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R E V I S I O N E      D E L L A      D I S C U S S I O N E
milena Inviata - 25/02/2011 : 12:20:31
Klaudio, dove sei?

Racconta la tua versione, cosa sta succedendo in Libia?

Si sono veramente stancati del collonello o vedi anche tu una regia esterna (io non ci credo )?

Sarebbe interessante poter leggere la tua opinione, data la tua esperienza.
20   U L T I M E      R I S P O S T E    (Ultimi inserimenti)
klaudio Inviata - 06/11/2013 : 20:44:25
Purtroppo la Primavera araba che avevo ipotizzato - ed in tanti s'erano uniti al coro - per Tunisia, Libia, Egitto, s'è rivelata un'utopia. In effetti i paesi arabi soffrono d'idiosincrasia verso un sistema democratico, e se manca l'uomo forte, fosse pure un tiranno disumano, cadono nell'ingovernabilità e nell'anarchia. La Libia più degli altri perché la popolazione sente solo l'appartenenza tribale.


http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2013/11/6/LIBIA-Assediato-l-impianto-Eni-di-Mellitah-forniture-gas-a-rischio/441810/

Klaudio
klaudio Inviata - 17/09/2013 : 20:49:01
Citazione:
Originariamente inviato da webmaster

Citazione:
Originariamente inviato da klaudio

Webmaster: perché la pagina mi appare extra large, difficile da leggere e da scriverci?
Klaudio



Ciao Klaudio,
c'era un link "extra large" in un tuo precedente post. Ho corretto la cosa.
saluti
P.S. vita intensa la tua!



Grazie.
Spesso molto sofferta, ma intensa, si, ringraziando Dio. Quando si parte, non è importante dove si arriva, quel che conta è il viaggio..

Klaudio

webmaster Inviata - 17/09/2013 : 16:15:38
Citazione:
Originariamente inviato da klaudio

Webmaster: perché la pagina mi appare extra large, difficile da leggere e da scriverci?
Klaudio



Ciao Klaudio,
c'era un link "extra large" in un tuo precedente post. Ho corretto la cosa.
saluti
P.S. vita intensa la tua!
klaudio Inviata - 17/09/2013 : 01:33:06
Ho chiesto a un'amica greca residente in Atene se Abdallah al Senussi, la cui figlia è stata sequestrata, fosse il cosiddetto principe nero, figlio di secondo letto di re Idris.



ECCOTI LA RISPOSTA QUI DI PUGNO DELLA SORELLA DELLA MOGLIE DEL VERO PRINCIPE EREDITARIO DI LIBIA. PER CUI CHIUNQUE AVESSE UN DUBBIO QUI E' TUTTO CHIARO. SPERO CHE LA SUA RISPOSTA SIA ESAURIENTE. LA NAFISA E' PROFESSORESSA DI FRANCESE ALLA SORBONNE.


BUONA SETTIMANA. ANNA


---------- Forwarded message ----------
From: Anna Gerakis
Date: 2013/9/16
Subject: Re: ESATTO!
To: Nafisa BAGHDADI >


Grazie di cuore dell'aggiornamento in materia. Contraccambia i saluti a Tarek e Hana'. a te un caloroso abbraccio senz'altro ci sentiremo quanto prima. La mia salute va benino. Anna



2013/9/16 Nafisa BAGHDADI


CARISSIMA ANNA

PRIMA DI TUTTO COME STAI? SPERO BENE HAI I SALUTI DI TAREK E DI HANA.


DUNQUE COME HAI DETTO IL RE IDRISS NON HA MAI AVUTO FIGLI E QUESTO ABDALLAH E'IL FIGLIO DI ABED EL SENOUSSI SE TI RICORDI DI LUI CHE SAREBBE IL CUGINO DEL RE IDRISS E'NERO PERCHE' LA SUA MAMMA ERA NEGRA. QUESTO ABED ERA NEL MONDO DEGLI AFFARI AVEVA A CHE FARE CON LA SOCIETA' ARAMCO NON ERA MAI STATO UN BUON PRINCIPE E AVEVA MESSO IL RE IDRISS IN IMBARAZZO IN MOLTE OCCASIONI.


