Home | Notizie | Forum | Club | Cerca 
Subscribe
Share/Save/Bookmark

Bulgaro
     
         Utente: non registrato, entra
Italiano Benvenuti nel forum: è a vostra disposizione per porre delle domande, raccontare storie, scambiare opinioni sulla Bulgaria e i suoi rapporti con l'Italia, conoscere nuovi amici...  Informazioni e regolamento del Forum Bulgaro Добре дошли в форума! Той е на ваше разположение за вапроси, мнения, срещи с нови приятели, така както и за запознаване на обикновения италианец с България... Информация и правилник за Форума
 Club | Utenti | A-Z | Cerca | Statistiche | Il tuo profilo | Incontri | Annunci | Forum 
Nome utente:
Password:
Selezione lingua
Salva la password     Hai dimenticato la Password?

Discussioni attive | Utenti | Cerca | FAQ
 Tutti i forum
 Forum in lingua italiana
 Cultura
 Lore 2
 Nuova discussione  Partecipa alla discussione
 Versione stampabile
Pagina Precedente | Pagina Successiva
Autore Discussione precedente Discussione Discussione successiva
Pagina di 95

lore
Utente

Messaggi 5015

Spedito - 28/11/2016 :  12:15:41  Rispondi allegando il testo
ALLA SVEGLIA

MI STIRO, MI DICO:
CON TUTTI I “DOLORI”

LA VITA È SCIENZA
DEL VIVERE...

IN RIFLENTE SAGGEZZA...
Vai ad inizio pagina

lore
Utente

Messaggi 5015

Spedito - 28/11/2016 :  18:25:27  Rispondi allegando il testo
5 PUNTATA DI PINOCCHIO
PINOCCHIO dopo aver Ucciso il Grillo Parlante lascia frettolosamente la Casa di Geppetto, ma scendeva la Notte e incominciava aver fame nel sentir un'uggiolina allo stomaco che cresceva da diventare una fame da Lupi, paradossalmente da tagliare col coltello...
Vide un Focolare e corse alla pentola, fece l'atto di scoperchiarla per vedere che c'era dentro, ma la pentola era un dipinto sul Muro. Allora si dette a frugare per tutti i ripostigli in cerca di un po' di pane, anche secco, un osso avanzato al cane, o polenta ammuffita, insomma pur di masticare qualche cosa: ma non trovò nulla.
Ma la fame cresceva, incominciò a sbadigliare e sputare, da sentire che lo stomaco zittiva...
Piangendo e disperandosi, diceva: - Il Grillo parlante aveva ragione. Ho fatto male a rivoltarmi al mio babbo e a fuggire di casa... Se il mio babbo fosse qui, ora non mi troverei a morire di sbadigli! La fame che brutta malattia!
Quand'ecco nella spazzatura vide del tondo bianco, era un uovo!
Felice come una “Pasqua” Era davvero un uovo!
Dalla felicità: lo baciava lo toccava sognando per un solo uovo...
Ora come dovrò cuocere questa fortuna? Ne farò una frittata?... No, meglio cuocerlo nel piatto, o tegamino?, Detto fatto, pose un tegamino con dell'acqua per mancanza d'olio o burro sopra della brace viva. Quando l'acqua cominciò a fumare spezzo il guscio dell'uovo... Ma invece della chiara e del tuorlo, scappò fuori un pulcino tutto allegro e complimentoso, il quale, facendo una bella riverenza, disse: - Mille grazie, signor Pinocchio, d'avermi risparmiata la fatica di rompere il guscio! Arrivedella, stia bene e tanti saluti a casa!

Ciò detto distese le ali e, infilata la finestra aperta se ne volò via a perdita d'occhio.
Pinocchio rimase lì a bocca aperta, incantato coi gusci dell'uovo in mano... Cominciò a piangere, a strillare, a battere i piedi in terra, per la disperazione, e piangendo diceva:
Eppure il Grillo-parlante aveva ragione! Se non fossi scappato di casa e se il mio babbo fosse qui, ora non mi troverei a morire di fame! Oh che brutta malattia che è la fame!...
Il corpo brontolava più che mai, e non sapeva come fare a chetarlo, pensò di uscire di casa e andare al paesello vicino, nella speranza di trovare qualche persona caritatevole che gli desse un po' di pane.

