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lore
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Spedito - 18/04/2014 :  09:13:57  Rispondi allegando il testo
A GARCIA MARQUEZ

Quando se ne va un “Grande”
in letteratura lascia un vuoto...
Marquez filtrava il Sociale:

< Se usassi la “Riflente”,
scriverei il mio odio sul ghiaccio,
e aspetterei che si alzasse il dio Sole! >

Ciao Poeta...
lorenzo pontiggia
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lore
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Messaggi 5015

Spedito - 28/04/2014 :  18:04:09  Rispondi allegando il testo
- I NOSTALGICI, sviluppano la capacità di essere critici. E di creare, con la scrittura, esperienza. PAOLO DI STEFANO
Entrare in un libro di Starobiscki è come addentrarsi in una foresta incantata... Respiri un aria fresca, ogni pianta a ramificazioni fittissime la frondosità è cangiante da cui filtrano luci e bagliori con una apertura a volte spaesanti nel denunciare la menzogna e diffidare la realtà... Jean si muove tra scienza e critica letteraria, tra le parole e le cose, oggetti inscindibili della sua ricerca. E' un passo che scaturisce da una domanda: se i sentimenti preesistono alle parole che li nominano, oppure se i sentimenti si materializzano nella nostra "coscienza" solo dal momento in cui hanno ricevuto un nome. Starobinski risponde che si tratta di due proposizioni <vere a titolo complementare>: < Una volta nominato, avendo acquisito un'identità, un sentimento non è più veramente lo stesso. Una parola nuova condensa qualcosa d'incompreso, che per l'innanzi era rimasto evanescente. Ne fa un concetto... Diventa materia di saggi e di trattati. Viviamo di passioni... che non avremmo provato senza di esse>. Sono le parole a renderci coscienti di un sentimento antico, a portarlo definitivamente alla luce - VIVIAMO di Passioni precedute da Parole, e non ne avremmo provate senza di esse. Il folle è il denunciatore dei <mascheranti e mascherati> tipici dei regimi totalitari del Novecento: < Il mio primo progetto – ha ricordato Jean – era di farmi storico della denuncia della menzogna.
DEMOCRITO è una figura chiave. Vive in solitudine e ride di tutto: i concittadini preoccupati chiamano Ippocrate perché lo guarisca. Il medico arriva, ma si accorge che è in perfetta salute e che semmai è il popolo a essere folle -
Riporto la grande frase che si trovava sul frontone del tempio di Apollo a Delo: “ CONOSCI TE STESSO ”. Frase sempre valida quanto la RIFLENTE = Riflessione-Mente = binomio vincente che l'Uomo possiede o SESTO SENSO.

Grazie Paolo, lorenzo pontiggia
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lore
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Spedito - 01/05/2014 :  13:35:48  Rispondi allegando il testo

.

NAPOLEONE BONAPARTE: < Solo la sventura mi mancava alla mia fama.>

<Credevo che gli inglesi pur combattendoli da più di vent'anni non fossero barbari, ho pensato d'essere accolto come un sovrano vinto, a cui si deve rispetto e ospitalità>.

Il capitano Maitland gli concede la spaziosa cabina del cassero.
Prova un gran senso di pace, di spensieratezza da sentirsi padrone solo del suo spirito!
Il Bellerophon salpa il 16 luglio 1815, di domenica.
Fissando le coste francesi, dove ha trascorso la sua vita, rivede il suo trascorso da militare: si sente felice di non essere caduto nella trappola di Luigi XVIII, di Talleyrand e Fouché.
Pensa che gli inglesi non siano crudeli, ma che senza di loro sarebbe diventato Imperatore d'Oriente. Purtroppo dove c'è mare gli inglesi sono i più forti. Spera d'essere accolto come un sovrano vinto a cui si deve rispetto e ospitalità, pur avendoli combattuti per due decenni.
Dopo 7 giorni di navigazione, in lontananza scorge Capo Quessant, la punta estrema di Ajaccio, il Paese natio. Quando la visione si dissolve, una parte di lui sprofonda nei ricordi di gironi di vita vissuta.
Lo stesso giorno al vespero, compaiano le coste inglesi.