IL FIGLIO DEVE ESSERE COME IL PADRE E HA COMINCIATO GIA'A PARLARE AI MASS MEDIA ANCHE PRIMA DELLA CADUTA DEL PAZZO E SI PRESENTA COME IL NIPOTE DEL RE. E'STATO MESSO AL SUO POSTO DA MOHAMMED SENOUSSI IL FIGLIO DI HASSAN RIDA SENOUSSI IL FRATELLO DI MAHDI CHE SAREBBE IL MARITO DI MIA SORELLA HANA IN PIU' TUTTI I LIBICI LO CONOSCONO SOLO CHE LUI PARLA CON GENTE CHE NON CONOSCE LA STORIA DELLA LIBIA E LO CREDONO MA LUI NON HA NESSUNA CULTURA GLI PIACE SOLO DI FARSI PASSARE PER UN PRINCIPE E CREDO LUI NON ABBIA NEMMENO IL TITOLO DI PRINCIPE CHE IL RE AVEVA RISERVATO SOLO AI FIGLI DEL PRINCIPE HASSAN AL RIDA EL SENOUSSI PERCHE ERA LUI L'UNICO EREDE DEL TRONO DELLA LIBIA.

La versione che conosco io, Klaudio, è diversa:

Abdallah al Senussi era noto - nella cerchia del corpo diplomatico e dei vip - come figlio illegittimo avuto da re Idris con una schiava fezzanese, mai riconosciuto ma con ampie provviste di danaro, tanto che acquistò Villa Campari, ci fece allestire due piscine (una riservata alle donne), volle bagni con la rubinetteria d'oro, come le maniglie delle stanze, e incaricò antiquari italiani di scovargli mobili antichi prestigiosi. Purtroppo, accanto a quei pezzi d'antiquariato italiano, francese, cinese, volle un'enorme, orribile moschea d'oro massiccio, il classico pugno in un occhio. Inoltre ricordo, nel salone centrale, un tappeto di 50 metri quadrati, che manco lo Scià di Persia!

Tutto ciò gli fu possibile in quanto figlio bastardo del re. Abdallah, com'è noto, significa servo di Allah, l'equivalente dei nomi napoletani Diotallevi, Sperindio, ecc. dati ai "figli di nessuno".

Infine, il titolo gli veniva conferito solo dai notabili occidentali, nessun libico lo chiamava principe, per non riconoscere la sua origine reale. Così volle Idris.



Quanto ad Hasan Ridà, nipote del re, era noto per due cose: per un discorso in chiave antitaliana fatto all'ONU, e per contrabbandare in Italia il danaro degli ebrei, con la complicità del direttore di una Banca italiana in Tripoli di cui non faccio il nome, al tasso del 30%.

Il colpo di Stato di Gheddafi riuscì senza che fosse sparato un colpo, l'unico ferito fu Ali Aghil colonello della polizia che non volle saperne dell'accordo-tranello dei congiurati col generale (Shelhi, mi pare si chiamasse) capo della polizia libica che aveva il doppio di uomini in servizio nell'esercito e possedeva gli unici mezzi blindati. I congiurati lo convinsero a dare ordine di non reagire, affermando che volevano eliminare il corrotto Hasan Ridà, e fare della Libia una monarchia costituzionale progressista. Il sovrano sarebbe stato rispettato e gli sarebbe stato chiesto di nominare un erede degno di lui. Questa è la storia come la conosco io.

Tra parentesi: il colonnello Aghil, che godeva fama d'essere un duro, s'innamorò di me una sera all'Uaddan, un autentico coup de foudre - chiedere a Tony Cassar per conferma - facendomi sudare freddo.. Nota di colore: nelle sue intenzioni io avrei dovuto fare la parte di quello attivo, infatti la sua mano sotto il tavolo non lasciava dubbi.. Ma questa è un'altra storia..

