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Bulgaro
     
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 LA SITUAZIONE DEI DIRITTI UMANI IN BULGARIA - 2010 
Fonte: Amnesty International

La comunità rom ha continuato a subire discriminazioni varie e diffuse, nonché la minaccia di sgombero forzato dalle loro abitazioni. La detenzione prolungata di richiedenti asilo è stata in contrasto con la normativa dell'Unione europea. La Corte europea dei diritti umani ha stabilito che la Bulgaria ha violato il divieto di tortura e di trattamenti degradanti, sancito dalla Convenzione europea dei diritti umani.
 
Contesto

Nel mese di luglio, in seguito alle elezioni parlamentari, si è insediato un nuovo governo di minoranza presieduto dal primo ministro Boyko Borissov. Il partito di governo Cittadini per lo sviluppo europeo ha ottenuto l'appoggio di tre partiti minori, tra cui il partito di estrema destra Attacco, noto per le sue dichiarazioni contro le minoranze rom e turca.
 
Discriminazione - Rom

La comunità rom ha continuato a subire discriminazioni in materia di istruzione, alloggio e assistenza sanitaria. Nel mese di gennaio, in "rapporti ombra" inviati al Comitato delle Nazioni Unite per l'eliminazione della discriminazione razziale (Cerd), varie Ngo nazionali e internazionali hanno denunciato i frequenti sgomberi forzati di rom. Negli insediamenti informali, spesso i rom non avevano titoli legali e sono perciò stati esposti alla minaccia di sgomberi forzati e privazioni. A giugno, la Commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza ha riferito che la discriminazione contro i rom era molto diffusa e comprendeva restrizioni nell'accesso ai luoghi pubblici.

Diritto a un alloggio adeguato

Nel mese di settembre, nella città di Burgas quasi 50 abitazioni di rom sono state demolite e le famiglie sono state sgomberate con la forza. La decisione del consiglio municipale di demolire case costruite illegalmente su terreni comunali o privati ha lasciato senza alloggio quasi 200 persone che vivevano nella zona da diversi anni. La Ngo, Comitato Helsinki bulgaro ha riferito che, durante le demolizioni, la polizia ha fatto uso sproporzionato della forza. Nonostante il sindaco di Burgas avesse dichiarato che le famiglie avrebbero ottenuto una sistemazione alternativa in case popolari a basso canone di locazione, non è stata fornita alcuna abitazione alternativa e ai rom sgomberati è stato soltanto suggerito di presentare domanda per gli alloggi popolari. A settembre, membri della comunità, rappresentati delle Ngo, Iniziativa per le pari opportunità e Centro per i diritti abitativi e gli sgomberi hanno presentato un'istanza individuale presso il Comitato diritti umani delle Nazioni Unite contro lo sgombero forzato.

Diritto alla salute - Accesso all'assistenza sociale

Ad aprile, il Comitato europeo sui diritti sociali (Ecsr) ha stabilito che la Bulgaria ha violato la Carta sociale europea. In risposta a una denuncia presentata dal Centro europeo per i diritti dei rom e dal Comitato Helsinki bulgaro, l'Ecsr ha decretato che il governo non ha garantito un sufficiente accesso all'assistenza sociale alle persone prive di risorse adeguate. Le Ngo hanno criticato un emendamento alla legge sull'assistenza sociale che ha ridotto il periodo durante il quale i disoccupati potevano ottenerla. Hanno sottolineato che l'emendamento avrebbe avuto un effetto sproporzionato e ingiustificato nei confronti dei rom, che rappresentavano il nucleo più consistente dei beneficiari. Il Comitato ha stabilito che "sussidi sufficienti" dovevano essere pagati a chiunque fosse privo di risorse adeguate e in stato di bisogno e che l'accesso non poteva essere soggetto a limitazioni temporali, poiché ciò avrebbe potuto lasciare i richiedenti senza i più elementari mezzi di sussistenza.
 
Detenzione senza processo

La Bulgaria è stata nuovamente giudicata responsabile di violazione del diritto a un'udienza pubblica entro un termine ragionevole, ai sensi della Convenzione europea sui diritti umani.

