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 Consolidamento ed estensione della Bulgaria 

La struttura politico-sociale dello Stato bulgaro non si distingueva molto dallo Stato del primo periodo feudale e poggiava su due classi fondamentali: aristocrazia terriera e contadini liberi. I contadini prendevano in affitto le terre degli aristocratici. Ma le continue guerre, i disordini interni, tendenze di separatismo al vertice, agitazioni dei contadini ecc., le gravi imposte e l'arbitrio degli aristocratici spingono i contadini alla rovina, e di qui, facilmente, vengono imposte loro le catene della servitù della gleba.

Verso il X secolo, il feudalesimo si afferma come sistema dominante - sistema di proprietà feudale sulla terra e di sfruttamento dei servi della gleba, soggetti a un padrone onnipotente, investito delle prerogative del sommo potere, il khan o il principe.

Dal IX al X secolo, lo Stato bulgaro raggiunge il culmine della sua potenza militare e politica, il che contribuisce anche al sorgere di una cultura propria, originale.

È interessante rilevare che il popolo bulgaro, che non aveva tradizioni culturali proprie, che era senza esperienza di governo, persino senza religione, riesce con incredibili sforzi non solo a resistere ai numerosi assalti del potente Impero bizantino, ben organizzato e con un inesauribile patrimonio culturale e ad estendere i confini a sud della catena dei Balcani ma anche a dare un contributo modesto alla cultura e a unificare gli slavi.

Lo Stato bulgaro giunge all'apogeo della sua gloria all'epoca del noto condottiero, uomo di Stato e primo legislatore, il Khan Krum (803-814) che, dopo aver sconfitto gli avari a occidente, accetta la guerra che gli viene imposta dall'imperatore bizantino. Krum si precipita a sud e conquista la città di Sofìa con l'intenzione di includere nel territorio dello Stato bulgaro gli slavi che popolavano la Macedonia e la Tracia. L'imperatore bizantino Nikiforo I invade con truppe numerose la Bulgaria, conquista e devasta la capitale Pliska e rifiuta la proposta di pace che gli viene offerta.
Allora comincia la guerra, che finisce con la piena disfatta e la distruzione dell'esercito bizantino in una delle gole dei Balcani orientali nell'811. Nel combattimento perisce anche lo stesso imperatore Nikiforo I. È la maggiore disfatta che i bizantini avessero subito fino allora.

Questa guerra fa della Bulgaria uno Stato potente, i cui confini giungono, a nord-ovest, fino al fiume Tisza, a nord fino ai Carpazi, a oriente fino al Dniester e a sud fino ai monti Rodopi e Rila.

Le vittorie conseguite e i lunghi anni di pace che seguono, contribuiscono molto al consolidamento ulteriore della Bulgaria medioevale; favoriscono una vasta attività edilizia di palazzi, di fortezze, di ponti e di monumenti, lo sviluppo della cultura e delle arti. Uno dei monumenti più notevoli di quell'epoca è il grande rilievo scolpito nella roccia viva che si conserva anche oggi presso Pliska, detto "Madarski konnik" (Cavaliere di Madara).

All'affermazione definitiva dello Stato bulgaro e al consolidamento del regime feudale contribuisce anche il Cristianesimo, che si diffonde durante la seconda metà del IX secolo come religione ufficiale dello Stato. Il cristianesimo cancella non solo le divergenze religiose fra gli slavi e i bulgari, ma serve anche di piattaforma ideologica, attraverso la quale viene a legalizzarsi il carattere divino del potere regale e la sottomissione assoluta dei boliari.
La conversione al cristianesimo pone la Bulgaria a un livello più elevato nei suoi rapporti con gli Stati cristiani più progrediti del tempo e contribuisce a mettere in contatto l'ormai formata nazionalità bulgara con il patrimonio culturale degli altri popoli e degli altri Paesi.


tratto da Spas Russinov - "Bulgaria"



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