
"La Macedonia e le elezioni in Kosovo"
| Data: 05-11-2000 | | Fonte: AIM |
| Autore: Iso Rusi |
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NOTIZIE EST #363 - MACEDONIA
5 novembre 2000
LA MACEDONIA E LE ELEZIONI IN KOSOVO
di Iso Rusi - (AIM Skopje, 3 novembre 2000)
**L'eco delle elezioni amministrative in Kosovo è stata piuttosto paradossale rispetto alle precedenti interpretazioni dei relativi avvenimenti e del loro influsso sulla situazione in Macedonia. La parte macedone dell'opinione pubblica è stata informata nella maggior parte dei casi in maniera corretta sui risultati delle elezioni, senza drammatizzare molto nemmeno la possibilità dell'indipendenza. Il partito albanese al governo, il DPA, da parte sua non è stato evidentemente contento della vittoria della LDK di Rugova.**
"Sembra che gli albanesi, indipendentemente da dove vivano, non possano partecipare alle elezioni senza revolver, kalashnikov e mazze da baseball. E' quello che è avvenuto in numerose elezioni in Albania e in Macedonia. Thaci, con il Kosovo, ha aggiunto le bombe. Grazie a esse, ha eliminato i propri rivali", scriveva alla fine di un testo non firmato il settimanale di Skopje "Start", nel numero che è uscito solo un giorno prima della tenuta delle elezioni locali in Kosovo. Per fortuna, la maggior parte dei media macedoni non ha aderito a tali comuni pregiudizi e cliché, caratteristici del passato per la loro albanofobia ed eccessiva sensibilità per i possibili riflessi degli eventi in Kosovo sulla Macedonia. L'informazione sulle elezioni locali in Kosovo è stata nella maggior parte dei casi corretta, con poche tracce di quella che in passato era quasi un'ossessione.
Nei giorni immediatamente precedenti le elezioni e subito dopo di esse, i media elettronici in lingua macedone hanno per la maggior parte informato il loro pubblico basandosi su notizie d'agenzia. Solo la MTV [televisione di stato macedone - N.d.T.] ha inviato un proprio corrispondente speciale per le elezioni. Le relative informazioni sono state generalmente inserite nell'ambito delle notizie estere, anche se alcune stazioni TV hanno inserito il Kosovo tra le notizie interne e quelle estere. Le maggiori differenze le si sono incontrate nel "confezionamento" (gli annunci e i singoli piccoli commenti all'interno delle informazioni). Si è trattato nella maggior parte dei casi di piccole code in cui si affermava che "le elezioni in Kosovo sono un referendum sulla sua indipendenza". La televisione locale di Skopje TV Telma, per esempio, il giorno dopo le elezioni ha informato dei primi risultati non ufficiali utilizzando una notizia di agenzia che veniva immediatamente dopo l'abituale reportage quotidiano del proprio corrispondente da Belgrado, che naturalmente era piena di reazioni della parte serba alle elezioni e del loro relativo non riconoscimento in blocco, ufficiale e non ufficiale. TV Sitel, che una concessione nazionale (cioè il diritto di coprire l'intero territorio dello stato) è l'unica che ha parlato in maniera accentuata dei rari incidenti, cercando di dimostrare come fossero dominanti, e i primi risultati del voto hanno ricevuto la stessa attenzione delle elezioni locali e regionali in Colombia.
TV A-1, che copre anch'essa l'intera Macedonia, ha invece dedicato molto spazio alle elezioni in Kosovo tra le principali notizie fin dal primo giorno dopo la loro conclusione, alle quali ha riservato un'attenzione quasi uguale a quella delle notizie interne del giorno: i nuovi problemi all'interno della coalizione di governo macedone e gli incidenti verificatisi nel corso della promozione della nuova associazione filobulgara "Radko". Le elezioni in Kosovo sono state la principale notizia estera, e oltre alle informazioni sullo svolgimento delle elezioni e sui primi risultati, sono stati proposti servizi da Tirana, Atene e Sofia, e in un'intervista con Vasil Tupurkovski, presidente di Alternativa Democratica, sulla crisi all'interno della coalizione la prima domanda riguardava le elezioni locali in Kosovo. Tupurkovski è stato anche il primo politico macedone che ha formulato una valutazione in merito: egli ha definito le elezioni come un segno positivo, nonostante il fatto che i serbi non vi abbiano partecipato, e lo stesso Kosovo, per la presenza della KFOR, come una specie di occupazione. Per Tupurkovski le elezioni sono state il primo passo verso la creazione di istituzioni e verso la consolidazione della regione.
