
"Documento internazionale e memorandum bulgaro"
| Data: 12-07-2001 | | Fonte: "Dnevnik" [Skopje], "Utrinski Vesnik" |
| Autore: Autori vari |
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NOTIZIE EST #455 - MACEDONIA/BULGARIA
12 luglio 2001
DOCUMENTO INTERNAZIONALE E MEMORANDUM BULGARO
[Seguono due pezzi: 1) il testo integrale del documento degli esperti internazionali per una risoluzione del conflitto in Macedonia, attualmente in discussione; 2) un articolo dal quotidiano macedone "Utrinski Vesnik" che riassume il contenuto di un memorandum di storici bulgari sulla crisi in Macedonia]
1) TESTO INTEGRALE DEL DOCUMENTO REDATTO DAGLI ESPERTI INTERNAZIONALI
da "Dnevnik" [Skopje], 10 luglio 2001
Basati sul documento presentato da Robert Badinter il 28 giugno 2001, i punti che seguono forniscono una bozza di base per la cornice di accordo mirata a garantire il futuro della democrazia macedone e lo sviluppo di relazioni più strette e più integrate tra la Repubblica di Macedonia e la comunità euro-atlantica. Questa cornice promuoverà uno sviluppo pacifico e armonico della società civile, nel rispetto dell'identità etnica e degli interessi di tutti i cittadini macedoni.
1. Principi fondamentali
1.1. Si rinuncerà incondizionatamente e completamente all'uso della violenza per obiettivi politici. Solo soluzioni politiche pacifiche potranno creare un futuro stabile e democratico per la Macedonia.
1.2. La sovranità, l'integrità territoriale e l'unità della Macedonia sono indiscutibili e devono essere protette. Non vi sono soluzioni territoriali per i problemi etnici.
1.3. Il carattere multietnico della Macedonia deve essere protetto e riflettersi nella vita pubblica.
1.4. Uno stato moderno e democratico deve garantire in modo continuativo che la propria Costituzione soddisfi completamente le esigenze di tutti i propri cittadini e sia coerente con i più alti standard internazionali, i quali per loro natura si evolvono in continuità.
1.5. Lo sviluppo dell'autogoverno locale è essenziale per incoraggiare i cittadini a partecipare alla vita democratica e per promuovere il rispetto dell'identità delle comunità.
2. Cessazione delle ostilità
2.1. Le parti sottolineano l'importanza del cessate il fuoco datato 5 luglio 2001. Vi sarà una cessazione completa delle ostilità, un disarmo volontario dei gruppi etnici albanesi e la loro smilitarizzazione volontaria.
Le parti comprendono che la decisione della NATO di fornire assistenza in tale contesto richiederà la messa in atto di un cessate il fuoco generale, incondizionato e illimitato nel tempo, un accordo per una soluzione politica dei problemi del paese, una chiara determinazione dei gruppi armati a lasciarsi volontariamente disarmare e un assenso di tutte le parti alle condizioni e alle limitazioni in base alle quali le forze NATO opereranno.
3. Sviluppo di un governo decentralizzato
3.1. Verrà approvata una nuova Legge sul governo locale, che rafforzerà i rappresentanti locali e amplierà in misura significativa le loro facoltà, in conformità alla Carta Europea sul Governo Locale, che riflette i principi contestuali in vigore all'interno dell'UE. Tali facoltà aumentate regoleranno gli ambiti dei servizi pubblici, della pianificazione urbana e rurale, della protezione ambientale, nonché dello sviluppo commerciale, dell'uso della lingua, della cultura, delle finanze locali, dell'educazione, della previdenza pensionistica e sanitaria. Verranno messi a disposizione finanziamenti adeguati al fine di aiutare le autorità locali nelle loro responsabilità.
3.2. I confini delle municipalità verranno rivisti entro un periodo di un anno dalla fine del nuovo censimento della popolazione, che si dovrà svolgere sotto osservazione internazionale entro la fine del 2001. La revisione dei confini delle municipalità verrà effettuata dalle autorità locali e statali, con una partecipazione internazionale.
3.3. La legge sulle elezioni locali verrà rivista, al fine di consentire un'equa partecipazione delle minorità nei consigli locali.
4. Partecipazione non discriminante ed equa
4.1. Il principio di non discriminazione ed eguaglianza di tutti di fronte alla legge verrà completamente rispettato. Questo principio verrà rispettato in particolare per le assunzioni nell'amministrazione pubblica e nei servizi pubblici, nonché nell'applicazione dei finanziamenti per lo sviluppo economico.
4.2. Le leggi che regolano l'impiego nell'amministrazione pubblica includeranno misure per un'equa rappresentazione delle comunità a livello sia statale che locale, nel rispetto delle norme che si riferiscono alla competenza e all'integrità alla quale l'amministrazione pubblica si attiene. Le autorità intraprenderanno misure per il miglioramento dell'attuale composizione non bilanciata dell'amministrazione pubblica, in particolare assumendo membri delle comunità che non sono state sufficientemente rappresentate. Verrà prestata una particolare attenzione ai servizi di polizia, che dovranno riflettere la struttura della popolazione.
4.3.Un terzo dei giudici verrà eletto dal parlamento in base alla maggioranza del numero complessivo dei deputati, che includerà almeno una metà dei deputati i quali hanno dichiarato di appartenere alle comunità che non costituiscono la maggioranza nella Repubblica di Macedonia. La stessa procedura verrà adottata per l'elezione dell'Ombudsman e dei tre membri del Consiglio Giuridico della Repubblica.