La notte avanzava, il cielo tuonava forte, lampi, saette, sembrava che il cielo pigliasse fuoco, e un 'ventaccio' freddo e strapazzone fischiava rabbiosamente sollevando polvere, e lo stridere e il cigolare degli alberi della campagna.
Pinocchio aveva gran paura dei tuoni e dei lampi, ma la fame vinceva la paura... Accostò l'uscio di casa e si mise a correre, lingua fuori, fiato grosso come il cane da caccia e il rischio di spezzarsi...

Il Paese, pareva il paese dei morti. S'attaccò al campanello d'una casa, e cominciò a suonare... Sperando che qualcuno aprisse o si affacciasse.
S'affaccio un vecchietto, col berretto da notte in capo, il quale gridò tutto stizzito:
Cosa volete a quest'ora?
Che mi fareste il piacere di darmi un po' di pane?
Aspettami che vengo subito. - rispose il vecchietto credendo che fosse uno dei ragazzacci del paese che si divertono a suonare i campanelli delle case...
Dopo qualche minuto la finestra si riaprì e la voce del vecchietto gridò a Pinocchio:
Fatti sotto e para il cappello.
Pinocchio, si avvicinò e senti pioversi addosso un'enorme catenella d'acqua come se fosse un vaso di geranio appassito.
Tornò a casa bagnato come un pulcino, sfinito dalla stanchezza e dalla fame, reggendosi a fatica si sedette e allungò i piedi fradici sopra un caldano pieno di brace accesa, e si addormentò.
I piedi di legno presero fuoco, si carbonizzarono in cenere. Pinocchio seguitava a dormire e russare sognando la Libertà...
Alla porta bussarono e lo svegliarono. - Chi è? Sbadigliando e stropicciandosi gli occhi.
Sono io – rispose una voce.
Quella voce era di Geppetto.
segue sesta puntata

Lorenzo Pontiggia la RIFLENTE
Vai ad inizio pagina

lore
Utente

Messaggi 5015

Spedito - 29/11/2016 :  12:32:52  Rispondi allegando il testo
IL GENIO

IN LIBERTÀ È UN ESPLOSIONE
D'INVENZIONI PER IL SOCIALE...

LA 'GENIALITÀ' ARRICCHISCE
LA STORIA UMANA NEL SEGNO

DEL TEMPO IN CUI SI VIVE PER
LA PERPETUITÀ DELLA PROGENIE:

RINNOVANDOSI MEMORE DELLO
SVILUPPO COLLETTIVO IN RIFLENTE...

LA RIFLENTE ENERGIA...
Vai ad inizio pagina

lore
Utente

Messaggi 5015

Spedito - 29/11/2016 :  14:26:15  Rispondi allegando il testo
FUORI ONDA - TG3: MAL DI TESTA

IN UN CORPO SANO
NON USANDO LA RIFLENTE

SIAMO NOI STESSI
CHE CREIAMO CERTI MALI

CAUSA L'EDONISMO
O CONSUMISMO...:

COME IL MAL DI TESTA
D'ESSERE SCHIAVI...

DA SFRUTTATORI,
PER NOSTRA IGNORANZA...

