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 Il Mistero delle Voci Bulgare 
Le Mystère des Voix Bulgare, la magia delle armonie e dei ritmi della tradizione vocale bulgara

Il Mistero delle Voci Bulgare
Il coro femminile il Mistero delle Voci Bulgare è stato fondato nel 1952 come parte del Complesso di canti folkloristici della Radio Bulgara. Più tardi il Coro passa sotto la tutela del Comitato Statale per radio e televisione, e nel 1990 sotto la Televisione Nazionale Bulgara. Dallo stesso anno le cantanti sono considerate libere professioniste.

Dal 1987 Marcel Cellier, produttore musicale svizzero, chiama il coro “Le Mystère des Voix Bulgares” che inizia una serie di tournèe. Il nome è un marchio registrato nel tutto il mondo. Nel 1975 Marcel Cellier realizza una serie di album con registrazioni prevalentemente del Coro del Comitato Statale per la radio e televisione. Il Volume I è intitolato “Le Mystère des Voix Bulgares”, che presto diventa un best seller.

Dodici anni più tardi, nel 1987, appare il Volume II che nel 1990 riceve un Grammy Award. Il Coro è nominato una seconda volta per il Grammy Award nel 1994 per l’album Le Mystere Des Voix Bulgares: Ritual.

Dal 1988 il direttore del Coro è la Prof.ssa Dora Hristova. “Le Mystère des Voix Bulgares” ha ricevuto per due volte il più prestigioso premio musicale della Bulgaria – Lira di cristallo („Кристална Лира”). Il secondo premio ricevuto nel 2013 è alla carriera.

Il Coro femminile Mistero delle Voci Bulgare è nominato Ambasciatore Culturale nel paesi della UE dalla Federazione Internazionale dei Cori della Unione Europea.

Il repertorio di base è costituito dalle canzoni popolari tradizionali, gran parte delle quali sono state adattate da compositori bulgari di talento per la specifica bella polifonia del coro. Le coriste si esibiscono anche in un programma caratteristico composto da canzoni dei popoli balcanici, da canzoni dedicate a vari rituali come matrimonio, Natale, Pasqua e ad altri eventi dalle ricche tradizione bulgare. Le canzoni descrivono i bulgari durante il lavoro nei campi o in casa, come condividono la gioia e l’angoscia, come comunicano tra di loro e cantano durante il comune impegno nei lavori agricoli e durante i momenti di socializzazione.

Il Mistero delle Voci Bulgare

Il Coro ha tenuto più di 1250 concerti all’estero, numerosi concerti natalizi e pasquali in Bulgaria e oltre frontiera, ha partecipato a vari festival musicali in tutto il mondo e si è esibito nelle più prestigiose sale da concerto internazionali.

Nel 2000 il Coro è invitato da RAI Uno a partecipare alla produzione de “Il Vaticano saluta il mondo” dedicata al nuovo Millennio; incide musica di famosi compositori; lavora con il quartetto americano Kronos, con Vanessa Mae, con il gruppo italiano “Elio e le storie tese”; incide musica per le diverse colonne sonore di film di livello internazionale e per il videoclip “Alone in the Dark”.

Nel 2009 “Le Mystère des Voix Bulgares” prende parte alla premiazione dei Grammy Awards assieme a Bobby McFerrin al Kennedy Center, Washington, DC. Il Coro ha inciso un pezzo di Christopher Tin, composto specialmente per “Le Mystère des Voix Bulgares” nello stile della musica popolare bulgara, con la partecipazione della Orchestra Sinfonica di Londra. Inoltre le coriste hanno preparato la musica per la produzione hollywoodiana “God The Father”.

Il Mistero delle Voci Bulgare

Particolarità


Il coro è composto da 24 cantanti provenienti dalle regioni rurali della Bulgaria. La loro abilità sta nel combinare canzoni popolari bulgare con armonie che mettono in risalto i loro timbri unici, con i ritmi irregolari, i costumi tradizionali così pittoreschi e soprattutto il modo di cantare per voci parallele a intervalli (di seconda, di settima e di nona) ritenuti tradizionalmente dissonanti nella musica occidentale.



