"La liberazione del territorio albanese sotto dominazione slava!?"

Data: 16-06-2000 Fonte: AKSH) (AIM
Autore: Iso Rusi

NOTIZIE EST #334 - MACEDONIA
16 giugno 2000


LA LIBERAZIONE DEL TERRITORIO ALBANESE SOTTO DOMINAZIONE SLAVA!?
di Iso Rusi - (AIM Skopje, 8 giugno 2000)


Il più recente scandalo lanciato dai media dell'opposizione si basa sull'affermazione secondo cui in Macedonia esisterebbe una nuova organizzazione paramilitare albanese. Il settimanale "Start", nel suo ultimo numero, ha pubblicato un articolo che si basa su un rapporto inviato da Nikola Kosteski, direttore del Settore sicurezza del Ministero della Difesa, al premier Ljubco Georgievski. Il rapporto, la cui esistenza ora a quanto pare non è più in dubbio (una facsimile con la firma di Kosteski e la data del 10 maggio 2000 sono stati pubblicati dalla TV A-1 e dal quotidiano "Utrinski vesnik"), contiene "un'infinità di indizi sullo stato della sicurezza del paese, ai quali è giunto il settore della sicurezza e dei servizi informativi dell'Esercito della Repubblica di Macedonia". Si afferma che sono in corso "preparativi per la messa in atto di azioni armate da parte del Corpo di Protezione del Kosovo (KPC) nella regione di Presevo, Medvedja e Bujanovac. L'intenzione è quella di coinvolgere in tali azioni armate anche i villaggi (complici) nella regione della Skopska Crna Gora [la catena montuosa che separa il Kosovo orientale dalla Macedonia - N.d.T.], in prossimità del confine con la Jugoslavia - Lojane, Vaksinac e Belanovac. Tali villaggi, secondo la strategia del 'Kosovo stato' dovrebbero entrare nel territorio di quest'ultimo". Il settimanale afferma inoltre che Kosteski "ha con l'occasione ricordato al suo capo Georgievski che il suo settore ha 'individuato depositi segreti nei villaggi di Lojane, Crni Vrh, nelle vicinanze dei villaggi di Vejca, Vesal e Bozovac", tutti sulla Sar Planina" [altra catena montuosa, questa volta sul confine tra il Kosovo occidentale e la Macedonia - N.d.T.]. "Start" non si lascia sfuggire l'occasione per ricordare che "probabilmente da qui viene la resistenza delle élite politiche del DPA e del PDP [i due maggiori partiti della minoranza albanese - N.d.T.] riguardo all'idea di fare della Sar Planina un parco nazionale", perché essi "preferiscono che diventi un deposito di armi e un campo per l'UCK fino a quando non realizzeranno l'idea dello 'stato panalbanese'".

"Il governo della Macedonia è stato informato del fatto che sono stati confermati i dati operativi secondo cui è stato formato un 'Esercito Nazionale Albanese' (AKSH) con un obiettivo unico - 'la liberazione dei territori albanesi sotto la dominazione slava'. L'AKSH è composto da ex membri dell'UCK, cittadini della Macedonia o temporaneamente trasferitisi qui. Tra di loro vi sono, nota Kosteski, anche ex membri dell'Esercito macedone, tra i quali spiccano Abdul Shasivari e Gol Shala, entrambi capitani". Vengono menzionati anche molti altri villaggi, l'organizzazione "La Patria Chiama" e il "Movimento Popolare del Kosovo" (LPK), che è incaricato della propaganda per la creazione di una Grande Albania. Ci sono anche il KPC, gli elenchi, identici a quelli in Kosovo, preparati dal DPA, gli attacchi di 30 persone armate membri della "seconda zona operativa di Prizren"... Verso la fine del testo spicca la frecciata: "Georgievski è forse cieco, sordo o legato indissolubilmente da qualche impegno con Arben Xhaferri, visto che non reagisce in alcun modo a questi avvertimenti?".

