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 Anna Kamenova (1894-1982) 
a cura di Valeria Salvini


Anna Kamenova
, pseudonimo di Anna Mihajlovna Stajnova, (Plovdiv, 31 dicembre 1894 – Sofia, 1 agosto 1982), studia a Londra e a Pietrogrado, laureandosi in legge all’Università di Sofia nel 1916. Successivamente vive a Parigi, partecipando a conferenze e congressi internazionali. Redattrice della rivista letteraria bulgara Literaturen Front (Fronte letterario), inizia  fin da giovanissima a pubblicare novelle, racconti, saggi e numerose recensioni, oltre a appunti di viaggi, su riviste letterarie bulgare e internazionali.

Nel 1919 appare nella rivista Mir (Mondo) il significativo articolo Tǎrzestvoto na slavjanstvoto (Il trionfo della cultura slava). Dagli anni ’20 inizia la collaborazione a riviste letterarie bulgare, quali Svobodna reč (Parola libera),  in cui tiene una rubrica sugli eventi culturali europei “Prez svetovnija prozorec” (Attraverso la finestra del mondo); nello stesso periodo collabora alle riviste  Zlatorog (Il corno d’oro), Sǎvremennik (Il contemporaneo), Filosofski pregled (Rassegna filosofica), Slovo (Parola),  Äenski glas (La voce delle donne) e Vestnik na ×enata (Il giornale delle donne).

I suoi scritti privilegiano la psicologia delle persone e il paesaggio come parte integrante dell'individuo; la sua originalità tuttavia riguarda la letteratura rivolta ai problemi della donna, al modo multiforme in cui essa affronta il proprio destino nel mondo moderno: amore, figli, realizzazione professionale e matrimonio, in una presa continua di coscienza e impeti di confessione.

Il primo romanzo (1830) è Haritininija  grjah (Il peccato di Haritina), attento ritratto psicologico di donna; seguono Gradǎt e sǎštija (La città è la stessa), del 1833, Pet momičeta (Cinque ragazze), del 1840 e Blizo do Sofija (Vicino a Sofia) del 1957. Sono queste alcune tra le opere più importanti della Kamenova, con cui la scrittrice segna un passo importante nell’evoluzione della prosa bulgara.

La raccolta più conosciuta dei suoi racconti è “Časovnik bez strelki” (L'orologio senza lancette), pubblicato per la prima volta nel 1980.




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