La nave entra nella rada di Torbay, sale sul cassero. Nota migliaia di imbarcazioni curiose attorno.
Nessuna acclamazione, ma braccia che si protendono... Nota il generale Gourgaud che sale a bordo.
Ottiene dei giornali inglesi, i quali riferiscono che il generale Bonaparte dovrà essere imprigionato nella torre di Londra o in una fortezza scozzese, oppure deportato all'isola di Sant'Elena.
Gli ufficiali ora sono riservati e il capitano distoglie lo sguardo.
Morale: il principe reggente si rifiuta di riceverlo.
Il Bellerophon bordeggiando la costa verso Plymouth avanza lento. Due fregate allontanano le imbarcazioni dei curiosi.
Pensa dagli inglesi c'è d'aspettarsi di tutto: < La verità torna sempre a colpire chi chiude gli occhi per non vederla.>.
Si ricorda dell'ammiraglio che comandava la squadra della Manica, Lord Keith.
All'assedio di Tolone, fece saltare in aria le sue navi, ed è lo stesso Lord Keith che sbarco ad Abukir nel 1801, costringendo le ultime truppe francesi a lasciare l'Egitto. A Waterloo ha salvato dalla morte suo nipote ferito, e poi curato dai suoi chirurghi...

Il capitano e perfino il medico di bordo irlandese parlano l'italiano ma non osano intrattenerlo...
< Qui gatta ci cova, credo d'aver sbagliato a mettermi nelle mani degli inglesi? Ormai è fatta!
Li vede silenziosi, poco disposti a parlare. Rifiutano di darmi indicazioni. Qui non è in gioco il passato, ma il mio futuro. Perché non posso vivere in Inghilterra?
Perché devo essere confinato su un blocco di basalto verde scuro chiamato isola di Sant'Elena, la quale serviva solo da scalo alla Compagnia delle Indie. In quel clima equatoriale? È la morte certa. Tanto vale morire qui.>.

Alle 10,30 di lunedì 31 luglio, 1815 < Lord Keith sale a bordo insieme al sottosegretario di Stato Bunbery, che gli legge una lettera: < Quella voce calma penetra in me come una lama> il prigioniero di guerra Napoleone, sarà confinato all'isola di Sant'Elena... < Poco importano le altre parole>.
Napoleone riceve la lettera e la getta sul tavolo, con disprezzo fissa l'ammiraglio inglese.
Si sente ingannato. Il governo britannico non ha il diritto di disporre della sua persona. Lui si appella al popolo britannico e alle sue leggi. L'isola di Sant'Elena è la sua sentenza di morte!
Si riprende: < Il vostro governo non ha alcun diritto di chiamarmi generale Bonaparte. Io sono primo console, e se vengo ricevuto devo esserlo in quella veste.
Sull'isola d'Elba ero sovrano come sul trono di Francia... la differenza era che io avevo 1.200 soldati, lui 200.000. alla fine gli ho mosso guerra, l'ho sconfitto, l'ho cacciato dal paese... perciò esigo rispetto al mio rango fra i sovrani d'Europa >.

È il 4 agosto1815. Napoleone è sdraiato in cabina.
< Occorrerà morire? > Chiama Marchand, il cameriere gli porge il libro delle “ Vite degli uomini illustri”. È aperto alla “ Vita di Catone “.
< Leggi. Tira la tenda >.
Spera che il laudano sia più forte di quello preso a Fontainebleau? Si augura d'esser degno di Plutarco. Esita, si siede sul letto. Rivede la sua vita.
< Solo la sventura mancava alla mia fama. Ho portato la corona Imperiale della Francia, la corona di ferro d'Italia. E ora l'Inghilterra me ne dà un altra, più grande ancora e più gloriosa, quella portata dal Salvatore del Mondo: una corona di spine. Se l'accetto fin dove m'innalzerò nella considerazione dell'umanità? Chi potrà dimenticarmi? >.

