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 L'ALFABETO BULGARO 
di Antonia Tzenova


Cirillo e Metodio

Cirillo e Metodio



L'alfabeto utilizzato è il cirillico. Le lettere sono trenta.
Un luogo comune è l'affermazione che l'alfabeto cirillico fosse stato creato da Cirillo e Metodio. Il cirillico ("kiriliza") non è l'alfabeto originale che fu introdotto dai SS. Cirillo e Metodio.

Nel 863 Constantino il Filosofo (detto Cirillo) e suo fratello Metodio crearono un alfabeto destinato ad essere usato dagli slavi, esso venne chiamato glagolitico ("glagolitza") e fu diffuso fino alla fine dell'undicesimo secolo.

L'alfabeto "glagolitico" non aveva niente a che fare con gli alfabeti già esistenti, era singolare e piuttosto complicato. Dal 863 in poi, per due secoli e mezzo (dalla metà del IX s. alla fine del XI s.) tutti i manoscritti della letteratura bulgara antica furono scritti in "glagolitico".

Contemporaneamente all'alfabeto "glagolitico", sin dalla seconda metà del IX secolo, si sviluppò anche un alfabeto di grafia più semplice che rimase nella storia con il nome "kirilitza"; una gran parte degli studiosi suppone che la "kirilitza" fosse stata creata da uno degli allievi di Cirillo e Metodio, San Clemente d'Ocrida (Sveti Kliment Ohridski).

Questo alfabeto fu chiamato dal popolo "kirilitza" in onore di S. Cirillo e diede l'origine al cirillico moderno. Esso infatti è molto più semplice della "glagolitza" e una parte delle sue lettere deriva dall'alfabeto greco. A poco a poco, a partire dal X secolo, la "kirilitza" cominciò a sostituire la "glagolitza". La maggior parte delle iscrizioni che risalgono a quell'epoca sono in "kirilitza", con essa si scriveva più facilmente su pietra e metallo.

L'alfabeto glagolitico L'alfabeto cirillico

L'introduzione della "kirilitza" non sottovalutò in nessun modo la grande opera di Cirillo e Metodio: anzi, senza la loro "glagolitza" non sarebbe esistito l'alfabeto cirillico. Durante il Medioevo il popolo bulgaro visse con l'idea che Cirillo e Metodio avessero creato l'alfabeto cirillico. Cirillo, Metodio e i loro discepoli Clemente (Kliment), Naum, Anghelarij, Gorazd, tradussero in lingua bulgara antica tutti i testi sacri e le agiografie. Infine, grazie a Cirillo e Metodio fu per la prima volta possibile nella storia della Chiesa l'introduzione della messa in una lingua diversa dal latino, ebreo e greco (le "tre lingue sacre").

Un secolo dopo la creazione dell'alfabeto cirillico e dell'introduzione di esso in Bulgaria, alla fine del X secolo, missionari bulgari portarono in Russia libri bulgari e vi diffusero l'alfabeto cirillico. La Russia infatti introdusse l'alfabeto cirillico e si convertì al cristianesimo ortodosso un secolo dopo la Bulgaria, alla fine del X secolo.

Bibliografia

  • Donka Petkanova - "Starobalgarska literatura IX - XVIII vek" (La letteratura bulgara antica dei ss. IX - XVII"), editore Universitetsko izdatelstvo Sv. Kliment Ohridski, Sofia 1997.
  • Dora Ivanova-Mirceva e Ivan Haralampiev - "Istoria na balgarskia ezik" (Storia della lingua bulgara), editore Faber, V. Tarnovo 1999.
  • St. Stoyanov - "Gramatika na balgarskia knizhoven ezik" (Grammatica della lingua bulgara letteraria), editore Nauka i izkustvo, 1964.
  • "Enziklopedia Balgaria" (Enciclopedia "Bulgaria"), editore Accademia bulgara delle scienze, Sofia 1978.



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