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Bulgaro
     
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 Dal secolo XV all'età moderna 

Procedendo cronologicamente, sempre più si paria di pittura e sempre meno di architettura, conseguenza della situazione politica dopo l'ultima fioritura del secolo XIV. Infatti le piccole cappelle a navata unica costruite nel secolo XV, sotto la dominazione turca, all'esterno non si distinguono per nulla dai più umili edifici civili mentre all'interno sono decorate da pitture secondo la tradizione anteriore, se pur con una certa decadenza tecnica: vi si ripetono formule e tipi iconografici bizantini e anche elementi della tradizione più arcaica.

Le rustiche pitture della chiesa di Kalotino della fine del secolo XV hanno affinità con lo stile di Zemen (iscrizioni in rettangoli allungati). Quelle della chiesa del monastero di Dragalevtzi presso Sofia (fondata da Ivan Alessandro nel secolo XIV, ma nulla resta di quell'epoca) datata al 1476 hanno pure carattere rustico e ripetono formule bizantine di una certa eleganza, ma con estrema povertà di mezzi espressivi, con contorni sottolineati, macchie monocrome, assenza quasi completa di modellato, povertà di tavolozza, predominio dei toni rosso, ocra e giallo.

La chiesa del monastero di San Demetrio a Boboshevo sulle sponde dello fiume Struma, del 1488, a navata unica senza nartece, segue il sistema decorativo delle chiese balcaniche come Berende e Dragalevtzi, con scene su due zone, forma schematica delle figure monotone e piatte, senza modellato, toni grigioolivastri e grigio ocra.

Uno stile più agile e piacevole, ma anche più facile e meno espressivo, nell'ambito di quella produzione balcanica uscita dalla tradizione bizantina tarda, è nelle pitture della chiesa di Orlica (costruita nel 1479, pitture del 1491) presso Rila. A Kremikovtzi la cappella del monastero di San Giorgio (1503) mostra una ricerca della profondità spaziale per influsso occidentale.

Il Rinascimento è ormai diffuso non solo nello stile con una nuova spazialità e un nuovo senso dei volumi, ma anche in molti elementi del costume e delle acconciature. La chiesa del monastero di Poganovo (passata alla Iugoslavia nel 1918) è ormai penetrata dal Rinascimento italiano.

Abbandonando la tradizione bizantina che per secoli aveva dominato i Balcani, la pittura di Poganovo testimonia dello sforzo di uscire dall'estetica medioevale, adottando i mezzi artistici elaborati dall'Italia specie nel modellato e nel rendimento dello spazio. Questa pittura rappresenta dunque una svolta decisiva nella storia della pittura in Bulgaria, ma, contrariamente a Bojana che sta alla testa della pittura del secolo XIII, non apre vie nuove. Essa, che pur ha legami con la tradizione balcanica, riecheggia passivamente modi italiani, ma non ha seguito, anche se annuncia una serie di fenomeni che saranno poi caratteristici dell'arte di Monte Athos, limitati però al campo iconografico. La tradizione continua invece ad essere seguita da modesti decoratori artigiani nei villaggi.

Dopo lo splendido fiorire dei due regni, il vero Medio Evo bulgaro incomincia dunque con l'occupazione turca nel 1393 durata fino al 1878. Isolati influssi occidentali e anche motivi barocchi filtrano in questo mondo chiuso, ma la pittura resta schematica, disseccata, ripete formule stanche.

Molto ricca è sempre la produzione di icone, forma d'arte di tradizione bizantina ma caratteristica di tutto il mondo slavo, specialmente russo, dove l'icona è il simbolo religioso e familiare di ogni casa, oltre che oggetto di culto nelle chiese. Questa produzione è in gran parte popolaresca ma anche influenzata dall'arte dell'ultimo periodo dell'impero e spesso con buone stilizzazioni. Durante la dominazione turca motivi archi penetrano nella decorazione delle icone: in queste opere d'arte popolare vi sono spesso figure dai movimenti goffi e rozzi ma anche espressive e decorative. Fra le icone più notevoli vanno ricordate quella "Odighitria" (la Madonna con il Figlio, al Museo di Sofia) con iscrizione del donatore, parente dello zar Ivan Alessandro, donata al monastero di Mesemvrija, del secolo XIV: sono della stessa epoca l'icona a due facce con la Madonna e San Giovanni teologo da un lato e con la visione di Ezechiele dall'altro, da Poganovo, ed inoltre l'icona Eleousa di Mesemvrija.

Fra le miniature, oltre quanto si è accennato per il periodo più antico le cui opere sono testimoniate solo attraverso copie più tarde. vanno ricordati il vangelo di Pop Dobreiko del secolo XIII (alla Biblioteca nazionale di Sofia), documento dell'ìngenuo realismo della corrente popolare, la traduzione bulgara della cronaca di Manasse del 1345 (Biblioteca Vaticana), il vangelo dello zar Ivan Alessandro del 1356 (al British Museum) e il salterio bulgaro di Mosca del secolo XIV che appartengono invece alla corrente aulica, fedele ai modelli bizantini.