Risale sul ponte... Gli basterebbe un gesto e tutti rimarrebbero impressionati...
Non teme la morte, più volte la affrontata vincendola, lo trattiene una curiosità: cosa c'è alla fine di questo lungo viaggio in mare? Cosa troverà su quel vulcano spento...
< Che destino partire come un Cesare e finire come un martire e un profeta! >
Dice a Las Cases: < Che potremmo fare in quel luogo sperduto? >
- Sire vivremmo del passato. Non traiamo forse piacere nel leggere la vita di Cesare o di Alessandro? -< Bene scriveremo le nostre memorie. Il lavoro è la falce del tempo. I destini devono compiersi. Si compia anche il mio! >.
Rientra in cabina, si sente come a un bivacco di campagna per l'ultima battaglia, senza la Vecchia Guardia. La sua unica forza è l'intelligenza. Il suo potere sta solo nella volontà.
Mercoledì 9 agosto 1815 il Northumberland con una piccola squadra navale, fa rotta verso sud fra violenti marosi.
Non deve cedere. Deve restare se stesso, ma sente centinaia di sguardi fissi su di lui, chiunque lo scorga lo osserva con avidità. Sulla nave da 74 cannoni ci sono più di mille uomini, ma lui li costringe ad abbassare gli occhi. Non si sente un vinto, ma un uomo che non si piega alla furia del vento.
È entrato a Milano, Berlino, Vienna, Madrid, Mosca. Ha nominato dei re, ha imposto la sua volontà al papa. Che gli importa dove si trova?
Confida a Las Cases: < Le mie Memorie saranno famose, e nessuno potrà cancellare quel che ho fatto. Il dente dell'invidia terrà desta la mia figura! >.

Il 15 agosto 1815 tutti i suoi aiutanti invadono corridoio e cabina, è sorpreso: < Avevo dimenticato che oggi è il mio quarantaseiesimo compleanno >.
Sale sul ponte e a Las Cases: < Ho sempre coltivato il gusto della fondazione, non quello della proprietà, ero felice per la gloria e celebrità... Solo dopo la battaglia di Lodi mi venne in mente che dopo tutto sarei potuto diventare un protagonista indiscusso della nostra scena politica...
Non ho usurpato alcuna corona. L'ho raccolta dal fango. Il popolo l'ha messa sul mio capo, si rispettino i suoi atti... La mia prigione, il teatro della mia ultima battaglia, è là, nella notte.>

Domenica 15 ottobre 1815, sente il rumore delle catene dell'ancora...
Sale sul ponte: l'isola è nera, ostile. Non è un luogo ameno, le scogliere un ammasso di rocce.
Poi le mani intrecciate dietro la schiena, si dirige verso la sua cabina.

< La mia prigione una locanda infestata di topi.. Avrei fatto meglio a restare in Egitto! Quante notti ancora da vivere, da morire qui? Penso se fossi morto a Waterloo, a Mosca, la mia fama sarebbe quella del più grande conquistatore che si sia mai conosciuto. Meglio la guerra, che la morte in questa topaia. È adesso che devo essere imperatore, ingaggiando un combattimento alla morte. Devo formare un quadrato. Io, da solo, rappresento tutta la mia Grande Armata. Sono la Vecchia Guarda che muore ma non si arrende. Possono violentarmi ma non svilirmi.
Dal nulla sono arrivato a essere il più grande sovrano del mondo. L'Europa era ai miei piedi. I posteri mi renderanno giustizia.
Quel che accadrà qui non mi scalfirà di più, avendo percorso il mio destino in piena luce...
Oggi, grazie alla sventura, mi si potrà giudicare spassionatamente. Ma io ricordo tutto. Una testa senza memoria è una piazza senza guarnigione. E la mia è piena di truppe.
Al lavoro Las Cases: se si intende violare l'intimità della mia casa, preavviso che i soldati dovranno passare sul mio cadavere! Tutti devono piegarsi all'etichetta se vorranno essere accolti. Dalle cortesie inglesi non trovo che malevolenza e insulti>.
Fa qualche passo aggiunge: < Gli storici francesi saranno obbligati ad affrontare l'Impero, e dovranno ben restituirmi qualcosa! Il loro compito sarà facile, i fatti parlano e risplendono come il sole>.
Ha un scatto d'ira, <In quest'isola maledetta non si vede né il sole né luna per la maggior parte dell'anno, sempre pioggia o nebbia!
Dove vanno questi giorni e queste notti? Qual è la meta, se non la morte? Lavorare, lavorare allora>
Detta, e poi si fa rileggere il racconto delle sue campagne.

