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 LA SITUAZIONE DEI DIRITTI UMANI IN BULGARIA - 2008 
Fonte: Amnesty International
La discriminazione nei confronti delle minoranze, in particolare rom, è continuata in un panorama di generale sospetto nei confronti di rifugiati, richiedenti asilo e immigrati. Le persone affette da disabilità mentali hanno affrontato dure condizioni di vita, oltre che cure e terapie inappropriate. Le indagini relative a casi di presunto uso illegale delle armi da fuoco e di maltrattamento da parte di agenti delle forze dell'ordine sono risultate inadeguate.

Contesto

Il 1° gennaio 2007 la Bulgaria è divenuta Stato membro dell'Unione Europea (UE). Nel suo rapporto sui progressi ottenuti, pubblicato a giugno, la Commissione europea ha richiesto alla Bulgaria di adottare misure più incisive per combattere e indagare la corruzione e di riformare il sistema giudiziario. Le autorità bulgare sono state inoltre invitate ad adottare una strategia nella lotta contro il crimine organizzato.

Discriminazione

Il Piano nazionale per la protezione contro la discriminazione (NPAD) è stato approvato dal governo a gennaio, stabilendo provvedimenti in tutte le aree di discriminazione coperte dalla legislazione bulgara, compreso l'orientamento sessuale. Nonostante tali iniziative, fenomeni quali l'intolleranza e i discorsi incitanti l'odio sono continuati. Secondo quanto riferito, un leader del partito di estrema desta Ataka (Attacco) ha affisso un manifesto contro i turchi nell'edificio che ospita il parlamento nel periodo che ha preceduto le elezioni al Parlamento Europeo a maggio, e membri del partito hanno continuato a pronunciare dichiarazioni contro le minoranze.

*** Minoranza rom

I rom hanno incontrato ostacoli nell'accesso alla casa, all'impiego, alle qualifiche professionali e all'istruzione. Si calcola che il tasso di disoccupazione dei rom della Bulgaria oscilli tra il 65 e il 70% stando a un rapporto di una ONG bulgara. Il rapporto ha altresì rilevato che all'incirca il 18% dei rom sono analfabeti e un altro 65% non ha mai completato la scuola secondaria superiore. L'UNICEF ha riportato che circa il 50% delle abitazioni rom non sono collegate alla rete idrica e che il 20% dei bambini rom non erano mai andati a scuola.

A settembre, il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa ha confermato i risultati del Comitato europeo sui diritti sociali (ECSR) secondo cui la Bulgaria violava la Carta sociale europea a causa della sua sistematica negazione del diritto a un alloggio adeguato in relazione ai rom. In risposta, la Bulgaria ha annunciato una nuova legislazione a sostegno di vari provvedimenti, compresa la costruzione di nuove case popolari.

*
A luglio, la Corte Europea dei diritti umani ha emesso sentenza riguardo all'uccisione di stampo razzista di Angel Dimitrov Iliev, un uomo rom, da parte di un gruppo di sei adolescenti nella città di Shumen. La Corte ha osservato che le autorità avevano riconosciuto la natura odiosa del crimine, ma che tuttavia non erano intervenute per condurre indagini concrete e tempestive sull'episodio. Le accuse a carico di quattro degli aggressori erano state archiviate, mentre gli altri due imputati non erano stati rinviati al giudizio del tribunale. La Corte ha giudicato come «completamente inaccettabile» l'incapacità delle autorità ad assicurare alla giustizia i responsabili, sebbene fossero consapevoli sin dall'inizio delle motivazioni razziste dell'aggressione.

A ottobre, l'ONG Centro europeo per i diritti dei rom (ERRC) ha sporto una denuncia collettiva presso l'ECSR accusando il governo bulgaro di non essere intervenuto per eliminare le disparità relative alla previdenza sanitaria e all'accesso all'assistenza medica tra i rom e altri gruppi vulnerabili e la maggioranza della popolazione. Il Centro ha altresì accusato il governo di tollerare politiche e prassi che pongono a repentaglio la salute dei rom e di altre minoranze.