Anche i media stampati hanno seguito regolarmente tutto quello che è accaduto in relazione alle elezioni. "Utrinski vesnik", vicino all'opposizione, ha addirittura inviato un proprio corrispondente speciale, i cui articoli sono stati corretti da un punto di vista professionale. Il giorno dopo le elezioni, le relative notizie sono comparse sulla maggior parte dei giornali in prima pagina e il giorno successivo sono stati forniti subito i primi dati e le prime analisi. E' interessante osservare come abbiano intonato le loro notizie sui primi risultati i giornali in lingua macedone e quelli in lingua albanese. In quelli macedoni, di norma è stato posto l'accendo sulla vittoria della LDK e di Rugova, mentre in quelli albanesi hanno dominato le variazioni sul tema "ha vinto il popolo del Kosovo" e simili.
"Dnevnik", nel commento "I nazionalisti del Kosovo sono annegati nelle nuove acque balcaniche" ha scritto: "Milosevic se ne è andato e ha 'tradito' Thaci, a differenza di Rugova, che non aveva bisogno di un nemico per vincere le elezioni". Anche se devono ancora imparare la lezione della Bosnia post-guerra, secondo "Dnevnik", "per potere vantarsi di avere meritato la possibilità di chiedere l'indipendenza", i kosovari hanno "comunque dimostrato di averne buone basi e addirittura di potere tenere una lezione ad alcuni loro vicini su come bisogna votare". Il quotidiano di governo "Nova Makedonija" ha innanzitutto constatato in un commento in prima pagina intitolato "I due volti del Kosovo", come il Kosovo continui a rimanere un protettorato dai due volti, "uno attraverso il quale viene espresso l'interesse generale degli albanesi che il Kosovo diventi uno stato indipendente, l'altro quello dell'interesse statale serbo che il Kosovo rimanga nell'ambito dello stato federale", aggiungendo poi che le posizioni del vincitore Ibrahim Rugova non si differenziano da quelle del secondo per numero di voti, Hashim Thaci, per quanto riguarda l'indipendenza. "Utrinski vesnik" nella analisi del suo redattore esteri che si trovava in Kosovo, scrive: "La posizione favorevole all'indipendenza è immanente a ogni idea albanese sul futuro della provincia e su questo piano, 'sia gli uni che gli altri', vale a dire tutti i soggetti politici, in questo appoggiati dagli assistenti da Tirana e dalla Macedonia, la vedono allo stesso modo". Questo giornale ritiene "che in Macedonia, per esempio, sono rimasti senza un partner in Kosovo il PDPA-NDP [così, con la vecchia denominazione, i giornali dell'opposizione continuano a definire il DPA, il partito degli albanesi al governo in Macedonia - N.d.T.] e il leader Xhaferri, nonché il Thaci locale [Menduh Thaci, numero due del DPA - N.d.T.], che con i 'falchi del Kosovo' si sono scambiati energia positiva". Il professore di rapporti politici internazionali presso la facoltà di legge di Skopje, Ljubomir Frckvovski, è anch'egli dell'opinione che "alcuni nostri leader rimarranno confusi, perché hanno puntato tutto sulla carta Hashim Thaci" e che quindi "dovranno riconsiderare le proprie posizioni". Anche Frckovski ritiene che le elezioni in Serbia e in Kosovo siano un segno del fatto che la regione sta entrando in una fase di istituzionalizzazione, ovvero che la costruzione di istituzioni in Kosovo "all'interno della federazione jugoslava" si evolverà in condizioni nelle quali "la presenza internazionale garantirà di fatto l'indipendenza di tale entità, ma essa rimarrà comunque formalmente nell'ambito della risoluzione 1244, dalla quale non credo che uscirà indipendentemente dalla retorica".