Klaudio






klaudio Inviata - 17/09/2013 : 01:08:50
Webmaster: perché la pagina mi appare extra large, difficile da leggere e da scriverci?
Klaudio
klaudio Inviata - 17/09/2013 : 00:53:33
Esteri
Foto Libia: Saadi Gheddafi intercettato in Niger
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Libia: Saadi Gheddafi intercettato in Niger
Il figlio del dittatore chiede asilo umanitario


Tunisi - Il figlio (più cattivo) del Raìs Muammar Gheddafi, Saadi Gheddafi, è stato intercettato con un gruppo di libici in fuga in Niger. Il figlio del colonnello, secondo quanto riferito dalla stampa locale è stato fermato da una pattuglia dell'esercito nigerino che ha fermato l'auto sulla quale viaggiava. Dalle prime notizie pare che a Saadi Gheddafi, 40 anni, sarà concesso asilo umanitario.
Nel frattempo la situazione in Libia è totalmente fuori controllo. Qualche giorno fa una potente esplosione ha causato danni notevoli al palazzo del Ministero degli Esteri a Bengasi. Secondo quanto appreso da testimoni, la bomba si trovava all'interno di un'automobile parcheggiata di fianco all'edificio. Gran parte del palazzo è andato distrutto e alcuni passanti sono rimasti feriti. Ingenti danni anche alla sede locale della vicina Banca centrale.

A Darj invece, in uno scontro avvenuto qualche giorno fa, sono morte 11 persone. Secondo i media locali, i tumulti sono scoppiati tra guardie di frontiera e membri della tribù Giaramla. Come rappresaglia all'uccisione di 4 agenti, le forze di sicurezza avrebbero dato fuoco ad alcune case di proprietà della tribù. Gli scontri hanno messo in fuga verso il deserto gli abitanti della località, ancora sotto assedio.

klaudio Inviata - 12/09/2013 : 12:54:49
Ricevo questa notizia da un amico



L’avevano rapita. No, la stavano proteggendo. Per il suo bene. La vicenda di ‘Anoud al-Senussi, 20 anni, figlia dell’ex capo dei servizi segreti Abdallah al-Senussi, descrive molto bene la situazione di caos in cui versa la Libia, a due anni dalla fine dell’era Gheddafi.

‘Anoud al-Senussi era rientrata in Libia dall’Algeria, il 4 ottobre 2012, per visitare il padre in carcere da un mese. Era stata arrestata e condannata a 10 mesi, come previsto dall’articolo 350 del codice penale, per ingresso nel Paese sotto falso nome.

Alla fine della condanna, per la ragazza sono iniziati altri problemi. Un primo tentativo di rimetterla in libertà, l’8 agosto, è stato rinviato per motivi di sicurezza. Un secondo, il 26 agosto, è stato sospeso perché nel frattempo nella prigione di al-Baraka centinaia di detenuti in attesa di giudizio avevano dato vita a una rivolta.

Il 2 settembre, terzo tentativo. Nelle prime ore del pomeriggio, i cancelli della prigione si aprono e ‘Anoud al-Senussi, scortata da tre auto della polizia giudiziaria, viene accompagnata all’aeroporto internazionale di Tripoli.

Alle 17, l’imboscata. Il piccolo convoglio viene fermato da un gruppo di uomini armati. Alcuni tengono a bada i poliziotti sparando ripetutamente colpi in aria. Altri sequestrano ‘Anoud al-Senussi.

Il ministro della Giustizia, Salah al-Marghani, convoca i giornalisti e lancia un appello a tutti i libici, soprattutto ai “rivoluzionari”, affinché collaborino a rintracciare la ragazza.

Due giorni dopo, il deputato Abdul Hadi Ahmed Ashrief rivela che ‘Anoud al-Senussi non è stata affatto rapita. O meglio, stava per essere rapita da un non meglio precisato gruppo. Ma sono intervenuti uomini alle dipendenze del Consiglio supremo della sicurezza, il quale dipende a sua volta dal ministero dell’Interno, che l’hanno portata in un “luogo assai sicuro” di Tripoli, dove si troverebbe insieme a due zie e a una sorella. Un post sul profilo Facebook della Prima unità di rinforzo speciale conferma di averla presa in consegna prima che la rapisse un gruppo rivale…

Il deputato Ashrief aggiunge che la ragazza sta benissimo ed è contenta e che l’ha incontrata personalmente (sempre su Facebook circola una foto del presunto incontro avvenuto nel “luogo assai sicuro”). Il messaggio è dunque tranquillizzante, soprattutto per la tribù Magarha, cui appartiene ‘Anud al-Senussi, che ha minacciato di interrompere il flusso di un fiume per impedire all’acqua di accedere a una regione della Libia occidentale. I Magarha avevano manifestato l’intenzione di andare direttamente loro a prendere ‘Anod al-Senussi, ma la richiesta era stata rifiutata dalle autorità…

La sera di venerdì, infine, la “liberazione”.

