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 LA PRODUZIONE DELL'ORIENTE - 1^ PARTE 
UN'INTERPRETAZIONE DELLA MUSICA POPOLARE BULGARA

1. RETROTERRA: IL NAZIONALISMO MONOETNICO E IL POP-NARODNA JUGOSLAVO

In realtà può sembrare assurdo parlare di orientalismo e di influenze orientali nei Balcani. Un termine più appropriato sarebbe “revival orientale”. A causa della sua posizione geografica e del suo passato ottomano, gli stessi Balcani sono per molti versi orientali. Le culture popolari locali sono per lo meno semi-orientali, e vi sono state influenze orientali nella musica da ballo per centinaia di anni, come sanno bene gli studiosi di musica gitana. Tuttavia, resta il fatto, che quando parliamo di musica registrata e confrontiamo i mezzi di diffusione della musica bulgara con quelli precedenti della Grecia e della Jugoslavia, vediamo che il modo comune di rappresentarsi la musica pop orientale moderna è stato ritardato in Bulgaria per almeno dieci anni o più, e questo principalmente per motivi politici.

A causa della rigida politica culturale monoetnica, che ha enfatizzato oltremisura l’autentica musica nazionale bulgara, l’orientalismo non ha trovato alcuna possibilità di entrare nelle registrazioni prima degli anni ’90. A metà degli anni ’80, le autorità proibirono le esibizioni e il consumo di musica straniera ed etnica con influenze orientali. Le musiche gitane, turche, greche e serbe furono pubblicamente dichiarate “non gradite” in Bulgaria. In particolare fu proscritta la musica turca, tanto quanto le esibizioni pubbliche di “zurla“ (oboe turco, immagine a lato) e, ovviamente, la danza del ventre kyuchek. Fino alla caduta del regime comunista, chi veniva colto ad ascoltare la radio turca o audiocassette era multato o imprigionato, e la radio o il registratore gli venivano confiscati.


La situazione non era migliore neanche per i musicisti svatbarski (matrimonio), il cui repertorio tradizionale era costituito di diverse balli di origine orientale. Suonavano principalmente nei matrimoni privati, riuscendo così ad evitare i controlli governativi. Nonostante tutto suonare lo stile orientale non fu sempre una cosa facile. Il più famoso virtuoso svatbarski, Ivo Papazov, raccontò alla stampa americana di come lui e la sua band furono arrestati mentre suonavano ad un matrimonio nel 1987. Furono incriminati con l’accusa di teppismo, ma la vera ragione dell’arresto fu il fatto di aver suonato su richiesta musica chalga gitana (Buchanan 1996:209-11).

Un tale rigido sistema di sanzioni contro la musica era unico, non si trovava neanche nel mondo comunista. Come molti di noi oggi sanno, dietro a tutto ciò vi era un’organizzazione criminale di pulizia etnica iniziata nel 1984 ad opera del governo comunista di Todor Zhivkov.

In accordo con la nuova politica, le pratiche e i simboli delle culure musulmana e turca furono bandite, e i cittadini con nome musulmano furono costretti a cambiarlo con uno bulgaro alternativo e ufficiale. Queste misure portarono a scioperi e dimostrazioni, a repressioni violente e alla fine, nel 1989, all’esodo di massa dell’etnia turca verso la Turchia stessa (Poulton 1991:105ff.).

Sebbene non ci siano molte giustificazioni per queste misure repressive, bisogna tuttavia ammettere che la politica di Zhivkov non costituì in assoluto una novità nei Balcani. Per esempio, nella prima metà del secolo XX, il governo greco applicò un metodo molto simile quando assimilò le minoranze etniche che vivevano in Macedonia, nella parte annessa alla Grecia dopo le guerre balcaniche. Senza aggiungere altro riguardo alla recenti vicende jugoslave, si può solo dire che in tutti gli stati-nazione balcanici del secolo scorso, la regola fu una linea di governo minoritaria, ma ostinata (ibid.).

La musica è comunque un oppositore ideologico peculiare e piuttosto insidioso, che può aggirare persino il più rigido sistema di sanzioni. Infatti, durante il vecchio regime, la musica ufficialmente proibita era già largamente diffusa nel panorama della musica popolare bulgara. Tutto ciò avvenne di nascosto e in modo indiretto. Questo modo tortuoso di cambiare fu determinato dalla musica popolare proveniente dai balcani orientali e occidentali, e, come già detto, dai musicisti gitani attraverso la tradizione matrimoniale bulgara. Con tutta probabilità il fattore più influente, dal punto di vista dei mezzi di diffusione musicale, fu la musica popolare jugoslava, basata sulle tradizioni popolari locali. Questa musica è chiamata “Novokomponovana Narodna Muzika”o più semplicemente “Pop-Narodna”(cfr. Manuel 1988:138). A partire dagli anni ’80, gli stilemi orientali diventarono parte integrante del folkpop jugoslavo, soprattutto nelle registrazioni macedoni. In breve tempo, a causa della produzione pirata, le audiocassette del pop-narodna cominciarono a circolare in Bulgaria.

Secondo alcuni esperti di traffici basati sulla pirateria, durante gli ultimi anni del sistema comunista, il pop-narodna serbo vendette decine di volte di più della musica rock occidentale (cfr. Dimov 1995:15-16). Questo fatto non può essere sottovalutato quando si cerca di comprendere le cause dell’attuale boom del folkpop in Bulgaria.

Non è facile valutare l’impatto del pop-narodna jugoslavo sul folkpop bulgaro. In ogni caso i seguenti due aspetti dello stile folkpop di oggi possono essere ricondotti al loro equivalente bulgaro:

La combinazione di musica pop occidentale e di balli e canzoni popolari locali. In realtà questa combinazione può essere rintracciata nel centro europa, dove il cosidetto “volkstümlicher schlager” (canzone pop tradizionale) è rimasto in voga per molti decenni. D’altra parte, nell’europa occidentale e nordica, questa combinazione è quasi del tutto sconosciuta: il pop è pop e il folk è folk, ed inoltre hanno un pubblico abbastanza diverso.

L’intero organico orchestrale è formato per lo più da strumenti elettronici. Il suono dell’orchestra folkpop bulgara è perciò differente da quello delle più antiche orchestre da ballo dove erano dominanti gli stumenti acustici quali, la fisarmonica, il clarinetto, altri strumenti a fiato, e persino la cornamusa “gaida” (qui a lato). Probabilmente in questo passaggio al suono “sinthy-pop” venne presa a modello il pop-narodna jugoslavo.


0.  Introduzione
1.  Retroterra: il nazionalismo monoetnico e  il pop-narodna jugoslavo
2.  La produzione dell’oriente
3.  Stilemi orientali nei maggiori successi Folkpop bulgari: le due correnti principali
4.  Miti e stereotipi orientali
5.  Conclusione: popolarità dello stile orientale
6.  Riferimenti

Autore: Vesa Kurkela - 11.03.1997
Traduzione: Valerio Guagnelli Scanzani – 14.03.2002




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