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lore
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Spedito - 13/07/2016 :  10:24:55  Rispondi allegando il testo
Sul calcio:
Fregato dal prevosto don Aldo Pozzi, da Nava Albertino e l'imbianchino Corti... che mi fecero perdere il Treno di presentare la lista del DIE per la mia schiettezza di mettere il 'becco' sulle cose senza il BUONSENSO SOCIALE...
Non potendo aiutare il Prossimo mi trasferii momentaneamente ad EUPILIO, da Don AMBROGIO, mi diede carta Bianca di rimettere in sesto l'Oratorio...
La Buona Volontà e l'esperienza che possedevo per aver fatto risorgere dopo la morte di Don Carlo Caletti col beneplacito dell'allora amico Don ALDO POZZI...
Feci il coadiutore laico, e per coadiuvare i giovani usai l'allora campo di calcio inutilizzato, iscrivendo alla FGCI una squadra di giovani di Eupilio alla categoria Juniores chiamandola: 'MARYLORY'. Nel precampionato vinsi 1-0 contro la squadra giovanile del Lecco che militava in Serie A (il pallone è rotondo).
Durante il campionato in un incontro tra l'Aldap del Pontelambro categoria juniores e la MARYLORY di Eupilio, Derby tra il “piccolo” personaggio Vanossi Albino e “l'idealista”...
Non pensavo minimamente di vincere per la supremazia, poi non era il mio fine.
Quasi subito m'accorsi per la sfacciata direzione che l'arbitro era 'venduto' lo richiamai più volte, ma lui imperterrito a testa bassa non sentiva... Presi la 'saggia' decisione di ritirare dal campo la squadra! I ragazzi mi guardarono da Folle: dissi chi vi ' aiuta...' credetemi uscite, ubbidirono...
La Federazione mi penalizzo di 1 punto. Alla fine del Campionato appesi le scarpe...
L'Oratorio funzionava... Don Ambrogio aveva un anno in più,,, Arrivò Padre DUTTO e si prese su un piatto “d'argento” l'oratorio funzionante, Per fortuna sono abituato a non ricevere “regalie”...
Il Vanossi Albino: Patron della ditta ALDAP, personaggio atipico, tanto tempo dopo lo ritrovo in un Ristorante, mi fa sedere e racconta; < Ti ricordi quella volta... e aggiunge che l'arbitro andò da lui e gli disse: < Ero in debito con lei per avergli fatto perdere una finale contro l'Ardisci Spera di Como>.
Morale: l'insegnamento vien dall'alto... E 'noi siam solo pedine'... Come diceva Gino Bartali
< TUTTO da RIFARE...>. Ciao Gino...
Lorenzo Pontiggia il Poeta in Riflente
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lore
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Spedito - 15/07/2016 :  09:02:47  Rispondi allegando il testo
LA BELLA NIZZA

CULLA DI GARIBALDI
E 'VACANZIERI' ITALIANI...

LA FEDE PARLA D'AMORE
SENZA LA RIFLENTE...

GLI 'SCIOCCHI' VOGLION FARE,
CONQUISTARE E S'IMMOLANO...

COSÌ CONTINUA LA STRAGE
D'INNOCENTI PER IL POTERE...


IL POETA DELL'AMORE
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lore
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Spedito - 16/07/2016 :  14:56:38  Rispondi allegando il testo
LA GRANDE LIBERTÀ

GRIDARE NELL'ISTANTE
DEL TRAPASSO L'URLO
DELLA VITA: LIBERTÀ...

RINGRAZIANDO L'INFINITO
CIRCONDARIO DEL VISSUTO
NEL ULTIMO ATTIMO:

LIBERTÀ UMANA...


IL POETA DELLA RIFLENTE
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lore
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Spedito - 18/07/2016 :  11:46:06  Rispondi allegando il testo
LA RIFLENTE = LIBERTÀ

CONOSCERSI È LIBERTÀ:
CAPIRE AGIRE VINCERE...