La Polizia giudiziaria (così come altre istituzioni del paese) è uscita fortemente indebolita dal conflitto armato del 2011, tanto che il ministero della Giustizia è stato costretto a integrarvi circa 10.000 uomini delle brigate armate che combatterono contro Gheddafi, privi di formazione ma pieni di vendetta.

Intanto, il 19 settembre è previsto l’inizio del processo contro Abdullah al-Senussi e Saif al Islam Gheddafi. Ne riparleremo.












klaudio Inviata - 02/02/2013 : 20:08:20

http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2013/1/29/Libia-bomba-contro-la-sede-della-missione-Onu-nessuna-vittima/358828/

Klaudio
klaudio Inviata - 08/01/2013 : 19:12:56
Citazione:
Originariamente inviato da korki

http://www.ticinonews.ch/articolo.aspx?id=276660&rubrica=15

Prima o poi un Governo sarà pronto.




http://it.ibtimes.com/articles/31197/20120612/libia-nuovo-attentato-questa-volta-tocca-all-ambasciatore-inglese.htm

http://it.ibtimes.com/articles/40641/20130106/magarief-vivo-attentato.htm

http://www.linkiesta.it/salafiti-primavera-araba-egitto

http://www.linkiesta.it/salafiti-primavera-araba-egitto

Gli arabi, il mondo musulmano in genere non sono fatti per la Democrazia. Nemmeno gli italiani, se è per questo, visto che accettano governi composti da cialtroni ladri e incapaci, uno peggiore dell'altro.

Klaudio
korki Inviata - 05/10/2012 : 17:41:50
http://www.ticinonews.ch/articolo.aspx?id=276660&rubrica=15

Prima o poi un Governo sarà pronto.
klaudio Inviata - 30/09/2012 : 16:48:25
Citazione:
Originariamente inviato da korki

Potrebbe essere un buon segno la consegna delle armi: almeno un inizio di controllo del territorio c'è.




Mi sa che avevano l'abitazione piena e le mogli (3-4 per casa) gli hanno detto: o fuori le armi, o fuori noi. E alcune centinaia di ex guerriglieri, un pò tardi nel farsi due conti, hanno optato di liberarsi delle armi.
Proprio vero che un vedovo che si risposa non meritava di restare vedovo...

Klaudio







korki Inviata - 30/09/2012 : 16:00:39
Potrebbe essere un buon segno la consegna delle armi: almeno un inizio di controllo del territorio c'è.
klaudio Inviata - 30/09/2012 : 13:25:57
http://it.notizie.yahoo.com/

http://it.notizie.yahoo.com/libia-centinaia-cittadini-consegnano-armi-bengasi-e-tripoli-204016460.html
klaudio Inviata - 24/09/2012 : 12:40:00
News: Bengasi, milizie civili contro islamici: 4 morti


Nella città teatro del barbaro omicidio dell'ambasciatore americano regna ormai il caos. Presi di mira anche i gruppi filo governativi

Caos a Bengasi: è caccia agli islamici
Pakistan, proteste anti-Occidente: 19 morti
06:02 - E' caos a Bengasi per gli scontri fra cittadini armati, milizie salafite anti-governo e milizie filo-governative. Venerdì sera migliaia di persone hanno manifestato, con il sostegno delle autorità, contro le brigate dei fondamentalisti e hanno cacciato i salafiti di Ansar al-Sharia dalla loro caserma in centro. Poi però hanno dato l'assalto alle caserme di altri gruppi islamici fedeli al governo. Il bilancio: 4 morti e 40 feriti.
Gli scontri sono cominciati al termine di una manifestazione che ha riunito 30mila persone per protestare contro le milizie armate e rendere omaggio all'ambasciatore americano Chris Stevens, rimasto ucciso nell'attacco dell'11 settembre insieme con un altro funzionario Usa, due marines e alcuni libici. Il cosiddetto "Giorno del salvataggio di Bengasi", come è stata definita la manifestazione, era stato organizzato con l'appoggio delle autorità per denunciare l'estremismo e la violenza e per incoraggiare il governo a sciogliere i gruppi armati che si sono rifiutati di consegnare le armi.

