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Bulgaro
     
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 LA PRODUZIONE DELL'ORIENTE - 4^ PARTE 
UN'INTERPRETAZIONE DELLA MUSICA POPOLARE BULGARA

4. MITI E STEREOTIPI ORIENTALI

Le osservazioni circa il ritmo della danza del ventre sono senz’altro interessanti dal punto di vista dell’analisi musicale, e spero di poter presentare maggiori dettagli in futuro. Tuttavia, non dicono molto sul modo effettivo con cui questi elementi musicali sono recepiti e utilizzati nella Bulgaria odierna. Quando parliamo di ricezione, è di primaria importanza analizzare immagini differenti dell’Orientalismo nel folkpop bulgaro. Un punto fermo è l’argomento secondo cui i racconti e i miti, che stanno dietro alla cultura popolare di oggi, sarebbero frammentari (cfr. Barthes 1985:110-5). Questi frammenti sono luoghi da visitare, che ci fanno cadere in una breve estasi, per poi ritornare alla vita di tutti i giorni. Dal punto di vista generale dell’intrattenimento, essi non danno forma a nessun corpo narrativo. L’orientalismo e la cultura orientale, parimenti, non sono più reali. Al contrario, l’oriente stesso si riferisce a questi frammenti di mitologia come ad un momento esotico ed eccitante. Lo stile orientale è in tal modo un angolo remoto del mondo, dove vanno i turisti “modello”, in genere non per venire a conoscenza degli usi e delle condizioni locali, ma soprattutto per riposare, per estasiarsi, per bisogno di avventura, o per dimenticare.

È interessante notare che il suddetto boom della musica orientale nella costa ovest dell’America, era basato sugli stessi identici bisogni: il pubblico urbano multiculturale non andava nei locali notturni alla ricerca di musica orientale originale. La ragione principale era la voglia di vedere uno spettacolo esotico, “un sera in oriente” con ritmi pulsanti e balli erotici, magari per ricordare l’ultimo viaggio fatto in oriente, oppure solo per divertirsi (Rasmussen 1992:66-7).

Allo stesso modo è probabile che, per il pubblico che ascolta il folkpop e l’etnopop, lo stile orientale non si riferisca necessariamente né alla Turchia né ai Gitani, né a qualsiasi altra entità culturale. Lo stile orientale è innanzitutto vissuto come esotico, come un’ “alterità” straniera, che suona però familiare e sicura. È un nuovo eccitante stile musicale, una novità, che comprende abbastanza della vecchia e consolidata musica popolare precedente. Lo stile orientale può funzionare anche come mezzo terapeutico: un veicolo di protesta per controbilanciare lo sviluppo economico e politico, in continuo peggioramento.

I successi orientali consistono in almeno due immagini mitiche, che sono sempre fuse tra di loro. In seguito saranno chiamate A) Immagini orientali classiche ed B) Esotismo moderno. Queste due immagini formano un interessante mistura di stereotipi che si richiamano alla cultura gitana, al medio oriente, all’estremo oriente, e al miracoloso Sangri-La, il nessun-luogo dell’oriente. La prima è parte dell’orientalismo globale, vecchio e di intrattenimento. La seconda, riflette la situazione politica e culturale di oggi e del recente passato, essendo cosi tema più attuale, locale e spesso pieno di riferimenti alle stupidità politiche e alla decadenza economica. Nonostante ciò, le immagini sono connesse tra di loro, e non è difficile trovare un equivalente moderno per ogni classico stereotipo orientale (Tavola 1).

Inoltre, non è difficle inventare alcuni stereotipi che potrebbero potenzialmente corrispondere all’orientalismo bulgaro, e che però non si trovano nel materiale di ricerca. Ho chiamato questi C) immagini orientali cancellate. La loro assenza può essere spiegata attraverso la storia culturale bulgara e, in particolare, attraverso la speciale relazione con il passato ottomano.

