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Bulgaro
     
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 LA SITUAZIONE DEI DIRITTI UMANI IN BULGARIA - 2009 
Fonte: Amnesty International

Richiedenti asilo hanno continuato a essere detenuti per mesi o persino anni, ed è stata loro negata protezione. È persistito un quadro di discriminazione nei confronti delle minoranze. Lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) hanno continuato a subire violenze e intolleranza. Durante l'intero arco dell'anno sono stati segnalati casi di maltrattamenti da parte di agenti delle forze dell'ordine.

Sviluppi politici
Il rapporto della Commissione Europea sull'avanzamento pubblicato a luglio ha chiesto alla Bulgaria di aumentare gli sforzi per combattere la corruzione e la criminalità, in seguito all'accessione della stessa all'UE. Facendo seguito a un precedente rapporto da parte dell'agenzia anti-frode dell'UE, l'OLAF, la Commissione ha condannato il cattivo uso di fondi dell'UE e ha adottato sanzioni contro la Bulgaria.

Richiedenti asilo e migranti
Rifugiati, richiedenti asilo e migranti hanno continuato a essere detenuti per mesi e persino anni in attesa dell'espulsione. ONG nazionali hanno reiterato le loro preoccupazioni per il fatto che tali detenzioni erano divenute prassi abituale, in violazione delle leggi secondo cui tali misure dovrebbero essere adottate soltanto come ultima risorsa.

Ad aprile, richiedenti asilo iracheni hanno appiccato il fuoco al mobilio del Centro speciale si sistemazione temporanea per gli stranieri (SCTAF) di Busmantsi, nei pressi della capitale Sofia, come protesta contro il mutamento della politica di diminuzione del livello di protezione in Bulgaria per i richiedenti asilo iracheni. L'UNHCR, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, aveva in precedenza sollevato timori per questo mutamento, che le autorità hanno difeso, asserendo la mancanza di spazio nei centri ricettivi. L'ONG Comitato Helsinki bulgaro (BHC) ha presentato ricorsi in tribunale contro 40 decisioni di rigetto delle domande tra dicembre 2007 e marzo 2008.

*Said Kadzoev, un cittadino russo di origine cecena, continuava a essere in attesa di essere rimpatriato forzatamente nella Federazione Russa dove sarebbe stato gravemente esposto al rischio di tortura e altri maltrattamenti. Egli era trattenuto nel centro do detenzione della SCTAF di Busmantsi dal 1° novembre 2006, e in isolamento prolungato senza alcuna spiegazione da parte delle autorità. Il capo della Direzione bulgara dell'immigrazione ha annunciato a maggio che un Paese terzo aveva richiesto l'espulsione di Said Kadzoev. A ottobre, è stata depositata un'istanza presso la Corte europea dei diritti umani con la motivazione che il rigetto della sua domanda di asilo, la sua detenzione amministrativa per oltre due anni e l'assegnazione arbitraria dello stato di isolamento per periodi eccessivi, combinate con il suo presunto maltrattamento durante la detenzione, costituivano una violazione dei suoi diritti.

Discriminazione - minoranze

***Minoranza rom

La comunità rom ha continuato a subire discriminazioni per mano di pubblici ufficiali e privati cittadini. Il BHC ha denunciato casi di discriminazione nell'accesso agli alloggi, sgomberi forzati compresi, e nell'accesso ai servizi pubblici.

A giugno, il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia ha osservato che nonostante gli sforzi del governo per assicurare parità di diritti per i bambini rom come il Piano d'azione nazionale sul Decennio di inserimento dei rom, persistevano timori riguardo agli atteggiamenti negativi e i pregiudizi dimostrati nei confronti dei rom da parte della popolazione generale, così come riguardo alla situazione complessiva dei bambini delle minoranze, soprattutto rom. Il Comitato ha sottolineato in special modo la discriminazione e le disparità come la segregazione nell'ambito dell'istruzione e la disparità di accesso alle cure sanitarie, agli alloggi, all'occupazione e a uno standard di vita adeguato.

***Minoranza macedone

A maggio, rappresentanti del partito OMO Ilinden PIRIN, che rappresenta la minoranza macedone in Bulgaria, hanno denunciato una campagna di vessazioni e intimidazioni da parte di agenti di polizia contro i sostenitori di una nuova domanda di registrazione del partito. Secondo le accuse avanzate da quest'ultimo, i poliziotti hanno convocato i sostenitori per interrogarli presso le stazioni di polizia senza un mandato scritto e hanno posto loro domande sul partito. La registrazione era stata negata tre volte nel 2007 nonostante una sentenza della Corte europea dei diritti umani del 2005 e diversi richiami da parte dell'UE.

***Minoranza turca

Ad aprile, il Tribunale della città di Sofia ha sentenziato che Volen Siderov, leader del partito di estrema destra Ataka (Attacco), era colpevole per aver usato un linguaggio ostile e discriminatorio contro la minoranza turca e per aver creato un'atmosfera di animosità nei loro confronti. Egli è stato minacciato di essere multato ma ha ignorato la sentenza secondo cui avrebbe dovuto smetter di usare quel tipo di linguaggio.

Diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender

A giugno si è tenuto il primo LGBT Pride in Bulgaria, organizzato a Sofia da Gemini, un'organizzazione bulgare impegnata a favore dei diritti delle persone LGBT. Nel periodo che ha preceduto l'evento, che è stato osteggiato da alcune autorità religiose e da gruppi di estrema destra, è stato segnalato un aumento dei casi di intimidazione di persone LGBT in Bulgaria. Circa 150 manifestanti pacifici, uomini e donne, hanno marciato rischiando violenze da parte di contro-manifestanti i quali hanno gettato pietre, bottiglie e ordigni Molotov. Più di 60 persone sono state arrestate dalla polizia. Il primo ministro, pur riconoscendo il diritto di manifestare pacificamente, ha espresso la sua personale opposizione alla marcia.

Tortura e altri maltrattamenti

A febbraio, il Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d'Europa (CPT) ha pubblicato un rapporto su una sua visita in Bulgaria nel settembre 2006 affermando che erano necessari maggiori forzi per combattere il maltrattamento dei detenuti e per migliorare le strutture di detenzione.

Ad aprile, il BHC ha denunciato la mancanza ottemperanza agli standard internazionali della legislazione relativa all'impiego delle armi da fuoco da parte delle forze dell'ordine. Il BHC ha inoltre riportato casi si maltrattamento da parte di funzionari di polizia, in particolare nei confronti di rom, nelle fasi dell'arresto o durante la detenzione. Spesso queste denunce non sono state adeguatamente indagate.

*Il 2 ottobre, il Tribunale militare di Sofia ha condannato cinque agenti di polizia a un totale di 82 anni di carcere dopo averli giudicati colpevoli del pestaggio del 38enne Angel Dimitrov, episodio che ne aveva causato la morte nel 2005. Il suo decesso era stato inizialmente spiegato dalla polizia come conseguenza di un attacco cardiaco, ma una seconda autopsia richiesta dai familiari ha dimostrato che egli era morto in seguito ai colpi riportati alla testa. A fine anno era pendente un appello contro la decisione, in attesa della revisione da parte del Tribunale d'appello militare. Il Tribunale militare di Sofia aveva precedentemente emesso una sentenza di condanna a carico dei cinque agenti di polizia nel novembre 2007, ma la decisione era stata annullata dal Tribunale d'appello militare.

***Maltrattamento in custodia

A febbraio il CPT ha riportato condizioni di sovraffollamento e abusi verbali nei confronti di reclusi negli istituiti di pena visitati nel 2006, così come accuse di maltrattamenti fisici da parte del personale carcerario.

Anche il BHC ha riportato che in molte carceri le condizioni continuavano a essere al di sotto degli standard internazionali richiesti.

* Il 6 marzo, la Corte europea dei diritti umani ha giudicato la Bulgaria in violazione del divieto di trattamento inumano o degradante. Nikolai Kirilov Gavazov, un prigioniero accusato di stupro, ha scontato quasi due anni in attesa di rinvio a giudizio in una cella minuscola, priva di finestre, nel carcere di Pazardjik, nella regione centrale della Bulgaria. La Corte ha ritenuto inoltre che la durata di sette anni del procedimento giudiziario era eccessiva.

***Istituti di salute mentale
A febbraio il CPT, in seguito ad alcune visite a istituiti di salute mentale e di assistenza sociale nel 2006, ha sollevato preoccupazioni riguardo alle procedure di ricovero, ai maltrattamenti e alle condizioni di vita all'interno degli istituiti visitati.

Il CPT ha evidenziato la mancanza di personale, di formazione dello stesso e di risorse in questo tipo di istituti, condizioni che hanno determinato episodi violenti, limitate opzioni terapeutiche e un insufficiente schema di programmi di riabilitazione. Malgrado le raccomandazioni espresse dal CPT nel 2002 in merito alla necessità di prestare attenzione al miglioramento delle condizioni di vita, queste rimanevano inadeguate.

A febbraio, in seguito a un documentario della BBC che metteva in evidenza le condizioni precarie estreme presso l'istituto infantile di Mogilino, la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali ha annunciato che l'istituto, e altri sei simili, sarebbero stati chiusi.

Rapporti di Amnesty International
Bulgaria: Fear of forcible return/fear of torture or ill-treatment: Said Kadzoev (EUR 15/001/2008)
Bulgaria: First Sofia Pride needs adequate protection (EUR 15/002/2008)


Amnesty International
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1997 - Obiezione di coscienza

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LINK DI INTERESSE - DIRITTI UMANI IN BULGARIA

Amnesty International - (in inglese)

Comitato Helsinki Bulgaro (in bulgaro ed inglese)



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