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lore
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Spedito - 18/08/2015 :  10:25:35  Rispondi allegando il testo
< Siamo gente alla mano che guardiamo al fare non alle belle parole>
Lo sentivo amico il Prof. VITTORIO BACHELET, lo riconobbi da sapere come si chiamava nel vederlo in foto quando lo uccisero le "BRIGATE ROSSE", per tre anni ero Amico, senza sapere chi fosse, sapevo che era una brava persona, ma non che fosse Presidente dell'Alta Magistratura, coevo col Presidente della Repubblica, e la sua segretaria (mai presente) era la giovane ROSY BINDI. Vittorio era un uomo gioviale, semplice e di poche parole, pensavo che rivedesse in me la sua gioventù.
Potevo partecipare a questo “Summit” essendo Consigliere Comunale di ERBA, della lista DIE (DEMOCRATICI INDIPENDENTI ERBESI- DEMOCRAZIA INDIPENDENTE EUROPEA... in Latino il Giorno, il Cambiamento). che io stesso creai... Quando al primo giorno intervenni, ricevendo molti applausi, Lui venne da me, e parlammo... In omaggio diedi un mio libro, e "L'AMICO GIORNALE", regolarmente iscritto all'albo dei "giornalisti speciali" a Milano, che regalavo. La pubblicità era per dar forza al giornale o foglio, senza mai chiedere soldi, provando a rifiutarli per essere libero: < PER LA LIBERTA', LA MORTE E' LIBERTA'...>.
Quando lavoro per il Popolo, trovo il mio "ABITAT", ce la metto tutta senza nulla chiedere, ma essere soddisfatto nell'aiutare il Prossimo (all'età di 13/14 anni avevo la vera vocazione di farmi prete...), come Vittorio Bachelet e il suo Amico ALDO MORO, e tanti altri. Il Loro Eroismo è AVER AMATO LA PATRIA, e nel perdono di chi uccide innocenti, dietro comando del "Potere Occulto", ramificato in tutti i gangli, da non sapere il danno che fanno...
Lorenzo Pontiggia il Poeta MaryLory
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lore
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Spedito - 18/08/2015 :  20:26:20  Rispondi allegando il testo
NICOLÒ MACCHIAVELLI
Machiavelli nasce a Firenze di antica e nobile famiglia, ha un'educazione umanistica incompleta...
A 29 anni inizia l'attività politica, acquisendo il titolo di segretario fiorentino. Gli vengono date missioni e ambascerie anche di grande importanza, dalle quali trae conoscenza sugli eventi e sul comportamento degli uomini. Niccolò non fa altro che servire, nel migliore dei modi il Comune, riferendo quel che accade, quel che si prepara ora in Italia, ora in Germania, ora in Francia. Deve interrogare, osservare, intuire usando la RIFLENTE (Riflessione-Mente) nel tenere a bada amici e nemici... Legge e studia Tito Livio per approdare alla stesura dei DISCORSI e il PRINCIPE...

Il pensiero politico:
< TUTTI I TEMPI TORNANO E GLI UOMINI SONO SEMPRE I MEDESIMI >. Dai DISCORSI.

La Dottrina esposta nel PRINCIPE: < NEL VOLGO NON È SE NON VULGO >, cioè gregge o materia bruta e inerte, che il Principe si serve (come l'artista della materia per costruire uno Stato forte e tranquillo, il cui vantaggio ricadrà anche sul volgo, sotto forma di ordine e benessere.

Concezione del Principe-artista e del Popolo gregge, vedi la precarietà della costruzione del principato machiavelliano: la malattia di Cesare Borgia ne arresta il processo...
Sospettato ma a torto, di aver preso parte a una congiura di giovani repubblicani ( Paolo Bosco e Luca Capponi ) deve subire la prigione e la tortura ( febbraio 1513) era in attesa di giudizio, viene eletto LEONE X della famiglia Medici (marzo 1513), l'amnistia lo salvò. Riconosciuto innocente è costretto a lasciare Firenze Si ritira con la moglie e figli in esilio a San Casciano. Dice egli stesso nella lettera a Francesco Vettori, ambasciatore fiorentino a Roma, durante il giorno vita oziosa, ma alla sera la lettura delle Storie di Tito Livio... “ di questo periodo “ 1512-1520” le opere più notevoli: il Principe, i Discorsi, l'Arte della guerra e la Mandragola.
Nel Principe scrive: < Sarebbe bello che in un Principe esistessero lealtà, generosità, liberalità; ma per governare c'è anche la slealtà, l'avarizia, la crudeltà, la simulazione, e la dissimulazione, è essere volpe e leone... Machiavelli può apparire cinico, invece non è altro che un pessimista che vuole creare una 'scienza nuova': “ la dottrina politica “. < Quanto SOCRATE con la sua “REPUBBLICA”>.
Nel 1520 dal Cardinale Giulio (poi Papa Clemente VII) ha l'incarico di scrivere le Istorie fiorentine.
Ha poi altri incarichi tra cui la missione presso il Guicciardini, luogotenente generale delle milizie pontificie in guerra contro Carlo V. Infine viene eletto procuratore delle 'mura', di preparare le fortificazioni di Firenze contro gli Imperiali. Ma in seguito al sacco di Roma 1527, i Medici sono una seconda volta cacciati dalla città. Viene restaurata la Repubblica sotto il gonfaloniere Niccolò Capponi. Muore nel 1527. Sepolto in Santa Croce, nel secolo XVIII è onorato di un monumento, donato dall'inglese conte Cowper, con la superba iscrizione. < Tanto uomini nullum par elogium (epitaffio) >.

