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 Ghena Dimitrova (1941-2005) 

Ghena Dimitrova era considerata una delle pochissime voci di soprano leggero capaci di affrontare con apparente tranquillità e disinvoltura il repertorio drammatico con una abilità tecnica e un' espansione vocale che le dava la possibilità di interpretare le amate eroine del suo repertorio.

Nata a Beglej in Bulgaria il 6 maggio del 1941, ma di fatto italiana di adozione, aveva iniziato a studiare canto con il maestro Christo Brambarov nel conservatorio di Sofia. Il suo debutto ufficiale risale al dicembre del 1967 e per un episodio davvero fortunato: il forfait delle due primedonne impegnate in “Nabucco”. Le viene affidato il ruolo della crudele regina Abigaille che accetta con incoscienza giovanile. é un trionfo. Anche grazie questo successo decide di approfondire i suoi studi a La Scala di Milano dove studia negli anni Settanta con Renzo Pastorino, Enza Ferrari e Renata Carosio. Sempre in questi anni interpreta “La forza del destino” e, nel 1972, vince a Treviso una competizione con “Il ballo in maschera” che le apre le porte del Teatro Regio di Parma dove interpreta la stessa opera con José Carreras e poi ancora a La Scala dove si ritrova a interpretare i personaggi delle opere di Verdi con Placido Domingo.

Tra il 1974 e il 1979 inizia la sua carriera internazionale con una tournee che la vede interprete nei maggiori teatri di tutto il mondo dal Sud America, alla Russia, alla Germania e, ovviamente anche in Italia. Figura imponente, il suo repertorio si allarga sempre di più verso opere che sono il sogno e allo stesso tempo, per difficoltà, l'incubo di ogni soprano: come l'Aida, l'Ernani, La fanciulla del West e Otello. Nel 1980 un appuntamento la colloca definitivamente tra le grandi voci del dopoguerra, ovvero quello di interpretare con Luciano Pavarotti La gioconda all'Arena di Verona, nello stesso posto e nello stesso ruolo che aveva visto il debutto in Italia della Callas nel 1947. Un teatro che poi la adotterà e dove tornerà più volte: l'ultima nel 1996 con l'opera Amneris. La Scala la impegna poi in tre stagioni: Turandot (1983) con la direzione d'orchestra di Lorin Maazel e con le scenografie di Franco Zeffirelli; Aida al fianco di Luciano Pavarotti, e Nabucco (1986), l'opera che vide il debutto di Riccardo Muti come direttore musicale del prestigioso teatro milanese. Arriverà alla consacrazione del Metropolitan nel 1987, dove interpreterà un suo cavallo di battaglia, Turandot, per dieci stagioni, due con Pavarotti e Levine. Un teatro a cui ritornerà con La Gioconda, Cavalleria Rusticana, Tosca e La fanciulla del West.

Per lei insomma oltre trenta anni di carriera nel segno dell'amore per la lirica e con il dono di una voce che per la incredibile estensione le consentiva di alternare i ruoli di soprano e mezzosoprano anche nella stessa opera.

Fonte: ANSA





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