  • Il procedimento penale a carico di Valentin Ivanov è durato più di otto anni, dal maggio 1992 fino al novembre 2000. La Corte europea dei diritti umani ha stabilito che tale periodo di tempo ha superato il requisito di "durata ragionevole" e ha rilevato che già in passato la Bulgaria aveva più volte violato tale diritto.

 
Tortura e altri maltrattamenti

La Bulgaria è stata giudicata responsabile di violazione del divieto di tortura o trattamenti degradanti ai sensi della Convenzione europea sui diritti umani.

  • A gennaio la Corte europea dei diritti umani ha constatato che, nel caso di Georgi Dimitrov, maltrattato durante la custodia di polizia, era stato violato il divieto di tortura e non erano state svolte indagini efficaci sulle ferite riportate dall'uomo. Arrestato nel 2001 con l'accusa di frode, dopo il rilascio dal carcere avvenuto nel 2004, egli ha affermato di essere stato picchiato da agenti di polizia.
    Nel mese di marzo, il Cerd ha espresso preoccupazione per i maltrattamenti e l'uso eccessivo della forza da parte della polizia contro i gruppi minoritari, in particolare contro i rom. Il Comitato Helsinki bulgaro e il Centro europeo per i diritti dei rom hanno presentato al Cerd un "rapporto ombra" in cui citavano casi di maltrattamenti della polizia a danno di singole persone o di uso sproporzionato della forza da parte della polizia nei confronti delle comunità rom.
  • Ad agosto, la corte militare d'appello ha confermato le condanne da 16 a 18 anni di reclusione inflitte a cinque agenti di polizia "antimafia" condannati nel 2008 per aver percosso a morte il trentottenne Angel Dimitrov, nella città di Blagoevgrad. I poliziotti si sono appellati contro la condanna dinanzi alla Corte suprema di cassazione.

 
Istituti di salute mentale

Le Ngo hanno continuato a esprimere critiche in merito alle procedure di ammissione e alle condizioni di vita negli istituti di assistenza sociale per persone affette da malattie mentali.

  • Nel mese di novembre, la Corte europea dei diritti umani ha esaminato due casi relativi alle ammissioni e alle condizioni di vita nelle case di cura, rispettivamente, nelle città di Pastra e di Pravda. In entrambi i casi l'esposto alla Corte asseriva che alcune persone erano state private della capacità giuridica e poste forzatamente sotto tutela. Nel 2003, il Comitato europeo per la prevenzione della tortura aveva raccomandato la chiusura dell'istituto di Pastra, poiché l'inadeguatezza delle condizioni di vita e di cura erano equiparabili a trattamento disumano e degradante e, nel 2004, il governo si era detto d'accordo con tale raccomandazione.

Rifugiati e richiedenti asilo

I richiedenti asilo hanno continuato a essere detenuti per diversi mesi o persino per anni. *A novembre, la Corte europea di giustizia ha ordinato l'immediato rilascio di Said Kadzoev, un richiedente asilo di nazionalità russa e origine cecena, che avrebbe rischiato di essere sottoposto a tortura e altri maltrattamenti se costretto a tornare nella Federazione Russa. Con una sentenza destinata a diventare una pietra miliare, la Corte ha rilevato che la deroga al limite di 18 mesi per la detenzione dei richiedenti asilo, proposta dal tribunale amministrativo della città di Sofia, sarebbe stata in contrasto con la direttiva dell'Eu sugli standard e le procedure di rimpatrio di cittadini di paesi terzi illegalmente presenti in Bulgaria. Said Kadzoev era stato arrestato nel 2006 ed era rimasto in custodia nonostante i suoi avvocati avessero richiesto misure meno severe. La Corte ha affermato che i richiedenti asilo non dovrebbero essere detenuti come punizione per non essere in possesso di documenti validi o per essersi comportati in modo aggressivo.
 
Diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender

Nel mese di giugno, si è svolto a Sofia il secondo Pride Lgbt. Nei giorni precedenti alla marcia, il leader del partito di estrema destra Unione nazionale bulgara ha annunciato una "settimana di intolleranza" in risposta alla manifestazione. La marcia ha avuto la protezione della polizia e non si sono registrati incidenti.

 


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1997 - Obiezione di coscienza

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LINK DI INTERESSE - DIRITTI UMANI IN BULGARIA

Amnesty International - (in inglese)

Comitato Helsinki Bulgaro (in bulgaro ed inglese)



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