L'UOMO LIBERO USA
LA RIFLENTE = SESTOSENSO

NEL VIVERE SERENO, FELICE
IN COMUNIONE DEL BELLO,

INSIEME ALLA PROGENIE...
IN ARMONIA CON SE STESSO!

IL POETA IN RIFLENTE
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lore
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Spedito - 19/07/2016 :  08:58:34  Rispondi allegando il testo
IL “DEMONIACO POTERE”

ABORRISCE LA RIFLENTE
DA NON PERDERE IL PRESTIGIO,

INCOMINCIANDO DAL ASILO
A TUTTI I GRADI D'ISTRUZIONE...

AFFINCHÉ NULLA CAMBI DA
SALVAGUARDARE LA NOMEA...

SOLO SE IN FAMIGLIA LA MAMMA
O IL PAPÀ HANNO SAGGEZZA

EDUCANO I FIGLI INSEGNANDO
LA 'RIFLESSIONE-MENTE=RIFLENTE'...

SENZA POTERE LE PORTE NON SI
APRONO A CHI SI STAGLIA DAL GRUPPO...

SE IL NUCLEO FAMILIARE HA
POTERE ANCHE L'ASINO RAGLIA...

I MIGLIORI SI BRUCIANO O ESPATRIANO,
E LE 'PECORE' SON TOSATE DAI FURBI...

Lorenzo Pontiggia in RIFLENTE
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lore
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Spedito - 19/07/2016 :  11:13:46  Rispondi allegando il testo
ASTRONAVI SULLA PREISTORIA – PETER KOLOSIMO – SUGARCo EDIZIONI

Veicoli spaziali, Graffiti nella roccia, Marziani in Vietnam, Elefanti in America,,,
PASSATO, PRESENTE. FUTURO...

Gli Jukaghiri siberiani (in via d'estinzione praticano la < prostituzione d'ospitalità >, offrendo ai visitatori, in segno d'amicizia le loro donne...
< Ancor oggi, sul dosso del tetto del Trulli ci son simboli, alcuni rappresentano lo zodiaco. A volte il cerchio è sormontato da una croce; bisogna però osservare che la croce ancor prima di essere un simbolo cristiano, fu utilizzata da molti popoli come simbolo profilattico >. Non soltanto profilattico... la si vide mutarsi in fior di loto, in segni solari, in svastica, proprio come in India. E la notiamo sui Trulli, tradotta, accanto ai circoli solari...
Il serpente simbolo d'immortalità con Esculapio (dio della medicina). È nel Messico che il mito del serpente si presenta con richiami cosmici sbalorditivi... < Quetzalcoatl, il dio che sollevo il Messico dall'ignoranza e miseria primitive >...

Un libro di Vera Riflessione con 300 Illustrazioni in 400 pagine, base per capire: Passato, Presente e Futuro... Nell'usare la RIFLENTE si accresce la conoscenza di Nostra Madre Terra, nell'Amarla Rispettarla e Ringraziarla per i Doni, ricchezza di Oggi e Domani... per la continuità della Storia della PROGENIE...

Lorenzo Pontiggia il Poeta in RIFLENTE
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lore
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Spedito - 20/07/2016 :  09:29:05  Rispondi allegando il testo
LA VERA STORIA DI 'TARZAN'

Causa un nubifragio, un aereo cade nella foresta, si salva un bambino...
Spuntava l'alba nella foresta Amazzonica, le sentinelle del villaggio udirono il grido gutturale proveniente dall'intrico d'alberi, cespugli... Fu accolto tra loro...
Il bambino già nel grembo di Mamma apprende nozioni dell'ambiente in cui sboccerà alla Vita... Il ragazzino dimostro maggior intelligenza rispetto a tutti i 'ragazzi' del Villaggio... Diventò il capo del Villaggio...
I Cacciatori bianchi stavano alla larga chiamandolo Tarzan, e consigliavano chi incontravano di stare alla larga dicendo: < Quello è un demonio senza pietà e nel dialetto locale era chiamato Bemontire “ Bestia Selvaggia” : Capo dei Mekronotire, una delle stirpi più primitive e feroci della giungla brasiliana... >.

