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Bulgaro
     
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 La romanizzazione 

Fuori delle città greche della costa, la urbanizzazione del retroterra fu sviluppata specialmente da Filippo il Macedone con alcune fondazioni fra le quali Filippopoli, su precedente centro trace. Con i principi ellenistici si rafforza l'elemento greco e macedone, mentre con l'invasione gallica si costituisce sull'Emo (Balcani) un regno celtico poi eliminato dai Traci. Macedonia e Siria si contendono il dominio della Tracia costiera, fermate dai Romani che finiscono con lo stabilirvi un protettorato. Essi iniziano dopo il 129 a.C. l'occupazione territoriale che, in seguito a fortunose vicende, culminerà sotto Claudio con l'annessione, mentre nel nord, avanzando dalla Macedonia tra le tribù del Danubio, già sotto Augusto si era costituito un distretto militare del basso Danubio e, con Tiberio, la provincia di Mesia.

La urbanizzazione di tutta la regione è opera romana, specialmente traianea; furono dapprima centri militari, poi sviluppati in colonie, e anche centri nati direttamente come città. Lungo il Danubio: Ratiaria (Archar), Oescus (Gigen), Novae (Svishtov), Durostorum (Silistra), nell'interno Pautalia (Kjustendil), Serdica (Sofia), Deultum (Debelt, presso Burgas), Traianopolis (presso Alexandrùpolis), Marcianopolis (Devnja), Plotinopolis, Nicopolis ad Istrum (Nikiup presso Tirnovo), Nicopolis ad Nestum (presso Nevrokop), Augusta Traiana (Stara Zagora), mentre le città greche del Mar Nero conservavano la costituzione ellenica e formavano un koinòn (Tomi, Callati, Odesso, Istropoli, Dionisopoli e Mesembria) e Anchialo diveniva municipio, si aggiungano numerosi "vici" ed "emporia", molto sviluppati in una regione prevalentemente rurale. Nel processo di urbanizzazione molti erano gli immigrati dall'Asia e dalla Grecia e alcuni dall'Italia.

Lo sviluppo civile fu favorito dalla buona rete stradale romana costituita da tre arterie fondamentali, oltre che dalle vie minori: 1) la via danubiana che seguiva il Danubio fino alla sua foce e congiungeva le città romane sorte lungo il corso e i punti fortificati (il prolungamento era costituito dalla via del Mar Nero che dalla foce del Danubio, seguendo la riva sinistra del Mar Nero, giungeva fino a Costantinopoli); 2) la via centrale o diagonale che tagliava il cuore della penisola balcanica, da Belgrado a Sofia, Plovdiv, Adrianopoli, Costantinopoli; 3) la via meridionale (Via Egnatia) da Durazzo a Costantinopoli, che attraversava la Macedonia e la Tracia meridionale lungo il Mar Egeo, terre oggi non bulgare.

Poco resta delle molte città fondate o rinnovate dai Romani e molto limitati sono ancora gli scavi archeologici. A Nicopolis ad Istrum, la città fondata da Traiano, è stato messo in luce il foro porticato con propilei monumentali, un "odeon" ed altri edifici; prevalgono elementi ellenistici e microasiaticì e vi si presume l'influsso dell'architetto di Traiano, Apollodoro di Damasco che costruì il famoso ponte sul Danubio e probabilmente elaborò i piani delle città fondate da Traiano in Mesia e in Tracia; a nord il "castellum" è addossato alla cinta della città ma distinto da essa.

Oescus, alla confluenza dell'Iskar con il Danubio, già campo della V Legione macedonica trasformato in città da Traiano, ha rivelato una vasta pianta di forma pentagonale, edifici termali, grandiose decorazioni architettoniche, statue, rilievi e mosaici figurati. A Filippopoli (Plovdiv), sviluppata specialmente da Marco Aurelio e dai Severi, si conservano tratti della cinta che racchiudeva i colli e la zona dove si espanse la città romana, un grande edificio termale a due piani con un salone coperto a volte a crociera rette da pilastroni e una sala rotonda coperta a cupola, ornato di mosaici, lo stadio del III secolo con decorazioni architettoniche e figurate (Ermes, Ercole, ecc.). Pochi avanzi a Sofia della cinta e degli edifici (terme, templi, necropoli), ben conservata la stazione termale Silistra. Affreschi di una tomba romana a camera del IV secolo d.C. Sono rappresentati i due defunti, interessanti per i costumi barbarici romanizzati; nella parte superiore vi sono i simboli dell'oltretomba di Hisar presso Plovdiv. Assai diffuse le tombe a camera, interessanti per la planimetria e per i tipi di copertura a volta, oltre che per la decorazione: ad Anchialo sepolcro monumentale entro tumulo con "dromos" di accesso e ambiente circolare con pilone centrale sul tipo del sotterraneo del mausoleo dei Gordiani a Roma.
 