A tavola, si alza bruscamente, ha uno scoppio d'ira.
< Quale infame trattamento ci hanno riservato! Queste sono le angosce della morte! All'ingiustizia, alla violenza, aggiungono l'oltraggio, i supplizi prolungati! Se mi consideravano così pericoloso, bastava ficcarmi qualche pallottola nel cuore o nella testa! Almeno ci sarebbe stata una certa energia
nel delitto. Quanti uomini sono morti per me, per la Francia che io incarnavo! Sono stato più abbandonato che tradito, intorno a me c'è stata più debolezza che perfidia, tutti quei sacrifici, quelle gesta, quella gloria, il mio destino stesso mi impongono qui di affrontare la situazione. Di resistere come i battaglioni quadrati della Guardia, in mezzo ai quali sono indietreggiato a Waterloo, senza che la morte volesse saperne di me.>

Il 7 gennaio 1816 dai giornali arrivati su una fregata che ha fatto scalo nel porto. Legge: Murat è stato fucilato dai calabresi. E Ney dai francesi!
< Che gioventù lascio dopo di me! Comunque c'è anche la mia opera: che mi vendicherà...>.
Bruscamente si rinchiude nella sua camera. Ha intravisto un gruppo di ufficiali inglesi. Con il nuovo governatore, Hudson Lowe che ha combattuto a Tolone, all'assedio di Bastia e ha perfino abitato nella casa dei Bonaparte ad Ajaccio...
< Che razza di uomo è costui? Intende limitare lo spazio dove posso passeggiare, mi fa spiare, non mi consegna le lettere, è solo un imbrattacarte, che non ha fatto nient'altro che scribacchiare tenere conti, e nell'eseguire condanne d'essere un boia! Non mi vedrà. Non mi piegherò davanti a lui >.

Napoleone acconsente a ricevere l'ammiraglio Malcom, che ha assunto il comando della flotta e della guarnigione di Sant'Elena. Riconosce in lui un vero ufficiale non un carceriere, o spregevole carnefice.
Bisognava far scorrere il tempo, la notte il più possibile, si alza, zittisce i primi pettegolezzi e i primi litigi. < Amici al mio servizio siate fratelli non coltelli! Altrimenti siete soltanto una tortura! Voglio che siate felici intorno a me>.

< I sovrani d'Europa mi chiamavano fratello. L' imperatore d'Austria era mio suocero. Adesso non mi danno più notizie di mio figlio. L'Inghilterra ha violato il diritto trattandomi alla stregua di un prigioniero di guerra nel deportarmi su questo scoglio sperduto ed essere perseguitato. M'impediscono d'intrattenere una libera corrispondenza. Nell'offenderni avviliscono la nazione che rappresentano!
Maledetta sia questa iena che mi nega il permesso di girare l'isola a mio piacimento! Quest'uomo vuole la mia morte. Ha ricevuto l'incarico di uccidermi! Occorre protestare, battersi, non cedere. I vostri Ministri hanno indegnamente violato nella mia persona il sacro diritto dell'ospitalità, hanno infangato la vostra nazione per sempre. Che Hudson Lowe mi mandi una bara! Due pallottole in testa, ecco che cosa mi serve: Morire?>.

Si sente spesso stanco. Ingrassa. Quell'uomo panciuto con le gambe magre è il grande Napoleone!
< Morire? Quando? Come?>.
Ci pensa ogni giorno; non prova angoscia, piuttosto una sorta di curiosità. L'uomo non può giurare su niente per quel che riguarda i suoi ultimi momenti confida a Las Cases: <Non regno più, non regnerò mai più. Mi lasceranno morire qui. E le potenze coalizzate si sono messe d'accordo per farmi marcire su questo scoglio...>.
Bisognava far passare il tempo, far scorrere la notte il più possibile, si alza, zittisce i primi pettegolezzi e i primi litigi:
< Siate fratelli! Altrimenti siete soltanto una tortura! Voglio che tutti siano felici intorno a me>.
.
Sono le quattro di venerdì 26 novembre 1816, scorge un gruppo di cavalieri. Alla loro testa Hudson Lowe. Dice a Bertrand: <Andate a vedere cosa vuole quell'animale>.
Gli inglesi hanno deciso di arrestare Las Case e suo figlio. Li accusano di aver tentato di far passare in segreto una lettera per l'Europa tramite un domestico.
Padre e figlio si sono allontanati, circondati da soldati che trasportavano due bauli di documenti.
Napoleone: < Basta che usi la RIFLENTE (Riflessione-Mente) e pubblichi quello che gli ho dettato, dal momento che sa fare i libri...>.