Lorenzo Pontiggia il POETA in RIFLENTE
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Spedito - 21/07/2016 :  08:40:35  Rispondi allegando il testo
STRANO MA VERO

PIANGERE È DEBOLEZZA,
RIDERE È STOLTEZZA...

ESSERE RESPONSABILE
È MATURITÀ...

LA RIFLENTE È LA PANACEA


IL POETA IN RIFLENTE
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Spedito - 22/07/2016 :  08:58:07  Rispondi allegando il testo
MIGLIORIE UMANE

USANDO LA RIFLENTE:
BASE DEL SOCIALE,

OPERANDO IN ARMONIA
NEL DARE IL MEGLIO

SI REALIZZA L'UMANO
NEL PRINCIPIO DEL SAPERE:

SCIA D'AMORE SOCIALE
ALLA PROGENIE...

IL POETA IN RIFLENTE
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lore
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Spedito - 22/07/2016 :  11:11:10  Rispondi allegando il testo
GIOIA DI VIVERE

AMORE ALLA VITA,
AL SOCIALE...

CAPITO NON CAPITO
AMATO TRADITO...

EUREKA:
SBOCCIA LA RIFLENTE...

ARMONIA IN ME STESSO,
OGNI GIORNO POESIA:

LA BACIO LA SFIORO
DONO ALL'UMANO

LA GIOIA DI VIVERE...


IL POETA IN RIFLENTE
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Spedito - 23/07/2016 :  10:55:41  Rispondi allegando il testo
LA POESIA


IERI UN LETTORE LEGGENDO
“ GIOIA DI VIVERE “

SCRIVE:
“SEI INCOMPRESO”.

LA POESIA SEMPLICE
HA IL VERBO DELL'AMORE...

MAI È BANALITÀ,
MA GIOIA INFINITA...

PARLA IN RIFLENTE
CON PAROLE RICCHE

CHE FAN PENSARE
PER CHI VUOL CAPIRE...

RICCHEZZA UMANA:
DONO DELLA POESI'


LORENZO PONTIGGIA
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Spedito - 24/07/2016 :  09:08:43  Rispondi allegando il testo
IL FIORE DELLA VITA


È POESIA CHE VIVE
IN OGNUNO DI NOI...

È PARTECIPARE
AL DONO DEL VIVERE...

È CRESCERE IN ARMONIA
NELLA PROGENIE...

È COGLIERE NEL DONO
IL FIORE DELLA VITA...


LORENZO PONTIGGIA LA RIFLENTE
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Spedito - 24/07/2016 :  11:14:35  Rispondi allegando il testo
Adriano Buzzoni Dovrebbero leggerti di più e spegnere le televisioni....

Strumenti di distruzione di massa celebrale...

Ho 34 anni e sono spaventato,perplesso,fermo e non sono piu in grado di sognare a causa di cio che ci circonda....

La gente x strada non canta piu...
sono tutti incupiti dal loro essere materialisti e poco introspettivi,ci vorrebbe un interruttore che possa risvegliare la riflente che in tutti noi ci dovrebbe essere...

Risposta
la Riflente Grazie della tua bella POESIA... lorenzo
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lore
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Spedito - 24/07/2016 :  16:47:22  Rispondi allegando il testo
L'URLO DELLA VITA

L'EVOLVERSI VERITÀ INFINITA
CONTINUITÀ UMANA...

VIVERE SAPERE DI VIVERE
NEL CONOSCERE LA “MADRE”

SANTIFICANDO LA PROGENIE
CONOSCENZA DELLA RIFLENTE:

PRINCIPO ESSENZA DELL'ESSERE
NELL'URLO D'AMORE...