Nel folkpop orientale, i miti relativi al passato ottomano sembrano costituire delle eccezioni. Questa musica serve principalmente per l’intrattenimento e i riferimenti alla cultura ottomana, alla religione musulmana, ed anche alla moderna Turchia, sono probabilmente argomenti troppo delicati da trattare, per gli affari legati allo spettacolo bulgaro. Comunque, ciò non significa che l’orientalismo connesso agli ottomani sia sconosciuto alla cultura bulgara. Secondo Maria Todorova (citata da Buchanan 1996:216-7), durante il regime comunista, il passato ottomano era il modo comune per spiegare l’arretratezza della cultura bulgara. Oggi, penso, l’ottomanismo è usato per spiegare molte caratteristiche economiche e culturali, che potrebbero essere interpretate molto meglio come il risultato del sistema comunista: inefficacia, regionalismo, parrocchialismo, indifferenza mentale, resistenza al cambiamento economico, mancanza di razionalismo occidentale, ecc. ecc..


Tavola 1

A. Classiche Immagini Orientali e B. Esotismo moderno:

1. Erotica danza del ventre, Sessualità leggermente pornografia;
2. Harem, Odalische, Sceicchi, Mafia e Sultani, Macho, Menteta;
3. Meravigliose terre arabe e indiane, opportunità occidentali, possibilità di guadagno;
4. Persone che leggono la mano, miracolisti, incantatori di serpenti, il sommo Grande Fratello;
5. Nomadi Gitani, navigazione, wind-surfing, hobby costosi;
6. Vecchie cose da cabaret, abiti occidentali alla moda;
7. Paesaggi cittadini della vecchia Bulgaria, paesaggi marini, cascate;
8. Banchetti con bevute di vino e whisky.

C. Immagini orientali cancellate (Ottomanismo):

9. Paesaggi con moschee e minareti;
10. Musulmani in preghiera e pellegrini col volto coperto;
11. La cultura ottomana, il fez;
12. La bandiera con la mezzaluna della moderna Turchia.


1. Il primo argomento, danza ed erotismo, è insieme una delle immagini orientali più popolari e naturali. Come detto sopra, il comune denominatore dei successi orientali è il ritmo kyuchek. Questa configurazione ritmica è strettamente connessa alla danza del ventre orientale. Non c’è da stupirsi se in quasi tutti i video orientali si vedono queste ballerine. Grazie a costumi succinti e a coreografie seduttive, la danza del ventre ha quasi sempre una sfumatura erotica [7], che potrebbe anche essere la chiave del suo successo, almeno nei Balcani. Tuttavia, sembra tipico del recente clima culturale in Bulgaria, che i produttori locali di musicassette sostituiscano un erotismo politically-correct con una sessualità leggermente pornografica [8]. Questa tendenza è ben evidenziata sulle copertine delle musicassette. Un esempio tipico è quello delle classiche foto di un cantante o di un’orchestra. Col passare del tempo dunque, i musicisti hanno cominciato a sostituire queste foto con quelle di ragazze seminude, vestite con un costume tradizionale da cortigiana o altrimenti seduttivo. Mitko Dimitrov, il direttore della società Payner, il più grande editore di audiocassette, spiega questa usanza: “La questione di come deve apparire un musicista non è un problema per noi. Se un artista non ha un look molto buono, noi mettiamo sulle copertine delle audiocassette queste ragazze pin-up” (intervista del 10.9.1996).

2. Odalische, Sceicchi, e Sultani sono obbligatoriamente parte dell’orientalismo classico, né ci vuole tanto per ritrovarli nei successi orientali bulgari. Nei racconti popolari, comunque, questi personaggi mitici sono generalmente trasposti al tempo presente. Cosi, per esempio, il Sultano in “Harema”, il successo di Valentin Valdes, non è affatto un Sultano ottomano, ma un moderno Sultano del Brunei che cerca di sedurre una bella ragazza macedone di nome “Sexy-Madonna”. Dopo che la ragazza risponde “no” spiegando che lei è troppo giovane, e che ha già un ragazzo, il Sultano gli promette milioni di dollari e un mare di petrolio a patto che “la più bella ragazza della macedonia” accetti la proposta di matrimonio.

