Home | Notizie | Forum | Club | Cerca 
Subscribe
Share/Save/Bookmark

Bulgaro
     
         Utente: non registrato, entra
 LA SITUAZIONE DEI DIRITTI UMANI IN BULGARIA - 2014-15 
Fonte: Amnesty International

Le condizioni di accoglienza dei richiedenti asilo giunti in Bulgaria sono in parte migliorate ma sono perdurate le preoccupazioni sull’accesso al territorio bulgaro e sull’integrazione dei rifugiati. La prevenzione e le indagini sui crimini d’odio da parte delle autorità sono state inadeguate.

CONTESTO

A luglio, il governo di coalizione guidato dal Partito socialista bulgaro si è dimesso dopo la pesante sconfitta alle elezioni per il Parlamento europeo. Il suo anno al potere era stato tormentato dalle proteste contro la corruzione del governo e gli accordi segreti, scatenate dalla controversa nomina a capo dell’agenzia per la sicurezza di Delyan Peevski, parlamentare e importante magnate dei mezzi d’informazione. Le nuove elezioni per il parlamento si sono tenute a ottobre 2014, a meno di 18 mesi di distanza dall’ultima tornata elettorale, anch’essa provocata dalle dimissioni del governo allora in carica. In seguito alle elezioni, a novembre è entrato in carica un nuovo governo con il primo ministro Boyko Borisov del partito Cittadini per lo sviluppo della Bulgaria (Graždani za evropejsko razvitie na Bălgarija – Gerb)

RIFUGIATI E RICHIEDENTI ASILO

Dall’agosto 2013, la Bulgaria ha visto crescere consistentemente il numero di rifugiati, richiedenti asilo e migranti che entravano nel paese in modo irregolare. A fine 2013, avevano attraversato il confine più di 11.000 persone, molte delle quali erano rifugiati provenienti dalla Siria, a fronte delle 1700 arrivate nel 2012.
Fin dall’inizio le autorità bulgare hanno avuto difficoltà a rispondere adeguatamente. Centinaia di persone bisognose di protezione internazionale hanno finito con il vivere per mesi in condizioni al di sotto degli standard, senza accesso alle procedure d’asilo. A gennaio 2014, l’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, ha dichiarato che i richiedenti asilo rischiavano realmente un trattamento disumano e degradante, a causa delle sistematiche carenze del sistema d’asilo e d’accoglienza nel paese e ha chiesto agli stati membri dell’Eu di sospendere i rinvii di richiedenti asilo in Bulgaria.

Le condizioni dell’accoglienza per i nuovi arrivati sono migliorate, in larga misura grazie all’Eu e ad accordi di assistenza bilaterali. Ad aprile, l’Unhcr ha riesaminato la situazione e ha rilevato che, malgrado i progressi compiuti dalle autorità bulgare, permanevano gravi difetti. L’agenzia ha comunque revocato la sua richiesta di sospensione generale dei trasferimenti con l’eccezione di alcuni gruppi, in particolare quelli con esigenze speciali.

Nel 2014, il numero di rifugiati e migranti è sensibilmente calato (a fine ottobre si erano registrati 3966 ingressi), in conseguenza della politica adottata dal governo a novembre 2013 per diminuire il numero di persone che entravano irregolarmente in Bulgaria. Varie Ngo, tra cui Amnesty International, hanno documentato violazioni, inclusa la pratica illegittima di respingere le persone in Turchia senza dar loro la possibilità di richiedere asilo, pratica che le autorità hanno negato con forza. Un’indagine ufficiale è stata avviata solo su uno di tali casi.

Integrazione dei rifugiati

I rifugiati riconosciuti hanno incontrato problemi per l’accesso a istruzione, alloggio, assistenza sanitaria e altri servizi pubblici. Ad agosto, il governo ha respinto un progetto preparato dall’agenzia di stato per i rifugiati e dal ministero del Lavoro per la realizzazione della strategia nazionale d’integrazione, adottata all’inizio dell’anno.

Secondo l’agenzia di stato per i rifugiati, a settembre solo 98 su 520 dei bambini rifugiati registrati erano iscritti a scuola. Ciò era da imputarsi alla legge sulla scuola, che richiedeva che ogni nuovo allievo superasse un esame di lingua bulgara e altre materie. La caduta del governo ha impedito l’adozione di un progetto di legge sull’asilo e i rifugiati, che intendeva garantire libero accesso all’educazione elementare per i bambini rifugiati.