Davanti a un principe egli ne scruta il volto, il carattere; dinanzi a un fatto cerca le cause: sa parlare e tacere, sa essere freddo e fingere di riscaldarsi. Niccolò non fa altro che servire il Comune, Attraversando un paese nuovo, ne disegna la struttura sociale, fissa la fisionomia politica, ne coglie l'anima e l'essenza... La sua sensibilità non ha nulla di libresco, la sua fantasia è rapida e accesa.... Lo stile machiavelliano è già nato, è schiettezza e bruschezza immediata e relazione pratica, dovere di un segretario è essere informatore in missione....

Il De Sanctis nella prosa del Machiavelli vede: < La coscienza e la Riflessione della Vita >.

Il libro “Il Principe è sempre attuale da leggerlo, perché l'animale umano paradossalmente sfugge alle regole non usando la RIFLENTE...
Lorenzo Pontiggia il Poeta
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lore
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Spedito - 20/08/2015 :  09:04:08  Rispondi allegando il testo
EUTANASÌA DI UN AMORE – GIORGIO SAVIANE – RIZZOLI
- Una macchina si ferma al semaforo. Scende una ragazza alta, bella. Tiene la testa bassa, s'allontana in fretta... Camminavo, la pelle dentro ai vestiti, e dentro alla pelle l'istinto di correre da lei perché dipingesse di colori l'aria che mi braccava... Perciò aumentai l'andatura per correre a dirglielo, a offrirmi di essere per lei quella dolcezza che guarisce la vertigine di esistere. Senza di lei ero come le tartarughe d'acqua che escono dall'uovo e odono il mare e vorrebbero già essere dentro per sfuggire i rapaci. La nostra ambizione era di vivere un amore letterario, poetico: viverlo è più di scriverlo, no? Il seno duro e gonfio pareva ogni volta un miracolo sulle costole magre e l'incavo del ventre.
Chi è dio, quel cielo basso e freddo di Versailles che non riesce a intiepidire le mie mani? Sena è dio sulla terra, le fermate improvvise nei boschi o dentro l'erba alta, e la mia giovinezza la sentivo eterna, senza tempo, fermo nello spazio a ripetere una gioia dovutami.
Questo spettro di sole diventa grigio e penetra le ossa col freddo nel vedere che Sena al di là della siepe lei bacia le labbra di un altro. Perdevo la capacità di vivere d'ammalarmi... Perciò quando l'assemblea universale delle cellule, riunitesi, decise che io dovessi alzarmi, e la febbre smettere, fu un automa quello che cominciò a camminare la casa in preda all'inutile.
Lo specialista mi ordinò un busto che mi impacchettava dal coccige al collo. Per colpa del busto accusai disturbi emorroidali... Altro specialista, altre cure umilianti che mi costringevano a star carponi intanto che il medico rovistava nell'ano. Mi chiese come andava la questione sessuale. < Bene > gli dissi < Finché avevo Sena > < E da quando non ce l'hai più?> < Da settembre.> < e come fai? > < Male, ma...> Borbotto quasi tra sé per la prostata era un danno, che nessuna medicina poteva rimediare. < Forse qualche massaggio > aggiunse più esplicitamente. < Massaggio come? > < Col dito. Vedrai ci prenderai gusto. > < E come ? > < Dal culo, no? > > Bella roba. > < Visto che dall'altra stai in secca. >.
E così, due volte alla settimana, andavo all'ospedale a farmi massaggiare dall'esperto dito professorale. In anticamera della clinica guardavo gli altri massaggiandi, tutti vecchi più di me, e confrontavo le ore della mia vita con lei, a questa di adesso.
L'abbandono di Sena mi aveva reso impotente, questa era la verità che temevo... -
Siamo solo a metà libro, il seguito è tutto da scoprire, essendo ricco di sorprese e riflessioni..

Lorenzo Pontiggia il Poeta MariLory

( Con Giorgio in un incontro a Caslino d'Erba sentendomi parlare, mi chiese di dargli del tu...)
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lore
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Spedito - 21/08/2015 :  10:58:44  Rispondi allegando il testo
Franco Paolo Checco Aquaro

Io ricordo Lorenzo Pontiggia consigliere comunale con la sua lista Democratici Indipendenti Erbesi. In particolare una sera con un lungo caftano bianco. Ricordo anche il suo compagno d'avventura sig. Secchi di cui non ricordo il nome. Begli anni quando in Consiglio c'erano passione, amore per la città e un sacco di voglia di fare.
Rispondo:
Tuo Padre Ing. FRANCO AQUARO, diede un aiuto spontaneo disegnando lo Stemma del DIE, il Campanile medioevale del Mercato, nel principio uniti contro il "malaffare" nel suo studio.
 Poi per le capacità che dimostravo in Consiglio Comunale, disse: Il miglior Difensore Civico è Lorenzo Pontiggia...
Quando c'erano i rappresentanti di Felbach, Tournon... mi chiedeva di prendere la parola per dimostrare la Fratellanza dei Popoli...
Una sera vengo scelto come rappresentante di minoranza nel Tennis Club di ERBA, senza il mio consenso, per il semplice fatto che ero incorruttibile e che sapevo controllare, d'essere mai scelto per il motivo che facevo l'interesse degli ERBESI,  (indistintamente) . Franco fece capire a Brusadelli (DC) di darmi il voto... Teoricamente fui eletto, ma l'amico Celestino mi tolse la "spina..." al seguente Consiglio Comunale, disse: < E' stato fatto un errore nell'ultima votazione per il Consiglio del Tennis Club, quindi prima d'iniziare il Consiglio Comunale dobbiamo rifare la Votazione per il rappresentante della minoranza!>

Ritornato dal mare felice di non essere stato rieletto alle Elezioni..., rimasi male che l'Ingegnere Aquaro non avesse raggiunto il quorum, gli telefonai....
Secchi Gianfranco della 'Nobile Famiglia Secchi', mio capo squadra dei "Castori Scout" con buone capacità, in coppia avremmo potuto dare molto a migliorare ERBA...
< LA VERITA' NON FA MALE, E' IL MALE CHE FA MALE! >
Lorenzo Pontiggia il Poeta
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lore
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Spedito - 22/08/2015 :  19:32:54  Rispondi allegando il testo
ESIODO: IL PRIMO GRANDE FILOSOFO DELLA STORIA UMANA...

