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Bulgaro
     
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 LA PRODUZIONE DELL'ORIENTE - 3^ PARTE 
UN'INTERPRETAZIONE DELLA MUSICA POPOLARE BULGARA

3. STILEMI ORIENTALI DEI MAGGIORI SUCCESSI DEL POPFOLK BULGARO: DUE CORRENTI PRINCIPALI

Oggi, le canzoni di maggior succeso in Bulgaria – e probabilmente in tutti i balcani – possono essere divise in due correnti o linguaggi principali. In termini bulgari, la prima corrente è la cosidetta Chalga, suonata nelle città da musicisti gitani, e il cui genere più famoso è la danza del ventre: il Kyuchek. È una musica da ballo gitana, che ha favorito una diffusione più rapida delle nuove influenze orientali sia nel folkpop locali, sia oltre i confini nazionali. Infatti molti dei maggiori successi sono oggi famosi in tutti i balcani; tanto che queste musiche da ballo, sono parte del folklore odierno, e possono considerarsi panbalcaniche. In virtù dei loro stretti contatti e interessi con e per l’oriente, i musicisti gitani rappresentano i principali agenti di scambio e importatori dello stile orientale. Le suggestioni musicali prese dall’arabesco turco e dalla musica da film indiana – ritmi, melodie, suoni – sono state importate nei balcani principalmente ad opera di questi musicisti (cfr. Pettan 1996:39-41; Pejceva 1996:33-5).

L’etnopop gitano può anche essere definito come il mezzo che ha consentito la diffusione della musica tradizionale orientale nei Balcani. Ciò non vuol dire che i musicisti gitani non siano anche molto abili nell’utilizzare i miti e gli stereotopi che discuteremo in seguito.

La seconda corrente principale, oggetto di questo scritto, ad ogni modo, è anche altrettanto interessante: il nuovo Folkpop bulgaro senza influenze gitane. Le sue radici affondano essenzialmente nel folklore dei villaggi e delle città di etnia bulgara. In questi ultimi dieci anni il folkpop bulgaro è andato sempre più contaminandosi con stili popolari locali degli stati confinanti, e certamente col pop occidentale. Durante gli ultimi due anni, comunque, anche il beat orientale ha trovato un suo spazio all’interno di questa musica.

I ritmi orientali[6] possono essere rintracciati nelle nuove canzoni di molti artisti pop bulgari, la cui produzione iniziale era solo un misto di suonorità pop occidentale e di melodie locali o regionali. Persino la megastar Sashka Vaseva, famosa per la sua canzone pop pirin-macedonian, ha saputo inserire nelle sue ultime registrazioni un leggero richiamo alla danza del ventre.

Il ritmo di danza sembra essere il fattore che più di tutti lega la musica popolare bulgara all’orientalismo. E forse il riferimento più specifico all’oriente è appunto il ritmo della danza del ventre: una configurazione ritmica in metrica doppia, con un sistema binario di voci dette düm (suono percussivo basso) e tek (acuto). Questo ritmo è rinomato e largamente utilizzato in tutta la musica da ballo dell’area mediterranea del sud e dell’est. Nella tradizione arabesca è chiamato mefkuf, arap o çifte, a seconda del tempo utilizzato (Stokes 1992:194). In Bulgaria questo ritmo è conosciuto come uno dei ritmi kyuchek, e nel folkpop è in genere suonato in modo semplificato e mescolato con la disco, il rock occidentali o con le configurazioni ritmiche latine. Nonostante ciò il riferimento all’oriente è ancora percepibile.

In realtà, sarebbe bene analizzare più da vicino cos’è il ritmo proprio della danza del ventre. Quali sono gli elementi principali dello swing orientale che fanno muovere il ventre? Personalmente ho trovato queste quattro precondizioni:

  • Rullata semplice in metrica doppia (tempo composto)

È una semplice configurazione ritmica che consente a chiunque di ballare il kyuchek. A differenza della musica svatbarski e della vecchia musica popolare bulgara, nei successi folkpop non si trova traccia di questi ritmi. C’è comunque un’eccezione: di frequente sono usati alcuni ritmi composti come il 9/8 (es. 2+2+2+3).

  • Seconda battuta sincopata

Questa caratteristica molto ritmica è la chiave del ritmo della danza del ventre. Poiché devia dall’impulso di base, è proprio questo accento che fa ondeggiare il bacino.

  • Accento sulla quarta battuta

L’accento sulla quarta battuta è tipico della versione moderna del ritmo kyuchek. È anche un fattore che ha un’evidente parentela con molte configurazioni ritmiche afro-latine. Questo compatibilità spiega anche la facile combinabilità del kyuchek con diversi ritmi popolari tipici della dance-music occidentale.

  • Uso di percussioni a mano con tonalità acuta, ad.lib.

