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lore
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Spedito - 24/07/2014 :  10:30:14  Rispondi allegando il testo
III p.) DELLA REPUBBLICA – M. TULLIO CICERONE – Uberto Pedroli (G.Giannelli) – SANSONI

Giovenale (VIII, 244): Roma patrem patriae Ciceronem libera dixit.
Crisippo e l'antica Stoa... Noi dobbiamo anteporre l'interesse generale al nostro particolare. Ma la Patria non dà la vita e soprattutto quasi niente per l'educazione e l'alimentazione, prima pensa a se stessa e il superfluo lo dona ai cittadini (è cambiato qualcosa ?).
Cicerone apparteneva ad antichissima famiglia dell'ordine dei cavalieri, pure essendo un “homo novus” potè giungere alla più alta carica dello Stato.

Il saggio non deve nemmeno attendere che le circostanze lo costringono ad immischiarsi negli affari Pubblici, non deve temere se si troverà a contatto con gente spregevole (da rompiballe, conosciuto, non solo in ERBA, per merito della Riflente che c'è in Noi, mi spinse a soli 23 anni (1964) a creare il DIE ( Dem. Ind. Erbesi) che in latino vuol dire il cambiamento, e in soli 15/20 giorni presentai regolarmente la lista N.1. Feci Comizi, fui eletto. Il mio esempio fu accolto non solo dai Paesi vicini, e incominciarono a fiorire liste civiche...).

L'arte di costituire e conservare gli Stati non si possiede per natura; occorrono per essa, come per qualunque altra occupazione, studi nè lievi nè facili.
La sapienza filosofica non deve allontanare l'uomo dagli affari pubblici: i Sette Saggi che, quasi tutti, governarono i loro Stati.

Socrate stesso consigliava che tutti potessero amministrare lo Stato, bastava saper fare la firma e usare la RIFLENTE! ( come avviene ancor oggi).

Lorenzo Pontiggia il Poeta marylory
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lore
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Spedito - 25/07/2014 :  19:11:23  Rispondi allegando il testo
Nibali, è un corridore intelligente, usa la RIFLENTE ed è Vincente nel saper capire la corsa e sfruttare al meglio la propria condizione che ha, è essere grandi...
Non solo gli Italiani son fieri d'aver trovato un Campionissimo che sa interpretare la corsa e la vince...
Se domani ci fosse il campionato del Mondo, Nibale, capitano e la squadra ai suoi ordini, lo vincerebbe...
Lorenzo Pontiggia, il Poeta marylory
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lore
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Spedito - 27/07/2014 :  19:41:46  Rispondi allegando il testo
RAI 3 - La GRANDE STORIA - PAOLO MIELI - MIKE BONGIORNO

MIKE BONGIORNO

La sua Storia inizia con la II Guerra,
in Piemonte è staffetta dei partigiani...
Una sera il gruppo è circondato e
per la fretta butta il carteggio col pass...

Le SS lo raccolgono e c'è il salvacondotto:
son messi al muro, una SS chiede:
< Sei americano? > < Sì > lo fa uscire...
Conosce la prigione e campi concentramento.

Tra gli U.S.A e i tedeschi si scambiò un gruppo...
In America la sua storia interessò non solo la Radio.
La sua spontaneità era nell'essere se stesso,
semplice in TV e nei fotoromanzi...

La RAI, stava aprendosi al Video lo chiamò,
chiese consigli come attirare l'attenzione del pubblico.
Mike, consigliò il gioco come: LASCIA o RADDOPPIA,
per l'eloquenza e le gaff conquistò il pubblico...

Lorenzo Pontiggia il Poeta
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lore
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Spedito - 28/07/2014 :  11:56:47  Rispondi allegando il testo

RAI 3: LA GRANDE STORIA – PAOLO MIELI
ENRICO MATTEI – Il Miracolo Italiano -

Contribuì al "Miracolo Economico"
del Belpaese, tra sogno e benessere...
La LIRA nell'ITALIA del 62 arrivò al Top.


Alle “Sette Sorelle” dava fastidio...
Il 27/10/1962, una STELLA cade in “Piedi”...
Cominciò la crisi...

Grazie Mattei...
Lorenzo Pontiggia il Poeta
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lore
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Spedito - 29/07/2014 :  12:18:37  Rispondi allegando il testo
TAVECCHIO è di PONTELABRO, nasce bancario entra nel politichese da non comprendere lo Sport...

Accadde un episodio 65/66, Campionato Provinciale Juniores COMO, si disputava un derby tra due Presidenti di Erba, ma che pagavano di tasca propria, la squadra Aldap di Vanossi Albino giocava sul campo di Pontelambro, e la MaryLory, nome d'arte e di Lavoro sul campo di calcio di Eupilio, cercando di emulare Don Bosco... Ritirai la squadra durante lo svolgimento della partita, causa l'incapacità dell'arbitro...

Mio figlio DORENO (1965), frequentò il Collegio di Celana (BG) per 4 anni.
Il Proff. addetto allo sport, mi confermò che DORENO era versatile allo Sport: Pallacanestro, Calcio ed altri... (io stesso una sera lo accompagnai in Palestra ad ERBA e lui mi dimostrò al primo salto di saltare 175 sopra l'asticella alla Fosbury), quando il campione Italiano giovani aveva il record 1,81.

Ripeto a Zingonia con MARY, mia moglie, dovetti lasciare DORENO ad ERBA dalla mia Mamma PIERA. Fu visto giocare al calcio... L'ERBESE CALCIO lo tesserò. Essendo stato un “Paladino dell'ERBESE” ed ero Consigliere Comunale di ERBA, DIE, non potevo che essere contento... Era una promessa, ebbe un provino al Milan. Cambiarono l'allenatore alla giovanile (non era di ERBA)...