IL POETA DELLA RIFLENTE
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Spedito - 24/07/2016 :  18:05:42  Rispondi allegando il testo
L'INFINITO DELLA RIFLENTE

LA CULTURA UMANA VEGETA,
DA NON CAVARE DALLA RIFLENTE

QUEL QUID NATURALE:
IL SESTOSENSO CHE NATURA
GLI DONA PER SCOPRIRE IL BELLO
DEL VIVERE ETERNO NELLA

CONTINUITÀ DELLA PROGENIE...


IL POETA DELLA RIFLENTE
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Spedito - 25/07/2016 :  09:04:42  Rispondi allegando il testo
LA PANACEA

USANDO A 360 GRADI
LA RIFLENTE CI SI DISTRICA
DA TUTTE LE SITUAZIONI...

LA SCUOLA NON SAREBBE
UN “BIDONE” RIEMPITO
DI CARTE LIBRI E PARADOSSI...


… GUIDA ALLA VITA!


IL POETA IN RIFLENTE
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lore
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Spedito - 25/07/2016 :  12:27:49  Rispondi allegando il testo
L'INTERESSANTE VITA DI G. GARIBALDI

Nasce a NIZZA il 4 Luglio 1807. da Domenico e Rosa Raimondi. 1822. A 15 anni s'imbarca da mozzo su un brigantino.
Viaggia il Mediterraneo e il Mar Nero e dal 1825/32, per ben tre volte lotta contro i pirati...

Nel 1833 incontra a Marsiglia Mazzini, s'iscrive alla Giovane Italia... Nel 34 per aver partecipato a un tentativo di insurrezione a Genova è condannato a morte in contumacia. Fugge a Marsiglia, S'imbarca per l'America Latina e raggiunge il Brasile. Nel 37 si mette al servizio della Repubblica del Rio Grande del Sud che cerca di rendersi Libero...

Nel 39 Anna Ribeiro da Silva: ANITA gli darà quattro figli, due maschi Menotti e Ricciotti, Rosita e Teresita.
Nel 41/42 scoppia la rivoluzione in Uruguay. Garibaldi si schiera con gli insorti contro il tiranno Rosas...
Dal 43/45 difende Montevideo, organizzando la Legione Italiana...

1848 Insurrezione a Palermo, Napoli. Carlo Alberto pubblica lo Statuto (4 marzo); Pio IX accorda la Costituzione (14 marzo); < Cinque giornate > di Milano (18/22 marzo). Garibaldi torna in Italia (15 aprile). A Milano il governo provvisorio lo nomina generale di brigata ( luglio). Combatte a Luino e a Varese. I piemontesi sono stati già sconfitti a Custoza (prima guerra di indipendenza).

1849 Carlo Alberto riprende la guerra contro l'Austria (12 marzo). Sconfitto a Novara (23 marzo) abdica in favore del figlio Vittorio Emanuele. Garibaldi tra aprile e giugno partecipa alla difesa della Repubblica romana, proclamata il 9 febbraio. A luglio è costretto a fuggire... Anita muore.

1850 Luglio, Garibaldi raggiunge New York, per vivere lavora in una fabbrica di candele. Poi riprende a navigare tra America Cina Australia...

1855 Muore il fratello Felice e con il denaro ereditato Garibaldi acquista metà dell'isola di Caprera dove si stabilisce.
1859 Nasce Anita, da Battistina Ravello. Seconda guerra d'indipendenza. Garibaldi ha il comando dei Cacciatori delle Alpi.
1860 Garibaldi sposa Giuseppina Raimondi ma si separa subito. Spedizione dei Mille: 5,6 maggio: partenza da Quarto; 11 maggio: sbarco a Marsala; 14 maggio: Garibaldi si proclama dittatore in nome di Vittorio Emanuele; 15 maggio i borbonici sono sconfitti a Milazzo; 20 agosto, sbarco dei garibaldini in Calabria e marcia verso Napoli; 7 settembre: Garibaldi entra a Napoli; 1 e 2 ottobre, i borbonici sono sconfitti sul Volturno; 26 ottobre, incontro a Teano tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II; 9 novembre; Garibaldi torna a Caprera.

