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Bulgaro
     
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 GEORGI GOSPODINOV 

Georgi Gospodinov, nato il 7 Gennaio 1968 a Jambol, é considerato nel suo paese come all’estero uno dei più famosi e giovani scrittori bulgari.

La sua carriera artistica inizia con due raccolte di poesie, che riscuotono immediatamente il consenso e l’attenzione sia della critica che dei lettori: con “Lapidarium” (1992) vince il concorso letterario nazionale per il debutto, mentre con “Il ciliegio di un popolo” (1996) vince il concorso dell’unione degli scrittori bulgari come libro dell’anno.

Nel 1999 pubblica il suo romanzo di esordio “Romanzo naturale” e vince il primo premio del concorso nazionale “Razvitie” per il romanzo bulgaro contemporaneo: in seguito viene tradotto e pubblicato in Francia, Serbia, Macedonia e Repubblica Ceca. Di questo romanzo é inoltre presente una versione teatrale realizzata dal teatro “Sfumato” di Sofia.

Nel 2001 pubblica la raccolta di racconti “E altre storie”, che nel marzo 2003 viene pubblicata in francese dalla casa editrice “Arlea” di Parigi.

Il suo ultimo libro “Lettere a Gaustin” (2003) é nuovamente una raccolta di poesie.
I suoi versi e racconti sono pubblicati in alcuni periodici letterari in Francia, Stati Uniti, Germania, Ungheria, Finlandia, Grecia e, inoltre, sono presenti in numerose antologie di scrittori bulgari pubblicate in Francia, Austria, Germania e Macedonia.

Attualmente é redattore di “Literaturen vestnik”, critico letterario presso il BAN nell’istituto di letteratura, colonnista del giornale “Dnevnik” e professore presso la Nuova Università Bulgara. Vive e lavora a Sofia.

AGGIORNAMENTI (a cura di Bulgaria-Italia)

 

NOTIZIE ED INTERVISTE

08.04.2019E tutto divenne luna di Georgi Gospodinov
15.03.2017Incontri con l’autore e poeta bulgaro Georgi Gospodinov a Grosseto e a Roma
16.09.2016La ricezione di Georgi Gospodinov in Italia
29.09.2014Giuseppe Dell'Agata premiato dall'Unione dei traduttori della Bulgaria
18.09.2014Georgi Gospodinov a “Pordenone Legge”
02.07.2014Georgi Gospodinov: sogno un Europa fatta così. L'Europa dell'empatia
24.06.2014Premio Strega Europeo: incontri con Georgi Gospodinov a Roma e Sora (FR)
10.05.2014Premio Strega: Gospodinov tra gli autori selezionati nella Cinquina europea
07.12.2013La giornata della Bulgaria all'Università Ca' Foscari di Venezia
21.09.2013Roma: Georgi Gospodinov incontra i lettori
23.07.2013Il Sole 24 Ore: "Che scrittore bulgaro!"
12.07.2013Georgi Gospodinov: L'infanzia, luogo dell'immortalità
29.06.2013Recensione di "Fisica della malinconia" di G.Gospodinov (C.Condò)
16.05.2013Georgi Gospodinov presenta il suo nuovo libro al salone di Torino
29.04.2013Fisica della Malinconia di Georgi Gospodinov
05.09.2011Georgi Gospodinov al Festival della Letteratura di Mantova
01.08.2009La variante bulgara
17.05.2008Georgi Gospodinov alla Fiera del Libro di Torino
01.05.2008Georgi Gospodinov alla Fiera Internazionale del libro di Torino
30.09.2007Recensione di "Romanzo Naturale" di G.Gospodinov (A.Catalano)
30.05.2007Georgi Gospodinov a Pisa e a Venezia
08.01.2007Inventario del socialismo
19.01.2006Georgi Gospodinov: la cultura della protesta

 



FISICA DELLA MALINCONIA

Autore: Gospodinov Georgi
Anno: 2013
Editore: Voland
Pagine: 336
A cura di: Giuseppe Dell'Agata
Prezzo: EUR 15,00

Ordina su IBS
Feltrinelli
Webster


ROMANZO NATURALE

Autore: Gospodinov Georgi
Anno: 2007
Editore: Voland
Pagine: 153
Traduzione di: Daniela Di Sora e Irina Stoilova
Prezzo: EUR 13,00

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Webster


...E ALTRE STORIE

Autore: Gospodinov Georgi
Anno: 2008
Editore: Voland
Pagine: 120
Traduzione di: Giuseppe Dell'Agata
Prezzo: EUR 12,00

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Il giorno 30 Maggio 2005 presso l’istituto di Cultura Ceca di Sofia si é tenuta la presentazione della traduzione ceca del romanzo “Estestven Roman” (Romanzo Naturale) di Georgi Gospodinov: erano presenti l’autore, la traduttrice Ivana Srbkova e i professori di Lingua e Letteratura Ceca dell’Università di studi San Clemente D’Ocrida.

