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 La Bulgaria in Camper: il Mar Nero 
di Giorgio Ciancio

Le coste bulgare sul Mar Nero sono prive di fonti di inquinamento e di deturpazioni. Il solo guasto ambientale è rappresentato dalle frane che affliggono zone limitate a sud di Varna in seguito, pare, alle manomissioni operate sul Danubio. Ma per il resto troviamo solo mare pulito, centri piacevoli e animati, un paese-museo e uno splendido parco naturale.

La costa non è affatto piatta e monotona, e a lunghe spiagge di sabbia fine si alternano insenature e coste rocciose. Le acque sono limpide, soprattutto nei tratti sabbiosi, e assai poco saline, ma presentano tracce evidenti di eutrofizzazione e di mancanza di ossigeno. Il pesce infatti scarseggia ed è di piccola taglia. 

A nord di Varna si sono sviluppati centri vacanzieri ricchi e mondani, ma anche congestionati e con spiagge troppo attrezzate, come da noi, mentre nel resto della costa gli spazi utili sono assai maggiori. Appena arrivati in zona, si pone il problema di dove sostare e di come superare la città. Conviene portarsi subito sul mare e imboccare la superstrada che, seguendo la costa da vicino, scavalca gli abitati e al termine, con un segnale molto evidente, indica sulla sinistra la via per il monastero rupestre di Aladza. Questo si raggiunge in pochi minuti e si può sostare in tutta pace e natura nel parcheggio adiacente, tranquillo e ombreggiato. Il monastero consiste solo in un sistema di nicchie e camminamenti scavati nella roccia, ma ha il pregio di essere presentato assai bene per la visita, ed è integrato da una bella esposizione di icone e altre opere d'arte antiche e moderne.

Sulle guide Varna viene accreditata di una stella solo per la presenza di alcune rovine romane che in realtà sono poca cosa. Assai più interessante è l'assetto urbanistico della città, divisa in tre fasce contigue che la rendono quanto mai piacevole al visitatore. La prima è la fascia costiera, ben attrezzata (anche se nelle aree libere è rovinata dalla sporcizia e dai resti di strutture pubbliche in rovina); la seconda è un vasto parco verde; la terza, un'altrettanto ampia area pedonale pregevole per le sue architetture, generalmente ben tenuta e come al solito vivacissima. E così proprio a Varna possiamo goderci il primo bagno nel Mar Nero. Ma non sarà l'ultimo.

La costa che si estende a sud, verso il confine con la Turchia, è generalmente attrezzata secondo modelli omologati, per cui non conviene soffermarsi su ogni centro, ma individuare solo quelle situazioni che per la loro eccezionalità valgono il viaggio. Queste sono sostanzialmente due, e si trovano nei pressi dei centri di Nessebar e di Sozòpol.

Il tratto di costa che va da Slanchev Brjag a Nessebar rappresenta un modello da ammirare e godere con calma. L'accesso all'area costiera in macchina avviene solo tramite varchi a pagamento: è una buona iniziativa (che tuttavia sta perdendo parte della sua efficacia per l'aumento del numero di auto e per il modesto costo del pedaggio), coerente con tutta la sistemazione urbanistica, molto ben studiata.

La cosa migliore da fare è quella di recarsi al centro storico di Nessebar, pittoresco paese-museo ricco di storia e di monumenti, costruito su un'isoletta collegata a terra tramite un ponte: a fianco della sbarra che blocca le auto c'è un ampio parcheggio sul mare; con 15 lev si può sostare per 24 ore, e quindi anche dormire. La sosta è sufficiente sia per visitare il borgo, animatissimo e allietato dalla presenza di artisti, ristorantini, case tipiche e monumenti, sia per inforcare le bici e visitare la costa fino a Slachev Brjag. Questo moderno e allegro centro balneare è stato realizzato tutelando la costa, costituita da una bella e lunghissima spiaggia e da piccole dune dalle quali non si vede una fila di palazzoni ma ampi viali, grandi spazi, molto verde con belle aiuole fiorite e lunghi boulevard con artisti, bancarelle e bistrot.