Il testo di "Start" è stato ripreso da "Utrinski vesnik", nella convinzione che fossero in questione informazioni scioccanti per gli organi di sicurezza del Ministero della Difesa, e dopo di ciò è diventato il tema numero uno anche per gli altri media. Il ministro della Difesa, Nikola Kljusev, ha dichiarato di non sapere nulla del rapporto dei servizi militari inviato al premier Georgievski e ha aggiunto: "Se è preciso bisogna dichiarare subito lo stato d'allarme!". Il principale attore di questo scandalo, il presunto autore del rapporto, cioè il tenente colonnello Nikola Kosteski, è una figura controversa. Quando era ufficiale di basso grado è riuscito a trasformare a Ohrid la sua casa editrice di importanza marginale "Djurdja" in una delle maggiori della Macedonia, grazie alla Fondazione Soros e al Ministero della Difesa che gli ha messo a disposizione uno spazio gratuito nel centro della città e, nel corso degli ultimi due anni, grazie ad aiuti del Ministero della Cultura. E' uno di coloro che si occupa dei business di partito della VMRO-DPMNE (acquisto di aziende, fondazione di un nuovo settimanale, acquisto della tipografia "Goce Delcev" nel pieno centro di Skopje ecc.). Rivolgendosi all'opinione pubblica in merito allo scandalo ha con scarne parole affermato di avere riconosciuto, leggendo il testo, parte di quello che ha scritto, aggiungendo tuttavia: "Non posso né confermare né smentire quanto viene scritto da altri, soprattutto perché è direttamente in questione la sicurezza dello stato", essendo vincolato al giuramento dato ai servizi segreti ed essendo tenuto a presentare le sue informazioni che costituiscono segreto di stato solo là dove la legge glielo impone.

Nella sua ultima seduta ordinaria, il governo della Macedonia non ha discusso dello scandalo AKSH. Il portavoce ufficiale del governo, Antinio Milosovski, si è limitato a dichiarare: "In questo momento non posso né confermare né smentire nulla riguardo a questo rapporto". L'opposizione, prima della pubblicazione del facsimile e in assenza sufficienti informazioni, ha reagito duramente. Il leader dell'Unione Democratica, Pavle Trajanov, ex ministro degli interni, ha criticato aspramente la politica della sicurezza: "Il rapporto di Kostevski è il più debole tra i rapporti presentati al governo!". Secondo l'ex ministro, esistono svariati rapporti della Direzione per la sicurezza di stato, con dettagli precisi: nomi e luoghi concreti, dati esatti sulle formazioni e i loro comandanti, punti di raccolta, depositi di armi, metodo di attivazione dei dispositivi armati! Il deputato della SDSM, Ljubomir Popovski, ritiene che esistano seri indizi sull'organizzazione degli albanesi della Macedonia in formazioni paramilitari. Popovski ritiene inoltre che l'entrata di esponenti del DPA nelle strutture della sicurezza del paese sia il risultato di una strategia mirata a paralizzare tali organi e che quindi non vi sia da meravigliarsi che l'UCK sia un tema tabù in Macedonia". Il portavoce della LDP, Andrej Zernovski, ritiene che dopo la visita di Georgievski a Pristina, "ci hanno ricompensato con la formazione di unità paramilitari albanesi sul nostro territorio"!

Mevlam Tairi, del PDP, ritiene che "non esiste nulla del genere, sono solo manipolazioni dei media macedoni". Le reazioni dei partner della coalizione sono state "né carne, né pesce". Il deputato della VMRO-DPMNE Filip Petrovski ha dichiarato che sono "giustificate tutte le misure per scoprire ed estirpare qualsiasi organizzazione paramilitare". Il suo collega della DA, Trajko Gesovski, constata: "Tutto ciò può avere pesanti ripercussioni per la stabilità e la sicurezza complessiva dello stato". Il leader del DPA Arben Xhaferri, ha dato la valutazione generale che tali speculazioni sono mirate a fare cadere la coalizione e a creare un'immagine degli albanesi in genere come elementi di destabilizzazione nei Balcani. Egli ritiene che sia vero solo che gli albanesi hanno un esercito di elettori che in modo democratico e in collaborazione con gli altri fattori democratici conseguiranno i loro obiettivi.