ROMANZO NATURALE

Con questo romanzo dalla struttura strettamente postmoderna e molto differente dalla tradizione letteraria bulgara, l’autore decide di creare un assemblaggio di piccole storie, riflessioni, digressioni e citazioni nel tentativo di rappresentare la vita di ogni giorno. Passa velocemente da un soggetto all’altro: dai graffiti nel bagni pubblici ai film di Quentin Tarantino, da una meditazione sulla relazione fra le api e il linguaggio ad un tentativo di scrivere un libro solo con dei verbi.

Alla base di tutto questo, troviamo il filo conduttore del romanzo sul quale l’autore ritorna spesso: la fine del matrimonio e l’inevitabile divorzio del narratore e il fatto che non sia lui l’autore della gravidanza della moglie.
Narrato in prima persona, ma sempre con una prospettiva differente, l’autore parla anche del processo di scrittura: più precisamente di come la realtà e la finzione, l’immaginario e il reale talvolta si mescolano in modo pericoloso, al tal punto di non sapere quali dei due possa prevalere.

Raffinato e brillante in ogni aspetto e innovativo nella forma, é un romanzo scorrevole, estremamente interessante e divertente: un testo dalle mille sfaccettature che risulta essere una combinazione fortunata di divertimento e riflessione.

Università di Pisa

“Romanzo naturale” é inoltre inserito nei programmi di studio di Lingua e Letteratura Bulgara: nell’anno accademico 2004-2005 presso l’Università di Pisa nell’ambito dei corsi di Lingua e traduzione e Letteratura é stata affrontata la lettura, l’analisi e la traduzione del romanzo dal professore Giuseppe Dell’ Agata e dagli studenti del secondo e del terzo anno.

Nella prima rivista elettronica di slavistica italiana “Esamizdat”, nell’ intervista “Oggi i giovani dotati sono più dei posti a disposizione, dialogo con Giuseppe Dell’Agata sulla slavistica, Praga, la Bulgaria e altro” a cura di Alessandro Catalano e Simone Guagnelli, Giuseppe Dell’Agata afferma che oggi in Bulgaria “ci sono eccellenti poeti, tra i quali il veterano ma sempre bravo Valeri Petrov e vari altri, più o meno giovani”. Tra i giovani prosatori segnala “Georgi Gospodinov e in particolare il suo Romanzo naturale (già tradotto in Francia), autore strettamente postmoderno, che costruisce un romanzo da mille diverse sfaccettature esistenziali e con un a forte attrazione fecale (ce ne si convince ad apertura del libro). Di qui il suo paragone del romanzo postmoderno con la struttura degli occhi delle mosche (nonché l’attrazione fecale!)”.

Traduzione primo capitolo

In ogni secondo di questo mondo c’è
una lunga fila di gente che piange
e una più piccola di gente che ride. Ma là
c’e una terza fila, che ormai non piange e né ride.
La più triste delle tre. Di lei voglio parlare.

Ci stiamo separando. Nel sogno la separazione é unita unicamente con l’abbandono della casa. Tutto nella stanza é impacchettato, gli scatoloni sono ordinati fino al soffitto e nonostante tutto c’è ancora spazio. Il corridoio e le altre stanze sono piene di parenti, miei e di Emma. Si sussurrano qualcosa, bisbigliano e aspettano che cosa faremo. Con Emma stiamo in piedi vicino alla finestra. Rimane solamente da dividerci una montagna di dischi. Improvvisamente estrae il disco più alto dalla custodia e lo getta con forza attraverso la finestra. Questo é mio, dice. La finestra é chiusa, ma il disco ci passa attraverso come fosse aria. D’istinto prendo il seguente e anche io lo getto. Il disco vola come un disco volante, ruota intorno al suo asse come fosse sul giradischi, solo più velocemente. Si sente il suo sibilo. Da qualche parte sopra i cassonetti dell’immondizia minacciosamente si dirige verso un piccione malandato che vola basso. In un primo momento sembra che l’urto sarà evitato, ma subito dopo con orrore vedo come il bordo affilato del disco mollemente affonda nel suo collo ben nutrito. Tutto succede come a rallentatore e questo rafforza l’orrore. Si sentono distintamente alcune brevi intonazioni, quando il disco taglia in due il collo. L’osso duro dell’esofago del piccione comincia a suonare per un attimo mentre passa attraverso i solchi del disco. Solo l’inizio della melodia. Qualche canzone. Non ricordo. Gli ombrelli di Cherbourg? O, Parigi? Il caffè con le tre colombe? Non ricordo. Ma la musica c’era. La testa staccata continua a volare ancora qualche metro per inerzia, e il corpo molle cade nella polvere intorno ai cassonetti. Di sangue non ce ne è. Tutto nel sogno é infinitamente pulito. Emma si abbassa e lancia il prossimo disco. Poi io. Lei. Io. Lei. Ogni disco ripete quello che é successo con il primo. Il marciapiede sotto la finestra é pieno di teste di uccelli, grigie, uguali, con le membrane degli occhi abbassate. Ad ogni testa caduta i parenti dietro di noi applaudono bruscamente. Mitza sta alla finestra e voracemente si lecca. Mi svegliai con dolori alla gola. All’inizio pensavo di raccontare il sogno a Emma, ma dopo rinunciai. Semplicemente sogno.

Link utili

Testo a cura di Rachele Nardelli




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