Mio figlio lo vidi diverse volte, e senza esaltarmi la stoffa c'era... Ma il cambio dell'allenatore in un momento critico dell'età giovanili fa perdere riferimenti ai giovani... Andai a trovare il Presidente dell'Erbese Farina Vincenzo (era mio amico). Dissi che ero disposto a TUTTO per svincolare il tesserino... Non ci fu verso...

Anni dopo a COMO mi si avvicina una persona e chiede di DORENO. Risposi: commercia nel MODERNARIATO, con distinguo come giocava al Pallone... Era il suo allenatore da ragazzo... Abbracciandolo gli dissi GRAZIE...

TAVECCHIO è di PONTELABRO nasce bancario entra nel politichese da non comprendere lo Sport...

Lorenzo Pontiggia il Poeta MaryLory
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lore
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Spedito - 29/07/2014 :  20:12:41  Rispondi allegando il testo

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FURORE - JON STEINBECK - BOMPIANI

Nelle regione rossa e grigia dell'Oklahoma le ultime piogge erano state benigne sulla terra solcata di cicatrici.... Verso la metà di giugno le nuvole cariche di pioggia (come oggi mentre scrivo) iniziarono la marcia d'invasione nel Texas. Una notte il vento impazzò, zappò furiosamente la terra attorno alle radici del granturco, e nella lotta le radici risultarono denudate delle zolle di terra, e le piante inclinate nella direzione del vento. La notte fu nera come l'inchiostro. La piccola comunità era salva ma povera in canna...

Joad era stato in penitenziario e stava tornando a casa... Il sole gli sferzava la nuca e gli faceva ronzare le orecchie. Pensò di trovare un albero frondoso, lo vide, s'avvicinò, notò che era già occupato. L'individuo lo guardò a lungo. Joad disse: <dio, che caldo sulla strada! > L'altro con piglio interrogativo disse: < Non siete il figlio del Vecchio Tom? > < Sì. Vado a casa. > Non vi ricordate di me. Eravate sempre dietro alle ragazze, quando io cercavo d'insegnarti la dottrina... Joad, si mise a ridere. < Ah! Siete il predicatore, ora vi riconosco, siete il predicatore >. < Ero > corresse l'altro: < Ero il reverendo Casy, il cespuglio ardente, che glorificava il nome di Gesù... Adesso sono Jim Casy e basta. Ho perso la vocazione. Non ho che un mucchio di idee peccaminose. Però sembrano giuste, a modo loro. > Un cane da pastore arrivava trotterellando, Jovad lo chiamo con un fischio, il cane si volse e accelerò l'andatura. < Quello sa dove vuol andare, > spiegò Joad, un poco sconcertato. < Questo è. Il problema è di sapere dove si vuol andare. Io non l'ho mai saputo, nemmeno, prima, quando predicavo. Sai cosa facevo? Cantavo le glorie del Signore, stordivo i fedeli a furia di paroloni, e per farli rinvenire li battezzavo, e poi cosa facevo? Mi portavo una ragazza nell'erba e la coricavo. Ma tutte le volte. Dopo, avevo rimorso, e pregavo e pregavo ma non serviva a niente. Alla prima occasione ricominciavo. Capii che ero un impostore. Ma non lo facevo apposta >. Joad sorrise e si passò la lingua sulle labbra. < So cos'è. Lo fatto anch'io. Specialmente dopo il culto. Si direbbe che dopo la meditazione le ragazze sono meglio disposte a farsi coricare>.

I latifondisti arrivavano in berlina, e saggiano con le dita la terra povera...

Povera terra che se più annate non dava un buon raccolto; i coltivatori per pagare le semine agli "strozzini", si vedevano portar via la Terra Madre solo per i debiti.. . Un libro che fa riflettere non solo sull'ingordigia, sulla tirannide del Potere che non usando la Riflente è anch'essa infelice, ma chi paga il duro pane della Terra son sempre gli innocenti...
Lorenzo Pontiggia il Poeta marylory
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lore
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Spedito - 31/07/2014 :  08:43:34  Rispondi allegando il testo
L'UOMO CHE VIVE//
CAMMINA A TESTA ALTA, / SORRIDE ALLA VITA,/ CREDE IN SE STESSO, / ACCETTA E DA' CONSIGLI IN RIFLENTE, / LA SUA STRADA È SCOSCESA, / VINCE NEL PRINCIPIO DELL' UNIVERSALE ARCOBALENO. /


IL POETA MARYLORY

Modificato da - lore on 31/07/2014 08:46:43
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lore
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Spedito - 31/07/2014 :  16:35:01  Rispondi allegando il testo

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IV) DELLA REPUBBLICA – M. TULLIO CICERONE- Uberto Pedroli (G.Giannelli) SANSONI

Coloro che sconsigliano il Saggio dall'occuparsi dell'amministrazione dello Stato, sono al servizio del Potere, anche se paradossalmente in buona fede! Cicerone in questa Riflessione (Riflente) si rivolge agli Epicurei, fra cui l'amico Attico, che non si dedicò mai agli affari pubblici, quanto Platone, Aristotele, Senocrate, Crisippo etc. E i sette Saggi: Talete di Mileto, Solone di Atene, Biante di Priene, Pittaco di Mitilene, Cleobulo di Lindo, Misone di Chene, Periando di Corinto... Uomini di grande intelligenza e tutti politicamente importanti.
A costoro vennero attribuiti motti come: < Conosci te stesso >, < Nulla di troppo > ed altri che stavano scritti sulle pareti del tempio di Delfi (dedicato ad APOLLO, nell'Isola di DELO), e rappresentavano i principi della Morale popolare greca, nella prima metà del VI secolo in cui vissero...