Anche gli eroi classici dell’orientalismo hanno i loro equivalenti moderni, che nel folk-pop bulgaro sono la mafia e il macho. Sebbene, ovviamente, alla maggior parte dei bulgari non piaccia la cultura mafiosa, né la crescita del mercato nero, tuttavia molto facilmente la logica della cultura popolare trasforma dei criminali antieroi in eroi famosi. Infatti, ci sono diverse nuove canzoni pop che raccontano in termini lusinghieri di uomini d’affari macho, ai quali nel mondo tutto è possibile.

Per esempio, uno dei successi del ’96 fu “Tigre, tigre” del gruppo “Velite Shisharki”, che parla della storia di un affare illegale e della generosità del boss mafioso. Alla fine dell’autunno, la canzone era molto popolare tra i giovani macho gentiluomini, con gli occhiali da sole, ben vestiti, che girovagavano per i bar del centro di Sofia.

Anche il Mente(ta) è associato alla criminalità, ma in modo più ambiguo. La parola letteralmente significa “zecca”, ma ha anche un altro significato peculiare: “un falso” o “un surrogato”. In Bulgaria e in ogni altro paese post-comunista, uno degli effetti secondari della crisi economica è quello di fare soldi con l’aiuto di merce scadente o contraffatta. Nei mercati e nei chioschi si vendono alcolici fatti in casa con etichette che sembrano originali, e, al peggio, se si beve l’infuso si rischia la morte o la perdita della vista. Ma a parte questi casi, si può ritrovare menteta anche quando si comprano vestiti, scatolame, orologi, o musica.

Questo motivo è stato presentato da molti punti di vista nella canzone orientale gitana “Mente, mente” di Kiril Lambov (1995), dove il problema dell’inganno inizia al livello di un venditore ambulante per finire nella satira politica: Menteta non si riferisce solo alla Rakja (specie di grappa locale), ma anche ai poliziotti e ai politici. Probabilmente l’intero sistema politico bulgaro di oggi viene fatto risalire e appartenere alla stessa categoria menteta (vedi l’esempio 1).

3. Come già detto, l’orientalismo del folkpop sembra trascurare l’immagine legata alla cultura ottomana e alla moderna Turchia. Al posto di queste, si fanno abbondanti e generali riferimenti all’esotismo orientale, presi dall’Arabia all’India, fino all’estremo oriente. Poi, accanto a queste immagini classiche, il folkpop orientale approva l’uso di molti simboli moderni, specialmente tutto ciò che riguarda il benessere occidentale: macchine lussuose e valuta straniera. Le banconote americane sono un tema piuttosto popolare nelle copertine delle audiocassette. Un esempio molto simpatico è la copertina dell’audiocassetta “Melidjia” (1996). L’idea principale della foto è una banconota da 100 dollari, ma la scritta è stata manomessa, e la parte destra cambiata in 100 Leva bulgari. Il sogno di benessere dei bulgari non poteva essere rappresentato meglio.

Il sogno di queste qualità occidentali è stato ironicamente interpretato anche nella canzone "Zavrùstane v Berlin" (Ritorno a Berlino) di Valentin Valdes (1996). Il cantante non ne può più delle misere condizioni economiche della Bulgaria e progetta di trasferirsi a Berlino per fare il gigolò. Conosce alcune vecchie signore della città, con le quali è in grado di vivere nell’alta società. Nella canzone, il nostro eroe finisce la sua carriera da playboy e sposa un’anziana signora berlinese – per soldi.

4. La quarta immagine orientale della lista, gli indovini di vario tipo ecc. ecc., ricorda la forte posizione dell’esotismo gitano nel folkpop bulgaro. Infatti, un personaggio molto tipico nei video orientali è la zingara che legge la mano. Anche gli incantatori di serpenti sono frequenti, come pure i venditori di miracoli, che riescono a guarire una donna malata con l’aiuto di un motivo orientale e melanconico, suonato col clarinetto direttamente nelle orecchie della paziente. Tutti questi esempi provano che gli antichi riti magici sono sempre attivi, anche nella moderna cultura dei video.

