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 BLAGA DIMITROVA 
Blaga Dimitrova | Poesie 1234

Dalla raccolta Quaderno di scuola. Versi giovanili.


RAGNO

Distende col fiato suo un filo sottile
e con arte raffinata tesse la sua tela.
Al sole la tela risplende dorata -
per attirare uno sciocco moscerino.

E il mio sogno dell'anima come un ragno
di ora in ora tesse e intreccia un laccio,
d'oro e così attraente, lo so:
sono io quel moscerino.

1937


Dalla raccolta All'aperto. Poesie, Sofia, 1956


IL SORRISO DEL NORD

Colori d'arcobaleno sulla neve
attraverso una lacrima gelata.

1947


NOTTI BIANCHE

Fonte ignota di luce
imbeve graniti e giardini.
La Neva ha riversato in cielo rossori,
il cielo nel fiume fremiti d'azzurro.

E spalla a spalla due giovani
vanno con passo cauto e lento -
per non disperdere questa luce
che da cuore a cuore trabocca.

1947


Dalla raccolta A domani.Versi, Sofia, 1959


AMORE

Ho perso l'andatura trascurata,
ho perso la mia risata presuntuosa
e il silenzio mite dell'anima,
e la freschezza nello sguardo distratto,
e di notte il sonno.

Ho perso i sentieri che mi attiravano,
la ribellione, e la libertà,
l'imprevisto, e il suono dei canti -
ho perso tutto, ma sono la più ricca
la più prodiga del mondo.

1956


ABBRACCIO

Cuore nel cuore. E respiro nel respiro.
Così vicino a me, tanto da non vederti.
Oltre la tua spalla vedevo in lontananza un monte oscuro.
Ero protesa in uno slancio quasi a oltrepassarti.

Sentivo battere il cuore impazzito delle stelle.
Accoglievo il vento affannato, rivestito di foglie.
Mi aprivo alle ombre dei boschi che venivano incontro
e ai rami che si aprivano ad abbracciare la notte.

La lontananza inspiravo in un sorso enorme.
Premevo vento, nubi e stelle al mio petto.
E nel cerchio stretto di un abbraccio
ho rinchiuso l'infinito intero del mondo.

1957


A DOMANI

- A domani! - dici tu e già te ne vai.
Con sguardo impaurito io t'accompagno.
A domani?... Ma domani è immensamente lontano.
Davvero tante ore fra noi si porranno?

Fino a domani per me sarà ignota
l'ombra mutevole della tua fronte,
il discorso ardente e pulsante della mano,
dei tuoi pensieri il fluire segreto.

Prima di domani, se vorrai bere, non potrò
essere la tua fonte. Se il freddo
ti avvolge - non sarò il tuo fuoco.
Se hai timore del buio - la tua luce.

- A domani! - tu dici e parti
e non senti nemmeno che non hai risposta.
- Al giorno estremo! - mi aspettavo dicessi
e rimanessi con me fino al giorno estremo.

1958


DESIDERIO

Mi avvolgano ali, senza racchiudermi.
Il mio spirito aperto, non in me ripiegata.
Non dietro a una spalla, al sicuro protetta,
ma fianco a fianco contro il vento in bufera.

1958


SENZA AMORE

Da questo momento vivrò senza amore.
Libera dal telefono e dal caso.
Non soffrirò. Non avrò dolore né desiderio.
Sarò vento imbrigliato, ruscello di ghiaccio.

Non pallida per la notte insonne -
ma non più ardente il mio volto.
Non immersa in abissi di dolore -
ma non più verso il cielo in volo.
Non più cattiverie - ma nemmeno
gesti di apertura infinita.
Non più tenebre negli occhi, ma lontano
per me non s'aprirà l' orizzonte intero.

Non aspetterò più, sfinita, la sera -
ma l'alba non sorgerà per me.
Non mi inchioderà, gelida, una parola -
ma il fuoco lento non mi arderà.
Non piangerò sulla crudele spalla -
ma non riderò più a cuore aperto.
Non morrò solo per uno sguardo -
ma non vivrò realmente mai più.

1958


PERDITA

Non so se mi ero innamorata di te.
Mi innamorai però di altre cose, lo so:
di una stanza scomoda rivolta a nord,
di una teiera che crepitava di sera.

Degli alberi mi innamorai che toglievano spazio,
dei solitari e soffocanti cinema di quartiere,
dei dolorosi ricordi di prigione,
di un muro ferito dalle bombe.

Delle fermate del tram, delle foglie ricoperte di brina,
di una calda tasca con castagne bruciate,
della pioggia scrosciante, del suono del telefono,
perfino della nebbia fonda color cenere.

Di tutto il mondo mi ero innamorata, non di te.
Lo scoprivo nuovo, interessante, ricco.
Per questo soffro... Non per averti perso.
Altro ho perduto - il mondo intero.

1958


I PIU' UNITI


Vuoi che rimanga per te solo un'amica.
Come posso capirlo?
Che mani fuse fino al dolore
ora si sfiorino appena?

Sguardi che assetati si bevevano al fondo -
accennino soltanto un saluto?
Labbra senza pietà ardenti
si scambino semplici frasi?

No, non siamo buoni amici.
Non può esistere un mezzo-amore.
Eravamo i più uniti... Per questo, da ora
nel mondo saremo i più estranei.

1959


FRA LE STELLE

L'uno ancora dall'altra lontani camminavamo.
Con le sue ombre il bosco ci ha inseguito.
Alzammo però lo sguardo... E nel cielo in un istante
una valanga di stelle ci ha trascinato.

Involontariamente allora mi sono stretta a te
per non perdermi nella via Lattea.
E tu con mano forte mi hai preso per mano -
perché le infinite stelle non ci dividano.

Così da allora siamo rimasti in due.
E sempre penso: se l'uno
dall'altra si staccasse appena,
nel grande mondo non ci troveremmo.

1959


AMARENA

"Hai freddo?" - mi hai chiesto
e mi hai stretto in un abbraccio.
In te rannicchiata con fiducia,
sono sbocciata appieno… E quali
canti di uccelli d'oltremare ho udito!
Venti del sud iniziavano a soffiare.
E come un'amarena, ancora intimidita
Ho dato via i miei colori.

Dove sei, libero, oggi,
dopo avermi lasciata sola nella neve?
Incurante, non mi chiedi più:
Hai freddo? … Adesso
Quell'inverno è intorno a me,
col gelo e un bianco deserto.
Ed io, amarena matura innanzi tempo,
tremo con le mie foglie bruciate.

1959


Traduzione dal bulgaro: Valeria Salvini



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Leonardo Pampuri
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