Cicerone scrive: La REPUBBLICA avendo pratica di Governo ," da docente giustamente vuol essere riconosciuto" (< OGNI GRANDE SE NON CREDE IN SE STESSO, NON CONOSCE SE STESSO E NON SI REALIZZA ! >).
Nel libro Cicerone fa un escurxio storico degli uomini più illustri del loro tempo:
Inizia dai Romani, parla del fratello Quinto, che l'accompagnò fino ad Atene, P. Rutilio Rufo che scrisse: < Gli interessi generali degli Stati >. Scipione Africano e “parentado”...
Le Ferie Latinae, erano feste in onore di Lupiter Latiaris, e dopo la distruzione di Alba Longa. Per Roma, erano feriae conceptivae, cioè non si celebravano ad una data costante, ma ogni anno... Alla festa del monte ALBANO, convenivano i rappresentati di tutte le comunità latine. Contemporaneamente in Roma, anch'essa celebrava la festa. La durata era di tre giorni. Ai tre commissari C. Gracco, Fulvio Flacco e Papirio Carbone.
Dopo la morte di Tiberio, ripresero l'esecuzione della legge Sempronia, che dava ingiuste sentenze, da creare malcontento... Scipione si mostrò contrario. Intraprese un'aspra lotta, e fu ucciso.
Panezio da Rodi, visse a lungo a Roma, ospite di Scipione l'Emiliano, filosofo, alla scuola degli stoici, da lasciare un segno nell'arte e dello stoicismo, che cessa d'essere speculativo, occupandosi dell'organizzazione dei popoli e delle città. Diparti il 110 a.C. Gli interlocutori del De Re Pubblica furono quasi tutti scolari o amici.
Lorenzo Pontiggia il Poeta MARY LORY
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lore
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Spedito - 31/07/2014 :  19:57:19  Rispondi allegando il testo

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"Presidente Piero Grasso,
in questi giorni sto seguendo le sedute del Senato della Repubblica italiana, da Lei presieduto, durante la discussione delle cosiddette “riforme costituzionali”. Prima ancora del pericolo di un Senato non elettivo o di un Senato soppresso, ieri sera ho assistito con la paura del cuore alla definitiva scomparsa degli organi di garanzia del Paese.
Non è un mistero l’opinione del MoVimento 5 Stelle sull’evanescente imparzialità e autorevolezza di Laura Boldrini e di Giorgio Napolitano. Ma in Lei riponevo ancora un briciolo di fiducia.
Sono discorsi complicati, lo so. Bisognerebbe spiegare in queste ore, ad un’Italia che –giustamente- vuole riposare dopo un anno di lavoro (o di sua ricerca infinita), qual è il valore aggiunto dell’imparzialità del Presidente del Senato nel dibattito tra maggioranza e opposizione. Bisognerebbe spiegare ad un’Italia di imprenditori tassati al 55% e con 10 milioni di poveri, che i Presidenti delle Camere e il Presidente della Repubblica sono figure fondamentali per la sopravvivenza della nostra democrazia, che devono garantire prima di tutto la parte politica più debole, quella che rappresenta milioni di persone ma non ha vinto le elezioni e non è quindi maggioranza. So che è difficile spiegare l’importanza della democrazia ad un’Italia che se l’è vista calpestata in ogni modo da fenomeni di corruzione, inganno, “scilipotismo” e così via. So che è difficile, dopo lo spettacolo indegno di questa classe politica, ma io ci provo lo stesso. Perché in questi giorni Lei, Presidente Grasso, mi sta facendo capire quanto il nostro ordine costituzionale possa essere in serio pericolo.
Ricordo a me stesso che i Presidenti delle Camere gestiscono una sorta di “riserva” dove non vale il principio di “chi ha la maggioranza decide”, ma nel quale alcune cose non possono essere messe in votazione perché non ammissibili. Sottrarre il più possibile le decisioni procedurali all’arbitrio della maggioranza, a mio parere, è un cardine dell’agibilità democratica e rappresenta il senso del Suo ruolo. La Sua figura, Presidente, esiste proprio per questa ragione. Altrimenti potremmo inserire il pilota automatico alle Camere, metteremmo su quello scranno un burocrate che faccia votare su ogni questione, procedurale o meno. Senza argini di garanzia, senza riserva.
Ma a quel punto però l’opposizione è meglio non eleggerla. Spenderemmo meno soldi dei cittadini in stipendi e uffici.
È come se in Italia domani mattina chiedessimo ai cittadini italiani se vogliono l’introduzione della pena di morte o la divisione dell’Italia in due Stati: Padania e Regno delle Due Sicilie. Ognuno ha le sue idee politiche su tali questioni, per carità. Ma, anche se fosse favorevole l’80% degli italiani, il dettato della Costituzione non renderebbe ammissibile un simile quesito e su questo il Presidente della Repubblica (anche se fosse Giorgio Napolitano) interverrebbe sicuramente con un secco “non si può fare”. Sono gli argini del nostro impianto democratico. Ci sono famiglie italiane in cui i padri lasciano partecipare i figli anche alle decisioni più importanti, in segno di fiducia. Ma se poi questi, a maggioranza, vogliono dar fuoco alla casa, il padre ha il ruolo di spiegargli cosa si può fare e cosa no. Ieri sera, in Aula su questo argomento Lei ha preso addirittura lezioni da Nitto Palma.
Presidente, in questi giorni in Senato l’ho vista abdicare totalmente al Suo ruolo istituzionale di padre del dibattito parlamentare, che esiste in qualsiasi ordinamento democratico. Ieri ho visto Piero Grasso trincerarsi dietro il voto dell’Aula per non assumersi alcuna responsabilità. Al grido “l’Aula è sovrana”, ha posto in votazione qualsiasi questione procedurale venisse avanzata dalla maggioranza: tutti chiari espedienti per evitare il voto segreto (che Lei stesso aveva deciso di garantire e la cui valutazione circa l’ammissibilità cadeva in capo solo e soltanto a Lei), o per eliminare la discussione su migliaia di emendamenti in 5 minuti.
Ciò che temo, inoltre, da Vicepresidente della Camera dei Deputati, sono i precedenti che in 24 ore Lei ha creato (con le Sue scelte sbagliate). Questi precedenti ho il timore che possano entrare per analogia nell’interpretazione del Regolamento della Camera. Quindi, anche se il Senato così come lo conosciamo dovesse cessare di esistere, alla Camera i danni da Lei provocati saranno utilizzati per strozzare definitivamente il dibattito parlamentare.
L’obiettivo di questa lettera non è fare a Lei una “lezioncina”: sono consapevole che non sortirebbe alcun effetto. Non credo neanche di avere i titoli per farne su questi argomenti. Ma se Le scrivo è perché ieri sera, oltre alle continue violazioni del Regolamento, ho visto i suoi occhi. Ogni volta che la inquadravano era evidente che Lei stesse facendo una cosa in cui non crede assolutamente.
Ricordo la Sua espressione la settimana scorsa, dopo aver preso la decisione di garantire il voto segreto sui diritti. Era l’espressione di un Presidente che credeva fortemente nella sua decisione di tutelare il Senato nella sua interezza.
Poi c’è stata la sua convocazione al Quirinale dal Presidente Giorgio Napolitano, un Presidente che ho più volte definito “non più arbitro, ma giocatore in campo con fascia da capitano”. Dopo quell’incontro, Lei si è presentato in Aula con un altro sguardo, ma soprattutto con un altro senso dello Stato. La mia modesta impressione è che su quella sedia non si senta più a suo agio. GuardandoLa rispondere alle rimostranze dei senatori che Le chiedevano lumi sulle Sue “non scelte”, lei era in difficoltà, quasi in imbarazzo. Posso capire cosa significa amministrare un’Assemblea in quelle condizioni (mi succede spesso alla Camera con il doppio dei parlamentari). Ma non riesco nemmeno ad immaginare cosa significhi amministrarla al servizio della maggioranza e non, invece, come garante super partes di tutte le forze politiche.
Presidente Grasso, credo che Lei sia ancora in tempo per ripensarci, nonostante le scomposte e improprie ingerenze di Palazzo Chigi e del Quirinale. Credo che Lei sia ancora in tempo per evitare questo scempio. Ci pensi. Se vuole aiutarsi, Le consiglio di guardare negli occhi quei senatori che sono leggermente sulla sua destra, quando presiede l’Aula. Si tratta di cittadini che hanno scelto di fare le notti in Senato per difendere il nostro ordine democratico, per modificare delle riforme in cui non crede neanche Lei (e lo sappiamo bene). Quelle cinquanta persone non rappresentano gruppi di potere, lobby o potentati economici ed esigono il rispetto e la garanzia di un procedimento realmente democratico nelle Aule del Senato. Sono persone che si dimezzano lo stipendio ed hanno scelto di non fare politica a vita: ognuno di loro ha un lavoro che li aspetta dopo il mandato di senatore e si sono impegnati a rispettare la regola dei due mandati che osserviamo come eletti del MoVimento 5 Stelle. Vogliono che la politica sia a servizio del popolo e che non miri ad asservire la volontà popolare al miope disegno di una parte del Paese che corre verso il disastro democratico. Guardi negli occhi quei cittadini liberi e incensurati. Provi a scrutare nei loro sguardi quanto credono in quello che dicono. E poi decida se vale la pena far rispettare i loro diritti.
Un saluto cordiale".
Luigi Di Maio
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lore
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Spedito - 02/08/2014 :  12:05:46  Rispondi allegando il testo