La forma moderna del fare miracoli è quella del Grande Fratello che aiuta i cittadini più deboli a risolvere i loro problemi quotidiani. Il Grande Fratello può essere un boss mafioso, come nel caso del successo su citato “Tigre, tigre”, ma potrebbe anche essere un leader di partito, come nel caso della canzone "Djado Mraz" (Babbo Natale) della stessa orchestra (1995). La canzone racconta di un benefattore che arriva il giorno della vigilia di Natale con la sua mercedes nera dalla nota residenza del governo bulgaro sul monte Vitousha. Il cantante aspetta seduto in casa l’arrivo di questo Babbo Natale, nella speranza di avere del prosciutto arrosto, molto vino, e una nuova auto per natale. Il messaggio della canzone è chiaro: tutto quello che dobbiamo fare è sedere e aspettare, il Grande Fratello ci aiuterà senz’altro. La critica dei miei amici di Sofia, ha sottolineato che questo tipo di mentalità paternalistica era tipica del periodo comunista. I cittadini si erano in qualche modo abituati ad attendere apaticamente le decisioni del governo. Come fa notare Katherine Verdery (1996:25), il partito comunista “si è comportato come un padre che elargisce cose ai figli quando ritiene giusto. Il partito del padre benevolo educava la gente ad esprimere i propri bisogni per poi soddisfarli, e li scoraggiava dal prendere iniziative che li avrebbero messi nelle condizioni di soddisfare da loro stessi i propri bisogni”. Allo stesso modo, anche lo stato bulgaro aveva il suo proprio Padre o Grande Fratello a Mosca, che, nel nome della fratellanza socialista, aiutava i suoi vassalli più piccoli e deboli.

5-6. L’abbondante esotismo gitano significa anche un uso abbondante, nei video orientali, della tradizione cabarettistica dell’europa occidentale. Quando si richiede una sessione di registrazione, i produttori del video sembrano preferire i cabaret-ristoranti dei grand hotel turistici, ballerine e “varieté ballets”.

Il risultato è spesso un tragicomico gruppo di giovani ragazze con qualche esperienza di aerobica che cercano di ballare la danza del ventre, oppure di ballerine di danza classica che si agitano chiassosamente sul palco in un campo di zingari. La qualità artistica dei video orientali, comunque, sta sensibilmente migliorando e in alcuni video recenti si possono trovare anche danzatrici del ventre professioniste e con una buona conoscenza della tradizione.

Nei video vengono anche scelte, allo scopo di controbilanciare il contenuto cabarettistico, varie immagini dell’alta società moderna e della vita turistica. Passatempi costosi, come la vela o il windsurf si possono vedere in molti video-clip. Vestiti alla moda sembrano essere una parte straordinariamente importante di queste immagini moderne. In realtà, non è facile trovare un video in cui un/a cantante non sia al contempo un/a modello/a. La regola vuole che, per ogni video clip di ogni canzone, un artista sia vestito in almeno tre differenti modi, e in seguito questi tre clip siano continuamente miscelati tra loro.

7. Oltre alle caratteristiche del cabaret e del ristorante “milieu”, i video orientali bulgari hanno in realtà come base solo due immagini di sfondo, un vecchio panorama cittadino e una veduta turistica della costa del Mar Nero. Queste viste possono essere usate uno dopo l’altra e diverse volte durante un video-clip. La prima rinforza le classiche immagini orientali, l’altra è il simbolo del desiderio di modernità e benessere. Tuttavia, le viste delle antiche città, come Veliko Tàrnovo o Plovdiv, non si riferiscono solo all’orientalismo, ma indubbiamente hanno un forte valore simbolico nazionale. I vecchi palazzi sono l’evidenza della lunga storia della Bulgaria, un’unica civiltà, prima del periodo ottomano: Veliko Tàrnovo nel medioevo era la capitale della Bulgaria.

Infine, quasi tutti i video bulgari – non solo quelli orientali – usano in continuazione un simbolo e sempre lo stesso: l’acqua che scorre. È molto probabile che l’acqua significhi felicità in almeno due sensi. Da una parte, l’acqua che scorre è il simbolo della Bulgaria montuosa, e garantisce vita e continuità. D’altra parte, l’acqua ha un senso molto positivo nella mitologia orientale. I nomadi arabi e altri eroi della mitologia travano l’acqua nelle oasi, quei posti paradisiaci al centro di un deserto bollente e secco. Perciò l’acqua è una componente fondamentale del paradiso orientale.

