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 ASSOCIAZIONE BULGARIA-ITALIA 
Natale 2006 all'asilo di Burgas

IL NATALE 2006 DEI BAMBINI DELL'ASILO BURGAS
dal nostro inviato Pierpaolo Pacenza

Non si potrebbe mai immaginare che le palazzine fatiscenti dietro al grigio palazzone dell’ospedale appartengano al più grande asilo di Burgas, dove ben 385 bambini passano la gran parte delle loro giornate.

Non ho avvisato nessuno del nostro arrivo e quando Katia ci ha visto entrare durante lo spettacolo si è veramente commossa.

Sui due lati della sala bambini vocianti e allegri, ordinatamente schierati su piccole sedie rosse di plastica, gioiscono per le bizze dei pagliacci, recitano poesie, cantano in coro canzoni, filastrocche, scioglilingua e accolgono con travolgente entusiasmo Babbo Natale che ha convinto Cenerentola ad uscire dalle fiabe per stare con loro.

Katia, con la maestria di un esperto regista, canta con i bimbi, li aiuta a recitare, suggerisce, incoraggia, sprona chi è colto dal panico del palcoscenico, blocca chi invece calca la scena con eccessivo trasporto; ai lati della sala è schierato il personale che diviso per classi, osserva con discrezione e partecipa al coro di gioia, sotto lo sguardo vigile della direttrice, ancora sinceramente emozionata per la partecipazione dell’associazione Bulgaria-Italia.

Finito il primo turno, il salone si svuota in un batter d’occhio tra lo sciamare dei bimbi, le grida cadenzate degli insegnanti ed i saluti di uno sparuto gruppo di genitori, praticamente assenti, occupati come sono a sbarcare il lunario tra mille lavori, pagati con gli stipendi più bassi d’Europa.

Ma lo spettacolo continua… per il secondo gruppo, con l’onnipresente Babbo Natale, la Cenerentola con l’abito da sposa e gli immancabili pagliacci; la sala si riempie in un attimo con la velocità con cui si è svuotata.

Finalmente i regali! Una spumeggiante eccitazione è contenuta a fatica dalla maestra che chiama a turno i bambini ordinatamente seduti in attesa del loro momento.

Vengono chiamati ad uno ad uno da Cenerentola e recitano una filastrocca a Babbo Natale, corrono a loro posto per mostrare il pacco ai compagni, ma non possono aprirlo fino all’ora di pranzo; sui tavoli una grande pitka, biscotti, solenki per gli ospiti ed i bimbi.

Le maestre ci indicano, con orgoglio e soddisfazione, i regali dell’Associazione e ci convincono a posare per le foto ricordo.

Non ci si può sottrarre dall’assaggiare tutto, proprio perché ci viene offerto dai bambini che ci portano i vassoi e osservano attentamente ogni nostro gesto; ci siamo, quindi rimpinzati di biscotti e solenki, per lasciarci travolgere dalla loro gioia, scatenata semplicemente da una visita inaspettata e vissuta con grande eccitazione e trasporto.

Mi hanno colpito le carezze, gli abbracci spontanei, la voglia di recitare per dimostrare amicizia e gratitudine; per un po’ siamo stati i genitori di tutti, emozionati e affaticati per rispondere alle domande di una famiglia così numerosa.

Al piano di sotto si trova la classe dei bimbi che dormono all’asilo perché i familiari non hanno la possibilità di seguirli “adeguatamente” durante la settimana; qui l’accoglienza è stata inizialmente composta, ma poi è esplosa in una baraonda di salti, canti, allegria a ritmo di danza perchè “qualcuno presta loro attenzione”.

Nonostante le difficoltà, la malinconia e la tristezza per le diverse storie che vivono e portano dentro di sé, la voglia di vivere, di amare ed essere amati è più forte di tutto.

Siamo andati anche dai “bebè”, bimbi raccolti in una classe numerosa seduti ad aspettare Babbo Natale che si era dimenticato di loro, perchè sono veramente tanti in questo asilo e talvolta qualcosa sfugge.

Ma rieccolo con la sua palandrana rossa, mortificato e dispiaciuto, correre nell’aula dei piccolissimi, molti con il biberon, ordinatamente seduti al loro posto, distratti dalle maestre che hanno anticipato il pranzo per guadagnare tempo.

Una scatola di cioccolatini, scartati con la furia dell’ospitalità, ci viene offerta per ringraziare l’associazione dei regali per quei bambini che, per un attimo, erano stati dimenticati anche da Babbo Natale.



Non riesco ad adattarmi alla tranquillità rassegnata di quegli sguardi, al silenzio dell’ aula, ai timidi saluti dei più grandicelli; e dopo i commossi ringraziamenti della maestra ci dileguiamo con il pensiero di tornare per loro, presto, molto presto. E c’è ancora molto da fare…

Buon Natale Italia


Le relazioni precedenti: 2006 | 2005-2004 | 2004

Questa iniziativa si è svolta nell'ambito del progetto "I bambini della Bulgaria"



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