***Minoranza macedone

A settembre, la Commissione europea ha richiesto al governo bulgaro di rispettare le decisioni del 2005 della Corte Europea dei diritti umani in base alle quali la Bulgaria era tenuta a permettere la registrazione del partito OMO Ilinden PIRIN, che rappresenta la minoranza macedone in Bulgaria. Sia la Corte Suprema sia il Tribunale della città di Sofia avevano respinto la richiesta di registrazione avanzata dal partito.

Rifugiati e richiedenti asilo

Richiedenti asilo, rifugiati e immigrati hanno continuato a essere detenuti per mesi se non anni in attesa dell'espulsione. Secondo ONG bulgare, le detenzioni di richiedenti asilo, rifugiati e immigrati è divenuta prassi comune, in violazione della norma secondo cui tale misura dovrebbe essere adottata soltanto quale ultima risorsa.

Secondo un reportage pubblicato a giugno dal quotidiano Kapital, almeno 36 persone erano state trattenute per oltre sei mesi presso il Centro speciale di accoglienza temporanea per stranieri a Busmantsi, nei pressi della capitale Sofia. Secondo le accuse, essi non erano stati informati del perché fossero trattenuti, e non sono stati tempestivamente condotti davanti a un magistrato o ad altra autorità.

*Annadurdy Khadzhiev, leader in esilio di un gruppo di opposizione del Turkmenistan, e marito della difensora dei diritti umani Tadzhigul Begmedova, è stato detenuto in Bulgaria a febbraio, dopo che il Turkmenistan ne aveva richiesto l'estradizione per processarlo con l'accusa di appropriazione indebita. Sia a Annadurdy Khadzhiev che a sua moglie era stato concesso lo «status umanitario», che consentiva loro di rimanere nel paese. Ad aprile, il tribunale distrettuale di Varna ha respinto la richiesta di estradizione ma in seguito alle proteste da parte della Procura a maggio si è tenuta un'udienza di appello. La corte d'appello ha confermato la decisione iniziale e Annadurdy Khadzhiev è stato alla fine rilasciato.

Polizia e forze di sicurezza

L'ONG Comitato di Helsinki bulgaro (BHC) ha osservato che l'impiego di armi da fuoco da parte di agenti delle forze dell'ordine continuava a violare gli standard internazionali e che le indagini relative al loro uso non erano tempestive, complete e imparziali. Il BHC ha inoltre riportato diversi casi di maltrattamento da parte di agenti di polizia, in particolare nei confronti dei rom.

A ottobre, il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa ha valutato l'attuazione da parte della Bulgaria delle sentenze della Corte Europea dei diritti umani relative ai maltrattamenti per mano della polizia. Il Comitato ha rilevato che la formazione professionale dei membri della polizia era ancora inadeguata, e che le questioni in materia di detenzione e di garanzie per l'indipendenza delle indagini non erano state ancora adeguatamente affrontate.

Cure sanitarie mentali

A settembre la Bulgaria ha firmato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità mentali.

*Ad agosto, il Centro di assistenza per la disabilità mentale ha sporto denuncia presso la Corte Europea dei diritti umani in merito all'inadeguatezza delle indagini sul decesso di un'anziana, avvenuto nel febbraio 2004 dopo che era stata ricoverata in un istituto di assistenza sociale nei pressi di Sofia. Mentre era alle cure dell'istituto, stando alle accuse, la donna riportò fratture ossee, fu esposta a temperature polari, a scarsa igiene, e a mancanza di cibo nutriente e in genere a cure mediche. Nonostante le inchieste amministrative del 2005 in merito alle cure e alle condizioni praticate all'interno dell'istituto avessero portato alla luce gravi violazioni legali e procedurali, le autorità preposte non hanno condotto indagini adeguate e nessuno è stato chiamato a rispondere.

Rapporti di Amnesty International

Europe and Central Asia: Summary of Amnesty International's concerns in the region: January-June 2007 (EUR 01/010/2007)
Bulgaria: Torture/legal concern: Annadurdy Khadzhiev (EUR 15/001/2007)
Bulgaria: Further information on torture/legal concern: Annadurdy Khadzhiev (EUR 15/002/2007)


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1997 - Obiezione di coscienza

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LINK DI INTERESSE - DIRITTI UMANI IN BULGARIA

Amnesty International - (in inglese)

Comitato Helsinki Bulgaro (in bulgaro ed inglese)



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