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 Inserimento nel mondo del lavoro 
PROCEDURE PER L'INGRESSO

Un cittadino extracomunitario, residente all'estero, può entrare nel territorio nazionale per ricerca di lavoro per un periodo di un anno sulla base di una garanzia offerta da uno sponsor (garante) in Italia o, nel caso sia inserito in una lista tenuta presso la Rappresentanza diplomatica italiana con sede nel Paese di appartenenza, quando dimostri di possedere mezzi economici adeguati per mantenersi in Italia e sia in possesso di tutti gli altri requisiti necessari.


INGRESSO IN ITALIA PER LA RICERCA DI LAVORO ATTRAVERSO UN GARANTE

Chi può prestare la garanzia e come far entrare lo straniero:

1) un cittadino italiano o straniero regolarmente soggiornante con permesso di soggiorno di durata residua non inferiore ad un anno che:

  • abbia una capacità economica adeguata alla prestazione di garanzia (non inferiore all'importo annuo di £.8.000.000)
  • sia immune da pregiudizi penali relativi ai reati concernenti l'immigrazione clandestina o quelli previsti dagli artt. 380 e 381 del c.p.p..

La garanzia può essere prestata per uno o massimo due stranieri. Per ciascuno straniero la garanzia deve riguardare:

  • l'assicurazione al servizio sanitario nazionale;
  • la disponibilità di un alloggio, la cui idoneità dovrà essere certificata dal Comune o dall'Azienda Sanitaria locale;
  • la prestazione di mezzi di sussistenza in misura non inferiore all'importo annuo di £.8.000.000 per l'ingresso di ogni straniero;
  • pagamento delle spese di rimpatrio.

La copertura degli impegni economici deve essere prestata mediante fidejussione bancaria o polizza assicurativa il cui titolo deve essere depositato presso la questura competente all'atto della richiesta di autorizzazione.

Il titolo attestante la garanzia prestata sarà restituito nel caso in cui:

  • l'autorizzazione non sia stata concessa;
  • sia pervenuta una comunicazione della Rappresentanza diplomatica competente concernente la non concessione del visto d'ingresso;
  • lo straniero abbia intrapreso un'attività occupazionale e sia stato rilasciato il relativo permesso di soggiorno per lavoro;
  • l'autorizzazione non sia stata utilizzata entro il termine di sei mesi dalla presentazione della domanda.

2) Le associazioni professionali e sindacali, gli enti ed associazioni del volontariato quando:

  • operino nel settore dell'immigrazione da almeno 3 anni;
  • siano iscritte nel Registro delle associazioni e degli enti che svolgono attività a favore degli immigrati - Sezione seconda - tenuto presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per gli Affari Sociali - Ufficio Immigrazione. Il decreto di iscrizione stabilisce anche il numero massimo di garanzie che l'ente o l'associazione può prestare;
  • non sussistano nei confronti dei legali rappresentanti e dei componenti degli organi di amministrazione e di controllo, o dei soci, se si tratta di società in nome collettivo, pregiudizi penali relativi ai reati concernenti l'immigrazione clandestina o ai reati previsti dagli artt. 380 - 381 c.p.p.;
  • la prestazione di garanzia sia deliberata a norma dei rispettivi ordinamenti;
  • sussista la disponibilità di strutture alloggiative con certificazione di idoneità rilasciata dal Comune o dall'Azienda Sanitaria Locale.
  • sussista una disponibilità economica adeguata ad assicurare il sostentamento e l'assistenza sanitaria degli stranieri per la durata del permesso di soggiorno e per l'eventuale rimpatrio. Tale disponibilità non dovrà essere inferiore all'importo di £.8.000.000 per uno straniero, di £. 16.000.000 per l'ingresso di due o tre stranieri, di £. 24.000.000 per quattro o cinque stranieri. Per un numero di stranieri superiore a cinque l'importo va aumentato del 75% per ciascuno di essi.

3) Regioni, enti locali, comprese le comunità montane e i loro consorzi o associazioni nei limiti delle risorse finanziarie patrimoniali ed organizzative appositamente deliberate in base ai rispettivi ordinamenti.


COME FAR ENTRARE LO STRANIERO

Il soggetto che presta la garanzia deve:

a)
presentare alla Questura territorialmente competente per il luogo dove ha la residenza o la sede, entro il 15 maggio 2000, apposita richiesta nominativa dello o degli stranieri per i quali è richiesto l'ingresso, producendo unitamente la documentazione attestante la garanzia.

Le associazioni professionali e sindacali, gli enti e le associazioni di volontariato devono corredare la domanda con copia autentica della deliberazione concernente la prestazione delle garanzia e la documentazione attestante la disponibilità delle risorse occorrenti.

Gli enti pubblici devono allegare copia autenticata della delibera concernente la prestazione della garanzia e fornire l'indicazione nominativa o numerica sulla base delle liste per inserimento nel mercato del lavoro, tenute dalle Rappresentanze diplomatiche e consolari italiane all'estero.

L'autorizzazione è rilasciata dalla questura entro 60 giorni dal ricevimento della garanzia nei limiti della quota annuale, previa verifica dei requisiti.

b)
inviare l'autorizzazione allo straniero interessato.

Lo straniero, ricevuta l'autorizzazione, dovrà consegnarla alla Rappresentanza diplomatica o consolare per il rilascio dell'apposito visto di ingresso.

Il visto di ingresso è rilasciato entro 30 giorni dalla presentazione della domanda.
L'autorizzazione all'ingresso deve essere utilizzata entro e non oltre sei mesi dalla presentazione della domanda.

Lo straniero, entrato in Italia con apposito visto, dovrà:

  • richiedere, entro 8 giorni dall'ingresso, il rilascio del permesso di soggiorno per inserimento nel mercato del lavoro;
  • richiedere alla Direzione provinciale del lavoro l'iscrizione nelle liste di collocamento esibendo la scheda della domanda di permesso di soggiorno rilasciata dalla Questura.Il permesso di soggiorno avrà la durata di un anno;
  • lasciare il territorio nazionale alla scadenza dell'anno, salvo che abbia trovato una attività occupazionale e abbia ottenuto un conseguente permesso di soggiorno per lavoro della durata di due anni, se si tratta di lavoro a tempo indeterminato, o della durata del contratto di lavoro (comunque non inferiore a 12 mesi dalla data di rilascio del permesso di soggiorno per inserimento nel mercato del lavoro) nel caso di lavoro stagionale o a tempo determinato.

Fonte: Ministero degli Interni Italiano



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