LA RIFLENTE ENERGIA SAGGEZZA
Vai ad inizio pagina

lore
Utente

Messaggi 5015

Spedito - 29/11/2016 :  19:00:19  Rispondi allegando il testo
LA STORIA DELLA 1° LISTA CIVICA INDIPENDENTE IN ITALIA 1964? D.I.E. DEMOCRATICI INDIPENDENTI ERBESI, EUROPEI, EVOLUZIONISTICA = D.I.E: In Latino il Giorno e il Cambiamento... 1964
Avendo raggiunto l'età di 23 anni, sposato e organizzato l'Oratorio in maniera eccellente per il Prevosto Don Aldo Pozzi...
Avvicinandosi le elezioni, vedendo che alla D.C. ero antipatico perché ci sapevo fare, ebbi un contatto col rag. Rivolta, il quale conoscendomi per aver superato brillantemente il C. di Economia Montana nel 1951/52, e nel lavoro non solo di rappresentante mi salvavo... Mi volle prendere come spalla da usare nel P.S.D.I.
Io Amavo e AMO la DEMOCRAZIA Socialmente VIVA al servizio del POPOLO...
Mi volle usare subito facendomi lavorare per suo tornaconto...
Feci pubblicamente un comizio nella piazzetta di Parravicino e di Bindella... Mi resi conto che i pochi del P.S.D.I erano lì per sfottermi... Non ci riuscirono...
Il Rivolta non c'era era andato a ROMA per lavoro... Se aspettavo di chiarire la faccenda , avrei perso il treno di presentare la lista del D.I.E...
Subito andai in Comune e chiesi tutte le indicazioni per presentare la LISTA CIVICA D.I.E...
E andai dal Notaio Rossi che conoscevo al Bar Bosisio/Viganò.
Il quale si mise nel possibile ad autenticare le firme dalle persone che gli portavo, le controllava e le faceva firmare...
Nel giro dei tre giorni a disposizione riuscii a presentare la lista in regola, forse la più in regola delle altre... Per il semplice motivo che un amico che mi conosceva al Bar BOSISIO/VIGANÒ era andato personalmente dal Notaio a mettere la firma... Ma il giorno dopo venne a dirmi che la sua firma era già STATA USATA PER UN ALTRA LISTA...
Tolsi il suo nome ringraziandolo in RIFLENTE...
Con l'Onesta, le Capacità e il Buonsenso riuscii DEMOCRATICAMENTE a realizzare da solo la Prima Vera LISTA CIVICA al di fuori di ogni interesse al vero servizio dei Cittadini...
Avevo solo 23 anni e CONTRO TUTTI i Politichesi, ugualmente ci riuscii... Di questa mia riuscita ne parlarono perfino a Milano (P.S.D.I).
LASCIAI UNA SCIA DI ONESTÀ, CAPACITÀ, BUONSENSO non solo per non aver preso una LIRA! Lasciavo al SEGRETARIO COMUNALE che i soldi dei gettoni di PRESENZA... venissero dati ai bisognosi SENZA SAPERE CHI NE BENEFICIAVA PER NON ESSERE ADDITATO DI “CARITÀ PELOSA”!
Io AMAVO la Politica: pensate CAPONNETTO a Villa OLMO, COMO. Sentendomi parlare dopo circa 10 parole non più grida: <Ma Lei deve fare il Politico!> Così la Pensava Aldo Moro, Vittorio Bachelet e altri...
Gli anni avanzavano, non ero 'capito', ma ugualmente felice, da passare per 'matto' per il mio Vivere libero da responsabile...
Alle elezioni Comunali del 85/90. Presentai la lista D.I.E,
Non misi nessuno ai seggi, e feci poca propaganda andando contro corrente perché tutti volevano che ci fossi in Comune, dissi se sono intelligenti avrò tanti voti, saprò difenderli e portare avanti il discorso che ho sempre fatto...
Ma se vorranno continuare a fare i furbi: IO NON CI STO!
Alla mattina fui il primo con mia moglie al seggio a votare e poi via al mare...
Seppi che non ero stato eletto per pochi voti... Ringrazia la furbizia dei soliti ignoti...
Sturai una bottiglia di Champagne...
N.B. Non ho mai avuto rimpianti per questa scelta...
MORALE: quante saranno le liste che i partiti presentano regolarmente?
Lorenzo Pontiggia il Poeta
Vai ad inizio pagina

lore
Utente

Messaggi 5015

Spedito - 30/11/2016 :  12:25:05  Rispondi allegando il testo
L'ETERNITÀ...

MOVIMENTO COSMICO,
ENERGIA IN RIFLENTE:

PARTE PRIMARIA NON SOLO
DEL SONNO ANIMALE...

LA MADRE È LA VITA
CHE SI PERPETUA

NELL'INFINITO PROCESSO
DEL RIPOSO NATURALE:

< NULLA SI DISPERDE,
TUTTO SI TRASFORMA
E SI RICREA... >
TALETE 2700 A.


IN RIFLENTE ENERGIA SAGGEZZA
Vai ad inizio pagina

lore
Utente

Messaggi 5015

Spedito - 30/11/2016 :  19:30:36  Rispondi allegando il testo
6 puntata di Pinocchio:


Alla porta bussarono e lo svegliarono. - Chi è? Sbadigliando e stropicciandosi gli occhi.
Sono io – rispose una voce.
Quella voce era di Geppetto.
Pinocchio sonnolente non s'era accorto che i due piedi s'erano bruciati. Sentendo la voce di suo padre, schizzo giù dallo sgabello per correre a tirare il paletto: ma dopo due o tre traballoni, cadde disteso sul pavimento.
Facendo un gran baccano...
- Aprimi! - Gridava Geppetto dalla strada.
- Babbo mio, non posso...
- Perché non puoi?
- Perché mi hanno mangiato i piedi.
- E chi te li ha mangiati?
- Il gatto, - disse Pinocchio, vedendo il micio che colle zampine si divertiva a far ballare alcuni trucioli di legno.
- Aprimi, ti dico! - ripeté Geppetto, - se no quando vengo in casa, il gatto te lo do io!
- Non posso stare in piedi, credetelo. O povero me! Povero me che mi toccherà a camminare coi ginocchi per tutta la vita!...
Geppetto non credendo ai piagnistei... Si arrampicò su per il muro, entrò in casa dalla finestra.
Geppetto voleva castigare Pinocchio, ma quando lo vide sdraiato in terra senza piedi, s'intenerì e lo baciò, lo carezzò chiamandolo Pinocchiuccio mio! Pinocchio da bravo attore raccontò singhiozzando: non ho ascoltato il Grillo parlante che mi disse: "Tu sei un burattino e hai la testa di legno". Io non volevo ucciderlo, ma farlo zittire che gli tirai un martello di legno, e lui morì...
La colpa è sua ha sbagliato a parlare... Babbino mio ho fame e non me ne va bene una: ho trovato un uovo lo misi nel tegamino con l'acqua sulla brace accesa, e guarda caso la sfortuna non mi abbandona che sortisce un pulcino che se ne va volando ridendo "Arrivederla"... E la fame cresceva, aumentava che vidi un vecchietto alla finestra, prima che gli chiedessi un pezzo di pane, sembrava che sapesse la fame che avevo: "Fatti sotto e para col cappello". Invece del pane ricevetti una catinellata d'acqua in testa... Sembra che tutti ce l'hanno con me... Così scappai subito a casa, messo i piedi sul braciere per rasciugarmi mi son appisolato...
Per fortuna babbo sei tornato se no mi sarei arrostito... Però la fame c'è e i piedi si son bruciati... Ih!... Ih!... Ih!...e incominciò a urlare per fame e per le sventure...
Geppetto di tutto il discorso capì che il burattino aveva una gran fame, subito tirò fuori dalle tasche tre pere e, disse: - Queste tre pere erano per la mia colazione... Mangiale, e buon pro a te...
- Se volete che le mangi, fatemi il piacere di sbucciarle.
- Sbucciarle? - Replicò Geppetto meravigliato. In questo mondo fin da bambino bisogna saper mangiare di tutto per sopravvivere...
Pinocchio: ma io le bucce non le posso soffrire...
E il buon Geppetto prese il coltellino e sbucciò le tre pere...
Quando Pinocchio in due bocconi ebbe mangiato la prima pera, fece l'atto di buttar via il torsolo: Geppetto gli trattenne il braccio, dicendogli:
- Non lo buttar via: tutto in questo mondo può far comodo...
Pinocchio, rivoltandosi come una vipera: io il torsolo non lo mangio davvero...
Fatto sta che i tre torsoli, invece di essere gettati fuori dalla finestra, vennero posati sull'angolo della tavola in compagnia delle bucce.
Mangiate o divorate le pere, Pinocchio fece un lunghissimo sbadiglio e disse piagnucolando:
- Ho dell'altra fame! Papà!
- Ma io, ragazzo mio, non ho più nulla da darti.
- Proprio nulla, nulla?
- Avrei soltanto queste bucce e questi torsoli di pera.
- Pazienza! - disse Pinocchio, - se non c'è altro mangerò una buccia.
Cominciò a masticare storcendo un po' la bocca, ma poi spolverò in un soffio tutte le bucce e i torsoli... Finito di mangiare ogni cosa, disse gongolando:
- Ora si che sto bene!
- Vedi dunque che avevo ragione io che non bisogna essere troppo sofistici e delicati di palato...
Caro mio, non si sa mai quel che ci può capitare in questo mondo. I casi son tanti!...
Seguirà la 7 puntata
La RIFLENTE Lorenzo Pontiggia
Vai ad inizio pagina

lore
Utente

Messaggi 5015

Spedito - 01/12/2016 :  11:05:16  Rispondi allegando il testo
LA RICCHEZZA SOCIALE

LA COPPIA È PROCREARE...
OGNUNO NEL DIVERSO DÀ IL MEGLIO
PARTECIPANDO INSIEME PER
VIVERE DECENTEMENTE IN SOCIETÀ...