Il Mistero delle Voci Bulgare e la musica popolare
di Maurizio Agamennone

Negli anni ’50 Nikolaj Kaufman scopri l’esuberanza e la disinvoltura con cui le donne dei più piccolo villaggi bulgari erano in grado di improvvisare nuove espressioni musicali su vicende della cronaca quotidiana. Contemporaneamente si andava costituendo, presso l’Accademia della Scienze di Sofia, un enorme patrimonio, con centinaia di migliaia di documenti sonori, da cui sono emersi i tratti dell’espressività vocale della Bulgaria: formule melodiche di ridotta estensione, con assetti modali dispari comprendenti diversi tipi di tetracordo ed ambiti pentacordali, criteri di combinazione di parti che privilegiano la disposizione per seconde parallele, con impiego frequente di rapidi ritmi asimmetrici, oppure di tempi senza battuta in ritmo libero (in certe forme di lamentazione), vocalità polifonica prevalentemente femminile, con specializzazione maschile nell’esecuzione strumentale ed in alcuni repertori specifici, differenziazione di stili ed occasioni nei diversi contesti rituali del lavoro rurale, nonché nel canto conviviale ed epico. […]


Pilentse pee

Nel corso di quaranta anni di attività (dall’inizio degli anni ’50 alla fin degli anni’80) le musiche tradizionali sono state proposte e radio-tele-diffuse con modalità disparate, e non necessariamente negli assetti autentici, così come raccolte nei documenti sonori rilevati sul terreno. Piuttosto è prevalsa la prospettiva di elaborare ed armonizzare i brani tradizionali con procedimenti diversi, fino a delineare alcuni tratti di quel processo di iperpolifonizzazione che esalta la presenza di complesse sovrapposizioni fortemente dissonanti, derivate soprattutto dall’originario impianto diafonico, in cui appaiono numerosi nuclei modali arcaici (tra questi la frequente combinazione di seconde simultanee). Il pioniere di questo processo di elaborazione dei materiali tradizionali può essere considerato il compositore Filip Kutev, il quale basava i suoi arrangiamenti su due procedimenti dissonanti, nell’elaborazione delle espressioni monodiche (ad una voce). A tali criteri, con scelte personali molto peculiari, continuano ad ispirasi altri compositori come Krassimir Kyurkchiyski, Christo Todorov, Kiril Stefanov, e lo stesso Nicolaj Kaufman. Molti dei brani presentati abitualmente in concerto da “Le Mystère des Voix Bulgares” consistono in arrangiamenti curati da questi autori. […]


Devojko mari hubava

Durante i concerti, in alcuni brani, alle Voci si affiancano strumenti tradizionali (suonati da uomini), quali la GADULKA (Cordofono ad arco con tre corde accordate per quinte), la GAIDA (una cornamusa), il TAMBURA (liuto a manico lungo con due o tre corde pizzicate con il plettro o con le dita) ed il KAVAL (lungo flauto diritto in legno e canna).

Per gli ascoltatori seduti in platea, i motivi più attraenti, talvolta stupefacenti, che alimentano il mistero di queste voci risulteranno senz’altro i tratti sonori che più direttamente ricreano il segreto delle polifonie femminili: la trasparenza del colore vocale e l’emissione naturale, i lunghi pedali e bordoni, nonché le elaborate armonizzazioni, tuttavia disposte in una tessitura medio-acuta assai circoscritta (a causa dell’assenza di voci maschili), e l’esuberanza melismatica nei tempi lenti.

Infine, La stessa compatta disposizione in palcoscenico delle Voci, a semicerchio o a cuspide di fronte all’affettuosa e materna direttrice, con indosso un costume tradizionale stilizzato (quale abito di scena) che contribuisce ad annullare le fisionomie individuali e trasforma l’ensemble in un’unica, indifferenziata ed immobile sorgente sonora, che crea il movimento soltanto attraverso il flatus della propria voce polifonica, con i “maschi” (strumentisti) disposti apertamente in posizione ancillare e subalterna, contribuisce a riprodurre l’aura del segreto che incarna non solo queste voci bulgare, ma tutte le polifonie femminili.


Intervista a Dora Hristova (uniroma.tv)

Pagina realizzata su testi ed immagini forniti dal coro "Il Mistero delle Voci Bulgare" che ringraziamo della cortese disponibilità.




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