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ITALIA 1996, Così è andata a finire – G. MIGLIO – A. MONDADORI

- ( Quando il governo viola i diritti del popolo, l'insurrezione è per il popolo e per ciascuna parte di esso il più sacro dei diritti e il più irrinunciabile dei doveri>
Dichiarazione dei diritti dell'uomo. Parigi 1793 ) -

- In piedi davanti alla vetrata che si affaccia sulla vallata, leggevo pagine che erano veri e propri “reperti mancanti” di una vicenda, quella del cambiamento avvenuto in Italia, tra il 1993 e il 1966... I documenti che sfogliavo raccontavano le tappe di un mutamento radicale con l'asciuttezza e la precisione che conservano i reperti che la Storia, grande o piccola che sia, lascia sempre dietro di sé.

Il Bossi negli anni sessanta tenta l'avventura come cantante, poi si iscrive al Partito di Unità Proletaria per il Comunismo, poi nel Partito Comunista Italiano. Contemporaneamente s'iscrive alla Facoltà di Medicina dell’Università di Pavia, senza però completare gli studi, ma facendo credere agli amici e alla prima moglie di aver conseguito la laurea di Dottore. Incontra casualmente Bruno Salvadori del gruppo federalista dell’Union Valdotaine; Che gli spiegò il suo messaggio politico...
Capì subito che c'era pane facile e lo segui. Ma il mentore del suo futuro morì in un incidente d'auto.
Nel 1980, Bossi, fonda l’Unione Nord Occidentale Lombarda per l'Autonomia.. Nel 1987 riesce ad ottenere un seggio sia alla Camera (Giuseppe Leoni) che al Senato (Bossi). La Lega Lombarda si è successivamente alleata la Liga Veneta e dal connubio tra i due partiti è sorta, nel febbraio 1991, la Lega Nord, che si è affermata alle elezioni politiche del 1992, ottenendo l’8,6 % dei voti. Si può ritenere che la fase finale della Prima Repubblica sia cominciata con le elezioni politiche del 5-6 aprile 1992. Anche per i risultati dei partiti tradizionali che ottennero meno della metà dei suffragi...
Miglio: < fui eletto nella lista Lega Nord, la quale, si onorava della mia presenza, ma a Bossi il successo ando alla testa> ( pensava alle donne e ai soldi, depredando gli onesti italiani... ).
Il dissenso di Miglio, iniziò al congresso leghista di Assago 16 maggio 1994, non era d'accordo ad allearsi con Forza Italia, ed entrare nel primo governo Berlusconi. Inoltre Miglio non gradì che per il ruolo di ministro delle Riforme Istituzionali fosse stato scelto Speroni. Bossi reagì spiegando: «Capisco che Miglio sia irritato, la sua candidatura non la volevano sia Berlusconi e Fini ( Se no non potevano rodere tanto).

