
I progetti di autoriforma e le possibili azioni unilaterali
| Data: 27-05-2004 | | Fonte: "Radio Free Europe" |
| Autore: Free Europe, Olsi Sulejmani |
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N.E. BALCANI #809 - KOSOVO
27 maggio 2004
I PROGETTI DI AUTORIFORMA E LE POSSIBILI AZIONI UNILATERALI
(da "Radio Free Europe", 22 maggio 2004)
In un momento delicatissimo per il Kosovo, l'UNMIK si consulta per una propria autoriforma, mentre corrono voci su possibili azioni unilaterali da parte delle forze politiche albanesi
L'UNMIK prevede di autoriformarsi e si sta consultando con la sede ONU a New York, ha dichiarato oggi per Free Europe il portavoce della missione Sunil Narula, secondo il quale queste riforme riguardano le questioni dl bilancio, mentre le consultazioni proseguono anche riguardo alla riforma nei rapporti con le istituzioni temporanee del Kosovo, nella direzione di un loro potenziamento mediante il trasferimento delle competenze. “Io posso annunciarvi che noi ci stiamo consultando con New York, in vista dell’approvazione del bilancio per gli anni 2005-2006 e delle possibili conseguenze che questo può avere nella strutturazione dell’UNMIK”, ha dichiarato Narula, secondo il quale l’UNMIK sta anche avvalendosi del diritto di riformare la propria struttura interna in rapporto alle circostanze in atto. “L’UNMIK ha continuamente aggiornato la sua missione in rapporto con le necessità e le sfide con le quali si è confrontata”, ha proseguito Narula commentando le dichiarazioni non ufficiali che avevano annunciato una proposta dell’UNMIK alle Nazioni Unite sulla ristrutturazione della missione, ivi inclusa la riduzione dei quattro pilastri. Secondo le voci, non subirebbe cambiamenti solo il primo pilastro che si occupa della polizia e della giustizia, il secondo pilastro che ha a che fare con l’amministrazione civile invece non dovrebbe più esistere. Il terzo passerebbe all'OSCE, ma al di fuori dell’UNMIK, mentre il quarto della BE cambierebbe. Rifiutando di commentare concretamente questi sviluppi, Narula ha sostenuto che è ancora troppo presto perché i dettagli tecnici vengano pubblicati sui media e ha dichiarato che l’UNMIK ha continuamente cercato modi più efficaci per portare a termine la missione. “Come annunciato da Holkeri, l’UNMIK ha iniziato a prendere in esame la propria futura configurazione, che comprende anche una possibile riorganizzazione della nostra struttura” ha detto Narula. Qualche settimana prima, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite aveva chiesto all’UNMIK il il potenziamento delle Istituzioni Provvisorie del Kosovo, mediante il trasferimento di maggiori poteri a queste ultime con una progressiva riduzione del potere del’UNMIK. Il portavoce ha dichiarato inoltre che l’UNMIK ha continuato a trasferire alle istituzioni del Kosovo le competenze non riservate alla missione ONU, ma quando si tratta delle competenze riservate il trasferimento deve avvenire tramite il Consiglio di Sicurezza. “L'idea che ci guida è quella della preparazione e della costruzione delle istituzioni del Kosovo e stiamo cercando di farlo nel miglior modo possibile”, ha dichiarato il portavoce Sunil Narula. La riduzione del potere dell’UNMIK con un contemporaneo potenziamento delle istituzioni del Kosovo era stata chiesta anche dalle stesse istituzioni, puntando principalmente sugli standard, anche in vista del termine fissato per il loro raggiungimento nel 2005.
(Traduzione dall'albanese di Olsi Sulejmani)
VOCI SU POSSIBILI AZIONI UNILATERALI
di Olsi Sulejmani
Sono molte le dichiarazioni e gli sviluppi che in Kosovo seguono l’apertura dell’Ufficio per i Rapporti con i Vicini (una sorta di embrione del prossimo Ministero degli Esteri) e la dichiarazione del Governo del Kosovo sull’apertura, sempre con il benestare dell’UNMIK, di altri quattro uffici presso il Governo legati ai poteri riservati alla Comunità Internazionale. Sempre di più l’UNMIK dopo i disordini di marzo si sta avviando verso un graduale trasferimento di competenze, anche in vista delle fortissime critiche ricevute ultimamente per non essere stata in grado di prevedere prima e impedire poi i disordini di marzo, nonostante proprio l’UNMIK sia responsabile della sicurezza in Kosovo. Su questo argomento hanno puntato molto anche le istituzioni del Kosovo nella loro autodifesa sui fatti di marzo, cercando di ottenere un trasferimento delle competenze, cioè ciò che non è stato fatto per ben 5 anni, un tempo interminabile, se si considera che in Iraq le competenze, almeno formalmente, stanno passando agli iracheni in meno di un anno. Non è da escludere che la pazienza degli albanesi del Kosovo abbia raggiunto un limite invalicabile e che il proseguimento di questa politica potrebbe portarli ad azioni unilaterali in direzione del rferendum sull’indipendenza. Pochi giorni fa il Primo Ministro Rexhepi, in un intervista al “Financial Times”, aveva dichiarato: “Se le Nazioni Unite non faranno progressi sostanziali per il futuro del Kosovo entro il settembre 2005, il Kosovo si muoverà unilateralmente verso la dichiarazione d'indipendenza tramite referendum.” Il Primo Ministro ha detto che inizialmente sarebbe possibile una forma di indipendenza monitorata. “Noi siamo per un trasferimento graduale, ma la Missione delle Nazioni Unite sta manifestando segni di scarsa volontà”, ha proseguito Rexhepi criticando alcuni funzionari dell’ONU e accusandoli di volere mantenere questa situazione di stallo per ancora cinque o dieci anni. Su questo tema si fanno sempre più forti, sulla stampa e nell'opinione pubblica, le critiche verso i funzionari ONU in Kosovo, che li dipingono come ostili al passaggio delle competenze a causa degli stipendi altissimi che percepiscono in Kosovo e della situazione fino a marzo assolutamente calma e priva di rischi per la loro incolumità. Non sono rari inoltre i casi di corruzione tra le fila dei funzionari internazionali. La missione internazionale dell’ONU, in Kosovo come in Bosnia, non è stata brillante, e questo è stato un duro colpo per le diplomazie occidentali che desiderano fin da subito una simile missione in Iraq. Per tornare alle informazioni che circolano su eventuali azioni unilaterali in Kosovo, cominciano a crescere le voci di un possibile passo degli albanesi in questa direzione, e addiritura di una strategia di contropiede in questo senso che non lascerebbe all'UNMIK il tempo di reagire. Molti parlano di riunioni tra i principali partiti, riunioni che sarebbero già andate a buon fine. Non sono pochi gli analisti che ricordano l’eccezionale capacità degli albanesi nell'autogovernarsi, come dimostrato dalla "Republika del Kosova" di Rugova ai tempi di Milosevic. L’idea fa inorridire i funzionari ONU, che di fronte a un tale sviluppo dovrebbero dichiarare il loro totale fallimento e non avrebbero nessuna possibilità di opporsi a un governo che avrebbe l’appoggio incondizionato del popolo, e che per di più sarebbe condotto dal cosiddetto Gandhi dei Balcani, inattacabile moralmente proprio per l'immagine di pacifista che si è costruito.
| Data: 27-05-2004 | | Fonte: "Radio Free Europe" |
| Autore: Free Europe, Olsi Sulejmani |
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