Plovdiv - il teatro romano

Plovdiv, il teatro romano fu costruito tra il 114 e il 117 d.C. sotto Traiano. Riportato alla luce nel 1978 duranti lavori di consolidamento delle fortificazioni romane, in soli due anni fu restaurato

Nel grande fiorire di tutta la regione fra il II e il III secolo d.C. si assiste alla diffusione del classicismo; le opere di Prassitele e di Lisippo godevano di una vasta popolarità, come è comprovato non solo dalle loro numerose copie e da vari bronzetti (copia dell'Eros di Prassitele a Nicopolis) ma anche dal fatto che tali statue erano riprodotte sulle monete di molte città. Ma l'evoluzione stilistica dell'arte in età romana si può meglio seguire nelle stele funerarie: il folto gruppo di stele della costa del Mar Nero segue la tipologia greca con la rappresentazione del banchetto funebre (il consueto schema del defunto sul letto con la moglie accanto e i servi e il tavolo a tre gambe) nella quale le forme plastiche greche si risolvono in decorazione con la tipica filettatura delle vesti. Il medaglione sepolcrale indipendente, ad uno o più ritratti o anche a figure intere, è caratteristico della valle dello Struma e della Macedonia e fino nelle isole, mentre non è diffuso in Tracia e in Mesia (fatta eccezione per Oescus), ed appare invece nel Norico, in Pannonia e in Dacia con particolarità locali. L'origine di queste singolari forme di "imagines clipeatoe" nell'uso della plastica sepolcrale è molto discussa, mancando soprattutto precedenti più antichi, mentre la comparsa del medaglione come sede del rilievo si può seguire fino al principio dell'età ellenistica. Questi dischi isolati con il fondo incavato sul quale risaltano i rilievi figurati (ed anche analoghe lastre rettangolari della stessa regione), circondati da leggera cornice liscia o ornata, e con un cuneo nella parte inferiore per inserimento nella cavità di sostegno ricordano certe primitive stele lignee di montagna, e nel ritmico accostamento dei busti o delle coppie di figure e nei partiti decorativi dei panneggi stilizzati raggiungono un'evidenza espressiva di singolare intensità.

Nei vari gruppi di stele funerarie danubiane nelle quali gli spostamenti delle legioni determinarono anche variazioni tipologiche, sono notevoli non solo alcune scenette di genere (tuttavia meno sviluppate che sul Reno), ma anche i motivi decorativi vegetali o animali, spesso ricchi ed espansi con tendenza all'arabesco (tralci di vite, mostri angulpedi). Mentre nei grandi sarcofagi a tetto a duplice spiovente prevale il tipo asiatico con plastici e pesanti ornati e motivi religiosi traci, quali appaiono anche nei numerosi rilievi votivi (specie il cavaliere trace), gli ornati (maschere, festoni, motivi animalì, ecc.) sono comuni anche nei fregi architettonici. Elementi ritrattistici sono spesso nelle stele funerarie, ma vanno ricordati a parte il bel ritratto, bronzeo di Gordiano III da Nicopolis ad Istrum (al Museo nazionale di Sofia) e la caratteristica maschera di bronzo e d'argento da Filippopoli (Museo di Plovdiv). Cospicui sono i tesori di monete d'oro, d'argento e di bronzo, dell'età traco-greca, romana e medievale, scoperti in grande quantità in Bulgaria; essi erano stati evidentemente nascosti nei frequenti momenti di pericolo a causa di invasioni e di guerre nella lunga, burrascosa storia della regione che divenne poi la Bulgaria.

Di eccezionale interesse sono le pitture che decorano la tomba a camera di Silistra (Durostorum) del IV secolo d.C.; sulle pareti sono rappresentati la coppia dei defunti e tutto un corteo di servi recanti vesti ed oggetti, ogni figura incorniciata ed isolata entro un'inquadratura lineare come nella pagina di un codice sintesi di vivace realismo, cromatismo e di astrazione spaziale con forte accentuazione della linea di contorno. Interessantissima per i costumi barbarici romanizzati, brache, tunica manicata, cinturone, mantello ornato di segmenta, fibula, e suppellettile (bruciaprofumi, grandi candelabri, brocca, specchio, ecc.). Sulla volta a cassettoni dipinti, motivi decorativi simbolici dell'oltretomba: scenette di caccia, grappoli d'uva, melograne, uccelli, fiori, nella lunetta i pavoni affrontati ad un "cantaros" e tutto attorno una fascia prospettica. Anche a Plovdiv sono tombe con scene figurate e motivi decorativi, e a Serdica tutta una necropoli cristiana fra il IV e il VII secolo con numerose tombe dipinte (motivi floreali, uccelli, ornamenti, una con busti degli arcangeli).




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