1861 Marzo 17, proclamazione del Regno d'Italia; 18 aprile, eletto deputato a Napoli, Garibaldi partecipa ai lavori del primo Parlamento Italiano a Torino, capitale del Regno; 6 giugno, muore Cavour.
1862 In uno scontro tra i garibaldini e le truppe regolari sull'Aspromonte, Garibaldi è ferito, Finisce in carcere, per poco tempo...

1866 Terza guerra d'indipendenza, Garibaldi in camicia rossa combatte ufficialmente accanto alle truppe regolari. Gli austriaci vincono a Custoza. La flotta Italiana è battuta a Lissa. Garibaldi avanza nel Trentino, gli ingiungono di fermarsi.
Risponde con il celebre: < OBBEDISCO >.

1867 Nasce Clelia, da Francesca Armosino, Garibaldi organizza una spedizione per liberare Roma, s'incontra con i francesi a Mentana, e viene di nuovo arrestato. Ritorna a Caprera.

1869 Nasce Rosita da Francesca Armosino, morirà a 18 mesi.

1870 con l'annessione di Roma si completa l'unità d'Italia. In ottobre Garibaldi combatte per i francesi nella guerra franco-prussiana.

1872 muore Giuseppe Mazzini.
1873 Nasce Manlio, da Francesca Armosino.

1878 Muore Vittorio Emanuele II.

1880 annullamento del matrimonio di Garibaldi con Giuseppina Raimondi. Garibaldi può sposare Francesca Armosino.

1882 / 2 GIUGNO: GARIBALDI Muore a CAPRERA nella sua Residenza acquistata con l'eredità del Papà...

Una Vita splendidamente vissuta al servizio della PATRIA... Usando la RIFLENTE che lo teneva Giovane di Spirito...

N.B. Seguirà la vita nella realtà del divenire del ITALIA del “Fastoso Periodo del Grande Garibaldi”...

