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ANTE PAVELIC IL DUCA CROATO

Autore: Ferrara Massimiliano

Anno: 2008

Editore: Kappa Vu

Pagine: 262

Prezzo: EUR 18,00

ISBN: 9788889808436

Il governo di Roma è in contatto con il separatismo croato sin dal 1925 anche se, solo nel maggio del 1927 un incaricato militare fascista incontra il fiduciario di Ante Pavelic a Vienna. L’appoggio al separatismo croato del governo di Mussolini rientra nella grande operazione di sostegno con armi e finanziamenti ai movimenti eversivi balcanici da parte del governo di Roma. L’attentato di Marsiglia del 1934 rimane un episodio “poco chiaro” che vede protagonisti indiscussi Mussolini e Pavelic. Dopo l'invasione nazifascista della Jugoslavia, il leader ustascia crea lo Stato Indipendente di Croazia, un regime fantoccio, emanazione del nazifascismo. Gli ustascia, termine già usato dagli Slavi balcanici per indicare coloro che lottarono contro i Turchi, viene ripreso da Pavelic per designare gli appartenenti al movimento nazionalista croato di estrema destra che si oppone al dominio dei Serbi (1928). Costituito il Partito unico dello Stato indipendente di Croazia (1941), con l'aiuto dei nazionalisti, gli ustascia commettono grandi atrocità nei confronti di serbi, comunisti ed ebrei. Pavelic ed i suoi, in seguito alla guerra di liberazione guidata da Tito e dagli Alleati, fuggono in Austria aiutati dal cattolicesimo romano. Quando i destini della guerra cominciano a precipitare tanti criminali di guerra croati, Pavelic su tutti, al pari di molti nazisti tedeschi, riescono a mettersi in salvo in Spagna o Sud America attraverso la collaborazione di alti esponenti fascisti e del clero sancendo un’antica alleanza nata anni prima a Villa Torlonia tra Benito Mussolini ed il “duce” croato.

Ante Pavelic, capo degli ustascia e fondatore nel 1941 dello Stato Indipendente Croato, una tragica meteora geopolitica destinata a concludere la sua parabola con la sconfitta dell’Asse nella seconda guerra mondiale. Con l'apporto di ricca documentazione inedita sono messi in luce i rapporti di Pavelic con Mussolini e con il Vaticano, la sua lunga permanenza in Italia, la frenetica attività di organizzazione del movimento ustascia e delle sue bande armate, i campi di addestramento in varie regioni italiane, i progetti e la politica di aggressione del fascismo nei confronti della Jugoslavia, lo sterminio dei serbi ortodossi, i rapporti di Pavelic con il nazismo, la questione dell'“oro ustascia” e il ruolo della chiesa cattolica nella fuga dei criminali di guerra dell'Asse. Un saggio fondamentale per interpretare anche le successive vicende jugoslave e croate e il ruolo dell'Italia in esse

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