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Bulgaro
     
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 LA SITUAZIONE DEI DIRITTI UMANI IN BULGARIA - 2003 
Fonte: Amnesty International
Le persone con disabilità mentali hanno subito discriminazioni sistematiche e le condizioni in molte case di cura sociali si sono configurate come disumane e degradanti. Sono pervenute frequenti notizie di maltrattamenti e torture da parte delle forze dell'ordine ed almeno una persona è deceduta dopo essere stata picchiata dalla polizia. In rarissimi casi i responsabili sono stati assicurati alla giustizia. Molte delle vittime, alcune delle quali minorenni, erano rom. Le forze dell'ordine hanno continuato a far uso di armi da fuoco in circostanze proibite dagli standard internazionali, determinando decessi e lesioni.

Disabili mentali

Bambini ed adulti affetti da disturbi mentali o da deficit dello sviluppo (definiti come persone con disabilità mentali) hanno subito sistematiche discriminazioni nel corso di trattamento psichiatrico in ospedale contro la loro volontà, di ricovero in case di cura sociali o mentre erano posti sotto sorveglianza. Le norme legislative per il ricovero in ospedali e in case di cura non hanno garantito sufficienti garanzie di imparzialità o di indipendenza. I pazienti e i residenti in case di cura sociali hanno patito cure e riabilitazione inadeguate. Amnesty International ha osservato pratiche di costrizione e di reclusione abusive in tutti gli istituti per adulti e condizioni materiali spaventose in otto su dieci case di cura sociali per adulti. Nell'insieme, tali condizioni si sono configurate quale trattamento o pena crudele, disumano e degradante in violazione del diritto internazionale sui diritti umani.

Le condizioni di vita negli ospedali psichiatrici erano inadeguate e in special modo prive di opportunità di riabilitazione e terapia. Secondo quanto riferito, la terapia con elettroshock era somministrata in alcuni istituti senza l'impiego di anestetici o miorilassanti. I bambini sono stati spesso posti in istituti senza una diagnosi precisa, e non sono state adottate misure per controllare e riconsiderare le diagnosi tramite specialisti.

Le risorse stanziate dallo Stato non sono sembrate coprire nemmeno le necessità minime per alimentazione, riscaldamento e abbigliamento. Le infrastrutture delle case di cura per adulti erano in genere talmente degradate che alcuni edifici erano fatiscenti, sporchi e in certi punti pericolosi. In alcune case l'alimentazione, il riscaldamento e le cure mediche erano talmente inadeguati che il tasso di mortalità è stato alto, in particolare durante i lunghi e freddi periodi invernali.

Ad aprile, AI ha richiesto alle autorità di indagare sulla morte di 22 uomini, deceduti nella casa di cura sociale di Dragash Voyvoda nel 2001 e di cinque uomini che vi erano morti nel corso dell'anno. La maggior parte dei decessi in questo istituto, che ospita circa 140 uomini, sono stati apparentemente causati da polmonite. I corpi di due uomini morti nel mese di marzo sono stati sottoposti ad autopsia che ha stabilito quale causa del decesso polmonite e malnutrizione. Il dottore che aveva in cura i ricoverati deceduti ha affermato che i ricoverati devono pagare per i loro antibiotici e che nessuno dei suoi altri pazienti della municipalità era morto per polmonite.

Farmaci psicotropi sono stati usati in case di cura per adulti così come in alcuni istituti per bambini per reprimere il comportamenti che potevano costituire una risposta all'angoscia o alla rabbia provocata dall'ambiente, piuttosto che da un disordine psichico.

Le misure adottate dalle autorità per far fronte alla situazione sono state insufficienti e frammentarie. A Sanadinovo, un istituto che ospita più di 90 donne con disabilità mentali, le condizioni materiali e la mancanza di cure erano spaventose. Circa 20 tra le donne più vulnerabili vivevano stipate in due stanze al pianterreno. Quando AI ha visitato il luogo a gennaio, le donne indossavano vestiti sporchi e laceri e alcune erano seminude. Quelle che erano legate ai letti giacevano in lenzuola sudicie. Urina e feci erano sul pavimento e sui muri. Una denuncia penale è stata sporta per conto di alcuni ricoverati di Sanadinovo che erano stati tenuti in una gabbia. Tuttavia, a maggio la denuncia è stata archiviata per mancanza di prove. A giugno listituto è stato chiuso e la maggior parte delle donne è stata trasferita in una struttura rinnovata a Kachulka. Tuttavia, le donne affette da gravi disabilità continuavano a non ricevere cure adeguate e giacere nei loro letti sporche e incustodite. Sette donne sono state trasferite a Razdol dove le condizioni non erano migliori di quelle di Sanadinovo.

Maltrattamenti da parte della polizia

Sono stati riferiti diversi episodi di maltrattamenti da parte della polizia, che in qualche caso si sono configurati come tortura. Un caso ha determinato un decesso.