LA FORTUNA di ESIODO VIII/VII a C. (Hesiodus, epico: “ I GIORNI E LE OPERE e la TEOGONIA...”), si occupò di una Nuova Poesia: la Poesia “Didascalica” tesa ad insegnare la Filosofia che nella prassi è politica = sintesi di vita non solo pastorale ma del Umanità.
Per l'avvedutezza socializzante è definito il Poeta degli umili, da non essere apprezzato alle corti...
La sua fortuna nasce dalla sfortuna che morendogli il padre, il fratello maggiore lo disereda, e lo manda a pascolare gli armenti sul monte Olimpo, presso il fiume Elicona.
( Esiodo nel periodo adolescenziale essendo il Padre benestante, ebbe un Maestro (aio) imparando a leggere e scrivere...). Da questa situazione Nasce la Poesia Pastorale, Didascalica...

Esiodo a cui ho dedicato il mio 18 libro lo definisco il Primo Filosofo della STORIA Umana, per il semplice motivo che tutti i grandi Filosofi hanno appreso il suo BUONSENSO!

Proemio: I GIORNI E LE OPERE

Muse di Pieria (città della Macedonia), che date la gloria coi canti,
Zeus qui ora cantate, al padre vostro inneggiando:
per opera sua gli uomini sono illustri e oscuri,
noti e ignoti, a piacimento di Zeus grande.

Facilmente egli dona la forza, facilmente abbatte chi è forte,
facilmente umilia chi è grande e l'umile esalta,
facilmente raddrizza chi è storto e dissecca chi è florido,
Zeus abita le eccelse dimore tuonando profondo...

Ascoltami, guardando e porgendo a me
l'orecchio: e raddrizza con giustizia le sentenze.
Io voglio raccontare a Perse alcune verità...

-Segue seconda parte-

Lorenzo Pontiggia il Poeta
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lore
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Spedito - 23/08/2015 :  15:41:15  Rispondi allegando il testo
ESIODO: “LE DUE CONTESE” “ da I GIORNI E LE OPERE (seconda parte).

Non c'è un solo genere di Contesa,
sulla terra ce ne sono due:
una viene onorata da chi la capisce,
l'altra è degna di biasimo,
perché le due hanno un'indole diversa ed opposta:
l'una infatti favorisce guerra cattiva e discordia crudele,
non viene amata da nessun mortale, ma si è costretti
per volontà degli dei (che non esistano) a rispettare la triste Contesa...
L'altra viene generata per prima dalla Notte oscura,
e Cronide (Zeus) stesso, che nell'etere ha dimora,
la pose alle radici della terra e per gli uomini è la migliore:
anche chi è pigro si risveglia e si mette al lavoro...

Perché se uno non cerca lavoro e guarda l'altro ricco,
che si sforza ad arare e a piantare e far prosperare la casa,
allora il vicino si sveglierà dall'invidia
e si metterà a lavorare per arricchirsi;
questa Contesa è stimolo per gli uomini:
come il vasaio è geloso del vasaio,
il fabbro del fabbro il medico invidia il medico,
il cantore il cantore...
O Perse (figlio di Andromeda e Perseo) queste cose
son vive nel tuo animo, né puoi lenir la Contesa
che ti distoglie dall'armonia dal Tuo lavoro,
ascoltando la piazza sulle liti che fanno soffrir il tuo cuore.

Breve il tempo per preoccuparsi delle contese e dei vuoti discorsi
per chi non ha in casa abbondanti mezzi per vivere,
la terra produce il grano di Demetra, ma va raccolto nella giusta stagione.
Tu, quando di ciò avrai abbondanza, muovi pure liti e contese
per il bene degli altri. A te però un'altra volta non sarà possibile
fare così: ma via, dirimiamo ora la nostra contesa secondo
retta giustizia che, venendo da Zeus, è la migliore.
Già infatti le nostre parti le abbiamo divise, ma molto altro cercavi
di prendere e di portartelo via, prodigando i tuoi omaggi ai re,
mangiatori di doni, i quali con questa giustizia sono disposti a giudicare.
Ma son stolti, perché non sanno quanto più grande è la metà dell'intero;
né quanto grande ricchezza si cela nella malva e nell'asfodelo.

Lorenzo Pontiggia il Poeta
Seguirà la 3 Parte di “GIORNI E LE OPERE”
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lore
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Spedito - 26/08/2015 :  16:57:57  Rispondi allegando il testo
ESIODO: “IL MITO DI PANDORA” da I GIORNI E LE OPERE

Gli Dei agli uomini tengono nascosto il sostentamento, da lavorare un giorno solo che vale un anno, perché l'ozio e il vizio vanno a braccetto, e la RIFLENTE creatrice non solo di invenzioni sta in letargo da perdere il bello del Vivere... Dal sudore della Fronte il SESTOSENSO fa partecipi Tutti al piacere di far grazioso il piccolo grande mondo che ci circonda, da Vivere nella quiete: < Il BOVE, l'Aratro che PACE...>.