Deposizione volontaria di un portiere d'albergo alla magistratura. Credo che pochi documenti come questo possano dare l'idea della decadenza morale di un regime.
<... Che dovevo fa dottò, dicevano che spacciava e che di galera non lo toglieva più nessuno. Io c'avevo un bel rapporto col dottor De Michelis, e ho sempre votato socialista. Una mattina mi misi nelle sue mani. Dopo una settimana il Tonio mio figlio, era fuori. Gli avrei baciato i piedi a quel gran signore... come posso sdebitare?>, gli chiesi. < Verrà il momento >, mi disse. E il momento è venuto due giorni dopo. Uscendo alla mezza mi disse: < Stasera fammi trovare in camera una stangona bionda con due tette così...>. < Ma dottò...> <Vuoi che tuo figlio torni dritto filato in galera? >. e che dovevo fa? A Roma non è difficile e poi lui pagava senza problemi. Dal quel momento almeno un paia di volte alla settimana, quando era a Roma, la mattina mi lasciava l'elenco della spesa: una, due, tre, a volte anche cinque, quando c'erano degli amici; rosse, bionde, more, con tette così o con le tette cosà; col culo grosso o col culo piccolo... I miei colleghi mi invidiavano, ma per sfottermi mi chiamavano > Lulò la maitresse >. Quando poi è diventato Ministro degli Esteri per me è stato un disastro...

Così quando quel bel damerino di Vittorio Sgarbi mi chiese di stare al gioco e di mandare su da lui una puttana facendo finta di essermi sbagliato mentre lui era a letto con un'altra puttana per are un po' di cancan, gli chiesi qualche favore. Quell'uomo odioso era diventato il mio nuovo protettore: più che altro mi chiedeva di raccontare delle balle ai giornalisti per farlo passare come uno che le donne si strappavano i capelli per lui... -

Vergogna: miseria umana dei nostri politici nella loro arroganza e banalità mandano l'ITALIA ALLO SFACELO,
VERGOGNA!

Lorenzo Pontiggia il Poeta marylory
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lore
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Spedito - 03/08/2014 :  09:05:16  Rispondi allegando il testo
GIANFRANCO MIGLIO

COMO, Sala Commercio,
moderatore tra Firpo P.R.I.
e il novello Filosofo Cacciari.
Dissi: Firpo, parole vuote.
Cacciari nessuno l'ha capito,
però c'è un barlume di speranza...


Miglio al sindaco Spallino:
< Chi è...> <Il Poeta >.
Anni dopo V. S. Giuseppe - ERBA
Miglio (Lega) è ancora Vivo,
pubblicamente affermo il Voto.
In Erba la voce corre...


Villa OLMO: il Federalismo
Prendo parola...
Anni dopo, un giovane:
< Sa che Miglio parla bene di Lei >.
Reciproca stima
senza darci la mano.

Lorenzo Pontiggia
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lore
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Spedito - 03/08/2014 :  11:08:53  Rispondi allegando il testo
La Versiliana, Pietrasanta,15-8-1992,” Caffè all’aperto” incontro diretto da Romano Battaglia con ospite Vittorio Sgarbi.

Onorevole Sgarbi: Lei alla trasmissione della Rai TV “macchina della verità” alla richiesta del conduttore Santalmassi: < Mi dica sgarbi da dove proviene la sua cultura? >. Rispondeva senza lasciar ombra di dubbio: < Devo molto a mio zio, anzi sono un plagio di mio zio >.
E aggiungeva lasciandomi attonito: < Socrate plagiava chi s’avvicinava a Lui facendosi porre domande a cui Lui aveva già risposto>.
Allora lo incalzo. < Sgarbi, il suo esempio che taglia e medica a livello di pseudo-cultura pur di cavalcare la tigre è ben visibile a tutti. Il guaio è che pochi sanno discernere il bene dal male per cui il male trionfa. Onorevole, dal giornale la ”Nazione” leggo anche un suo articolo che dice: < Non cadiamo nella Rete > in cui Lei si permette di parlar male di un movimento e ciò è pernicioso ed è maledettamente un modo ignobile di far politica da far vincere le tangenti o la mafia, e soprattutto che le cose vadano male agli Italiani, salvo chi sa cavalcare la tigre >.

Sgarbi risponde: < Mi rincresce che io abbia deluso Lei >, aggiunge < Lei comunque ha fatto una sintassi perfetta > da provocare un forte applauso del pubblico.
Conclude: < Quando sarò lì al trapasso, lei sarà al mio capezzale >.
Rispondo che ho qualche anno più di Lei, e Lui di rimando: < Allora sarò io al suo capezzale >.

La “Nazione” di Firenze, riportava l’incontro di Sgarbi alla Versiliana, annotando la presenza di circa 4000 persone, ma non riferiva nulla del dialogo durato circa 20 minuti. Ma i Camaioresi e sono tanti che in quei anni ho conosciuto... si ricordano ancora di questo fatto...

Morale: Sgarbi risulta una persona intelligente ed immediata finché non trova persone che usano la RIFLENTE però non manifesta saggezza e creatività, inoltre il plagio socratico non è il metodo socratico ma è l’accusa fatta a Socrate dai suoi nemici>.
Questo scritto è tratto dal libro “Dal Ventre della Terra” 1994 .

