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Bulgaro
     
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 LA SITUAZIONE DEI DIRITTI UMANI IN BULGARIA - 2001 
Fonte: Amnesty International
Ci sono state numerose denunce di maltrattamenti e torture commessi da agenti di pubblica sicurezza. Membri della comunità rom, che ha subito diffusa discriminazione, sono stati spesso l'oggetto di queste violazioni dei diritti umani, commesse con effettiva impunità. Le forze dell'ordine hanno continuato a usare armi da fuoco in circostanze in cui sono proibite dagli standard internazionali, provocando morti e feriti. Le condizioni di vita in alcuni istituti per bambini con handicap mentali si configurano come trattamento crudele, inumano o degradante. Continuano a venire imposte restrizioni al diritto alla libertà di espressione.

Tortura e maltrattamenti

Maltrattamenti e torture inflitti dalla polizia hanno continuato a essere molto diffusi. La maggior parte degli episodi sono accaduti durante le indagini di polizia in seguito a denunce, quando i sospettati di qualche reato sono stati arrestati o entro le prime ore dall'arresto.

*A gennaio un poliziotto ha picchiato nella stazione di polizia di Dimitrovgrad Gencho Tonchev, un imprenditore, e suo figlio Tihomir. Gencho Tonchev ha riportato la frattura di due costole.

*A marzo, un gruppo di agenti armati della polizia di confine e dell'immigrazione sono saliti a bordo della nave "Olga J", che era stata sequestrata e tenuta nel porto di Burgas per due anni e hanno picchiato con manganelli e preso a calci nove marinai del Ghana.

Indagini

Le autorità non hanno fornito notizie ad Amnesty International riguardo alle indagini su casi di tortura e di maltrattamenti suscitando dubbi sulla loro condotta.

*Le autorità non hanno ancora reso pubblico il rapporto sull'autopsia di Zaharie Aleksandrov Stefanov, che morì in carcere in circostanze sospette nel giugno 1993.

Impunità

All'inizio del 2000 sono entrate in vigore alcune modifiche del codice di procedura penale che comprendono la possibilità di revisione giudiziaria nei casi in cui i procuratori si siano rifiutati di avviare indagini; è previsto anche un processo a porte aperte a conclusione delle indagini penali da parte dei procuratori.

*La Corte europea per i diritti umani ha stabilito in maggio che la Bulgaria aveva violato la Convenzione europea sui diritti umani e le libertà fondamentali nel caso di Anya Velikova. Il marito di Anya Velikova, Slavcho Tsonchev, morì di emorragia interna dopo essere stato picchiato durante lo stato di fermo di polizia a Pleven il 25 settembre 1994, 12 ore dopo il suo arresto per sospetto di furto. Nel dicembre 1994, il procuratore militare di Pleven decise di non mettere sotto accusa alcun agente di polizia. In maggio la Corte europea ha decretato che le autorità bulgare hanno violato il diritto alla vita e che hanno mancato di fornire ad Anya Velikova un provvedimento giudiziario efficace, omettendo di condurre un'indagine effettiva.

Discriminazioni contro i rom

Si ha notizia di episodi di violenze della polizia verso i rom, in un contesto di estrema povertà per molte comunità rom, così come del sorgere di tensioni sociali spesso istigate da discriminazioni razziste.

*Nel villaggio di Mechka vicino a Pleven, l'assassinio di un uomo di etnia bulgara, avvenuto all'inizio di aprile, ha fatto esplodere una campagna degli abitanti bulgari in difesa dei cittadini rom. Il sindaco della cittadina aveva pubblicamente proibito che i rom fossero serviti nei negozi locali e che pascolassero i loro animali sul terreno del comune. La polizia ha intrapreso alcune azioni per prevenire il compiersi delle violenze minacciate; ma ogni giorno avrebbe trattenuto per 24 ore diversi uomini di etnia rom scelti a caso. In settembre, nel villaggio di Bukovets, regione di Vidin, un gruppo di una ventina di abitanti avrebbero picchiato brutalmente quattro giovani rom sospettati di furto di grano.

*Ad aprile, Tsvetalin Perov, un ragazzo rom di 16 anni, ha riportato gravi ustioni nel quartier generale della polizia di Vidin. Il ragazzo che soffre di epilessia e di difficoltà di apprendimento, era ben noto alla polizia. Ha dichiarato di essere stato picchiato fino a perdere conoscenza da un agente di polizia e che quando il dolore provocato dal fuoco lo ha fatto rinvenire, lo stesso agente era in piedi su di lui. Gli agenti di polizia hanno dichiarato che Tsvetalin Perov si era bruciato da solo con un accendino, ma nessun accendino è stato trovato sul luogo e i suoi abiti sono spariti prima di essere esaminati da un avvocato. La gravità delle bruciature fa ritenere che sia stato usato petrolio o combustibile per accendini.

Uso di armi da fuoco da parte della polizia

Non è stato fatto alcun tentativo di riformare la legge sulla polizia nazionale che permette l'uso di armi da fuoco in circostanze proibite dagli standard internazionali. Le indagini su sparatorie da parte della polizia si sono spesso concluse col risultato che le azioni della polizia venivano considerate conformi alla legge. Le autorità hanno mancato di dare informazioni sulla maggior parte dei casi precedentemente sollevati da AI.