Dopo il ferimento di due soldati macedoni lunedì al confine con il Kosovo, il portavoce del governo ha confermato ieri che il presidente della Macedonia, Boris Trajkovski, in qualità di comandante supremo, dichiarerà al massimo entro una settimana un aumento dello stato di allerta dell'esercito e lo stazionamento di un numero doppio di soldati al confine con il Kosovo. Il Ministero della Difesa ha disposto un maggiore controllo dei confini, che implicherà un maggiore impiego di soldati e di dispositivi. Per la prima volta lungo in confini verranno utilizzati anche autoblindo.

Il presidente Trajkovski ha allo stesso tempo avviato una serie di contatti diplomatici con gli ambasciatori dei paesi della NATO in Macedonia e ha inviato un messaggio per mettere sull'avviso il comando della KFOR. Ieri a Bruxelles l'ambasciatore macedone, in un incontro con il comandante della NATO generale Ralston, ha espresso la preoccupazione del governo macedone, mentre oggi il ministro della Difesa Nikola Kljusev indirizzerà una richiesta di aiuto all'Alleanza per il controllo dei confini. Il messaggio ufficiale macedone suona come segue: se l'Alleanza non intraprenderà misure per un pieno controllo del confine dalla parte del Kosovo, la Macedonia adotterà serie misure unilaterali pr difendere il confine. Ciò, secondo alcune fonti, significa anche la possibilità che venga completamente bloccato e chiuso il confine con il Kosovo e che venga inviata una richiesta di convocazione immediata del Consiglio di sicurezza dell'ONU, nell'ambito del quale si discuterebbe della sicurezza del confine tra Macedonia e Kosovo.

Il motivo diretto di tutte queste attività del governo macedone è il ferimento dei due soldati macedoni avvenuto lunedì in vicinanza della torre di guardia "Donje Blace" sul confine tra Macedonia e Kosovo a causa di colpi di sniper provenienti dalla parte kosovara. Si tratta solo dell'ultimo episodio di un'intera serie. L'attuale governo si trova in questi giorni ad affrontare tutto un insieme di problemi spiacevoli che riguardano gli albanesi della Macedonia, ma anche i rapporti con il Kosovo. Lo scandalo AKSH, vista la conferma dell'esistenza del discusso rapporto del capo dei servizi di sicurezza dell'esercito inviato al premier, si farà sicuramente più intenso nei prossimi giorni, perché il governo è stato nei fatti coinvolto in un nuovo intrigo. In parlamento l'opposizione, secondo cui il confine tra Macedonia e Kosovo è controllato da contrabbandieri e terroristi, ha chiesto una seduta straordinaria nella quale si dovrebbe discutere della situazione della sicurezza nel paese. E' accaduto nello stesso giorno in cui da Washington è arrivata una lettera di encomio da parte di Madeleine Albright a Ljubco Georgievski per la sua visita a Pristina.

Nel corso di questa settimana i media hanno pubblicato anche il facsimile della lettera del giudice con la quale si chiedeva la liberazone di Xhavid Hasani in cambio della liberazione dei quattro soldati macedoni rapiti all'inizio di aprile. Come ciliegina sulla torta è arrivata la conferma del Ministero degli Interni sull'esistenza di indizi che lasciano intendere come alcuni elementi di estrema sinistra abbiano pianificato un attentato contro il vicepresidente del DPA Menduh Thaci. Da una parte si afferma che tali elementi radicali fanno parte delle strutture degli ex servizi segreti Sigurimi del regime di Enver Hoxha in Albania, mentre dall'altra il quotidiano di Skopje "Dnevnik" afferma: "L'intensificazione dello stato d'allerta della polizia e dell'esercito macedoni sono il risultato degli avvertimenti dell'UCK, che per il tramite di Menduh Thaci sono arrivati due settimane fa al governo. Un nutrito gruppo di membri del Kosovo Protection Corps, di membri dell'UCK, ha passato illlegalmente il confine tra Macedonia e Kosovo nei pressi di Tetovo e dopo avere trasmesso il messaggio dei propri capi da Pristina è tornato indietro". I giornali ritengono che il ferimento dei soldati macedoni sia parte degli avvertimenti inviati al governo macedone e a Menduh Thaci personalmente.


Data: 16-06-2000 Fonte: AKSH) (AIM
Autore: Iso Rusi