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Bulgaro
     
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 Il Viaggio d'’oltremare di Bertrandon De La Broquière 
di Vladimir Svintila
Fu il primo autore che penetrò in Bulgaria dopo la sua caduta sotto la dominazione ottomana. Si suppone che fosse nato alla fine del XIV secolo a La Broquière, piccola cittadina alle falde dei Pirenei francesi. I genitori appartenevano alla nobiltà locale, ed e l'unica cosa che si sappia di loro. Dove e da chi avesse studiato resta ignoto. Le sue note di viaggio non tradiscono un grado di cultura esclusivo per quell'epoca. Dunque per noi resta un segreto come era riuscito nel 1421 ad entrare al servizio presso Filippo il Buono/duca di Burgundia. In merito alla sua missione il nostro viaggiatore comunica di essere partito dalla corte del suo stimatissimo signore che a quell'epoca si trovava nella città di Gand. Con quali incarichi e compiti diplomatici o altri resta ignoto.

Il viaggio di La Broquière fu del tutto privato. In nessun luogo fu accolto né accompagnato da personalità dell'amministrazione turca, in nessun luogo gli avevano tributato onori come si faceva nei riguardi di un ambasciatore diplomatico. Appena a Costantinopoli egli si unì all'ambasciata di Benedetto Folco da Forlì, ambasciatore del duca di Milano Filippo Visconti. Che cosa aveva voluto da quel suo inviato Filippo il Buono? Indubbiamente de La Broquière aveva da adempiere certi incarichi. Filippo il Buono, nella veste di capo di un paese che lottava per conseguire il primato politico in Europa, aveva determinati interessi verso la Turchia; non si deve dimenticare anche che suo padre aveva partecipato alla marcia di Sigismondo ed era perito nella battaglia presso Nikopol. Forse all'inizio le notizie raccolte dal viaggiatore erano considerate un segreto. L'importanza de "Il viaggo d'oltremare” sta nel fatto che il suo autore fu il primo viaggiatore che penetrò nelle nostre terre subito dopo la caduta della Bulgaria sotto la dominazione ottomana. Esattamente 40 anni dopo la caduta di Tarnovo De La Broquière passava attraverso le terre bulgare, conquistate dai turchi.

Le notizie da lui fornite sulle nostre terre iniziano con la descrizione delle città intorno ad Edirne. (Fra Enikioj, Ghiumurgian e Serrai ci sono belle città - scrive egli Dimotika gli fece una forte impressione con il bell'ordinamento. A Edirne vide schiavi in catene condotti li per essere venduti. Essi chiedevano elemosina davanti alle porte della città. Faceva pena guardarli come soffrivano. La sua strada da Edirne verso nord passava attraverso bellissime località. Ma anche qui egli vide diverse scene di violenza. Dopo aver attraversato una bella pianura, sita fra due montagne, solcate dal fiume Mariza, strada facendo incontrò una quindicina di uomini e una decina di donne con delle spesse catene al collo. Erano stati catturati poco prima nel Regno di Bosna durante una marcia dei turchi. Due turchi li conducevano a Edirne per venderli.

Viaggio lungo il Danubio dell'ambasceria tedesca in direzione di Costantinopoli.

Particolareggiate sono le sue osservazioni su Plovdiv. De La Broquière vide i resti di un'antica fortezza e di palazzi antichi. Veniamo ad apprendere che la collina era coperta di case e che la maggior parte degli abitanti della città erano bulgari, professanti la fede greco-ortodossa. Assai interessanti le descrizioni e le notizie che ci lascia sulle località site fra la gola di Traiano e la collina di Vasiliza, sui villaggi intorno a Vetren, su Ichtiman. - "In quella zona — dice de la Broquière — ci sono molti briganti e perciò i turchi concedono la libertà ai contadini che vi risiedono. Lo aveva impressionato fortemente la pianura di Sofia che gli sembrò assai vasta.

Egli scrive che dopo aver attraversato la montagna era penetrato in una pianura lunga sei miglia e larga due. Quindi attraversò un bellissimo bosco, lungo quattordici o quindici miglia. Poi apparve una bellissima grande pianura, circondata da tutte le parti da alte montagne e abbastanza densamente popolata di bulgari. Era solcata in lunghezza da un fiume. E così in tre giorni arrivò nella grande città denominata Sofia, la più bella in tutta la Bulgaria.
De La Broquière fu il primo che constatava che Sofia fosse la più bella città della Bulgaria.

Segue la descrizione della strada verso Pirot attraverso località boschive, nonché delle località e dei boschi lungo il fiume di Nishava. Da Nish continuò la strada a cavallo attraversando meravigliose località, sempre lungo il fiume... Le campagne lungo il Nishava erano densamente popolate da bulgari. A quell'epoca il fiume Morava serviva da confine fra la Bulgaria e la Serbia...

De La Broquière ci lasciò le prime nozioni sui cristiani denominati “voinigari”. I bulgari lo informarono che si trattava di cristiani dai quali i turchi non chiedevano il tributo "harac". Essi si arruolavano nell'esercito turco. Alcuni di essi venivano costretti per forza a diventare soldati turchi.

Bertrandon de la Broquière descrisse i primi decenni della servitù. Le descrizioni da lui lasciateci si ripeteranno ancor più atroci fino al 19-mo secolo, ormai ad opera di altri viaggiatori.




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