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Bulgaro
     
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 LA SITUAZIONE DEI DIRITTI UMANI IN BULGARIA - 2006 
Fonte: Amnesty International
Sono continuate le notizie di tortura e maltrattamenti di persone in stato di fermo di polizia. Permangono discriminazioni contro la comunità rom, nonostante le azioni legali per garantire l’applicazione delle leggi contro le discriminazioni abbiano ottenuto sentenze favorevoli, compresa una sentenza storica che ha stabilito il diritto dei bambini rom alla parità d’istruzione. Alcune persone residenti in case di cura per persone affette da disabilità mentali hanno continuato a vivere in condizioni equiparabili a trattamento inumano e degradante. Un tribunale ha stabilito che la morte nel 1996 e 1997 di 13 bambini privati di cibo e riscaldamento in una casa di ricovero era da attribuire a negligenza da parte dello Stato.


Sviluppi politici

In seguito alle elezioni generali di giugno, dopo due mesi si è infine formata una coalizione di governo presieduta da Sergey Stanishev del Partito socialista. Il partito di estrema destra Ataka (Attacco) ha visto una rapida crescita di consensi, raggiungendo il quarto posto alle elezioni.

La Bulgaria ha compiuto progressi verso un più ampio rispetto dei diritti umani nel tentativo di soddisfare i criteri posti per l’ingresso nell’Unione Europea (UE), programmato per il 2007. Sono stati compiuti sforzi per rispettare i diritti dei sospettati nei procedimenti penali, per porre fine alla tratta di esseri umani e per realizzare pienamente il diritto alla salute. Tuttavia, la Commissione Europea, nel suo rapporto annuale pubblicato a ottobre, riguardo ai preparativi per l’ingresso della Bulgaria nell’UE, ha espresso preoccupazione per i maltrattamenti ad opera delle forze di polizia, la discriminazione nei confronti dei rom e le condizioni di vita delle persone affette da disabilità mentali.


Abusi da parte della polizia e nelle carceri

La Corte Europea dei diritti umani ha emesso delle sentenze in cui le carenti condizioni di detenzione erano da considerarsi trattamento crudele e degradante. La Corte ha anche stabilito in diversi casi che la Bulgaria aveva violato il diritto alla libertà e alla sicurezza della persona, il diritto a un’udienza entro un ragionevole lasco di tempo e il diritto a un equo processo.

Non sono cessate le notizie di torture o maltrattamenti per mano delle forze dell’ordine. Il mancato rispetto del diritto dei detenuti a essere interrogati alla presenza di un avvocato ha spesso contribuito a tali violazioni.

*Secondo quanto riferito, il 16 aprile Julian Krastev, 38enne senza fissa dimora, è stato picchiato a morte da un sergente della polizia di Varna. Viveva in un armadio posto nel condominio in cui abitava l’agente. Secondo quanto riferito, l’agente aveva bevuto alcolici e due colleghi della polizia hanno assistito all’aggressione. L’uomo è stato licenziato dalla polizia e incriminato presso il Tribunale militare regionale di Varna.

*A novembre, Anguel Dimitrov, 39enne uomo d’affari, è morto durante un’operazione di polizia a Blagoevgrad, secondo la polizia per un attacco di cuore durante il suo arresto. In seguito a proteste pubbliche da parte della famiglia, secondo la quale la polizia era responsabile della sua morte, è stata aperta un’inchiesta. A dicembre, i risultati di un’autopsia hanno dimostrato che era deceduto per una emorragia provocata da un colpo alla testa. Nonostante l’accettazione da parte del ministero dell’Interno della responsabilità per le azioni illecite della polizia e le dimissioni del capo della polizia di Blagoevgrad, l’Ufficio del procuratore ha annunciato che non vi erano prove sufficienti per un rinvio a giudizio.

L’organizzazione per i diritti umani Federazione internazionale di Helsinki ha documentato condizioni inumane in diversi centri di detenzione, specialmente a Plovdiv e Nova Zagora. Sono mancati provvedimenti efficaci in grado di dare una risposta alle denunce di maltrattamenti e di violenza fra detenuti. Nelle carceri le cure mediche si sono dimostrate carenti e non erano integrate nel sistema sanitario nazionale.


Discriminazioni contro i rom

La comunità rom è stata quella maggiormente presa di mira nei maltrattamenti da parte delle forze dell’ordine e ha subito trattamenti discriminatori.

*A luglio la Camera Alta della Corte Europea dei diritti umani si è occupata per la prima volta della componente razziale in un caso di privazione della vita. La Corte ha confermato una precedente decisione della Corte in una sentenza storica nel caso Nachova contro Bulgaria, relativo all’uccisione nel 1996 di due disertori rom disarmati da parte di un agente della polizia militare. La Corte ha ritenuto responsabile all’unanimità lo Stato bulgaro per la morte dei due uomini, e per non aver condotto indagini efficaci sulle accuse secondo cui le uccisioni erano state motivate da razzismo nei confronti dei rom.