*A luglio a Sofia, una pattuglia di polizia ha arrestato il diciannovenne Traicho Dimitrov Lyubomirov in casa di amici. Secondo quanto riferito, egli è stato ammanettato e portato via. Alcune ora più tardi il suo corpo si trovava all'obitorio con una pallottola conficcata in testa. Una fonte della polizia avrebbe affermato che il giovane rom era stato arrestato mentre tentava di rubare una macchina, che avrebbe attaccato un agente di polizia e tentato di portargli via il fucile, e che l'agente avrebbe sparato con la stessa arma inavvertitamente.

*A maggio Atanas Djambazov, un ragazzo rom di 14 anni, arrampicandosi su un muro è entrato in una fabbrica di vino a Sliven con tre amici per portare via pianali di legno come legna da bruciare. Un agente di polizia a guardia della fabbrica gli ha sparato due volte mentre tentava di risalire il muro. é stato colpito alla faccia e al braccio destro ed è svenuto. L'agente non l'avrebbe soccorso nè avrebbe riferito dell'episodio. Gli amici di Atanas Djambazo lo hanno riportato a casa, il giovane è stato poi ricoverato in ospedale.

Condizioni negli istituti per bambini disabili

Praticamente tutti i bambini disabili residenti in istituzioni statali, che sono circa 2.200, vivono in condizioni di estrema trascuratezza. Spesso sono stati privati del cibo e delle cure fondamentali, così come è venuta a mancare l'attenzione per i bisogni sanitari e di istruzione. Tali condizioni si configurano come trattamenti crudeli, inumani o degradanti. Ricerche condotte dal Comitato bulgaro Helsinki, un'organizzazione locale per i diritti umani, hanno rivelato che il budget di stato per queste istituzioni è così inadeguato che i bambini possono essere nutriti solo con l'aiuto di donazioni di beneficenza. Le condizioni nella casa per bambini disabili a Fakia, nella regione di Burgas, sono state descritte sia dal suo amministratore sia da osservatori indipendenti come rischiose per la sopravvivenza. In agosto tre bambini sono morti di dissenteria nell'istituto per bambini disabili di Medven. Un'indagine realizzata da osservatori indipendenti ha confermato serie carenze igieniche nell'amministrazione e nei servizi medici.

Restrizioni alla libertà di espressione

A marzo l'Assemblea nazionale ha emendato il codice penale e abolito l'arresto per diffamazione, nonostante sia stato previsto un aumento delle multe per tale reato e sia stata mantenuta la protezione speciale per i funzionari pubblici. Amnesty International ha fatto pressione sulle autorità per emendare il codice penale, in seguito all'avvio di diversi procedimenti giudiziari contro giornalisti che avevano criticato funzionari pubblici. Si è continuato a fare ricorso ad altri provvedimenti previsti dal codice penale per tenere in carcere persone che hanno esercitato il loro diritto alla libertà di espressione.

*A luglio, a Pleven, la polizia ha tenuto in carcere per quattro giorni Aleksander Kandjov, un attivista politico del luogo. Egli aveva raccolto firme per una petizione che chiedeva le dimissioni del ministro della Giustizia e che lo descriveva come "il più grande idiota del sistema giudiziario". Aleksander Kandjov è stato accusato di teppismo aggravato. Il suo processo si è aperto, ma alla fine del 2000 non era ancora concluso.

Esilio forzato

A gennaio, sei cittadini stranieri, apparentemente religiosi islamici, sono stati espulsi dal paese per aver pregato senza permesso, secondo un provvedimento di legge che era stato dichiarato non valido dalla Corte Costituzionale nel 1992. In agosto le autorità hanno deportato in Giordania Ahmad Naim Mohammed Musa, il direttore di un ente di beneficenza islamico per aver danneggiato "la sicurezza e gli interessi del paese". Ahmad Musa vive da 16 anni in Bulgaria e sua moglie e i suoi tre figli hanno la cittadinanza bulgara. Amnesty International ritiene che Ahmed Musa sia stato esiliato forzatamente, probabilmente a causa della sua fede religiosa, in violazione agli standard internazionali.

Organizzazioni internazionali

A gennaio l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha chiuso la procedura di controllo dell'adempimento da parte della Bulgaria degli impegni presi entrando nel Consiglio d'Europa. I relatori hanno annotato come un rilevante motivo di preoccupazione "la brutalità della polizia che continua, particolarmente nei confronti dei rom". Essi hanno anche fatto pressione sul governo perchè prenda provvedimenti e dia maggiori garanzie per l'indipendenza del sistema giudiziario e dei media. Essi hanno richiesto che venga data speciale attenzione al reclutamento della polizia, all'addestramento e alle motivazioni degli agenti di polizia, ai codici di condotta, al sostegno psicologico di ufficiali e alla loro conoscenza delle questioni dei diritti umani.

Rapporti di Amnesty International
  • Bulgaria: The shooting of Atanas Djambazov, a 14-tear-old Roma boy (AI Index: EUR 15/001/2000)
  • Bulgaria: Tsvetalin Perov, a 16-year-old Roma boy severely burned in police detention (AI Index: EUR 15/003/2000)

Amnesty International
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1997 - Obiezione di coscienza

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LINK DI INTERESSE - DIRITTI UMANI IN BULGARIA

Amnesty International - (in inglese)

Comitato Helsinki Bulgaro (in bulgaro ed inglese)



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