L'11 dicembre 1816 <<napoleone comincia a scrivere:
< Mio caro conte di Las Cases, il mio cuore partecipa vivamente a quanto provate in cella d'isolamento... Il Vostro comportamento a Sant'Elena è stato, come la vostra vita, onorevole e irreprensibile: desidero dirvelo e ringraziarvi!
Se un giorno vedrete mia moglie e mio figlio, abbracciateli. È da due anni che non ho notizie. Consolate i miei amici, ricevete i miei abbracci, la mia stima e la mia amicizia: buona fortuna!
Vostro devoto Napoleone.

Sentendosi vicino alla morte lascia scritto al figlio di non combattere né nuocere in alcun modo la Francia e di seguire il motto: <Tutto per il popolo francese>. < Che mio figlio legga e mediti spesso la Storia, l'unica vera filosofia è lì... Ma tutto ciò che imparerà gli servirà ben poco, se non ha in fondo al cuore quel fuoco sacro, l'amore per il bene che è l'unico a fare grandi cose.
Desidero che le mie ceneri riposino sulle rive della Senna, in mezzo al popolo francese che ho tanto amato. Muoio prematuramente, assassinato dall'oligarchia inglese e dal suo sicario. Il popolo inglese non tarderà a vendicarmi>.

<Quando entrerò ai Champs-Elysées abbraccerò i miei prodi soldati che hanno fatto grande la Patria, a voi amici la dolce consolazione di tornare in Francia. Di rivedere chi i genitori, chi i parenti, chi i compagni >.

<Spira nell'Immortalità il 05 maggio 1821 alle 7,49 di sabato.

La morte non è niente – aveva affermato il 12 dicembre 1804, nello splendore della sua potenza. - Ma vivere sconfitti e senza gloria, significa morire ogni giorno.-

EGLI VIVE ANCORA!
Tratto e arrangiato per Teatro dal libro di MAX GALLO – NAPOLEONE
Lorenzo Pontiggia il Poeta MaryLory
( Posso rappresentarlo in qualsiasi ambiente, sia da solo o con altri...).
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lore
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Spedito - 02/05/2014 :  08:35:07  Rispondi allegando il testo
Leggere e scrivere

di Paolo Di Stefano -Corsera-


Lorenzo Pontiggia martedì, 29 aprile 2014

C'erano una volta gli intellettuali. (F. SESSI) dal Corsera del 22-04

L'intellettuale oggi è colui che invade lo schermo e i salotti della TV. Che si presenta come <esperto>, tecnico, al servizio del potere e dei governi. Per fortuna il pensiero analitico e critico, dissidente, non è scomparso. E Traverso conversando con Régis Meyran, ne coglie i segni, che ridanno voce a una cultura profonda, disorganica ai partiti e suggerisce un nuovo umanesimo (Riflente...).

Lorenzo Pontiggia
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lore
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Spedito - 02/05/2014 :  09:18:45  Rispondi allegando il testo


Movimento Cinquestelle Montecosaro



Ciao Lorenzo, se ancora non l'hai fatto, mi aiuteresti a far crescere questa pagina con un ? Grazie mille https://www.facebook.com/forzaM5sForever
P.S. Se, dalla pagina, inviti anche qualche amico, te ne sarei immensamente grato



Chi bussa con semplicità: BUONSENSO, ONESTA', CAPACITA', la mia porta è sempre aperta senza nulla chiedere...

