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 Blaga Dimitrova (1922-2003) 
Testi e traduzioni di Giuseppe Dell'Agata

Blaga Dimitrova

Poetessa, prosatrice, traduttrice raffinata, impegnata, anche a livello europeo, sui temi della pace e della giustizia, più volte in Vietnam (dove adotta una bambina) al tempo dei massacri della popolazione e dei bombardamenti col napalm da parte degli aggressori americani.

Esponente di un dissenso sempre più marcato negli ultimi anni dell’agonia del regime di Todor Živkov, eletta nel 1992 (da una maggioranza di ex comunisti) vicepresidente della Repubblica. L’anno successivo si dimette per dissensi col presidente Želju Želev riguardo al tenore della nuova Costituzione.

Nel 1970 una sua sceneggiatura cinematografica (“Ti verrò in sogno”) vince un concorso indetto per il 40° del 9 Settembre. Il film viene bloccato, ma la trama ritorna nel romanzo “Il volto” (Лице), uscito alla fine del 1981 in 35000 copie. Grande successo di vendite, stroncato dal regime e anche personalmente da Todor Živkov. Nelle prime manifestazioni “democratiche” il romanzo era portato in corteo insieme a “Il fascismo” di Želev.

La poesia di Blaga Dimitrova assomma una sensibilità e una prospettiva squisitamente femminile a profonde doti di analisi e di riflessione filosofica.

Blaga Dimitrova, Segnali (Poesie scelte 1937-1999) a cura di Valeria Salvini, pref. Julia Kristeva, Fondazione Piazzolla, Roma 2000.

ДА БЪДЕШ ЖЕНА ESSERE DONNA

Да бъдеш жена – това е болка.
Когато ставаш девойка, боли.
Когато ставаш любима, боли.
Когато ставаш майка, боли.
Но най-непоносимата на земята
е болката да си жена,
непознала всички тия болки
до една...

1965

Essere donna vuol dire dolore.
Diventi donna, è dolore
Diventi amante, è dolore.
Diventi madre, è dolore.
Ma il più insopportabile su questa terra
è il dolore di essere una donna,
che non abbia sofferto tutti questi dolori
fin in fondo...

1965

ВСЕКИДНЕВИЕ QUOTIDIANITÁ
Убитите утре
днес гледят на телеекрана
убитите вчера.
И всеки си казва:
Не не може с мен да се случи
такава нелепост!

11 октомври 1995

Gli uccisi di domani
oggi guardano sul televisore
gli uccisi di ieri.
E ognuno si dice:
No, non possono capitare a me
simili assurdità!

11 ottobre 1995




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