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Bulgaro
     
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 Caduta della Bulgaria sotto la dominazione bizantina e lotta per la liberazione 

Le conseguenze delle lotte continue ed estenuanti guerre con i bizantini, l'impoverimento delle masse popolari, le lotte interne fra i feudatari, specialmente dopo la morte del re Simeon (927) spingono il Paese alla decadenza. Il malcontento delle masse per la tragica situazione in cui si trovavano, come pure gli atti separatisti dei boiardi e la debolezza di dirigenti, favoriscono le mire aggressive di Bisanzio, che riprende le guerre per la liquidazione della Bulgaria; nel 972 riesce infatti a conquistare le province orientali bulgare. La Bulgaria occidentale, con capitale Ohrida, sotto la guida del noto condottiero e uomo di Stato Samuil, resisteva eroicamente.

Con l'aiuto del bogomili Samuil, non si fa incoronare re ma conduce per circa mezzo secolo guerre sanguinose che sovente però sono vittoriose. Ma anche qui, nonostante l'entusiasmo del popolo, a causa di discordie intestine e per il tradimento di una parte dei boiardi, i bulgari con un ultimo sforzo, a mala pena riescono a respingere i bizantini. Dopo un epico combattimento, durante il quale i bizantini fanno prigionieri 15.000 bulgari, tutti gli uomini di Samuil vengono accecati e rimandati a Ohrida dietro ordine dell'imperatore bizantino Basilio II (chiamato perciò Bulgaricida). Samuil non può resistere a una tale vista e muore (1014). Ma il popolo bulgaro continua per altri tre anni a non piegare il capo al dominio bizantino e finché non si sparge l'ultima goccia di sangue dei suoi eroici figli, non cede all'oppressore. Nel 1018 la Bulgaria cade con onore. Parte dei boiardi passa al servizio degli oppressori. Ma le masse popolari non piegano il capo e dopo circa due secoli, dimostrano di nuovo al mondo che la Bulgaria ha diritto a esistere come Stato indipendente.

I conquistatori bizantini si danno agli abusi, ai saccheggi, agli atti dì crudeltà, volendo annientare l'essenza vitale dello spirito del popolo, ucciderne la coscienza. Ma questi tentativi di assimilazione sono votati all'insuccesso. I bulgari sono irriducibili. Due volte il popolo insorto tenta di scuotersi di dosso la dominazione straniera e di restaurare lo Stato bulgaro (1040-1041 e 1072). I temporanei insuccessi non vincono la fede e la fermezza del popolo, istigato non solo dall'arbitrio dei conquistatori, ma anche dal movimento dei bogomili che incitavano il popolo a lottare sia contro l'oppressore sociale sia contro la soggezione politica allo straniero.


tratto da Spas Russinov - "Bulgaria"




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