Dissi al Pala Firenze nel camerino a Grillo: Tu prenderai tanti voti!
Ma chi scegli devono essere uomini giusti al posto giusto che per Vocazione sono disposti a realizzarsi nel servire la Madre Patria ITALIA! Se non saprai scegliere gli uomini comincerà la decadenza come tutte le "mode"...
A tutti, oggi, dico Vota Grillo con la Speranza che si ricordi le parole del Vate...
Auguri a Tutti gli Italiani...
Lorenzo Pontiggia il Poeta marylory
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lore
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Spedito - 02/05/2014 :  19:25:35  Rispondi allegando il testo







Lorenzo Pontiggia

20 sec
.


Sul problema del voltaico in rete?

Anch'io aspetto notizie più certe sul voltaico...
Fare e disfare oggi è proibitivo, è un alea che va presa con la pinza...
C'è bisogno di maggiori garanzie, non della speculazione che arricchisce la trafila di tutto l'impianto... e poi paga pantalone...
Sperando in un futuro prossimo + roseo (garanzie)...
Grazie...
Lorenzo Pontiggia
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lore
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Spedito - 03/05/2014 :  21:02:14  Rispondi allegando il testo

.


caro lorenzo,
è stato davvero interessante ritrovarti...dalla adolescenza
...alla nostra anzianità in progress.

Avevo notizia delle tue innumerevoli attività ma non avevo
mai letto un tuo rigo.


A fronte di tante pagine scritte con multiforme impegno,
all'attività politica,
alle scorrerie di internet,
a questa
bella realtà poetica che ti circonda
grazie alle testimonianze
esistenziali di migliaia di individui
.... non riesco a capire la tua profonda insicurezza.

Infatti ogni tema che hai affrontato nel nostro incontro
era sottolineato e concluso dalla affermazione delle tue
virtù intellettuali.
Un bell'ostacolo al colloquio con il tuo prossimo.

In più io credo all'ascolto come fonte primigenia
di esperienza per la crescita individuale
... e tu non ascolti!

Un caro ricordo
Italo Demas

Caro Demas, prendiamo per esempio l'amico Castellani Fulvio, il quale sapeva non solo ascoltare ma anche controbattermi, ma non andava oltre cosi che lo chiamai amichevolmente “Luce Grigia”, e lui capì, anche se possedeva personalità e credibilità a ERBA.

Ha Erba nel 1964, dopo aver organizzato la Casa della Gioventù, creai la lista Civica DIE: BUONSENSO, ONESTÀ, CAPACITÀ , facendo risparmiare spese per svariati miliardi di lire. Per far ciò dovevo fare la voce grossa, ma se fossi stato figlio di persone che mi avessero consentito di studiare non ne avrei avuto bisogno per essere ascoltato. Io sono me stesso, non incline ai compromessi.

Caro Italo se torni a trovarmi avrò piacere...
Grazie... lorenzo
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lore
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Spedito - 04/05/2014 :  10:19:44  Rispondi allegando il testo
L'IMMANE TRAGEDIA del CALCIO

Da ragazzo nel mese di Maggio
alla sera s'andava per la preghiera
alla Madre Terra, la “Madonna”.

Il 4 Maggio 1949, all'uscita
l'amico Angelo Sangiorgio
mi gira la ferale notizia del TORINO...

Piansi, e nella mia semplicità e
innocenza per ricordare la squadra,
cambiai casacca diventando Juventino...

il Poeta Lorenzo Pontiggia
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lore
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Spedito - 05/05/2014 :  09:00:13  Rispondi allegando il testo




Paolina Carli grazie Lorenzo ma hai anticipato di tanto, mi vuoi più vecchia.....

9 ore fa · Mi piace
..
Sai come conto i miei anni? Sono del 1941, partorito dal ventre di Madre il 27 Febbraio, quindi il 28 Maggio entrerò nel 75 anno di vita... Ciao e grazie reciprocamente dell'amicizia... lorenzo
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lore
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Spedito - 05/05/2014 :  16:03:09  Rispondi allegando il testo
CORSERA
Nella foto la sbarra a cui è stato ritrovato legato il cadavere
Il cadavere di una donna è stato trovato alle porte di Firenze, in via del Cimitero a Ugnano, legato ad una sbarra, in una strada secondaria, sotto un cavalcavia. L'allarme è stato dato in mattinata. Sul posto gli investigatori della polizia. La zona è quella al confine tra Firenze e Scandicci, alla periferia ovest del capoluogo toscano.