Prima i manifestanti hanno di fatto "sloggiato" i salafiti da un edificio della sicurezza che avevano occupato. Poi, però, hanno dato l'assalto in centro al quartier generale della milizia islamica di Ansar al-Sharia, sospettata di essere dietro l'attentato al consolato. I militanti salafiti hanno sparato in aria e sono fuggiti. Al grido di "il sangue dei martiri non può essere versato invano", i manifestanti sono entrati nella caserma occupata negli ultimi mesi dagli islamici, che è stata saccheggiata e bruciata. Non ci sono stati scontri diretti nè feriti.

La polizia "coordinava" l'attacco
L'attacco alla sede dei salafiti è stato coordinato da polizia e truppe governative. "Stiamo prendendo il controllo della sede della battaglia. Questo è stato fatto su richiesta del popolo, che ha chiesto che le milizie lascino questo posto", ha detto il colonnello dell'esercito Naji al-Shuaibi, al comando delle operazioni.

Situazione degenera e parte l'attacco ai filo governativi
A questo punto però la situazione è sfuggita di mano. I manifestanti armati si sono diretti verso le caserme di altre milizie islamiche, queste però fedeli al governo. La folla inferocita non ha fatto differenza. La "Brigata 17 febbraio" e la milizia "Scudo della Libia" sono state cacciate dalle loro sedi senza tanti problemi. Quando però i manifestanti sono arrivati alla caserma di Raf Allah al-Sahati, a 15 km dal centro, si sono trovati di fronte una furiosa resistenza. La battaglia è andata avanti per due ore, finché gli islamici si sono ritirati. Sul campo sono rimasti 4 morti e una quarantina di feriti. La caserma è poi stata saccheggiata di armi e munizioni.
klaudio Inviata - 23/09/2012 : 22:25:04
Vi giro questa intervista del Capo di stato provvisorio libico, Megaryef.




TRIPOLI - "L'ho già fatto, lo faccio ancora: la Libia chiede scusa all'America e ai cittadini di tutto il mondo per quello che è successo al consolato di Bengasi. Un amico della Libia e tre suoi colleghi sono stati uccisi, le proteste contro un film che offende Maometto non c'entrano nulla con quell'attentato, qui in Libia sono presenti gruppi che hanno un'agenda diversa da quella del popolo libico. Noi vogliamo democrazia, prosperità e sicurezza. Loro vogliono il terrore".

Alle 10 di ieri mattina, dopo una notte di incontri politici (in Libia si sta formando il nuovo governo), il presidente del Parlamento Mohamed el Megaryef ci fa accomodare al tavolo della prima colazione. Megaryef di fatto ha il rango di capo dello Stato sino all'approvazione della nuova Costituzione, "la settimana scorsa dovevo venire in Italia per incontrare il presidente Napolitano e il premier Monti, ho rinviato per l'attentato, ma arriverò presto: nel cuore di ogni libico c'è un posto speciale per l'Italia e i nostri obiettivi sociali ed economici dovremo svilupparli insieme".

Dal 1980 questo professore universitario in Gestione aziendale era in fuga dal colonnello Gheddafi e dalla sue squadre di killer: ha vissuto da esiliato prima in Marocco e poi in Egitto, riuscendo a fuggire da quei Paesi prima che prima re Hassan e poi Mubarak provassero a "venderlo" a Gheddafi. Hanno provato a ucciderlo a Londra e a Fiumicino, "poi dall'Egitto sono fuggito in America, e per quasi trent'anni ho vissuto lì:
il 17 febbraio, il giorno della rivoluzione ero ad Atlanta, il 28 settembre sono rientrato nel mio paese". Barack Obama ha chiamato Megaryef per chiedergli collaborazione totale sull'assassinio dell'ambasciatore Stevens: "Gli ho fatto le scuse della Libia, perché è inutile girare intorno le cose, la sicurezza della Libia è responsabilità della Libia. Ma gli ho chiesto di rafforzare gli sforzi perché la rivoluzione che l'America e l'Europa hanno sostenuto si consolidi".