Il giornale in albanese "Fakti" ha pubblicato per due giorni di seguito le proprie considerazioni sui risultati delle elezioni in Kosovo, attraverso gli articoli del suo proprietario. I relativi titoli sono già di per sé eloquenti: "La 'macchina da presa' nascosta di Rugova, una magia nelle mani dei depressi" e "Perché Crvenkovski (il leader dell'opposizione macedone - N.d.A.) era interessato a che vincesse Rugova". "Flaka", da parte sua, evita di menzionare il nome di Rugova e della sua LDK in relazione ai primi risultati. Questa "presa di parte" è scontata, visto che entrambi i giornali sono vicini alla DPA al governo di Arben Xhaferri - il primo per il fatto che il suo proprietario ha scritto un paio di mesi fa che nessuno gli potrà impedire di votare per Xhaferri, il secondo perché si tratta di un giornale statale sotto il diretto controllo del partito albanese di governo.
Anche le dichiarazioni del leader del DPA Arben Xhaferri sono piuttosto eloquenti. Egli ha espresso più volte la stessa tesi, secondo cui i risultati delle elezioni in Kosovo sono stati quelli che sono stati perché ha votato "un popolo traumatizzato uscito dalla guerra", paragonando tale fenomeno alla sconfitta subita nelle elezioni del dopoguerra dai vincitori della Seconda guerra mondiale Churchill e De Gaulle. In una dichiarazione esclusiva rilasciata al quotidiano "Koha Ditore" di Pristina, Xhaferri ha dichiarato anche quanto segue: "Io mi sono ammazzato dalla fatica per vincere le elezioni in Macedonia, e Rugova non si è mai felicitato con me per la vittoria del DPA", nonché "Non ho nessun motivo per non incontrarmi con Rugova e felicitarmi con lui, ma sottolineo che in questo caso osserverò il principio della reciprocità". Il vicepresidente del DPA, Menduh Thaci, è stato ancora più esplicito: "Non siamo dei 'revisionisti' e la nostra opinione sulla LDK e su Hashim Thaci non cambierà", per concludere che "dopo le elezioni parlamentari si giungerà a rapporti di forza completamente nuovi". Ovvero, come ha concluso enfaticamente il proprietario di "Fakti": "Questo non vuol dire che un giorno non farà il proprio ritorno anche il De Gaulle albanese".
Il retroterra di questo atteggiamento dei partiti albanesi di governo in Macedonia e dei loro media è quello dei rapporti che Hashim Thaci e l'UCK hanno instaurato nel corso della guerra in Kosovo, quando il DPA, grazie alla sua partecipazione al governo, ha offerto una determinata logistica sul territorio macedone. E' noto anche che Xhaferri è stato in una certa misura, e lo è ancora, padrino politico di Thaci - lo ha condotto in visita in Macedonia dopo l'entrata della KFOR in Kosovo, dove è stato accolto secondo il protocollo ufficiale statale, il premier macedone Georgievski ha visitato Pristina insieme a Xhaferri, dove insieme a Hashim Thaci hanno assistito a un seminario sul futuro del Kosovo, mentre Georgievski ha espresso i buoni rapporti di vicinanza con il Kosovo e ha annunciato l'imminente apertura dei uffici diplomatici e a Tetovo si dice chegli attivisti del DPA hanno aiutato i colleghi del PDK nelle attività preelettorali... Xhaferri, d'altra parte, ha rifiutato di incontrarsi con Rugova quando quest'ultimo dopo la guerra è tornato dall'Italia in Kosovo passando per Skopje, e, sempre Xhaferri, insieme a Thaci ha evitato di incontrarsi con Rugova nell'hotel "Aleksandar Palas" in occasione della partenza degli albanesi e dei serbi del Kosovo per incontri di discussione negli USA.
| Data: 05-11-2000 | | Fonte: AIM |
| Autore: Iso Rusi |
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