L'animale uomo non usando il Sesto Senso la RIFLENTE non possiede il limite al "male"...
Vedi le continue guerre per il "potere" temporale e chi paga è "pantalone" e l'infelicità dilaga...

La vera Libertà l'insegna ARISTOTELE nelle tre scienze: La NATURALE (Minerale, Vegetale e Animale = Biologia = Energia) in cui l'uomo usando il SESTO SENSO che possiede nel concepimento tende a realizzarsi nel realizzare una Società alla cui base c'è il Buonsenso, Onestà e Capacità da poter realizzare l'Immanenza Utopica. la seconda è la Scienza Morale ( senza religioni, ideologie, tessere...), la terza è la Scienza Speculativa, non quella vigente ma la ricchezza della "Natura", ripeto: Biologia = Energia di cui tutta l'Umanità dà e riceve il perenne sostentamento di benessere e AMORE Sociale per la continuità della Progenie...

Tornando al caso sopracitato è il non realizzarsi da umani ma da bestie!
Quindi l'infelicità dilaga e non ci si realizza!

Lorenzo Pontiggia il Poeta
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lore
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Spedito - 06/05/2014 :  10:51:13  Rispondi allegando il testo
Dal CORSERA di oggi:

L'ultima strategia di “guerra” di forza silvio

A Milano apre una sede di Forza Italia dedicato a Putin...

In Italia il mago “furbo” che da vent'anni si presenta agli elettori come unico
anticomunista, per paura di perdere il proprio “trono”...
Con questi personaggi politichesi l'Italia è ridicola per gli stranieri e pericolosa per gli italiani...

il Poeta lorenzo pontiggia
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lore
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Spedito - 07/05/2014 :  09:46:31  Rispondi allegando il testo
L'AMORE Giovanile non solo per il Calcio...

L'IMMANE TRAGEDIA del CALCIO

Da ragazzo nel mese di Maggio
alla sera s'andava per la preghiera
alla Madre Terra, la “Madonna”.

Il 4 Maggio 1949, all'uscita
l'amico Angelo Sangiorgio
mi gira la ferale notizia del TORINO...

Piansi, e nella mia semplicità e
innocenza per ricordare la squadra,
cambiai casacca diventando Juventino...

il Poeta Lorenzo Pontiggia

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Piace a Gabriella Rossini e Andrea Maesani.
.

Andrea per riuscire ad amalgamare e far vivere l'Oratorio di Eupilio, creai la squadra Juniores MARYORY, e da tecnico in una gara amichevole riuscii a battere la squadra del Lecco 1 - 0, nell'anno che giocava in serie A - 1966/67.

Un grazie a Gabriella e chi mi legge... lorenzo
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lore
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Spedito - 07/05/2014 :  14:03:41  Rispondi allegando il testo
Gruppo aperto

AL FINE DI RACCOGLIERE RICORDI E CONOSCENZE SUL PAESE

Che "bello" trovare il sito del mio "Paese":
Sono me stesso nell'affermare che il "Vivere è tendere ad Armonizzarsi ed è Politica!
L'UOMO possiede nel concepimento la sintesi del Sociale o RIFLENTE = POEFILOPOLI = POESIA-FILOSOFIA-POLITICA!

Ogni atto dell'Uomo è principio di Amore Sociale, e nella realtà è Politica essendo parte della famiglia Umana. L'evolversi è Storia, e se è Storia è Politica della Progenie = Scienza Umana...
Lasciar FUORI dal gruppo qualsiasi tipo di discorso politico non è rinnovarsi né vivere!

Lascio al responsabile del sito di decidere la mia permanenza...

Lorenzo Pontiggia dal 1985 cittadino di Albese con Cassano
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lore
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Spedito - 08/05/2014 :  15:01:57  Rispondi allegando il testo
DAL CORSERA I libri in cella...

Il detenuto leggendo libri "appropriati" può capire i propri errori e riconoscere che il vivere è il più bel DONO che Madre Terra dà all'Uomo, la RIFLENTE - Riflessione-Mente, e che non è mai troppo tardi per cambiare e ricominciare nell'essere esempio a chi è "fuori" a migliorare la Società...