Lorenzo Pontiggia il Poeta MARYLORY

Socrate: <Come un pastore si dimostra cattivo se il suo gregge diminuisce, così un governante è dannoso se il numero dei cittadini si assottiglia e la loro vita peggiora... >.
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lore
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Spedito - 04/08/2014 :  17:04:11  Rispondi allegando il testo
Il 09-10-1963 ore 22,39: LA TRAGEDIA DEL VAJONT. Zaia Traccia un parallelo con molinetto della Croda colpito dall’alluvione...

La Progressiva scoperta del Pericolo di Slittamennto nella Zona del Torrente Massalezza.

I lavori preparatori per lo sbarramento sono cominciati nella decade 1920-1930 nella posizione attuale. Inizialmente per raggiungere con la quota d'invaso 667 m. sopra il livello del mare e 220 m. sopra il fondo della Valle. Successivamente nel 1948 a 677 m. e nel 1957 a 722,5 m, sopra il livello del mare e 257,5 sopra il fondovalle.
Fin dall'inizio la progettazione è del Prof. Dr. Giorgio Dal Piaz. I lavori iniziano nel 56, gli essenziali finiti nel 57. In quell'anno, oltre i compiti di sicurezza delle spalle di roccia della diga, al Dal Piaz sottoposero la stabilità delle future sponde del lago. La risposta fu che in base alla struttura della roccia è assai probabile che in quella zona le future sponde del lago potessero staccarsi dall'invaso delle frane. Alcune delle quali 1 milione di metri “cubi”. In relazione alla costruzione della strada lungo le sponde nel 58 la roccia era stabile, ma nel cosidetto Pian della Pozza, lo specchio più alto dell'acqua avrebbe incontrato una roccia più o meno fratturata, e non presentava segni di movimento precedenti verso Est. Eccezzione di una piccola fascia di 500 m. ad oriente della Pozza, dove la roccia era coperta di materiale morenico che sarebbe stato sommerso dall'acqua.

Nella VI relazione del 10 ottobre 1959, il Dr. Eduardo Semenza, insieme al Dr: Franco Giudici, eseguiscono un dettagliato rilevamento logico soprattutto rivolto alla zona del Toc e del Colomber, dove certi indizi lasciavano supporre un'instabilità... Secondo Giudici e Semenza la zona della Pozza fin giù al Vajont costituiva la massa di una vecchia frana preistorica slittata in direzione nord-ovest dal monte Toc. Resti di questa massa, - < Giacenti in netta discordanza sulla sponda Destra del Vajont, staccati dalla massa di roccia della sponda di Sinistra da un successivo sprofondamento del Vajont, costituivono una dimostrazione plausibile della frana di cui rimase ignota l'estensione >
(Primo indizio di errori umani)

Ad oriente della trincea del Massalezza si suppone una geologica simile, il cui limite fra il Cretaceo Malm e Dogger, ha il letto più in basso.
(Secondo indizio)

Nel novembre 1959 il Prof. Caloi è pregato di fare un indagine sismica nella zona di Massalezza, un po' al di sotto della trincea che dal Vajont giungeva fino a quota 850 m. La sua conclusione che il lato sinistro della Vallata era una roccia straordinariamente solida e con un modulo di elasticità assai alto (10,6 Kg/cm quadri), coperto per soli 10 fino a 20 metri da una massa sciolta di frana a grandi profondità della roccia in situ, avvenuta in passato. Dopo che il torrente Vajont aveva segato una nuova gola nella massa della roccia franata, un masso della frana era rimasto sul fianco destro, posato su un fondo di ghiaia e sabbia. A conforto di questa “supposizione”, la relazione accennava ad alcune miloniti = pietrame frantumato al di sotto dell'imboccatura della trincea del Massalezza alla quota di 625 m.

Semenza e Giudici predicevano possibili slittamenti negli strati sciolti superiori tra la Pineda e Casera Pierin. Supposero che ci sarebbero stati possibili distacchi ad intervallo di tempo di blocchi lungo la parete della gola e lungo le fenditure attraverso la “Punta del Toc” parallellamente alla Valle. Avevano in mente zolle di roccia relativamente piccole, pur ritenendo possibile anche uno slittamento dell'intera massa di roccia sotto il pian del Toc, ci sarebbe il vecchio piano di slittamento inclinato sia pur di poco verso il lago che s'era formato.
I sondaggi furono fatti a varie altezze attraverso calcari, senza scoprire l'esistenza di un piano di movimento. Non incontrarono in nessun punti strati del Dogger (pietra rotonda del periodo Giurassico)...
Perciò, ed in considerazione delle difficoltà che sorgevano per la profondità dei sondaggi e per la fessurazione della roccia, è stato sospeso il programma di sondaggio. Anzi è stato accennato che la Valle potesse ricevere un nuovo e più dolce profilo di equilibrio...
(Questo è il Terzo Errore ed è il più grosso!)

Il riempimento del bacino inizia febbraio 1960, a marzo l'invaso raggiunge 595 m. in questo periodo avvenne un piccolo crollo della parete rocciosa.. Durante l'aprile e maggio 1960 sono stati posti dei capisaldi tra i 700 e 900 m. per parecchie centinaia di metri da ambedue i lati del Massalezza registrando i loro spostamenti orizzontali verso il lago artificiale ( cfr. 1 433-007 fino a 13), i movimenti rallentavano, è stato ulteriormente alzato lo specchio dell'acqua. Nell'ottobre 1960 una netta fessura perimetrale avente il suo punto di partenza in prossimità della diga, saliva ripidamente a quota 1.200 m, circa, piegando poi verso oriente fino alla trincea del Massalezza ad una quota di 900 m. risaliva verso oriente fino a 1.300 m. da dove scendeva e finiva a 1.000 m. Evidente che la zona fosse instabile ed era lunga orizzontalmente 1.700 e larga 1.000 m.