LORENZO PONTIGGIA IL POETA IN RIFLENTE
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lore
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Spedito - 26/07/2016 :  11:12:07  Rispondi allegando il testo
IL GENERALE GARIBALDI: EROE DEI DUE MONDI (1 parte)
1848: Insurrezione a Palermo, Napoli. Carlo Alberto pubblica lo Statuto (4 marzo); Pio IX accorda la Costituzione (14 marzo); < Cinque giornate > di Milano (18/22 marzo). Garibaldi torna in Italia (15 aprile). A Milano il governo provvisorio lo nomina generale di brigata ( luglio). Combatte a Luino e a Varese. I piemontesi sono stati già sconfitti a Custoza (prima guerra di indipendenza).
1849 Carlo Alberto riprende la guerra contro l'Austria (12 marzo). Sconfitto a Novara (23 marzo) abdica in favore del figlio Vittorio Emanuele. Garibaldi tra aprile e giugno partecipa alla difesa della Repubblica romana, proclamata il 9 febbraio. A luglio è costretto a fuggire... Anita muore.
Cavour teme un colpo di testa di Garibaldi che non si fermi a Napoli, ma andasse a Roma... Quindi bisognava precedere a Napoli Garibaldi, fermare la “Rivoluzione”, per impedire che il Dittatore proclamasse re d'Italia dall'alto del Campidoglio Vittorio Emanuele dalle mani di un “avventuriero”; inoltre Roma e il Papa erano sotto protezione di Napoleone III. Il tentativo di Cavour di creare una spontanea rivolta moderata a Napoli non gli riuscì...
Garibaldi pensava a Roma, avendo già combattuto e molti suoi compagni erano caduti, e congedandosi dagli sfortunati difensori riuniti in piazza S. Pietro aveva detto: < La fortuna che oggi ci ha traditi, ci arriderà domani...> Per Lui Roma era il simbolo dell'Unità Italiana. E ancora pensava all'Amore di Anita...
A Napoli non tutti attendevano l'arrivo di Garibaldi. La regina madre Maria Teresa s'era rifugiata a Gaeta con principi e principesse. Francesco II era depresso e angosciato (poverino). I segni del disfacimento e della fine imminente (si salvi chi può)... I cinquecento mila popolani non aspettavano che di sentirsi liberi... Nel Porto affollato erano ancorate: navi francesi, inglesi, russe, prussiane, spagnole, persino una americana e pontifcia. Oltre la flotta borbonica, anche l'ammiraglia della flotta sarda (Piemontesi): la Maria Adelaide al comando dell'ammiraglio Persano, e la Costituzione, che nascondevano nella stiva un battaglione di bersaglieri, i quali scendevano a terra spinti dal caldo opprimente mescolandosi alla chiassosa umanità napoletana... Alessandro Dumas, romanziere era ancorato col suo yacht per seguire le gesta di Garibaldi. L'Eroe dei due mondi avanzava: sbarca in Calabria, Salerno... Le voci si rincorrevano con martellante ossessione... Il 5 settembre Francesco II convoca le autorità comunicando la decisione di ritirarsi a Gaeta. Il 6 settembre il Messaggero, una piccola unità della Marina borbonica si dirige a Gaeta... Francesco è deluso: anche la flotta ha tradito non rispondendo ai segnali che lasciavamo il porto! Maria Sofia, appoggiata al parapetto della nave, a che pensi, Francesco? Il re si voltò, la fissò con dolcezza: - A quando ti ho vista la prima volta, eri già mia moglie... Mio dio, com'eri bella! Quanti anni sono passati? - Poco più di un anno, Francesco. Solo un anno! E tu sei già una regina senza corona...
Lorenzo Pontiggia la Riflente
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lore
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Spedito - 26/07/2016 :  19:15:35  Rispondi allegando il testo
IL GENERALE GARIBALDI: EROE DEI DUE MONDI (2 parte)

Sofia: ma non deve finire così, Francesco. Avevamo centomila soldati, Sofia, contro mille straccioni. I Generali incapaci che meriterebbero d'esser messi al muro: Come Landi a Calatafini è scappato come una lepre. E Lanza: a Palermo ha puntato i cannoni contro i civili... In chi possiamo sperare? In Vittorio Emanuele? No, non posso contare sui parenti. Tu sei sorella di Elisabetta, moglie di Francesco Giuseppe d'Austria... Si, l'imperatore, mio cognato! Ma non si è mosso neanche lui... Siamo soli, Francesco, soli, ma il nostro popolo non ci abbandonerà (campa cavallo...).

Il proclama del re ebbe vita breve. Sui muri della città, Liborio Romano, Ministro dell'Interno: invitava la popolazione ad accogliere il Generale Garibaldi con enfasi nel chiamarlo: il Novello Messia, Redentore d'Italia che vendicava le sofferenze, raddrizzava i torti, riportava la giustizia! La fama della sua imbattibilità s'era propagata ovunque. I borbonici in completo sfacelo, si arrendevano senza combattere. A Soveria Mannelli in diecimila avevano alzato le mani. A Salerno era bastata la voce dell'arrivo che avevano alzato le braccia senza sparare un colpo..