CIASCUNO CONTRIBUISCE
A DARE DI PIÙ AL SOCIALE,
CON ONESTÀ, IN ARMONIA
PER MIGLIORIE SOCIALI...

GUARDANDO AL FUTURO
LASCIANDO UNA SCIA D'AMORE
AI FIGLI NEL SEGNO DI PACE,
E CONTINUITÀ DELLA PROGENIE...

BUONE FESTE E ANNO 2.770 FON. ROMA


il POETA Lorenzo Pontiggia in RIFLENTE...
Vai ad inizio pagina

lore
Utente

Messaggi 5015

Spedito - 01/12/2016 :  12:07:24  Rispondi allegando il testo
OGNUNO È SE STESSO!

RICCHEZZA UMANA
DEL TESSUTO SOCIALE...
ALLA CUI BASE C'È
LA FIDUCIA IN NOI STESSI...

UOMINI LIBERI DI PENSIERO
RESPONSABILI, IN ARMONIA
D'AZIONE FRATERNA
AL BENESSERE SOCIALE...

IL POETA IN RIFLENTE, SAGGEZZA...
Vai ad inizio pagina

lore
Utente

Messaggi 5015

Spedito - 01/12/2016 :  17:07:00  Rispondi allegando il testo
L'INTUIZIONE = LIBERTÀ

NON HA CONFINI IN RIFLENTE:
È RESPONSABILITÀ CIVICA

CONQUISTATA NEL DONO
DELL'AMORE O SUDORE SOCIALE

PER IL FUTURO ALL'UMANITÀ
NELLA CONTINUITÀ DEI PADRI

TRAMITE IL CARISMA DEL POETA
SENZA ESSERE PROFETA...

LA RIFLENTE ENERGIA SAGGEZZA...
Vai ad inizio pagina

lore
Utente

Messaggi 5015

Spedito - 02/12/2016 :  12:18:27  Rispondi allegando il testo
IL CONCEPIMENTO


LA NASCITA LIBERI UGUALI,
PRESENTE FUTURO:
STORIA D'IERI OGGI DOMANI,
SCIA CONTINUA E UMANA


DATACI DA MADRE TERRA:


VITA UTILE VIVIBILE
ALLA CONTINUITÀ DELLE
SPECIE CHE PERPETUANO
ENERGIA IN RIFLENTE...


IN RIFLENTE ENERGIA SAGGEZZA
Vai ad inizio pagina

lore
Utente

Messaggi 5015

Spedito - 03/12/2016 :  10:19:37  Rispondi allegando il testo
L'ETERNITA' E' LA CONTINUITA' DELLA PROGENIE...

LA RIFLENTE
Vai ad inizio pagina

lore
Utente

Messaggi 5015

Spedito - 03/12/2016 :  19:54:09  Rispondi allegando il testo
7 puntata
Pinocchio, appena levata la fame, cominciò a barbottare e piangere perché voleva un paio di piedi nuovi...
Il babbo, lo lasciò frignare per la monelleria o comportamento del burattino...
Poi gli disse: <Perché dovrei rifarti i piedi? Forse per vederti scappare di nuovo da casa tua?>
Pinocchio singhiozzando promise che d'ora in avanti farà il bravo...
Geppetto, replicò: < Tutti i ragazzi quando vogliono ottenere qualcosa dicono così.
- Ma io non sono come gli altri ragazzi! Io sono più buono di tutti e dico sempre la verità. Babbo vi prometto che imparerò un'arte e che sarò la consolazione e il bastone della vostra vecchiaia...
Geppetto, col viso da tiranno... ma gli occhi pieni di pianto e il cuore che gli parlava... Prese in mano gli arnesi del mestiere e due pezzi di legno stagionato, e in meno d'un ora, i piedi erano finiti...
Poi Il papà al figlio: - Chiudi gli occhi e dormi!
Pinocchio fece finta di dormire, ma guardava l'abilità del babbo che appiccicò i due piedi così bene, che non si vedeva nemmeno il segno dell'attaccatura.
Subito saltò giù dalla tavola, e iniziò a fare mille sgambetti e capriole dalla gran contentezza...
- Per ricompensarvi di quanto avete fatto per me, - disse Pinocchio al suo babbo, - Voglio subito andare a scuola.
- Bravo ragazzo!
- Ma per andare a scuola ho bisogno del vestito...
Geppetto, era povero, ma lo accontenta nel fargli un vestito di carte fiorita, con un paia di scarpe di scorza di albero e un berettino di midolla di pane.
Pinocchio corse a specchiarsi in una catinella piena d'acqua, Pavoneggiandosi: - Son proprio scarpe da signore!
- Davvero, - replico Geppetto, - perché, tienilo a mente, non è il vestito bello che fa il signore, ma è il vestito pulito!
- A proposito, - soggiunse il burattino, - andare a scuola mi manca l'Abbecedario.
- Hai ragione: ma come si fa per averlo?
- E' facilissimo: si va da un libraio e lo si compra.
- E i quattrini?...
- Io non ne ho!
- Nemmeno io, - soggiunse il vecchio, facendosi triste...
Anche pinocchio si fece triste: perché la miseria, quando è davvero miseria in famiglia la sentono anche i ragazzi...
- Pazienza! - gridò Geppetto rizzandosi in piedi e infilatosi la vecchia giacca di fustagno, uscì di casa correndo...
Dopo un po' tornò con in mano l'Abbecedario, ma la casacca non l'aveva più...
Si trovava in maniche di camicia, e fuori nevicava...
- E la casacca, babbo?
- L'ho venduta?
- Perché l'avete venduta?
- Perché faceva caldo...
Pinocchio capì questa risposta, e non potendo frenare l'impeto del suo buon cuore, saltò al collo di Geppetto e, cominciò a baciarlo per tutto il viso.-
seguirà l'8 puntata
La RIFLENTE Lorenzo Pontiggia
Vai ad inizio pagina