*A giugno un tribunale di Blagoevgrad ha emesso una sentenza a sfavore di un ristoratore che si era rifiutato di servire un gruppo di giovani clienti rom nel marzo 2004 mentre aveva accolto persone non rom che erano arrivate più tardi. I rom avevano sporto denuncia per essere stati discriminati dopo aver atteso per un’ora di essere serviti, e il ristoratore non era stato in grado di dimostrare di non averli trattati in modo diverso dagli altri come richiesto dalla’ampia legislazione anti-discriminazione della Bulgaria.


Sgomberi forzati a Sofia

*Il 31 agosto almeno 24 case di rom nella municipalità Hristo Botev di Sofia sono state demolite, lasciando circa 150 rom senza casa. A settembre, le autorità della municipalità di Vuzrazhdane hanno successivamente ingiunto agli abitanti rom di abbandonare entro sette giorni le case da loro costruite abusivamente nel distretto di Serdika. Tuttavia, un giorno prima della data fissata per le demolizioni, il Tribunale distrettuale di Sofia ha ordinato di rinviare gli sgomberi in attesa di una decisione sul diritto legale a rimanere dei rom. A quanto risulta le autorità non avevano preso alcun provvedimento di compensazione o sistemazione alternativa per le persone da sgomberare.


Segregazione nelle scuole

*A ottobre il Tribunale distrettuale di Sofia ha stabilito che il ministero dell’Istruzione, il comune di Sofia e una scuola di Sofia avevano segregato bambini rom in violazione della legislazione contro la discriminazione. Il Tribunale ha ritenuto che tutti gli studenti della scuola erano rom, non per scelta degli studenti ma a causa delle inadempienze delle autorità. La corte ha ritenuto che le condizioni al di sotto degli standard della scuola, la mancanza di controllo sulla frequenza scolastica e gli inferiori requisiti educativi avevano violato il diritto dei bambini rom a un’istruzione paritaria e integrata.

Si tratta di una sentenza storica per i rom in Bulgaria, i quali devono affrontare discriminazioni in molte sfere della vita pubblica, tra cui scuola e lavoro. Secondo il Centro per i diritti dei rom europei, tra il 70% e il 90% degli studenti delle scuole speciali per bambini con disabilità fisiche e dello sviluppo erano rom.


Persone con disabilità mentali

Persone con disabilità mentali ospitate in case di cura non sono state protette in modo adeguato da abusi fisici e mentali. I servizi a loro riservati non hanno soddisfatto gli standard internazionali sui diritti umani o non sono stati conformi alla deontologia medica.

*La situazione per gli ex residenti di una casa di cura di Dragash Voyvoda, chiusa nel 2003 in seguito alle notizie relative a cure mediche inadeguate e alle pessime condizioni di vita, è migliorata solo leggermente per quei pazienti che erano stati trasferiti in altre case. Sebbene le loro condizioni materiali siano nella maggior parte dei casi leggermente migliorate, alcuni vivevano ancora in condizioni equiparabili a trattamento inumano e degradante. Continuavano a mancare procedure indipendenti in grado di garantire indagini tempestive, complete e imparziali di casi di possibili abusi ai danni di pazienti di istituti sanitari.

*A giugno, Ivailo Vakarelski, di 24 anni, è stato trovato morto nell’Ospedale psichiatrico di Stato di Karlukovo dove era stato ricoverato diversi giorni prima. Secondo i rapporti, il suo corpo riportava contusioni estese. Secondo quanto riferito, il personale dell’ospedale avrebbe detto ai suoi familiari che sarebbe stato possibile eseguire un’autopsia solo previo pagamento, sebbene l’ospedale fosse obbligato ad eseguire un’autopsia ai sensi della legge sulle cure mediche. Il pubblico ministero regionale ha ordinato un’indagine dopo che il pubblico ministero locale aveva rifiutato di indagare sul decesso.

La Federazione internazionale di Helsinki ha riferito che molti ospedali psichiatrici e istituti di cura in Bulgaria erano privi di strutture per cure adeguate di persone con disabilità mentali e comportamentali. Nonostante alcuni miglioramenti, il cibo era insufficiente, e i metodi di cura non aderenti agli obblighi internazionali che richiedono di fornire il massimo livello di cure sanitarie e una vita dignitosa per le persone con disabilità.

*A maggio il Tribunale distrettuale di Plovdiv ha assolto tre membri del personale di una casa di cura sociale a Dzhurkovo, i quali erano stati accusati in relazione alla morte di 13 bambini per ipotermia, malnutrizione e malattie respiratorie fra dicembre 1996 e marzo 1997. La corte non è stata in grado di stabilire una connessione di causa tra i decessi e la negligenza del personale, ma ha accertato che parte del personale aveva lasciato la casa senza mezzi per pagare cibo e riscaldamento, il che aveva portato a condizioni di vita crudeli, inumane e degradanti.


Rapporti di AI

Bulgaria: Failings in the provision of care – The fate of the men of Dragash Voyvoda (AI Index: EUR 15/002/2005)

Bulgaria and Romania: Amnesty International’s human rights concerns in the EU accession countries (AI Index: EUR 02/001/2005)

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1997 - Obiezione di coscienza

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LINK DI INTERESSE - DIRITTI UMANI IN BULGARIA

Amnesty International - (in inglese)

Comitato Helsinki Bulgaro (in bulgaro ed inglese)



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