Zeus era figlio di Crono, e il figlio di Zeus Iapeto rubò agli uomini il fuoco. L'uomo senza il fuoco era un sacco vuoto, e finito il lavoro dei campi. Zeus momentaneamente lo nascose dentro il suo cuore per evitare sciagure e altro... ZEUS chiamò il suo fedele Ambidestro che plasmò dalla terra una Vergine. Atena, occhio di mare le diede un cinto e l'adornò; Persuasione, Ore, Pallade la incoronarono con fiori di primavera, e aurei monili...

L'araldo divino Argifonte la fece donna con pregi e difetti, gli diede la voce chiamandola PANDORA, in onore del “Dono” di tutti gli abitanti dell'Olimpo. Zeus cupidamente regalò un orcio di cotto per nascondere i “mali” o difetti umani. Argifonte lo portò a Epimeteo che lo accolse. Poi si ricordò del consiglio divino di Prometeo: < Non accettare mai un dono da Zeus Olimpio, non aprirlo o rompere, ma rimandolo indietro perché non diventi un male ai mortali...>


Le stirpi degli uomini prima abitavano la terra al riparo dal dolore, lontani dalla fatica, dalle crudeli malattie arrecanti la morte... Ma Pandora sollevò il grande coperchio dell'orcio e mali infiniti fuggirono via errando fra gli uomini procurando luttuose sciagure... Al di sotto del bordo dell'otre rimase la Speranza-RIFLENTE, Pandora subito ricoprì la giara per volere di Zeus, adulatore di nembi e infiniti mali erranti fra gli uomini...

Zeus Padre disse adirato a Zeus fulminatore: < Raduna le nuvole o figlio di Iapeto, tu che fra tutti nutri i pensieri più accorti, che godi del fuoco rubato e di avermi ingannato, a te un gran male verrà, e anche agli uomini futuri: in cambio del fuoco, darò un male circondato d'amore e di quello tutti in cuore si compiaceranno. Così disse e rise il padre degli dei e uomini...

Questa è la Storia dei secoli, ancor oggi attuale...
LORENZO PONTIGGIA IL POETA MARYLORY
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lore
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Spedito - 27/08/2015 :  08:07:04  Rispondi allegando il testo
DAL CORSERA
Leggere e scrivere
di Paolo Di STEFANO

Tutto ciò che riguarda il leggere e lo scrivere: libri di cui si parla e libri di cui non si parla ma si dovrebbe parlare, temi, spunti, autori, tendenze, casi, provocazioni, su cui vale la pena di discutere.
Lorenzo Pontiggia mercoledì, 26 agosto 2015

ESIODO: "IL MITO DI PANDORA" da I GIORNI E LE OPERE

Gli Dei agli uomini tengono nascosto il sostentamento, da lavorare un giorno solo che vale un anno, perché l'ozio e il vizio vanno a braccetto, e la RIFLENTE creatrice non solo di invenzioni sta in letargo da perdere il bello del Vivere... Dal sudore della Fronte il SESTOSENSO fa partecipi Tutti al piacere di far grazioso il piccolo grande mondo che ci circonda, da Vivere nella quiete: < Il BOVE, l'Aratro che PACE...>.

Zeus era figlio di Crono, e il figlio di Zeus Iapeto rubò agli uomini il fuoco. L'uomo senza il fuoco era un sacco vuoto, e finito il lavoro dei campi. Zeus momentaneamente lo nascose dentro il suo cuore per evitare sciagure e altro... ZEUS chiamò il suo fedele Ambidestro che plasmò dalla terra una Vergine. Atena, occhio di mare le diede un cinto e l'adornò; Persuasione, Ore, Pallade la incoronarono con fiori di primavera, e aurei monili...

L'araldo divino Argifonte la fece donna con pregi e difetti, gli diede la voce chiamandola PANDORA, in onore del "Dono" di tutti gli abitanti dell'Olimpo. Zeus cupidamente regalò un orcio di cotto per nascondere i "mali" o difetti umani. Argifonte lo portò a Epimeteo che lo accolse. Poi si ricordò del consiglio divino di Prometeo: < Non accettare mai un dono da Zeus Olimpio, non aprirlo o rompere, ma rimandolo indietro perché non diventi un male ai mortali...>

Le stirpi degli uomini prima abitavano la terra al riparo dal dolore, lontani dalla fatica, dalle crudeli malattie arrecanti la morte... Ma Pandora sollevò il grande coperchio dell'orcio e mali infiniti fuggirono via errando fra gli uomini procurando luttuose sciagure... Al di sotto del bordo dell'otre rimase la Speranza-RIFLENTE, Pandora subito ricoprì la giara per volere di Zeus, adulatore di nembi e infiniti mali erranti fra gli uomini...

Zeus Padre disse adirato a Zeus fulminatore: < Raduna le nuvole o figlio di Iapeto, tu che fra tutti nutri i pensieri più accorti, che godi del fuoco rubato e di avermi ingannato, a te un gran male verrà, e anche agli uomini futuri: in cambio del fuoco, darò un male circondato d'amore e di quello tutti in cuore si compiaceranno. Così disse e rise il padre degli dei e uomini...

Questa è la Storia dei secoli, ancor oggi attuale...
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Spedito - 28/08/2015 :  11:57:38  Rispondi allegando il testo
ESIODO: IL MITO DELLE RAZZE -I GIORNI E LE OPERE-

INIZIALMENTE UN IMMENSO VORTICE ORIGINÒ IL COSMO...