lore
Utente

Messaggi 5015

Spedito - 04/12/2016 :  10:45:42  Rispondi allegando il testo
LA LIBERTÀ

LA LIBERA LIBERTÀ
SI SPANDE IN RIFLENTE
NEL PENSIERO LIBERO
AL BENESSERE SOCIALE:

BASE DI RESPONSABILITÀ
CIVICA NEL CONTRIBUIRE
A FAR FUNZIONARE LA SFERA
IN CUI CI SIAM TUTTI...

AL SERVIZIO DELLA LIBERTÀ!


IN RIFLENTE SAGGEZZA ENERGIA...
Vai ad inizio pagina

lore
Utente

Messaggi 5015

Spedito - 04/12/2016 :  12:50:12  Rispondi allegando il testo
I SENSI INCANTATI – ALBERTO BEVILACQUA – A.M.E.-
Può succedere che, dal cuore oscuro dell'universo, giungono all'uomo certe premonizioni o rivelazioni di ciò che accadrà: l'arcano della vita nascente che potrebbe accadere fra le Montagne Blu del Gran Tenerè, o fra le rovine di Delfi...
Mi sentivo angosciato, fuori gioco, quanto Platone, Michelangelo Raffaello, Beethoven e Goethe...

La piana del Po, dove sono nato, si divideva in due regni distinti e all'opposto.
Nel primo, che correva da Parma a Casalmaggiore... Le donne vi portavano il loro corpo “parmigiano”...
Il fiume lo si vedeva azzurro, poi verde, poi color sangue... Quei ventri, al fondo dei quali le mani delle ragazze portavano l'acqua con rapidi gesti... spiavo la rotondità di liuti, mandole e violini...

Un libro interessante che si rifa alla nevrosi che assale l'uomo debole in certe fasi del suo esistere...
Un Bevilacqua con un po' di vino...

Lorenzo Pontiggia il RIFLENTE
Vai ad inizio pagina

lore
Utente

Messaggi 5015

Spedito - 05/12/2016 :  09:06:09  Rispondi allegando il testo
HA VINTO LA RIFLENTE

IL BISOGNO AGUZZA
LA RIFLESSIONE-MENTE,

GLI ITALIANI: HANNO USATO
IL BUONSENSO: LA RIFLENTE:

X CAMBIARE IN MEGLIO:
W L'ITALIA UNITA...