Già girava la leggenda che le pallottole rimbalzassero sul suo famosissimo 'poncho' come chicchi di grandine.
Alla stazione di Napoli il treno di mezzogiorno era in ritardo, la calura era alta, una grande folla era accorsa per l'arrivo del condottiero Garibaldi, il treno era in ritardi di 90 minuti... Finalmente apparve Garibaldi... Non fu facile a Liborio Romano dare il benvenuto... Inoltre non riusci a salire sulla carrozza del condottiero...
Dagli alberi maestri delle navi ancorate nel porto si levavano gli urrà dei marinai all'indirizzo del Generale. Garibaldi preferì fermarsi nella Foresteria. Fu accolto da Mariano d'Ayala, comandante della Guardia Nazionale, che gli porto il “bacio di cinquecentomila napoletani”... Garibaldi si affacciò al balcone; fu salutato da un'interminabile ovazione. - Vi ringrazio in nome di tutti gli Italiani e dell'Umanità intera, oggi cessa la tirannide e comincia la libertà...-

Lorenzo Pontiggia la RIFLENTE

Segue terza parte
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lore
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Spedito - 27/07/2016 :  07:45:47  Rispondi allegando il testo
IL GENERALE GARIBALDI: EROE DEI DUE MONDI - I GIORNI della DITTATURA (3 parte)
Garibaldi non attese che le feste finissero per raddrizzare la barca... Accanto alla massa anonima dei postulanti, numerosi i personaggi di rilievo del vecchio regime che tentavano d'aggrapparsi al carro del vincitore. L'anziano generale Lanza che a Palermo contrastò i volontari garibaldini e gli insorti. E tutta la cricca che pianse alla partenza del re. Perfino l'ammiraglio Carlo Pellion conte di Persano, meravigliato della trionfale marcia di Garibaldi: < È inaudito... Sto aspettando da un'ora... Io non faccio anticamera neanche a Palazzo Reale. E tra questa gente... Africa! Annunciatemi al generale Garibaldi >. All'improvviso si aprì la porta e si affaccio Garibaldi. Ci fu silenzio. - Uno alla volta. Fateci respirare... - Anche noi vogliamo respirare. Sono cinquant'anni che abito nelle grotte di Monte Calvario... Garibaldi, stava per richiudere la porta, ma Persano si fece avanti e lo trattenne – Un momento per favore... - Ammiraglio Persano, che sorpresa! Prego, accomodatevi... È tanto che aspettate? - Più di un ora ! - - Mi dispiace nessuno me lo aveva detto... Un minuto e sono da Voi, ammiraglio – I minuti passavano Persano non sapeva a che santi... Improvvisamente si spalancò la porta e nella stanza irruppe un omone dai capelli ricci e neri: - Fatemi passare. Sono Alessandro Dumas. Devo conferire con il Generale... Garibaldi si alzò, si tolse gli occhiali: - Che cosa sta succedendo? - Ma riconobbe subito il romanziere e gli andò incontro a braccia aperte: Dumas! - Generale! - E si abbracciarono...
Alcuni provvedimenti emanati in quei giorni sollevarono malumori e delusione. La soppressione dell'Ordine dei Gesuiti... da parte del Clero; come la requisizione dei beni e dei depositi bancari dei Borboni, crearono le prime inevitabili reazioni negative nel vasto “partito borbonico”.
A Torino la grande popolarità di Garibaldi impensieriva Cavour, che temeva lo straripare della rivoluzione negli Stati pontifici, a Roma e anche nel regno sardo. Un colpo di testa dell'audace condottiero avrebbe scombussolato le delicate trame diplomatiche che il conte stava tessendo in Europa. Tra loro c'era della ruggine. Garibaldi non perdonava a Cavour di < aver fatto di Lui uno straniero in patria >, cedendo NIZZA, la sua Città, a Napoleone III. E che il primo ministro piemontese avesse in mente di cedere la Sardegna, e quindi anche la sua Caprera all'imperatore francese, in cambio del non intervento della Francia nell'Italia centrale- oltre al comportamento ostile, di Cavour verso l'impresa dei Mille e dei fucili pronti a Milano e mai giunti ai garibaldini... ( Morale: Cavour tagliava cuciva medicava a suo uso e consumo).
Segue 4 Parte
Lorenzo Pontiggia la RIFLENTE
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