Il 4 novembre 1960, lo specchio di acqua era salito a 645 m. Una frana larga circa 300 m. si staccò dagli strati del Malm cataclastico sotto il Pian della Pozza, il cui distacco si trovava a quota 830 m. si valutò che franarono nel lago da 700.000 a 800.000 m.quadri di breccia rocciosa in un tempo di qualche minuto, da colmare la gola per una lunghezza di centinaia di metri fino a quota 600 m. zona Erto.
Dopo la frana fu deliberato di abbassare lentamente lo specchio del lago fino a 600 m., e avvenne alla fine dell'anno.

Questa situazione o fatto era completamente sconosciuto in quest'ordine di grandezza al tempo dell'inizio costruzione della diga, pose inaspettatamente i tecnici ed “esperti “ che si occupavano del progetto del Vajont di fronte ad un grande problema!.

Contemporaneamente, fino all'estate 1961, uno sperone di roccia del Toc, il cosidetto pennacolo, quota 740 m. presentava un leggero movimento di ribaltamento.

LA SERA DEL 09-10-1963 alle ore 22,39, il Vaiont tracima...

Arrivai a CASTELLAVAZZO la sera del 11 facendo un giro dell'oca e il il 12-10-63, di mattina a LONGARONE, la prima cosa che mi colpì furono i sassi e le pietre bianche che la forza dell’acqua lisciò al suo passaggio, in pochi minuti sparì in un largo raggio ogni segno di civiltà della fiorente Longarone, e della Chiesa... C'erano pochi militari che scavavano alla meno peggio per cercare non solo sopravvissuti, ma trovavano cadaveri per essere trasferiti al cimitero di Fortogna, frazione di Longarone. Andai verso la frazione di Faé, vidi non solo mucche sparse gonfie d’acqua… Pensai a Longarone, a Castellavazzo, e agli altri Comuni colpiti da questa immane tragedia. Longarone, la bella cittadina chiamata la piccola “Milano” dai paesi vicini, ora era una landa desolata, tragica, surreale per il biancore delle pietre levigate senza ombra di storia dalla perfida onda tremenda. Solo il fiume Piave tranquillamente continuava la sua opera di Vita… Ritornai dopo 15 giorni a Longarone con mia moglie nativa di Castello, e vidi una scena straziante tirar fuori una persona dalle macerie di un’osteria con le carte ancor in mano. Ora, c'erano tanti alpini e volontari per ridare un significato alla città scomparsa, causa interessi di privati per lo sfruttamento dell’energia elettrica...
- L'Italia è sempre uguale a sé stessa. Dalla tragedia del Vajont, avvenuta 51 anni fa, non è cambiato nulla. La testimonianza di Micaela, una sopravvissuta di Longarone, assomiglia in modo impressionante a quelle dei terremotati de L'Aquila. Ciò che più colpisce è l'eterna mancanza dello Stato che, come riportato nell'intervista, negò persino il diritto ereditario ai parenti delle vittime con un cavillo legale. Oltre allo Stato è assente anche la sua gemella, la Giustizia, ieri come oggi. L'ONU decretò il Vajont come la più grande tragedia dell’umanità dovuta all'incuria dell’uomo. Morirono 2.000 e più persone. I responsabili furono condannati "per inondazione" e scontarono solo un anno e mezzo di prigione. Oggi, forse, sarebbero in Parlamento. Intervista a Micaela Coletti, Presidente Comitato Sopravvissuti del Vajont -

N.B. Se cercate in Google sul Vaiont ci sono altri mie articoli. e di riflesso a Longarone parlo della Volpe del deserto Rommel, che iniziò la carriera proprio per la conquista di Longarone....

Lorenzo Pontiggia il Poeta marylory
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lore
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Spedito - 05/08/2014 :  14:51:17  Rispondi allegando il testo
VIVERE

Ogni Alba è Eternità,
Segno d'AMORE...

VIVERE nel godere l'Attimo
Puro Fuggente...

VIVERE abbracciando
l'Infinito...

VIVERE nel non Vendersi
Amando il PROSSIMO...

il Poeta marylory
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lore
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Spedito - 05/08/2014 :  20:09:32  Rispondi allegando il testo
PIER PAOLO PASOLINI

Agosto 1975, alla Cittadella di ASSISI, vengo a sapere che al prossimo incontro agostiano 1976 ci sarà la presenza di PIER PAOLO PASOLINI...
Essendo un personaggio che dal 1972 frequentavo i Corsi d'agosto, ero felice d'incontrarlo...
Invece il “potere occulto” lo “assassina” il 2 novembre, e lo fa diventare più Grande...
Perché un ricercatore di Verità fuori dai giochi “politichesi” quando muore è Vivo più che mai...
Nel mio orticello coltivo il sogno di chi AMA il Popolo: < I NON CAPITI, AMATI, TRADITI >.
Imperterrito alla mia maniera porto avanti la Luce dove ci sei anche TU... Grazie Pier...

Lorenzo Pontiggia il Poeta marylory
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Spedito - 06/08/2014 :  09:16:51  Rispondi allegando il testo


Ivan Tresoldi


8.39




Ivan Tresoldi



Ciao Lorenzo, come va?? Ti ricordi?? Ti chiedevo della politica svizzera, cosa ne pensi della manifesta chiusura nei confronti dei frontalieri??




.

...




