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 LETTERATURA BULGARA - IL RISORGIMENTO NAZIONALE 
La questione della lingua assunse un ruolo di straordinaria importanza in connessione col movimento per la rinascita nazionale. Dato che il governo turco trascurava completamente i problemi culturali e religiosi interessanti le regioni balcaniche sottoposte alla sua giurisdizione, nelle contrade bulgare, economicamente arretrate e geograficamente isolate, si era fatto sentire fortemente il predominio spirituale della Chiesa greca.

La popolazione locale era nettamente divisa in due strati contrapposti. I ceti agiati (borghesia e nobiltà) si erano quasi completamente snazionalizzati, essendo stati attratti dalla superiore cultura ellenica, e non facevano più uso della lingua avita. Il popolo semplice, al contrario, impiegava l'idioma appreso dalle labbra dei familiari, che ormai si discostava notevolmente da quello liturgico, rimasto ancorato a forme arcaiche e non più funzionali. Lo studio, l'impiego e la normalizzazione entro regole grammaticali fisse del linguaggio popolare divennero, in una situazione siffatta, elementi essenziali della lotta per il riscatto dalla dominazione politica e culturale dei Turchi e dei Greci.

Le prime fiammelle indipendentistiche si accesero nei conventi, ed in particolar modo in quelli di Rila e di Hilendar e Zograf sul Monte Athos nella Penisola Calcidica.

La prima personalità di rilievo proveniente dalla sfera ecclesiastica fu padre Paisij di Hilendar (1722-1798), autore di una "Storia slavobulgara del popolo e dei re e dei santi bulgari e di tutte le imprese e azioni bulgare", scritta in una lingua ibrida, ancora fortemente arcaizzante e permeata di russismi, opera di non grande importanza in se stessa, ma vivificata da frequenti, polemici ed appassionati appelli al sentimento patriottico dei lettori.

La "Storia" di Paisij, circolando manoscritta in più copie, fornì un esempio che allettò alcuni emuli, tra i quali va segnalato almeno Stojko Vladislavov (1739-1816 circa), che assunse nel 1794 la carica di vescovo di Vratza col nome di Sofrorii e svolse, tra l'altro, un'intensa attività politica e diplomatica. Autore di vari scritti, Sofroni di Vratza acquistò rinomanza specialmente per una lineare "Vita e sofferenze del peccatore Sofroni", composta nel 1805.

Tra i diversi letterati del primo Ottocento debbono essere menzionati:
  • Petar Beron (1795-1871), che gettò le fondamenta per l'istruzione elementare nel suo Paese pubblicando, nel 1824, un "Abbecedario del pesce".
  • Neofit Bozveli (1780-1849), autore di una "Pedagogia slavobulgara" e di due dialoghi patriottici, pubblicati postumi, tenace assertore dell'indipendenza della Chiesa bulgara.
  • Vasil Aprilov (1789-1847), grammatologo, che, insieme con Nikolaj Palauzov e con altri concittadini, aprì a Gabrovo nel 1835 la prima scuola in Bulgaria, al cui modello si ispirarono numerose analoghe istituzioni che sorsero, entro breve tempo, in molte altre località.
  • Neofit di Rila (1793-1881), il quale, nel 1835, dette alle stampe la prima Grammatica bulgara.

A questa prima fase, di risveglio e di organizzazione, seguì, negli anni attorno alla metà del secolo XIX, una seconda fase, caratterizzata dall'apparire di scrittori che cominciarono a coltivare la letteratura artistica nelle sue differenti forme.

L'intero periodo delle lotte per la riconquista dell'indipendenza nazionale vide sia la prosa che la poesia impegnate quasi esclusivamente su temi patriottici articolati nei motivi dell'esaltazione delle glorie passate, del compianto per le sventure del presente, dell'esortazione alla gioventù, della satira indirizzata contro i dominatori stranieri e contro i Bulgari ignavi.

Questa letteratura si ispirò essenzialmente alle tradizioni popolari, che fornirono sia forme che contenuti, ed al romanzo russo, che esercitò la funzione di modello del metodo realistico. Solo in epoca successiva si poterono rilevare echi di prosatori o poeti tedeschi e francesi.

Tra i maggiori narratori di questa seconda fase del periodo del risveglio nazionale figurano:

  • Georgi Rakovski (1821-1867), il quale fu un grande animatore e coltivò, accanto alla poesia, specialmente la pubblicistica e la storiografia.
  • Ljuben Karavelov (1837-1879), apprezzato soprattutto come autore di racconti e novelle.
  • Vasil Drumev (1841-1902), che scrisse, tra il 1858 ed il 1860, il primo romanzo bulgaro, intitolato "Una famiglia disgraziata", e compose pure il dramma storico "Ivaneo, l'uccisore di Asen I".

I poeti più efficaci, nel medesimo tempo, furono:

  • Dobri Chintulov (1822-1882), che, avendo stampato a Costantinopoli due composizioni patriottiche, fu costretto al silenzio dal timore di persecuzioni da parte della polizia e lasciò manoscritti molti canti di pretto stampo popolaresco
  • Petko Rachev Slavejkov (1827-1895), il quale, già apprezzato per due volumi di versi, pubblicò anche la commedia "La crinolina", in cui satireggiò i capricci delle donne.
  • Hristo Botev (1848-1876), che sacrificò la sua giovane esistenza in un generoso ma sfortunato tentativo insurrezionale e lasciò un piccolo ma sostanzioso canzoniere di ardenti liriche patriottiche.

Iniziatore dell'arte drammatica fu Dobri Vojnikov (1833-1878), che si ispirò prevalentemente ad episodi della storia nazionale per comporre tragedie quali "La principessa Rajna", "Il battesimo della corte di Preslav" ed "Il regno di Krum il Terribile.."




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