IL POETA IN RIFLENTE
Vai ad inizio pagina

lore
Utente

Messaggi 5015

Spedito - 05/12/2016 :  19:05:57  Rispondi allegando il testo
8 puntata
Quando i soffici fiocchi di neve smisero di ballare, Pinocchio, col suo primo Abbecedario sotto il braccio, prese la strada per la scuola... Fantasticava ragionamenti e castelli in aria, uno più bello dell'altro...
- Oggi, voglio subito imparare a leggere, domani imparerò a scrivere, e dopodomani a fare i numeri... Poi con la mia abilità, guadagnerò molti quattrini, che userò per fare una bella casacca di panno, ma che dico d'argento e oro e i bottoni di diamanti... Geppetto se li merita... Solo i babbi per i figli tirano la cinghia...
Mentre pensava come ringraziare il papà, sentiva in lontananza una musica di pifferi e di colpi di grancassa: pì-pì-pì, pì-pì-pì... zum, zum, zum. zum.
Si fermò e stette in ascolto. Quei suoni venivano da una strada traversa che conduceva a un paesetto con una spiaggia sul mare...
Peccato che io debba andare a scuola, se no, se no. se no...
Rimase lì perplesso. Che fare: andare a scuola o sentire i pifferi. Andare a scuola o sentire i tamburi...
I pifferi oggi ci sono ma domani no! Per andare a scuola c'è sempre tempo, facendo una spallucciata.
Detto fatto, infilò la strada traversa, e cominciò a correre. Più sentiva il suono dei pifferi e i tonfi della grancassa...
Quand'ecco si trovò in una piazza piena di gente, attorno a un gran baraccone di legno e tela dipinta di mille colori.
Pinocchio, chiese ad un ragazzetto del paese: < Che c'è scritto? >.
- Lo leggerei volentieri, ma non so leggere...
- Bravo Bue! Allora te lo leggerò io. Sappi dunque che in quel cartello a lettere rosse c'è scritto:
GRAN TEATRO DEI BURATTINI
- E' molto che è incominciata la commedia?
- Comincia ora.
- E quanto si spende per entrare?
- Quattro soldi.
Pinocchio, preso dalla febbre della curiosità, perse ogni ritegno, e senza vergognarsi disse al ragazzetto col quale parlava:
- Mi daresti quattro soldi fino a domani?
- Teli darei volentieri, - gli rispose l'altro canzonandolo , - ma oggi per l'appunto non te li posso dare.
-Per quattro soldi, ti vendo la mia giacchetta, - gli disse il burattino.
- Che vuoi che mi faccio di una giacchetta di carte fiorita? Se ci piove su, non c'è più verso di cavarsela da dosso.
- Vuoi comprare le mie scarpe?
- Sono buone per accendere il fuoco.
- Quanto mi dai per il berretto?
- E' proprio un bell'acquisto! Un berretto di midolla di pane! Che tira formiche...
Pinocchio era sulle spine, Era lì per vendere l'ultima cosa che poteva vendere, ma esitava, esitava tentennava e capiva che sbagliava... Ma la voglia lo vinse:
- Vuoi darmi quattro soldi di questo Abbecedario nuovo?
- Io sono un ragazzo, e non compro nulla dai ragazzi...
Interviene una voce: - Per quattro soldi l'Abbecedario lo prendo io, gridò un rivenditore di panni usati, che s'era trovato presente alla conversazione.
E il libro fu venduto sui due piedi...
E pensare che il povero Geppetto era rimasto a casa a tremare dal freddo in maniche di camicia, per comprare l'Abbecedario al figliuolo!
La RIFLENTE Lorenzo Pontiggia
segue 9 puntata
Vai ad inizio pagina

lore
Utente

Messaggi 5015

Spedito - 06/12/2016 :  11:46:13  Rispondi allegando il testo
L'USUALITÀ NON È LIBERTÀ


L'EDONISMO CONSUMISTICO
È INFELICITÀ: NON VIVERE!

LA RIFLENTE È LIBERTÀ
PERPETUO GERMOGLIO

SOCIALMENTE UTILE IN
FAMIGLIA COSCIENZIOSA

RESPONSABILE E LIBERA
DA GIOCHI DI POTERE

CHE NON SPACCIA IL FALSO
MA LA PROPRIA FELICITÀ

IN ARMONIA D'INTENTI
A VANTAGGIO SOCIALE...