*A febbraio, in una struttura della polizia di frontiera vicino a Sladun, nella regione di Svilengrad, il 26enne Seval Sebahtin Rasin è stato fermato assieme a 26 cittadini stranieri che stavano entrando in Bulgaria illegalmente. Secondo quanto riferito, egli è stato preso a pugni, a calci e picchiato con un bastone dalla polizia di frontiera, indi portato in una guardina della polizia dove è morto alcune ore più tardi. A settembre, sette agenti sono stati incriminati in relazione alla sua morte.

Alcune delle vittime erano minorenni interrogati senza la presenza dei loro familiari o di un avvocato.

*A febbraio, a Kostinbrod, sei adolescenti di 17 e 16 anni sono stati portati alla stazione di polizia perché sospettati di aver rubato una radio da una pattuglia. Secondo quanto riferito, sono stati presi a calci e a pugni prima di essere rilasciati senza accuse. Pare che due agenti che sarebbero stati coinvolti nel pestaggio siano stati licenziati dalla polizia, ma non è stata fornita alcuna informazione sui risultati dell’inchiesta penale istruita dal procuratore militare.

Pochi degli episodi riferiti di maltrattamenti da parte della polizia hanno determinato il perseguimento davanti ad un tribunale di agenti sospettati. A marzo il Tribunale militare di Sofia ha prosciolto due agenti di polizia accusati di aver procurato gravi lesioni personali che avevano determinato la morte di Mehmed Mumun (noto come Milotin Mironov), avvenuta nel gennaio 2001. Le indagini sulle denunce di torture e maltrattamenti ad opera della polizia non sono state in linea con gli standard internazionali. A giugno, la Corte europea dei diritti umani ha deciso che la morte in custodia del 17enne Angel Zabchekov (noto anche come Zubchikov), avvenuta a Razgrad nel 1996, costituiva una violazione della Convenzione europea sui diritti umani, in riferimento al decesso, alla mancanza di assistenza medica tempestiva da parte delle autorità e di indagini efficaci sull'accaduto. Angel Zabchekov era stato portato dalla guardina della polizia in ospedale, dove poi era morto. L'autopsia ha stabilito che la sua morte era stata determinata da emorragia cerebrale, a causa di un colpo inferto alla testa, ma l'indagine sulla morte è stata sospesa poiché sarebbe stato impossibile stabilire in che modo erano state inflitte le lesioni.

Uso illegale di armi da fuoco da parte della polizia

Le forze dell'ordine hanno impiegato armi da fuoco in circostanze molto più ampie di quelle permesse dagli standard internazionali sui diritti umani, che permettono l'impiego di armi da fuoco solamente per auto-difesa o per difendere altri sotto imminente minaccia di morte o di gravi lesioni. Gli agenti di polizia hanno continuato ad utilizzare armi da fuoco per fermare sospetti in fuga. Molte persone sono state ferite in episodi di questo tipo.

Secondo il Progetto sui diritti umani, un'organizzazione non governativa locale che difende i diritti dell'etnia rom, il 2 febbraio un poliziotto ha ucciso a colpi d'arma da fuoco Stefan Kostov, un 27enne di etnia rom. Stefan Kostov e tre 15enni stavano raccogliendo legna vicino Sliven quando gli agenti li hanno avvicinati dicendo ai ragazzi di tornare al villaggio. L'agente allora ha sparato a Stefan Kostov al ginocchio destro da una distanza si circa un metro. I ragazzi hanno portato Stefan Kostov all'ospedale. Lo stesso giorno tre poliziotti e un fotografo hanno portato i ragazzi dall'ospedale sulla scena della sparatoria, poi in una stazione di polizia dove sarebbero stati obbligati a firmare una dichiarazione, che essendo analfabeti, non erano in grado di leggere. A marzo, il procuratore militare ha rigettato una denuncia in merito alla sparatoria presentata dal Progetto sui diritti umani e ha deciso di non aprire un’inchiesta penale.

Rapporti e missioni di AI
Bulgaria: Sanadinovo: “This is truly a ghastly place” (AI Index: EUR 15/002/2002)
Bulgaria: Far from the eyes of society systematic discrimination against people with mental disabilities (AI Index: EUR 15/005/2002)

Rappresentanti di AI hanno visitato la Bulgaria quattro volte tra gennaio e luglio. Essi hanno visitato 16 case di cura per bambini ed adulti con disabilità mentali e sono tornati in quattro istituti per una seconda visita. A ottobre AI e il Comitato Helsinki bulgaro, un'organizzazione per i diritti umani locale, si sono incontrati in un forum internazionale a Sofia in cui hanno evidenziato le sistematiche discriminazioni contro le persone con disabilità mentali e hanno richiesto alle autorità di riformare il sistema sanitario mentale, dell'assistenza sociale e dell'istruzione. All'evento hanno preso parte i partecipanti al processo di riforma, organizzazioni non governative nazionali ed internazionali così come rappresentanti del Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa e il Relatore speciale delle Nazioni Unite sulle disabilità.


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LINK DI INTERESSE - DIRITTI UMANI IN BULGARIA

Amnesty International - (in inglese)

Comitato Helsinki Bulgaro (in bulgaro ed inglese)



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