CRONO il Tempo crea la Cronologia o il Divenire del Tutto in RIFLENTE.
Sul Pianeta TERRA, l'evolversi origina Uomini mortali in perpetua Progenie.

Prima una stirpe aurea lungi e al riparo da pene, minuzie e vecchiaia d'esser sempre ugualmente forti di gambe e di braccia, e nei conviti piacevolmente gioire nell'essere lontani da malanni...

Lo sbarbarire o progredire affina la Mente (RIFLENTE), allontana la miseria perché l'Uomo è Principe di Madre TERRA.
E dal grembo di Madre, dalla fertile Terra si coglieva abbondante nettare non solo di Bacco, d'essere contenti e sereni da spartire i ricchi armenti, cari ai dei beati.

Zeus grande lì volle benigni custodi degli uomini mortali, della giustizia, e vestiti di nebbia son sparsi in ogni angolo della terra per la cura delle azioni malvagie e della ricchezza...
Poi per il troppo volere la Madre si vergognò, divennero demoni e la terra coprì questa stirpe.

L'argentea seconda stirpe abitatrice delle olimpie dimore né per l'aspetto né per la mente fu peggiore della prima, e il figlio non prese dalla madre la saggezza, soffrendo dolori per la stoltezza causa la tracotante violenza... Zeus Cronide li fece morire perché non resero onori agli dei beati padroni dell'Olimpo...

E quando anche questa stirpe la terra ebbe coperto, Zeus padre donò una terza stirpe di gente mortale, periodo bronzeo, di Ares il dio intrepido dalle braccia invincibili e membra possenti...

Dopo anche questa stirpe la terra accolse, e di nuovo una quarta, sopra la terra feconda, fece Zeus Cronide, migliore più giusta di eroi, stirpe divina, che sono detti semidei, anteriore alla nostra terra infinita.

Iniziarono le guerre malvagie: di Tebe nella terra di Cadmo per le greggi di Edipo. La guerra di Troia, a causa di Elena dalle belle chiome...
Il padre Zeus Cronide della terra li pose ai confini, nelle isole dei beati presso Oceano dai gorghi profondi, ed hanno Crono per re e pose la stirpe del ferro, uomini mortali...

Ma Zeus distruggerà anche questa stirpe mortale che nascendo avranno già bianche le tempie; allora né il padre sarà simile ai figli né i figli al padre; né l'ospite all'ospite, né l'amico all'amico e nemmeno il fratello caro sarà come prima; ma ingiuria faranno ai genitori appena invecchiati; a loro diranno improperi rivolgendo parole malvagie senza temere gli dei...
Il diritto starà nella forza e l'uno all'altro saccheggerà la città. Né il giuramento sarà rispettato, la giustizia sarà nella potenza e la coscienza non ci sarà; il cattivo porterà offese all'uomo buono dicendo parole d'inganno e spergiurerà, felice del male, senza ritegno dal volto impudente... Lasciando una scia di Vergogna e Sdegno, oltre ai dolori che fanno piangere gli umani e nessuna difesa ci sarà contro il male...
ESIODO ha predetto la dura realtà odierna...
Il primo scrittore, il PRIMO GRANDE FILOSOFO UMANO, e INIZIO della RIFLENTE=Riflessione-Mente.
LORENZO PONTIGGIA il Poeta Marylory
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Spedito - 28/08/2015 :  13:46:32  Rispondi allegando il testo
ESIODO: L'usignolo e lo sparviero – I GIORNI E LE OPERE-

Ora una favola ai re narrerò:

Lo sparviero fra le nubi, portava fra le grinfie l'usignolo dal collo screziato...
Pietosamente trafitto piangeva; ma l'altro, violento, gli fece un discorso:

< Sciagurato, perché ti lamenti?
Ora sei preda di chi è molto più forte:
andrai là dove io ti porterò, pur essendo tu bravo cantore,
farò pasto di te, se voglio, oppure ti lascerò:
stolto è chi vuole opporsi ai più forti...>

Una Voce:“ Ognuno serve all'altro: Maramaldo resti senza vittoria, perché alla vergogna aggiungi dolori?".

La RIFLENTE: l'Amore è bello essendo FRATERNO...

L'Uccello canterino volava con le ali distese parlando d'amore..."

LORENZO PONTIGGIA IL POETA MARYLORY
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Spedito - 29/08/2015 :  10:31:07  Rispondi allegando il testo
ECO affermerebbe che “ I SOCIAL NETWORK sono lo sfogatoio degli imbecilli?
( Letto su OGGI n.26 del 24 Giugno 2015 ).

Dico di NO!
Lo scrivere è dare il senso migliore al proprio esistere...

È Vivere!
Partecipare senza togliere il pane a chi lo fa di mestiere...

È Confronto!
Confrontarsi a 360°aprendo dibattiti...

È Scuola!
Per chi vuole apprendere, verificarsi usando la Riflessione-Mente: la RIFLENTE!

È Dibattito!
In cui Tutti possono intervenire e migliorarsi: 'Che non è mai troppo tardi'...

Mi permetto d'invitarlo ad un contraddittorio...
Lorenzo Pontiggia il Poeta MaryLory
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Spedito - 30/08/2015 :  09:37:19  Rispondi allegando il testo
ESIODO: Giustizia e violenza - I GIORNI E LE OPERE -

O Perse, ascolta la Giustizia e non favorire la Violenza;
La gente povera già la subisce e deve far silenzio,
Se no è bastonata, linciata e venduta...
Perfino i dei si vergognano della violenza di chi comanda...