Presidente, chi è stato? Tutti puntano il dito sui miliziani di Ansar Al Sharia, che però nega.
"Elementi di Ansar Al Sharia erano coinvolti nell'attacco, sappiamo di una divergenza nella loro leadership, e crediamo che nell'assalto possano essere stati coinvolti altri miliziani che hanno un'agenda del terrore per la Libia che non vogliono la democrazia. Con gli Usa stiamo collaborando e apprezziamo la scelta di equilibrio del presidente Obama di aiutarci a capire chi sono i veri colpevoli sul terreno prima di intraprendere azioni che renderebbero tutto più confuso. L'amministrazione Usa lavora saggiamente, per non disperdere il frutto positivo della rivoluzione".

Lei ha ammesso che la sicurezza nel paese è ancora carente.
"È sotto gli occhi di tutti e l'assalto a Bengasi è solo il caso più grave. Sul terreno sono presenti molte milizie, anche quelle che hanno preso parte alla rivoluzione e che adesso fanno parte di quei gruppi violenti che vogliono negare democrazia alla Libia. Non a caso hanno scelto l'11 settembre per colpire".

Finché non formerete un governo stabile non potrete parlare di sicurezza. Eppure i partiti hanno già iniziato a litigare.
"Le nostre priorità sono queste: ricreare un esercito nazionale, riorganizzare l'apparato della sicurezza interna, la polizia; raccogliere le armi che sono ovunque nel paese; avviare un processo di riconciliazione nazionale, per non parlare della riforma del sistema giudiziario. Per questo abbiamo bisogno di un governo forte e unito. È quello che ci aspettiamo dai partiti".

L'elezione a sorpresa di Abu Shagur a premier ha irritato Mahmoud Jibril, che credeva di avere l'incarico in tasca.
"Abu Shagur dovrà lavorare a tutti i costi per un governo di unità nazionale che coinvolga tutte le forze della politica libica. In effetti Jibril era troppo sicuro di sé perché aveva avuto un buon successo elettorale, ma i voti parlamentari sono andati a Shagur. Dovranno lavorare insieme per la Libia".

Presidente, una domanda sull'accordo Italia-Libia firmato da Gheddafi e Berlusconi. È ancora valido?
"È valido, ma è stato firmato da Gheddafi nei suoi interessi: andranno riviste tutte quelle parti che non fanno l'interesse del popolo libico. Ma il nostro interesse a collaborare con l'Italia è fortissimo".







klaudio Inviata - 16/09/2012 : 00:31:17
Gheddafi non ammetteva disordini, come tutti i tiranni temeva le congiure e, limitatamente a questo, non aveva tutti i torti, dato che ha subito 13 attentati alla persona. E' sempre sopravvissuto, per finire ucciso dalla propria pistola. Dice un proverbio arabo: la mattina alzati presto quanto vuoi, ma il tuo destino si è alzato un'ora prima di te. Intrigante, vero? Lui temeva, in particolare, Al Qaeda e i Fratelli musulmani. A Bengazi ci furono manifestazioni di piazza per reazione alle vignette danesi su Maometto, e quando quell'idiota di Calderoli indossò una maglietta offensiva per l'Islam (era ministro in carica!) i cirenaici diedere l'assalto all'ambasciata italiana. La polizia libica sparò e ci furono cinque morti annunciati. Paolo, tieni presente, comunque, che fino a ieri non c'era alcun paese musulmano a regime democratico, e ho forti dubbi che ce ne sarà mai uno, tutti i tumulti popolari erano programmati dai governanti. Come, ad esempio, nel caso Ochalan, le bandiere italiane bruciate in Turchia nelle manifestazioni di piazza. Tanto spontanee che reclutarono anche i mendicanti, perchè facessero numero. Mica gli entrava in testa, ai turchi, che la Costituzione italiana vieta l'estradizione verso un paese dove vige la pena di morte. Nonostante l'espulsione della Comunità italiana, l'ultima della lista dopo la cacciata di ebrei, inglesi, americani, nell'ordine citato, non ce l'ho mai avuta con lui, ogni rivoluzione impone un dazio agli innocenti. Ma quando si è messo a massacrare il suo stesso popolo, l'ho disprezzato. E' fuor di dubbio che all'Occidente facesse comodo, come faceva comodo lo zio di Ruby. Detto per inciso, Assad non rischia attacchi Nato, l'immunità gli deriva dall'assenza di petrolio. Ti dirò che sono abbastanza preoccupato, la cosiddetta Primavera araba - il primo a darle questo nome fu il sottoscritto ed è provato - non ha dato gli effetti sperati, ma l'Occidente non è esente da peccati d'omissione. Se i fondamentalisti prenderanno il potere, il rischio di uno scontro frontale Oriente-Occidente si farà concreto.
klaudio Inviata - 13/09/2012 : 23:33:34