Lorenzo Pontiggia il Poeta
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lore
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Spedito - 08/05/2014 :  17:29:41  Rispondi allegando il testo
Scaiola l'hanno incastrato! Corsera

"Chi è senza peccato..." C'è da mandare a casa tutti se ci fosse la Coscienza Sociale...
La vera "Polis" è basata sul BUONSENSO, ONESTA' e CAPACITA e alla base ci
deve essere la Vocazione (non quelle fondamentaliste) a servire il Prossimo!
Per scegliere ci vogliono dei veri Test attitudinali, non "marchette"!
Solo così il futuro ai figli non ancora concepiti sarà assicurato...
Lorenzo Pontiggia il Poeta
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Spedito - 09/05/2014 :  15:30:34  Rispondi allegando il testo
Sintesi Poetica: "Il Vero Politico deve possedere":


BUONSENSO, Riconoscere il Prossimo...

ONESTÀ, Lealtà, Sincerità...

CAPACITÀ, Competenza, Dignità...


Solo così l'Uomo può definirsi POLITICO!

Lorenzo Pontiggia il Poeta
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lore
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Spedito - 09/05/2014 :  15:48:59  Rispondi allegando il testo


From: Mons. Antonio Riboldi - Vescovo Emerito
Sent: Friday, April 18, 2014 6:14 PM
To: Lorenzo Pontiggia
Subject: Mons Antonio Riboldi

Carissimo Lorenzo, sono contento che tu ricordi il nostro incontro come un momento di comunione fraterna. Ogni incontro può diventare un dono, dipende da come lo si vive, se nella Luce della Provvidenza o solo della casualità. Io credo che il Signore guida ogni nostro passo ed è Lui a condurci per le strade della vita, perché è solo l’incontro con Lui che può dare senso al nostro ‘qui’ e soprattutto al dopo, nell’eternità. Il fine della nostra vita non è l’Amore sociale, che è una sorta di astrazione, ma una Persona vivente, Gesù. Ti benedico di cuore.

Antonio, Vescovo

Grazie, nei giorni di Pasqua son stato ad ASSISI, pensandoti, e imperterrito cammino superando le difficoltà quotidiane nell’essere me stesso portatore di “Pace e “Luce”...

Grazie della Pace e Luce che mi Doni...
lorenzo

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lore
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Spedito - 09/05/2014 :  19:41:19  Rispondi allegando il testo
La rottura della croce con il morto!
Succede, il vero miracolo è che Wojtila è fatto santo, ma in "realtà" miracoli non ne ha fatti! Il miracolo l'ha avuto lui quando è stato solo ferito nell'attentato delle forze comuniste, che non volevano perdere la Polonia e di riflesso per conseguenza la caduta del muro di Berlino, da creare i presupposti della Globalizzazione, che ora non solo l'Italia sta pagando per la mala politica...
Inoltre la chiesa con i giubilei e i santi riempiono solo le casse dello “IOR”.
Questi si possono chiamare i veri miracoli di Wojtila!
N.B.
La caduta della croce è la prova che i miracoli sono bisogni interessati!
Lorenzo Pontiggia il Poeta
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lore
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Spedito - 10/05/2014 :  07:49:49  Rispondi allegando il testo
GREGANTI E FRIGERIO...
Greganti: affermava di non sapere niente dei soldi che trasportava per “botteghe oscure” partito comunista, da farsi passare per un “martire” ma “il lupo perde il pelo ma non il vizio”
Frigerio, con la sua faccia appariva un angelo, invece che diavolo!
La religione che impera avendo mani in pasta da la benedizione e pantalone paga...
Nel ricordo di GINO il “toscanaccio”: “ Tutto da rifare”
Lorenzo Pontiggia
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lore
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Spedito - 10/05/2014 :  08:33:49  Rispondi allegando il testo
IL PARTO

Sboccia il fiore dalla TERRA,
la Primavera danza,
gli uccellini parlano d'Amore,
l'Uomo ringrazia il Sole,
e il frutto dell'Eterna MAMMA.

IL POETA
lorenzo pontiggia
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