In nome di quale democrazia il potente di turno gioca e non paga dazio...
Non è giusto che la giustizia sia ingiusta, e chi per sventura in nome
Del futuro incappa nei trabocchetti di leggi ambigue, nefaste
Create dal Padrone del Vapore per meglio sfruttare i moderni schiavi...

La strada della Giustizia è lastricata da trappole
Per far cadere il giusto salvando l'ingiusto...
O Perse, riponi le tue velleità che non ti fanno dormire,
Dimentica la violenza ascolta la giustizia della RIFLENTE...

Crono parla ai pesci alle fiere e agli uccelli alati
Di mangiarsi fra loro, perché fra loro giustizia non c'è.
Agli uomini quella di giudicare onestamente, e far capire
A chi sbaglia di non perseverare nel male, ma Vivere nel Sole...

Le giuste sentenze insegnano Pace e voglia di rinnovarsi...
Ai spergiuri di Giustizia, i figli pagheranno il fio della colpa
Vivendo senza Sole, senza Pace e senza Amore...
Il Popolo che segue la retta via Ama i giovani,

Solo il Nuovo Futuro senza guerre, miseria,
Fa sbocciare la pianta del PANE per allontanar la fame...
Le donne avranno figli onesti, ameranno i padri,
La fertile terra sazierà l'Umanità se ci sarà ARMONIA...

Lo sguardo di Zeus vede e nota la giustizia canterina
Che la città racchiude in sé; l'ingiusto riceve miglior giustizia:
Il puro è pantalone... e l'impuro neanche il dazio paga:
< CHI È SENZA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA >.

Paradossalmente l'uomo giusto è un rompi...
L'uomo ingiusto riceve miglior giustizia...
I tempi son oscuri: < Nessuno è Perfetto, Perseverare è Diabolico>.
< La VERITÀ È VIVERE CREDENDO NELL'ONESTÀ >.

Lorenzo Pontiggia il Poeta MARYLORY
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Spedito - 31/08/2015 :  17:42:38  Rispondi allegando il testo
ESIODO: Necessità del lavoro – I GIORNI E LE OPERE -

Apprendere, Riconoscere, Illuminare
Sintesi della RIFLENTE = Riflessione-Mente:
Progresso = Saggezza = Amore Sociale...

Usando la RIFLENTE: < CONOSCI TE STESSO > Frase di tremila anni fa sul Tempio di DELO (Carneade). Base per conoscersi e realizzarsi: Amando il Prossimo!

Il Vero Uomo è colui che al bisogno dà il meglio senza chiedere...
Chi non comprende il suo agire ha la fortuna che non è mai solo...
La pigrizia svuota il granaio, la fame impera, la miseria balla...

Nell'Uomo c'è la RIFLENTE che dà un senso al Vivere
Nel combattere l'ozio che abbruttisce e ci rende infelici...
La partecipazione al lavoro ci rende maggiorenni e Nobilita...

La ricchezza del Pensiero è benessere dataci dalla RIFLENTE:
“Ognuno di Noi serve all'altro da realizzarci, grazie
al lavoro di Uomini liberi che cantano sul lavoro...”

L'ARMONIA è la Base Sociale del Vivere Umano:
< AIUTA TE STESSO CHE IL CIEL T'AIUTA... >
Filosofia di vita pratica del Lavoro Sociale!

La molla dell'evolversi è vergognarsi della miseria!
L'invidioso è un povero schiavo di se stesso...
La molla dell'essere è Audacia all'onesta Fortuna...

Se si può aiutare e non si aiuta non si è uomini...
Chi manca di Parola è un violento, deve Vergognarsi...
Il guadagno con l'inganno schiavizza la mente...

Il Violento è un miserabile che ha sempre paura...
Alla miseria creata c'è Vergogna, alla fortuna l'Audacia...
L'0lio coltivato in tavola è amicizia Vita e Futuro: AMORE!

LORENZO PONTIGGIA IL POETA MARYLORY
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lore
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Spedito - 31/08/2015 :  21:17:04  Rispondi allegando il testo

Al problema Isis poeta. Hanno distrutto l'ennesimo monumento in nome del loro dio. Bisogna essere tolleranti o nella vita c'è un tempo per combattere??
Nicola Mariani

Rispondo:
IL PROBLEMA ISIS È INTERNAZIONALE e alla base ci sono le RELIGIONI, le quali a parole parlano d'amore per fregare il Prossimo.
Chi scrive negli anni 54/55 avevo la VERA VOCAZIONE DI FARMI PRETE... Son stato ammalato, e mi hanno dato per spacciato... La conferma me la diede il signor ZERMANI LODOVICO (VICO) il bidello della Scuola elementare di via MAINONI, vedendomi dopo Santo Stefano 1954, disse: < Ma sei Vivo... ho sentito un agonia ho detto un Ave Maria per te...>.
Quando Don Giuseppe Ottolo, Cappellano dell'Ospedale FateBeneFratelli, Giugno del 55, mi porta con sé per iscrivermi al Seminario di San Pietro Seveso, e sfruttando l'occasione per farmi girare il Seminario che sarebbe stata la mia nuova casa a Settembre. Non mi presero perché non credevano che ero stato miracolato... Lo stesso caso raccontato nel giro di 48 ore dall'elezione di Papa Francesco... Morale i medici son proprio mortali, mortali e ce ne sono tanti ignorantissimi... “Umano sbagliare... Persev... Diab...” Così per fortuna non mi presero...