http://video.corriere.it/ambasciatore-americano-libia-un-video-ufficiale/7ef2e0dc-fcbe-11e1-8750-e7d636bddd26

Klaudio
klaudio Inviata - 13/09/2012 : 21:24:21
Aderisco alla richiesta del webmaster, con la lettura del link che propongo qui appresso e che, personalmente, ritengo uno splendido epitaffio dedicato a un americano atipico.

Quanto a me, esentami Paolo, dall'aggiungere commenti personali, mi rattrista vedere la Libia sfuggita al tiranno, piombare nell'anarchia, nel caos. Nutro ancora un pò di speranza, per via di qualche scambio d'idee con libici che mi capita d'incontrare qui a Roma. Ma è soltanto un barlume.

http://www.corriere.it/esteri/12_settembre_13/amico-americano-capiva-gli-arabi-olimpio_94898414-fd63-11e1-ae02-425b67d1a375.shtml

Klaudio
klaudio Inviata - 21/07/2012 : 17:29:00
Votazione in Libya. Sono costretto al copia-incolla perchè ho provato col link e ne sortisce una sorta di cifrario segreto, boh?

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· Group: NEW LIBYA-ITALY by ALONGI

LINDA ALONGI Group NEW LIBYA-ITALY by ALONGI has started a discussion: Jibril in testa con 39 seggi ...liberali in testa ma con la sharia tra i principi ispiratori

"A più di dieci giorni dal voto, in Libia è in vantaggio l'Alleanza delle Forze Nazionali. Secondo quanto riferisce l'Ansa, la coalizione guidata dall'ex leader del Cnt Mahmud Jibril è in testa con 39 seggi. Il partito dei Fratelli Musulmani, Giustizia e ricostruzione, ne ha conquistati 17, ma invece di congratularsi con gli avversari ha invece intimato i moderati a non cantare vittoria troppo presto. Dei 200 seggi disponibili solo 80 sono riservati ai partiti, mentre i restanti 120 saranno attribuiti ai candidati indipendenti. Questo significa che l'orientamento politico che avrà il parlamento rimane ancora un mistero in quanto i Fratelli Musulmani, come riporta la Bbc, sperano di potersi alleare proprio con alcuni dei candidati indipendenti. Anche se per avere i dati ufficiali bisognerà attendere la fine del mese, questo risultato elettorale è comunque inaspettato. Tra tutti i Paesi del Nord Africa che hanno visto un cambio di governo nell'ultimo anno e mezzo, la Libia è infatti la sola ad aver scelto una formazione laica, al contrario di quanto è avvenuto in Egitto e in Tunisia, dove i cittadini si sono affidati a partiti di ispirazione religiosa, spesso legati ai Fratelli Musulmani. Lo stesso Jibril non ha però voltato le spalle all'Islam. Pochi giorni prima delle elezioni aveva infatti dichiarato di avere tra i suoi principi ispiratori proprio la sharia. A votare per scegliere i rappresentanti dell'Assemblea Nazionale è stato il 62% della popolazione. Gli osservatori elettorali europei hanno dichiarato che le elezioni si sono svolte in maniera “pacifica e regolare”, anche se in molte località sono avvenuti degli incidenti. via web news"

Klaudio
klaudio Inviata - 19/06/2012 : 22:10:15


Una lezione di storia

http://www.youtube.com/watch?v=Anb6_MKyywM&feature=related

Klaudio

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