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 INGRESSO IN ITALIA DI CITTADINI EXTRACOMUNITARI PER LAVORO 
Il numero dei lavoratori extracomunitari che possono entrare in Italia è stato fissato per il 2001 in 83.000 unità dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 aprile 2001, pubblicato sulla G.U. n. 113 del 17 maggio 2001.

Il decreto è stato adottato sulla base delle indicazioni emerse nel Documento programmatico che stabilisce le direttrici della politica migratoria del governo per il triennio 2001-2003. Tale provvedimento è stato emanato con DPR 30 marzo 2001 ed è stato pubblicato sul supplemento ordinario n. 119 alla G.U. n. 112 del 16 maggio 2001.


CHI PUÒ ENTRARE

Possono entrare in Italia nel 2001 per svolgere attività di lavoro subordinato, anche a carattere stagionale, di lavoro autonomo e per l'inserimento nel mercato del lavoro n. 83.000 stranieri non comunitari residenti all'estero, di cui 68.000 provenienti da qualsiasi paese extracomunitario e 15.000 da Paesi con i quali l'Italia ha già sottoscritto o potrà sottoscrivere intese in materia migratoria, secondo le quote così ripartite:

Stranieri provenienti da qualsiasi Paese extracomunitario

  • 12.000 per lavoro subordinato, a tempo indeterminato o determinato a carattere non stagionale
  • 33.000 per lavoro subordinato a carattere stagionale
  • 3.000 per lavoro autonomo
  • 2.000 per lavoro subordinato o autonomo quali infermieri professionali
  • 3.000 per lavoro subordinato o autonomo specializzati nelle tecnologie dell'informazione e della comunicazione
  • 15.000 per inserimento nel mercato del lavoro ("sponsorizzazioni")

Stranieri provenienti da specifici Stati non comunitari per lo svolgimento di attività di lavoro subordinato, autonomo e inserimento nel mercato del lavoro

  • 6.000 cittadini albanesi
  • 3.000 cittadini tunisini
  • 1.500 cittadini marocchini
  • 500 cittadini somali
  • 4.000 cittadini provenienti da altri paesi che sottoscriveranno accordi di cooperazione in materia migratoria con il governo italiano.

Nell'ambito del numero complessivo di lavoratori, sarà possibile modificare la ripartizione delle quote sulla base delle richieste effettive.


CHI NON PUÒ ENTRARE

a) stranieri espulsi che abbiano lasciato l'Italia da meno di cinque anni
b) stranieri segnalati in base ad Accordi Internazionali, al fine del loro respingimento o della non ammissione e quanti, a seguito di una verifica dell'autorità diplomatica, abbiano i requisiti per l'eventuale segnalazione.


Fonte: Ministero degli Interni Italiano



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