Riprendo la domanda:

Nella Civiltà 'incivile' il Potere sfrutta quotidianamente l'animale uomo, le religioni sono un mestiere lucroso come altri, vendono promesse, parole al vento... In Italia l'Imperatore Costantino ha svenduto ROMA per aver vinto contro l'altro gallo nel pollaio, Massenzio.
Costantino su consiglio di sua madre Elena (la quale frequentava i cristiani, perché predicavano “il ritorno in terra o resurrezione”, e si guadagnava il “paradiso”. Chi moriva in nome di Cristo... ritornava in "vita giovane"...
. Perfino Dante si mette le mani nei capelli nel fare questa Riflessione: < Ma Costantino, vince sì con l'aiuto dei cristiani... Ma loro predicavano non per i “possedimenti terreni” ma quelli spirituali...>.

Così la tolleranza religiosa fa acqua da tutte le parti e chi paga sono i poveri innocenti che combattono da ignoranti, altri da furbi in nome di chi paga o promette di più!

TALETE: NULLA SI DISPERDE... TUTTO SI TRASFORMA... TUTTO SI RICREA...VII-VI a.C.
Sintesi ripresa da ARISTOTELE... = BIOLOGIA = ENERGIA...

QUINDI: dio non c'è, la morte non esiste e neppure l'anima... e TUTTO È UN

GIOCO DI POTERE. Paga Soprattutto “Pantalone”...

Ciao Nicola e chi mi legge... lorenzo
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lore
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Spedito - 01/09/2015 :  19:03:40  Rispondi allegando il testo
ESIODO: Consigli a chi legge - I GIORNI E LE OPERE -

ONORA LA TUA FAMIGLIA...

Ringraziali del dono della NASCITA o PROGENIE...
Alla Mensa non lesinargli il cibo, sii riconoscente
dell'Amicizia e della divisione del PANE di FESTA,
LUCE in RIFLENTE DONO PERPETUO di VITA...

I vicini rispettosi, son dei veri amici...
I vicini invidiosi son inguaribili oltre che cretini,
Devi star attento che creano “casini”, anche spiacevoli,
Allontanali usando la loro tecnica di sentirsi scoperti...

Un onesto vicino è un piccolo tesoro che val la pena mantenere...
Se il vicino ti fa un favore, alla prima occasione va restituito
Se puoi con quel quid in più: è il bello del Dono: < L' AMICIZIA...>
Chi cerca cattivi guadagni ci lascia lo zampino...

Ama chi crede in te, non ti crede: torni al suo paese...
Afferma che ti vuol bene, lo dimostri...
Le parole volano, l'Amore può Essere ETERNO...
Dà a chi ti dà, a chi non ti dà è inutile dare...

Il rubare è un male e porta la morte...
L'uomo che dà di buon grado al bisognoso
Sa che il suo numero è sempre vincente
Nell'essere felice della buona azione...


Il poco, aggiungi un altro poco, presto diventerà molto.
Aver bisogno e non Avere, la prima cosa è non lasciarsi andare,
Ma Credere in Noi, e nel darsi da fare il Miracolo appare...
Nello scambio momentaneo del Dare e Avere: Etereo piacere...

Lorenzo Pontiggia il Poeta marylory
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lore
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Spedito - 02/09/2015 :  09:15:04  Rispondi allegando il testo
Marco Travaglio, Peter Gomez, Antonio Padellaro vi aspettano alla festa del Fatto, al Parco la Versiliana (Marina di Pietrasanta) il 4, 5 e 6 settembre


RIcordo:
Il 15 agosto del 92 dal giornale toscano presenti 4.000 persone...
" Caffè all'aperto" incontro diretto da Romano Battaglia con ospite Vittorio Sgarbi.
Presi parola
Onorevole Sgarbi: Lei alla trasmissione della RAI TV "Macchina della Verità" alla richiesta del conduttore Santalmassi: " Mi dica Sgarbi da dove proviene la sua cultura?" Rispondeva in modo pulito senza lasciar ombra di dubbio: " Devo molto a mio zio, anzi sono un plagio di mio zio".
Lei Onorevole aggiungeva poi lasciandomi attonito: " Socrate plagiava chi s'avvicinava a Lui facendosi porre domande a cui Lui aveva già risposto".
Incalzai: "Sgarbi, il suo esempio che taglia e medica a livello di pseudo cultura pur di cavalcare la tigre è ben visibile a tutti.
Il guaio è che pochi san discernere il bene dal male per cui il male trionfa. Onorevole, dal giornale la "Nazione" leggo anche un suo articolo che dice: " Non cadiamo nella rete" in cui lei si permette di parlar male di un Movimento e ciò è pernicioso ed è maledettamente un modo ignobile di far politica (come purtroppo avviene ancor oggi) e far vincere le tangenti o la mafia e soprattutto che le cose vadano male per tutti gli italiani, salvo per chi sa cavalcare la tigre"
Risponde Sgarbi: " Mi rincresce che io abbia deluso lei" e poi aggiunge: " Lei comunque ha fatto una sintesi perfetta" il che provoca un forte applauso del pubblico...
In me concludevo che Vittorio è più sulle autoaffermazioni che sulla critica...
Finisce dicendomi: "Quando sarò lì al trapasso, lei sarà al mio capezzale"
al che gli faccio notare che ho qualche anno più di lui, allora tranquillamente risponde: " Sarò io al suo capezzale".

Morale: Sgarbi risulta una persona intelligente ed immediata, però non manifesta saggezza e creatività, inoltre il plagio socratico non è il metodo socratico ma è l'accusa fatta a Socrate dai sofisti, suoi nemici... Lorenzo Pontiggia il Poeta marylory
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lore
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Spedito - 03/09/2015 :  08:54:52  Rispondi allegando il testo
ESIODO: L'autunno – DAI GIORNI E LE OPERE -

Quando s'acquieta la forza del sole che brucia e della vampa
Che spreme il sudore, e manda le piogge autunnali,
E il taglio della legna tagliata dal ferro meglio resiste ai tarli,

Le sue fronde a terra riversa e cessano dal crescere i rami;
Uomo, col tuo ingegno dai grossi tronchi domani ricaverai
non solo attrezzi di lavoro per il campo, anche mobili per la dimora...