DIFENSORI DEI DIRITTI UMANI

Un’importante Ngo per i diritti umani, il Comitato Helsinki bulgaro (Bulgarian Helsinki Committee – Bhc), ha subito un’ispezione fiscale e molestie da parte di gruppi di estrema destra, probabilmente con intento intimidatorio dal momento che il Bhc è noto per le sue critiche al governo in materia di diritti umani, in particolare sul trattamento dei richiedenti asilo e sulla mancata azione di prevenzione e soluzione dei crimini d’odio. A gennaio, sollecitata da una richiesta del partito ultranazionalista Organizzazione rivoluzionaria interna macedone – Movimento nazionale bulgaro (Vatreschna Makedonska Revoljuzionna Organizacija-Balgarsko Natsionalno Dvizhenie − Vmro-Bnd), l’agenzia delle entrate bulgara ha condotto una valutazione su larga scala delle finanze del Bhc per gli anni 2007-2012. La valutazione non ha rilevato alcuna violazione.

Il 12 settembre, il partito di estrema destra Unione nazionale bulgara ha organizzato un raduno con lo slogan “Facciamo bandire il Bhc!”. Il raduno si è concluso davanti agli uffici della Ngo, dove i partecipanti hanno insultato il personale e i visitatori. A quanto risulta, hanno anche chiesto di mettere al bando tutte le Ngo nel paese. Gli agenti di polizia presenti al raduno non sono intervenuti per impedire o fermare le molestie e gli attacchi ingiuriosi. A novembre, in una comunicazione ad Amnesty International, il ministro dell’Interno ha negato che ci siano stati maltrattamenti o intimidazioni del personale della Bhc o di visitatori durante le proteste.

TORTURA E ALTRI MALTRATTAMENTI

Le indagini relative a denunce di maltrattamenti per mano della polizia hanno continuato a destare timori sulla loro efficacia e indipendenza. A fine anno erano ancora in corso le indagini su varie denunce di uso eccessivo della forza da parte della polizia durante le proteste nella capitale Sofia del giugno 2013.

CRIMINI D’ODIO VERSO MINORANZE ETNICHE E MIGRANTI

Nella seconda metà del 2013, organi d’informazione e Ngo hanno riferito di molte aggressioni violente contro minoranze etniche e religiose, compresi migranti, rifugiati e richiedenti asilo, che hanno messo in luce le carenze nella prevenzione e nell’indagine di tali crimini d’odio.

A marzo, nel caso Abdu vs. Bulgaria, la Corte europea dei diritti umani ha stabilito che le autorità non avevano indagato in modo esauriente sul movente razzista associato all’aggressione fisica di un cittadino sudanese, avvenuta nel 2003.

Tra luglio e settembre, Amnesty International ha compiuto ricerche su 16 casi di presunti crimini d’odio contro persone e proprietà. Il movente dell’odio era stato oggetto d’indagine soltanto per uno di tali crimini.

Non è stato posto rimedio alle lacune legislative sui crimini d’odio su altri aspetti che dovrebbero essere tutelati, quali l’orientamento sessuale, l’identità di genere e la disabilità. A gennaio, il governo ha presentato la bozza di un nuovo codice penale che colmava alcune di tali lacune ma a fine anno non era ancora stato adottato.


Amnesty International
I RAPPORTI ANNUALI DI AMNESTY INTERNATIONAL
2017-18 | 2016-17 | 2015-16 | 2015-14 | 2013
2012 | 2011 | 2010 | 2009 | 2008 | 2007 | 2006 | 2005
2004 | 2003 | 2002 | 2001 | 2000 | 1999 | 1998 | 1997
1997 - Obiezione di coscienza

Acquista il libro del rapporto o versa un contributo ad Amnesty International:
sosterrai l'attività di ricerca e di difesa dei diritti umani.
 
LINK DI INTERESSE - DIRITTI UMANI IN BULGARIA

Amnesty International - (in inglese)

Comitato Helsinki Bulgaro (in bulgaro ed inglese)



Follow Bulgaria-Italia on Twitter  Follow Bulgaria-Italia on YouTube   Follow Bulgaria-Italia on LinkedIn

Ultime Notizie
 

Conoscere la Bulgaria
  Arte e Cultura Città e Località Economia Folklore Informazioni Politica e Governo Società Turismo

Notizie
  Temi Speciali Autori News Feeds (rss) Media bulgari (english)