La dominazione turca gravò sullo sviluppo dell'arte, attardata a ripetere sotto l'influsso di Monte Athos senza possibilità di rinnovamento, anche in quei luoghi che erano stati centri creativi come Bachkovo dove, nel secolo XVII, erano stati costruiti il monastero con loggiato ligneo e la chiesa maggiore decorata di affreschi (doppio ritratto del donatore e di suo figlio dai volti idealizzati sotto l'influsso della pittura religiosa) e nella stessa Tirnovo la chiesa di San Giorgio, pure costruita nel secolo XVII. Con la pace di Adrianopoli del 1829, che riconobbe ufficialmente la libertà confessionale delle popolazioni cristiane dell'impero ottomano, si ebbe un certo sviluppo monumentale dell'architettura religiosa che, abbandonando il tipo della chiesa cruciforme, tornò al tipo basilicale a tre navate.
 


Monastero di Rila


Il più popolare e grandioso monastero bulgaro è quello di Rila nella Bulgaria occidentale sulle montagne di Rila, giunto a noi nella ricostruzione totale (ad opera di maestro Pavel, un bulgaro di Macedonia), seguita all'incendio del 1833. Si salvò allora solo la torre a cinque piani del sebastocratore Chrelio del secolo XIV, nella quale si sono di recente scoperti importanti affreschi dell'epoca rappresentanti, oltre a sei apostoli, una scena di musica e di danza ispirata dai salmi di David 149-150, sotto l'influsso di un salterio occidentale ma con elementi tipicamente balcano-slavi. Il monastero di Rila, che influenzò altri (ad esempio Kapinovo), dà un'idea dei monasteri-fortezza tipo Monte Athos, a quattro piani con loggiati a colonnati in pietra, stile Rinascimento italiano nei primi tre ordini, con colonne e balconi in legno stile bulgaro al quarto piano. La chiesa a tre navate, tre absidi e cinque cupole, con cappelle quadrate sui lati nord e sud, era la più grande chiesa monasteriale dell'impero turco.

Il monastero Preobrajenski (Trasfigurazione) presso Tirnovo è un esempio di architettura lignea rustica con galleria colonnata a balaustra e chiesa a padiglione interamente decorata all'esterno. secondo il gusto romeno. Molti monasteri e villaggi furono centri culturali e artistici e diedero origine a scuole, specie pittoriche, che ebbero larga diffusione: come quella di Samokov, attiva nei secoli XVIII e XIX. Ne fu fondatore Hristo Dimitrov di Dospej, formatosi a Monte Athos e a Vienna alla fine del secolo XVIII, che trasmise ai figli la pratica pittorica; il nipote Stanislao Dospesvski, educato in Russia e attivissimo pittore di icone, ritrattista e paesista, fu ucciso dai Turchi; Zahari Zograf affrescò San Nicola a Bachkovo nel 1841. La città di Triavna fu invece centro di maestri architetti, scultori in legno e pittori di icone che lavoravano in tutta la penisola balcanica. Ad Arbanasi (Tirnovo) fra il 1601 e il 1700 molte chiese sono affrescate e firmate da pittori bulgari.

Case bulgare sotto il dominio turco

L'aspetto più singolare e interessante dell'arte in Bulgaria sotto il dominio turco è costituito dalle case d'abitazione in mattoni, pietrame e legno con avancorpi pensili, balconi, loggiati e all'interno splendidi soffitti decorati. Begli esempi sono conservati a Koprivshtitza, Gabrovo, Trevna, Drianovo, Elena, Plovdiv, Samokov, ecc. Un posto a parte hanno le case fortificate, costruite dai bey: come la casa-torre di Sarambey (secolo XV) e molti esempi ad Arbanasi, villaggio fondato nel secolo XV da Albanesi arricchiti dai privilegi accordati dal sultano, case di tipo albanese in pietra con aperture solo ai piani superiori con ricca decorazione all'interno. L'antica cittadella di Vidin - fu invece ricostruita nel secolo XVII dai Turchi ad opera di ingegneri militari occidentali. Gli unici esempi di architettura turca su scala monumentale, a parte le fortificazioni di cui poco resta, i bagni e i caravanserragli, sono le moschee; le più notevoli sono: quella di Sofia del 1494 (nove quadrati coperti da basse cupole) trasformata in museo nel 1905, quella di Razgrad del 1515, quella di Shumen del 1649, la maggiore della Bulgaria, a Plovdiv. Ma l'arte turca si manifestò specialmente nelle arti industriali, nelle fontane, nelle case, nei costumi. Lo spirito conservatore della campagna bulgara ha serbato nel folklore locale numerosi motivi di quel vivace decorativismo.




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