisanzio e con la Serbia durante il XIV secolo portano il Paese alla miseria e gettano il popolo nell'estrema indigenza. Il potere degli zar di Tirnovo per gran parte del territorio dello Stato era soltanto fittizio. Alcuni grossi feudatari divengono vassalli e sovente succede che tradiscano il sovrano bulgaro, e acquistino la cittadinanza dei conquistatori.

Durante il regno di Ivan Alexandar (1331-1337) la Bulgaria era già divisa in quattro Stati. Nella Bulgaria nord-occidentale, capitale la città di Vidin, governava Ivan Strazimir (figlio di Ivan Alexandar); le terre della Bulgaria nord-orientale si trovavano sotto il dominio di sovrani locali; la regione montuosa dei Rodopi era governata dal voivoda Moncil (che era di origine popolare), a Tirnovo regnava Ivan Alexandar con il figlio Ivan Shishman
Nello stesso tempo, verso la metà del XIV secolo gli ottomani, che andavano consolidandosi come uno Stato potente dell'Asia Minore, pongono piede sulla costa europea del Mare di Marmara e cominciano le loro aggressioni contro la Penisola Balcanica.

Gli Stati balcanici, occupati in continue guerre tra di loro e accecati da una implacabile inimicizia reciproca, non si uniscono di fronte al pericolo comune e, nonostante una resistenza epica e prolungata, internamente divisi e indeboliti dalle frequenti defezioni dei feudatari che passano dalla parte del conquistatore, diventano facilmente preda della potente organizzazione militare ottomana.

Vidin - Torri di Baba Vida

Vidin - Torri di Baba Vida

Nel 1393, dopo un grave assedio, gli ottomani conquistano la città di Tirnovo e più tardi, nel 1396, anche la seconda capitale bulgara Vidin. In tal modo la Bulgaria medioevale cessa di esistere come Stato indipendente e diviene provincia dell'Impero ottomano.

Ha inizio il periodo più grave della storia del popolo bulgaro, per periodo di crudeltà inaudite, di arbitri da parte dei conquistatori, di umiliazioni senza precedenti nella storia d'Europa. Gli ottomani si abbandonano a massacri, devastazioni, rapimenti, profanazioni delle chiese. Anche la loro politica non è meno feroce; non risparmiano mezzi pur di compiere un'opera di assimilazione nazionale, economica culturale e religiosa. Il patriarcato bulgaro viene annientato, e la chiesa bulgara viene sottomessa al patriarca greco. I monasteri e biblioteche vengono bruciate. La popolazione bulgara viene cacciata dalle terre fertili e dalle regioni strategiche, dove si installano i conquistatori.

I conquistatori instaurano nelle terre bulgare un sistema feudale militare, che era a un livello molto più basso del sistema feudale dello Stato bulgaro medioevale, nel quale lo sfruttamento feudale dei contadini era stato abolito, ma gli ottomani introducono forme di sfruttamento ancora più feroci, basate sul saccheggio e sulla rapina, per cui i bulgari vengono costretti a pagare più di 90 imposte ordinarie e altrettante straordinarie. Oltre alle imposte pagate dai maomettani dovevano intatti pagare diecine e diecine di altre imposte straordinarie fra cui il tributo di sangue (i bulgari dovevano consegnate allo Stato ottomano i figli maschi, che venivano circoncisi e islamizzati e, dopo una preparazione speciale, inclusi nei corpi del giannizzeri per mantenere in stato di soggezione i popoli sottomessi), l'imposta di diritto all'usufrutto della terra e altre simili.

Quello che lo Stato non rubava, lo rubavano i feudatari i e gli "spahi" ottomani. Questo feroce sistema arresta di alcuni secoli lo sviluppo delle forze produttive e dell'intera economia della Bulgaria.

Espressione più cospicua della resistenza opposta dal popolo bulgaro sono le rivolte e le insurrezioni, che scoppiano spontaneamente o quando le truppe degli altri Paesi europei avanzano contro la Turchia. La più importante è l'insurrezione di Ciprovzi (città della Bulgaria nord-occidentale) - nel 1688. Ma le insurrezioni vengono soffocate con indicibile ferocia. Dopo di che la maggior parte degli insorti e dei loco capi sono costretti a emigrare. Viene in tal modo a formarsi l'emigrazione rivoluzionaria bulgara, che più tardi occuperà un posto importante nel Risorgimento nazionale e nella lotta per la liberazione.

Altra forma di resistenza contro i turchi è il movimento dei cosiddetti haiduti, figli eroici del popolo che si raggruppano per proteggere il popolo dalle crudeltà dell'oppressore e combattono contro le truppe ottomane. Verso la metà del XIX secolo, il movimento di questi haiduti si fonde con il movimento di liberazione nazionale.
Le insurrezioni e il movimento di liberazione nazionale durante il periodo del XV-XVIII secolo indeboliscono la resistenza dell'Impero ottomano, incoraggiando lo spirito e la volontà del popolo bulgaro a continuare la lotta fino della vittoria.


tratto da Spas Russinov - "Bulgaria"




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