Più a sud Burgas non è che la copia conforme di Varna: le mancano solo le rovine romane, e per questo le guide le negano la stella, ma merita ugualmente una sosta. A sud di Burgas la costa si fa più accessibile e molti sono gli spazi che invitano a fermarsi, ma conviene non farlo fino alla prossima tappa.

Sozopol somiglia in qualche modo a Nessebar, del quale però ha la piacevole animazione ma non la classe. In compenso già nel paese si può vedere come la costa presenti una grande ricchezza di situazioni: scogliere spettacolari, calette appartate e una spiaggia pubblica bella e attrezzata con bar, ombrelloni e giochi.


Proseguendo verso sud per un paio di chilometri si intravede una lunga striscia di sabbia e di belle dune e, sullo sfondo, una frastagliata costa rocciosa. Siamo a Djuni, moderno e discreto centro di vacanze, e al camping "Veselie", in bella posizione sul mare. Dal campeggio percorriamo circa sei chilometri di rettilineo: a sinistra una lunga spiaggia solitaria orlata di dune, a destra una palude protetta.

Al termine del rettilineo la litoranea è sbarrata e la carrozzabile devia verso l'interno. Comincia qui il tratto più bello del Mar Nero: il parco naturale del fiume Ropotàmo. La strada sbarrata in realtà è accessibile, ma per arrivarci in camper si devono percorrere altri due chilometri e mezzo fino a un ristorante sulla sinistra, con un cancello sempre aperto dove, forse, si paga un pedaggio (a noi nessuno ha chiesto niente). Da lì si può tornare sulla costa al di là dello sbarramento e si può sostare in due posizioni di straordinaria bellezza, alle due estremità di un magnifico e solitario promontorio roccioso.

La prima posizione, appartata ma panoramica, si trova proprio poco al di là dello sbarramento sulla litoranea: si può parcheggiare su un ampio spiazzo che domina, da una ventina di metri d'altezza, una bella spiaggia solitaria. Un viottolo permette di scendere al mare in un minuto e, al mattino, di bagnarsi in compagnia soltanto dei gabbiani. Da qui, una bella passeggiata lungo i sentieri panoramici che solcano il promontorio ne mostrerà tutta l'intatta bellezza e permetterà anche di vedere, al termine, come esista una seconda immensa e solitaria insenatura orlata di dune e facilmente accessibile, frequentata soltanto dai clienti del piccolo Hotel Ropotàmo. Un paio di isolotti, alcune spiaggette appartate e delle spettacolari emergenze rocciose completano il quadro. In fondo, verso sud, si intravede la foce del fiume Ropotàmo, raggiungibile solo in barca o con una lunga passeggiata. Un vero paradiso, dove abbiamo trascorso tre giorni di incanto.

Uscendo dall'unico cancello di accesso, la strada si addentra e penetra sempre più nel territorio del parco e ad un certo punto si affianca al fiume fino a superarlo con un ponte: qui si trova un parcheggio sorvegliato (3 lev) e un imbarcadero che offre ristoro, acqua e servizi igienici. Ecco un altro punto ideale per sostare. I barconi trasportano i turisti lungo il fiume verso monte e verso la foce, per poco prezzo (7 lev); lungo il tragitto si possono osservare rocce dalle forme strane e l'intatta bellezza del paesaggio fluviale, circondato da paludi e da colli verdeggianti e popolato da aironi e altri uccelli tipici di quegli ambienti. Lungo la strada di accesso si può anche raggiungere in pochi minuti un punto panoramico: escursione breve ma rischiosa perché occorre lasciare il camper in un posto solitario e i ladruncoli sono in agguato. Noi ne siamo stati vittime: ma per fortuna la polizia di Sozòpol li ha acciuffati in tempo, recuperando almeno i documenti e limitando di molto i danni. Questo ci ha permesso di lasciare il paese con un buon ricordo, malgrado l'infortunio finale.




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