Lorenzo Pontiggia


9.12




Lorenzo Pontiggia



Gli Svizzeri seguono l'andazzo "politichese" dell'Europa, di riflesso anch'essi subiscono la concorrenza di altre mete dove portano i soldi al sicuro = Bisnes.
E non solo in frontiera sono aumentati i controlli... In questi ultimi tempi chi poteva andare a lavorare in Svizzera faceva carte false. Poi gli svizzeri sono parsimoniosi che non vorrebbero tirare in un prossimo futuro la cinghia per mantenere stranieri in casa... Ciao... lorenzo pontiggia


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lore
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Spedito - 06/08/2014 :  10:03:47  Rispondi allegando il testo
Ciao Dora... Aldo Moro lo conobbi proprio ad Assisi nel mese d'Agosto alla Cittadella... Mi mandò il "cameriere" dicendomi che il Prof. m'invitava a sorseggiare il caffè per parlarmi... Poi la "mafia politichese" lo fece fuori... così anche il suo amico Bachelet... TRE AMICI in POESIA

VITTORIO BACHELET,/
agli stage di Settembre/
della Magistratura/
a Villa Monastero,/
ai miei interventi/
si rivedeva giovane,/
voleva i miei scritti:/
POESIA/

ALDO MORO,/
ai Corsi di Studi/
Cristiani Assisi,/
sentendomi parlare/ m'invitava/
sorseggiare un/
lungo caffè:/
POESIA/

ANTONINO CAPONNETTO,/
a Villa Olmo-Como,/
fa un discorso,/ intervengo.../ Lui:/
<Lei deve fare/
il Politico!>:/
POESIA/

Tre amici/
un sol pensiero:/ far crescere/ l'ITALIA:/
POESIA

Lorenzo Pontiggia
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Spedito - 06/08/2014 :  16:24:54  Rispondi allegando il testo
LEONARDO DA VINCI - CLASSICI UTET
Leonardo nasce a Vinci il 15 Aprile 1452. Amboise, 2 Maggio 1519

I manoscritti di Leonardo, nonostante le dispersioni e le perdite, formano ancora una mole imponente: oltre settemila fogli superstisti. Ma per secoli essi erano rimasti chiusi alla lettura e alla conoscenza, visti e sfogliati da pochissimi uomin, ammirati, a lunghi intervalli. Il primo ricordo scritto è di Antonio de Beatis, segretario del Cardinale Luigi d'Aragona, che visitò il vecchio Leonardo nel castello di Cloux il 10 ottobre 1517.
Scrive de Beatis che vide molti manoscritti d'anatomia, presentati con la pittura: muscoli, nervi,vene, giunture, intestini, tanto di corpi di uomini che donne... Inoltre ha composto la natura dell'acqua e le divers macchine...
Nel suo testamento del 23 aprile 1518 lasciava mtutti al fedele discepolo Francesco Melzi, il quale, custodì gelosamente tale tesoro nella sua villa di Vaprio d'Adda...
L'elenco dei manoscritti leonardeschi con l'indicazionedel luogo dove son conservati:
Codice Atlantico (i cui fogli sono databili da prima 1480 al 1518). Milano, Biblioteca Ambrosiana...
Codice Trivulziano 1490 circa. Milano Biblioteca del castello Sforzesco...
Codici A (1492), B (1464-86), C (1490), D (prob. del secondo periodo fiorentino), E (1513-4), F (1508), G ( 1511-15), H (c.1494), I ( c.1497), K ( in tre parti di tre diversi tempi), L (fine del periodo sforzesco- periodo romagnolo 1502), M ( fine del periodo sforzesco), e cod. Ashburnham 2038 e 2037, rispettivamente complementi del Cod. A e Cod. B. Parigi, Institut de France...
Codice sul volo degli uccelli. Torino, Biblioteca Reale....
Codice Leicester (c. 1508-9)Holkham Hall, Leicester Library
Codice Arundel (parecchi quaderni del 1508) Londra, British Museum...
Codice Forster I (in due parti: la prima del 1505 la seconda del 1496 e la terza del 1493). Oltre tantissimi disegni e manoscritti dedicati all'anatomia...
Leonardo, nel valersi della Riflente credeva nell'Immanenza Utopica! E nell'intuizione creativa donava ricchezze infLoinite di Storia d'ieri, oggi e futuro nell'essere il Principe del Genio Umano...
 Lorenzo Pontiggia
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Spedito - 07/08/2014 :  09:32:49  Rispondi allegando il testo
IL FILM ANARCHIA
La storia è ambientata in un non lontano 2022,

Un film paradossale dove lo “Stato” moderno pur di salvare il bilancio annuale permette un giorno all'anno, che la legge sia messa da parte e chiunque può compiere le azioni più efferate divertendosi o sfogarsi eliminando il 10% di cittadini senza macchiare la fedina penale.

L'Anarchia è Immanenza Utopica ( cioè realizzabile se c'è la volontà di realizzarla! ) ed è combattuta dalle ideologie, fondamentalismi ecc. per il semplice motivo che è basata sull'autonomia e libertà reponsabile, in cui ogni cittadino è partecipe al benessere Sociale nel dare il meglio, da non sentirsi schiavo o reietto, ma utile alla collettività.

Dove non esistono tessere, né prepotenza come l'isola del diario di bordo di Cristoforo Colombo.

Con la maturità democratica si abolisce il “Gattopardismo” che ne fa una giusta ma ne fa due sbagliate...

Annullare il potere dello Stato non implica l'annullamento dell'organizzazione Sociale, implica l'evolversi verso una Società non gerarchica, responsabile per la partecipazione in cui ognuno dando il meglio di Sé, si sente protetto nel proteggere il principio del Sociale.

Esempio i beni requisiti non solo dalla “mafia”, devono essere gestiti non dai fondamentalismi, ma da operatori Sociali che si realizzano nel realizzare una società vivibile basata sull'Anarchia, nel principio di abolizione della proprietà privata.

Il titolo del film ANARCHIA è sfruttato per far cassetta. Non consigliabile...
Lorenzo Pontiggia il poeta marylory
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Spedito - 09/08/2014 :  08:14:16  Rispondi allegando il testo
L'AMICIZIA

Aprire la “porta”, riconoscerti
è un momento di Gioia...
Parlandoci è sentirsi giovani...

L'AMICIZIA vive in RIFLENTE...
Rivede il tuo “spirito”...
Nel capire ci s'arricchisce...

Grazie di Vivere l'Eternità...

Lorenzo Pontiggia il Poeta
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