Prepara la terra per il riposo invernale
Per aver un buon raccolto bisogna lavorare
Con Amore la Terra Madre di tutte le creature...

Sta' attento quando della gru la voce tu senti
Dall'alto, di fra le nubi, che il grido annuale ripete;
Ti porta il segno d'arare e t'indica piovosa la stagione d'inverno...

Ma se attenderai il volger del sole per arare la terra divina,
Ti salva il il cuculo che canta fra le fronde della quercia
E rallegra i mortali sulla terra infinita, allora se per tre giorni

Zeus piove, né smette, potrai raggiungere e superare il previdente...
Nel cuore tutto ciò custodisci, né ti sfugga
La primavera luminosa che viene, né il tempo di pioggia...

Lorenzo Pontiggia il Poeta
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lore
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Spedito - 03/09/2015 :  09:15:54  Rispondi allegando il testo
DAL CORSERA
di Paolo Di Stefano
 
Tutto ciò che riguarda il leggere e lo scrivere: libri di cui si parla e libri di cui non si parla ma si dovrebbe parlare, temi, spunti, autori, tendenze, casi, provocazioni, su cui vale la pena di discutere.
Vai alla rubrica Leggere e scrivere


Lorenzo Pontiggia giovedì, 03 settembre 2015


ECO affermerebbe che " I SOCIAL NETWORK sono lo sfogatoio degli imbecilli?
( Letto su OGGI n.26 del 24 Giugno 2015 ).

Dico di NO!
Lo scrivere è dare il senso migliore al proprio esistere...

È Vivere!
Partecipare senza togliere il pane a chi lo fa di mestiere...

È Confronto!
Confrontarsi a 360°aprendo dibattiti...

È Scuola!
Per chi vuole apprendere, verificarsi usando la Riflessione-Mente: la RIFLENTE!

È Dibattito!
In cui Tutti possono intervenire e migliorarsi: 'Che non è mai troppo tardi'...

Mi permetto d'invitarlo ad un contraddittorio...
Lorenzo Pontiggia il Poeta MaryLory

Letto è sbocciato un grido: BRAVO! E un Applauso... Grazie PAOLO DI STEFANO!

Lorenzo Pontiggia
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lore
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Spedito - 03/09/2015 :  17:46:42  Rispondi allegando il testo
ESIODO: L'inverno -I GIORNI E LE OPERE-

L'uomo solerte nel tepore della casa, fa la manutenzione
allontanando il gelo e la miseria nel dare un senso al Vivere...

Il pigro, nel riposo rampogna su vane speranze, lamentandosi
del poco cibo che possiede nell'essere stato tanto cicala...

L'esperienza avverte gli uomini di raccogliere in tempo i frutti
Autunnali e sistemare le capanne che il “Generale” non ha pietà

Scende dalle gole dei monti infuriato Eolo, e nel gelo la terra,
fa tremar le querce dalle alte chiome e danzar i frondosi abeti...

Le fiere tremano con la coda moscia, e la pelle del bue non si scalda,
solo la pecora dalla spessa lana non soffre...

La forza del vento Borea spiffera nella casa dove soffre il vecchio,
E la madre bagna le tenere membra della fanciulla di grasso e olio...

Allora, cornuti o no, gli abitanti fuggono per le valli boscose
Per trovar riparo dalla bianca neve in una grotta di Madre Natura...

Dopo una notte stellata il freddo punge la Borea imperversa,
Si spande una nebbia feconda sui lavori dei mortali beati...

Amico ti consiglio: avvolgi il corpo con un morbido mantello
E una lunga camicia su trama larga con molto filo tessuta...

Attorno ai piedi scarpe di cuoio di bue ammazzato e feltro
Sopra la testa un cappello perché non si bagnino le orecchie.

Dal 15/12 al 15/01 sono i trenta giorni peggiori, compiuto il lavoro
Tornartene a casa, che la scura nube non ti ravvolga e ti inzuppi i vestiti.

Ai buoi il cibo metà basta, ma agli uomini di più, son lunghe infatti le notti...
Poi i giorni e le notti ritornano uguali e dal Ventre di Madre si perpetua la VITA!

Lorenzo Pontiggia il Poeta marylory
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lore
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Spedito - 03/09/2015 :  20:38:15  Rispondi allegando il testo
ESIODO: La primavera - I GIORNI E LE OPERE -

Quando, il sole gira i sessanta giorni invernali
Allora l'astro lascia la sacra corrente di Oceano,
E tutto splendente s'innalza al sorgere della sera...

Di seguito la rondine col pianto suo mattutino, si lancia
Verso la primavera sorgente di luce verso gli uomini...
La cosa migliore da fare è potare le viti per aver buon vino...

Quando colei che si porta addosso la casa dalla terra sale sui tronchi...
Allora non è più tempo di zappare, affila le falci, datti da fare...
Fuggi ombrosi riposi e i sonni dell'alba per mietere anche se brilla il sole!


Allo spuntar del mattino ai buoi si pone il giogo, ci si mette in cammino,
e di buona lena s'inizia a lavorare e prima della sosta la terza parte è fatta...
Porta a casa il raccolto, che sia abbondante affinché il vitto sia sufficiente...

Lorenzo Pontiggia il Poeta marylory
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