LA RIFLENTE LIBERTÀ.
Vai ad inizio pagina

lore
Utente

Messaggi 5015

Spedito - 06/12/2016 :  19:58:42  Rispondi allegando il testo
9 puntata
Pinocchio spese i quattro soldi ed entrò nel teatrino delle marionette a commedia già incominciata.
In scena c'era Arlecchino e Pulcinella, che bisticciavano tra di loro di brutto, d'aspettarsi una guerra di schiaffi e bastonate per le verità e vituperi che si scambiavano...
La platea s'aspettava che scappasse il morto... Quando all'improvviso... Arlecchino smette di recitare, e voltandosi verso il pubblico, cominciò a urlare in tono drammatico:
- Numi del firmamento! sogno o son desto? Eppure quello laggiù è Pinocchio!...
- E' Pinocchio davvero!- grida Pulcinella.
- E' proprio Lui! - strilla la signora Rosaura, facendo capolino in fondo alla scena.
- E' Pinocchio! è Pinocchio! - Urlano in coro tutti i burattini, uscendo a salti fuori dalle quinte. - E' Pinocchio! E' il nostro fratello Pinocchio! Evviva Pinocchio!...
Arlecchino grida: - Vieni fra le braccia dei tuoi fratelli di legno!
A questo affettuoso invito Pinocchio spicca un salto e va nei posti distinti; poi con un altro salto monta sulla testa del direttore d'orchestra, e di lì schizza sul palcoscenico.
... Abbracci, baci, riceve dagli attori e attrici di quella compagnia drammatico-vegetale.
La situazione era commovente: il pubblico vedendo che la commedia non andava avanti si spazientiva e prese a gridare: - Vogliamo la commedia, la commedia...!
Per gli attori fiato sprecato, invece di continuare la recita, raddoppiarono il chiasso e le grida, e postosi Pinocchio sulle spalle, lo portarono in trionfo davanti ai lumi della ribalta.
Richiamato dal chiasso del pubblico e attori, usci fuori un omone brutto con una barbaccia nera che sembrava toccasse terra... I suoi occhi sembravano due lanterne di vetro rosso... Con le mani faceva schioccare una grossa frusta, fatta di serpenti e di code di volpe attorcigliate insieme...
All'apparizione inaspettata del burattinaio, ammutolirono sia gli attori e il pubblico... Quei poveri burattini, maschi e femmine, tremavano come tante foglie.
- Perché sei venuto a mettere lo scompiglio nel mio teatro? - domandò il burattinaio con un vocione da far venire la pelle d'oca non solo a Pinocchio.
- Non ne ho colpa, illustrissimo... non è colpa mia!...
- Basta così! stasera faremo i conti.
... Finita la recita, l'Orco andò in cucina, egli s'era preparato per cena un bel montone, che girava lentamente infilato nello spiedo.
S'accorse che gli mancava la legna per finirlo di rosolare...
Chiamò Arlecchino e Pulcinella e disse: - Portatemi di qua quel burattino fatto di un legname asciutto, che a buttarlo sul fuoco, darà una bellissima fiammata all'arrosto...
Arlecchino e Pulcinella da principio esitarono; ma impauriti da un'occhiataccia del loro padrone, obbedirono: e quasi subito tornarono in cucina, portando sulle braccia il povero Pinocchio, il quale capì l'antifona e si divincolava come un anguilla fuori dell'acqua, strillando disperatamente:
- Babbo mio, babbo mio, salvatemi! Non voglio morire, non voglio morire!...
Seguirà la 10 puntata
LA RIFLENTE il Poeta
Vai ad inizio pagina

lore
Utente

Messaggi 5015

Spedito - 07/12/2016 :  11:55:28  Rispondi allegando il testo
L'UOMO


NON USANDO LA RIFLENTE
IL SESTOSENSO È IMPREPARATO
AL VIVERE UMANO...


D'AFFERMARE È IL PEGGIOR
ANIMALE CIRCOLANTE
A DANNO DI MADRE TERRA...


INOLTRE IL SUO AGIRE
LO RENDE SCHIAVO DEI VIZI
NELL'ESSERE INFELICE...


PER FORTUNA CI SONO
LE ECCEZIONI:
IL BELLO DEL VIVERE...



IL POETA LA RIFLENTE
Vai ad inizio pagina
Pagina di 95 Discussione precedente Discussione Discussione successiva  
Pagina Precedente | Pagina Successiva
 Nuova discussione  Partecipa alla discussione
 Versione stampabile
Vai a:
Forum Bulgaria-Italia © 2000-2020 Bulgaria-Italia Vai ad inizio pagina
 Modded By: Image Forums 2001 This page was generated in 0,11 seconds. Snitz Forums 2000


Follow Bulgaria-Italia on Twitter  Follow Bulgaria-Italia on YouTube   Follow Bulgaria-Italia on LinkedIn

Ultime Notizie
 

Conoscere la Bulgaria
  Arte e Cultura Città e Località Economia Folklore Informazioni Politica e Governo Società Turismo