Al contrario dell’arabesco turco o della dance-music araba, la percussione detta “Tarabuka goblet(immagine a lato) non è in genere usata nel folkpop o nell’etnopop bulgaro. Comunque, il suono darabuka appartiene allo stile, ed è prodotto con l’ausilio di un sintetizzatore o di timbales elettrici, o con altri strumenti a percussione con tonalità acuta, tipici della musica afro-latina. Il suono delle percussioni a mano è in genere usato come abbellimento ritmico, non per l’accompagnamento base, che è prodotto da una batteria di tipo occidentale.

L’abbondante, persino irritante ed eccessivo, uso di strumenti elettronici nel folkpop bulgaro è senza dubbio il contrassegno della modernizzazione. Ma ci sono anche motivi economici alla base di queste scelte. Se chiedete ai musicisti bulgari per quale motivo non posseggano una tarabuka, la risposta tipica è che non se lo possono permettere. I muscisti non hanno i soldi per comprare gli strumenti necessari a produrre il suono orientale originale. Penso comunque che ci sia un altro motivo economico ancora più importante. Con l’aiuto di uno o due sintetizzatori, uno o due musicisti riescono a produrre il suono di un’intera orchestra. Il risultato è che si possono facilmente trovare in bulgaria diversi one-man o two-man-bands.

Certamente ci sono molte altre caratteristiche orientali nel nuovo folkpop. Gli elementi più importanti sono i suoni delle voci e degli strumenti, nonché certe modalità come le formule melodiche. Per esempio, quando suonano nello stile orientale, i clarinettisti bulgari preferiscono di solito timbri nasali e intonazioni roche, cosa che rende il suono simile a quello del zurla (vedi sopra). Le modalità utilizzate contengono tipicamente suoni aggiunti e semitoni, che dal punto di vista tonale occidentale, “nel posto sbagliato” e che possono essere spesso ricondotti al sistema Makam turco.

Tutto ciò si riferisce al fatto che il ritmo balcanico della danza del ventre e alcune altre caratteristiche orientali relative, si sono innalzati al rango di superstili transnazionali. Altri superstili sono, tanto per nominare i più comuni, disco, techno, medium beat, rock e latino. Questi stili sono, realmente, “il minimo comune denominatore per il mercato più grande possibile”, come precisa in qualche modo Krister Malm (1993:343). Gli stili transculturali possono essere generalmente rintracciati e definiti in base all’idea generale del suono e della configurazione ritmica. Oggi essi sono tra i più importanti mezzi nella produzione globale della musica popolare. Possono reciclare vecchi successi, o reinterpretarli meglio, producendone diverse versioni. Nell’Europa occidentale questo metodo era molto famoso tra gli anni ’70 e ’80, quando molti swing, il tango, e gli evergreen popolari furono riprodotti come cosidette “versioni pop e rock”, con cui di solito si intende la sostituzione dell’accompagnamento originale con un ritmo “medium beat” e col suono disco-rock. Non furono prodotte solo cover, ma anche un grande numero di nuovi successi, imparentati con le versioni cover. Inutile dire che molti successi folkpop bulgari e, certo, pop-narodna serbi sono stilisticamente vicini a questa musica leggera internazionale.

Diversamente dalla chalga gitana, l’orientalismo folkpop bulgaro non è basato direttamente su una tradizione determinata. Come avviene in genere nella musica pop transnazionale, gli arrangiatori folkpop prendono solo alcuni elementi che si riferiscono alla musica orientale, allo scopo di conferire una coloritura esotica allo stile principale. Nello stesso tempo, gli stilemi orientali sono mescolati con altri elementi stereotipati e immagini popolari della musica da ballo locale.

Inoltre, a causa della totale fusione, anche i ritmi orientali non mantengono i loro significati originali, ma sono reinterpretati e modificati in modi diversi. Questo, in effetti, non è un caso unico nella storia della musica popolare, è piuttosto la regola che l’eccezione. Per esempio, la diffusione della musica afro-latina in europa ha seguito le stesse linee. Nel dopoguerra i musicisti e il pubblico europeo conobbero la samba brasiliana, il cha-cha cubano, e molti altri balli, e, nonostante tutto, al di là del fatto che fossero nuovi balli, non erano in grado di comprendere il ritmo originale afro-latino. Il risultato fu che sorsero diverse versioni locali: la marcia-samba brasiliana divenne la marcia-samba finlandese, il cha-cha cubano si trasformò nel beguine tedesco, e cosi via (cfr. Kurkela & Pennanen 1996).


NOTE

[6] Nella pagina web cui si riferisce il link, vi sono diversi interessanti esempi di ritmi balkanici di varia tradizione. Ci sono anche intavolature ed esemplificazioni musicali. (Ndt)


0.  Introduzione
1.  Retroterra: il nazionalismo monoetnico e  il pop-narodna jugoslavo
2.  La produzione dell’oriente
3.  Stilemi orientali nei maggiori successi Folkpop bulgari: le due correnti principali
4.  Miti e stereotipi orientali
5.  Conclusione: popolarità dello stile orientale
6.  Riferimenti

Autore: Vesa Kurkela - 11.03.1997
Traduzione: Valerio Guagnelli Scanzani – 14.03.2002




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