8. Il solo fatto che cibi speziati e deliziosi si possono trovare dappertutto nel paese, è la prova che la Bulgaria appartiene all’oriente. Sebbene il passato ottomano venga in genere rifiutato, la tradizione turca del pollo non è scomparsa. I bulgari sono anche orgogliosi dei loro meravigliosi vini, spesso tema di canzoni di successo che sottolineano lo spirito nazionale e regionale. Non c’è da meravigliarsi del fatto che in ogni momento, nei video orientali, gli attori bevono e fanno baldoria con ogni tipo di prelibatezze. Cibi deliziosi e vino sono un punto di riferimento della felicità bulgara, uno dei fondamenti della vita sociale.

Bere il whisky, tipico di molti video orientali, è più difficile da spiegare. Comunque, i cantanti-eroi sofferenti e svagati, quasi sempre bevono whisky – non la rakiya o il mastika, né altre bevande alcoliche dei balcani, ma whisky. Forse il fatto di bere whisky si riferisce solo a uno dei simboli universali del lusso, reso esotico dai video. Per altri versi, ho capito che bere whisky è anche una parte fondamentale della vita notturna ad Atene e Istambul. Chi sa se il whisky non sia altro che il retaggio lasciato nei balkani e in oriente, dall’impero britannico, come ricordo della sua precedente influenza. Mi chiedo se anche Lawrence D’Arabia non bevesse whisky.


Esempio 1

Menteta, menteta (Falso, falso)

Musica : Kiril Lambov, Testi: Mimi Talarkova

1- Oggi, ogni secondo passato al mercato,
fratello mio, è un falso
Etichette e scatole originali
e il pacco delle banconote si ingrosserà

(Il) Falso falso
Porta spesse monete
straniere e fatte nostre
vanno dritte al cuore degli uomini d’affari

2- Il falso è una moda,
anche se le distillerie chiudessero
nei garage, nelle cantine e negli scantinati
faranno un ottimo sostituto

Falso, falso

3- L’altroieri, il mio vicino Ilija
ha comprato una bottiglia di Rakija
Anche se l’ha bevuta con meze e insalata
è ancora accasciato vicino al cimitero di Orlandovci.

Falso, falso

4- C’è un faslo whisky e un falso gin
Appena lo compri sembra fantastico
ma appena ne hai sorseggiato un po’
durante il giorno ti puoi ritrovare all’ospedale.

Falso falso


5- Ora puoi anche trovare il 100% di falsi poliziotti
fermano i turisti sull’autostrada e gli rubano i soldi.

Falso falso

6- Tutta la vita, fratello è un’imbroglio.
Se guardi quelli del parlamento
li vedi che discutono, litigano, combattono
e intanto la legge è un fallimento.


NOTE

[7] C’è anche però da dire che l’eroticità della danza del ventre sta anche nel semplice richiamo ad una parte del corpo notoriamente carica di sensualità (l’ombelico e il ventre). (ndt)

[8] Questo fenomeno è comune anche nell’etnopop rumeno; i concerti di musica orientale gitana, sono generalmente combinati con bei contesti, serate di cabaret o strip-tease. Peter Manuel (1993:215-21) ha trovato un genere commerciale “rasiya” nella musica popolare nord-indiana, che è stracolma di erotismo. Comunque, le copertine delle audiocassette di questa musica, introdotte da Manuel (p. 231-3), sembrano essere più “politically correct” di quelle che ho portato io come esempio. (ndr)


0.  Introduzione
1.  Retroterra: il nazionalismo monoetnico e  il pop-narodna jugoslavo
2.  La produzione dell’oriente
3.  Stilemi orientali nei maggiori successi Folkpop bulgari: le due correnti principali
4.  Miti e stereotipi orientali
5.  Conclusione: popolarità dello stile orientale
6.  Riferimenti

Autore: Vesa Kurkela - 11.03.1997
Traduzione: Valerio Guagnelli Scanzani – 14.03.2002




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