5. Procedure parlamentari speciali
5.1. A livello statale, gli emendamenti costituzionali e le leggi che regolano le competenze e le responsabilità dei consigli e dei soggetti esecutivi locali non potranno essere approvati senza una maggioranza qualificativa dei due terzi dei voti, che dovranno includere almeno la metà dei voti dei deputati che hanno dichiarato di appartenere a una comunità che costituisce la maggioranza della popolazione in Macedonia.
5.2. Le leggi che regolano gli interessi culturali e linguistici delle comunità dovranno ottenere una maggioranza dei voti che includa almeno una metà dei deputati che hanno dichiarato di appartenere alla comunità interessata, la quale dovrà avere almeno cinque deputati.
6. Educazione e impiego delle lingue
6.1. Per quanto riguarda l'educazione primaria e secondaria, l'istruzione verrà impartita nella lingua madre degli studenti e allo stesso tempo standard unificati verranno applicati ai programmi accademici nell'intera Macedonia.
6.2. Nell'istruzione di livello universitario vi sarà la possibilità di creare università autonome e private che potranno scegliere la lingua nella quale verrà impartito l'insegnamento, mentre nelle università statali le modalità dell'impiego di altre lingue diverse dal macedone saranno da definirsi. Vi sarà la possibilità di un finanziamento pubblico parziale per le università private, sulla base di singoli accordi separati.
6.3. Il principio della discriminazione positiva verrà applicato nelle università statali in occasione dell'iscrizione dei candidati che fanno parte delle comunità e il numero dovrà riflettere la struttura della popolazione della Macedonia.
6.4. Ogni cittadino che appartiene a una comunità che ammonta ad almeno il 20% della popolazione nella municipalità in cui vive, dovrà potersi rivolgere a ogni organo statale centrale nella propria lingua madre; gli organi dell'amministrazione centrale risponderanno in macedone o nella lingua della parte interessata.
6.5. Per quanto riguarda l'autogoverno locale, nelle municipalità in cui una comunità costituisce almeno il 20% della popolazione, la lingua di tale comunità sarà una lingua ufficiale. Per quanto riguarda invece le lingue delle comunità che costituiscono meno del 20% della popolazione nella municipalità, il governo deciderà in maniera democratica sul loro impiego nell'ambito degli organi pubblici.
7. Espressione dell'identità
7.1. Per quanto riguarda gli emblemi, fatta eccezione per l'emblema della Repubblica di Macedonia, i governi locali avranno il diritto di esporre di fronte agli edifici pubblici gli emblemi che esprimono l'identità della comunità che è maggioritaria nella municipalità, rispettando le leggi internazionali e le modalità con le quali vengono applicate.
8. Applicazione
8.1. Gli emendamenti alla costituzione inclusi nell'Allegato A verranno immediatamente proposti al Parlamento. Le parti si impegneranno ad adottare le misure necessarie per provvedere a una loro approvazione entro un periodo di ( ) giorni.
8.2. Il periodo di tempo per l'approvazione delle modifiche di legge di cui nell'Allegato B è di ( ).
8.3. Le parti chiedono alla comunità internazionale di organizzare una conferenza dei donatori non appena possibile, al fine di provvedere a un'assistenza macrofinanziaria con la quale verranno intraprese misure per l'applicazione della presente cornice di accordo, ivi incluse le misure per il rafforzamento del governo locale e la riabilitazione e ricostruzione delle regioni in cui si sono svolte attività militari.
Elenco degli allegati
A. Emendamenti costituzionali
B. Modifica della legislazione
C. Misure per l'applicazione e per la creazione di reciproca fiducia (confidence building)
2) IL MEMORANDUM DEGLI STUDIOSI BULGARI SULLA CRISI IN MACEDONIA
di Viktor Cvetanovski - ("Utrinski Vesnik" [Skopje], 10 luglio 2001)
[Quello che segue è un sunto, pubblicato dall'"Utrinski Vesnik", di un memorandum di storici bulgari relativo alla Macedonia uscito nei giorni scorsi a Sofia. Non abbiamo ancora reperito il testo integrale, ma il riassunto del quotidiano macedone ci sembra già eloquente. Per una breve introduzione alla questione macedone vista dalla prospettiva bulgara si veda "Notizie Est" #110 del 16 novembre 1998 (http://www.ecn.org/est/balcani/bulga/bulgaria13.htm); per un'esposizione critica della Dottrina nazionale bulgara, menzionata più sotto nell'articolo, si veda "Notizie Est" #119 del 7 dicembre 1998 (http://www.ecn.org/est/balcani/bulga/bulgaria14.htm)]
Svariati studiosi di Sofia hanno chiesto al governo bulgaro di preoccuparsi della difesa del territorio macedone nello stesso modo in cui si preoccupa della difesa del territorio bulgaro. Nel documento "Posizione nazionale della Bulgaria sull'evoluzione del conflitto etnico nella Repubblica di Macedonia", pubblicato in questi giorni e lungo 12 pagine, viene indicata la strategia complessiva che lo stato bulgaro deve mettere in atto a tale fine. Sostenendo che la maggior parte della popolazione slava della Macedonia è di origine bulgara e parla un dialetto della lingua bulgara, gli storici di Sofia ritengono che la Bulgaria è responsabile del proseguimento di una permanenza di tale popolazione nei propri spazi. "Il riconoscimento della 'nazione macedone' e la formazione di quest'ultima nel 1945 sotto le pressioni esercitate dalle grandi potenze non cambia, né diminuisce, la responsabilità della Bulgaria nei confronti di tale regione geografica. Per questo la difesa dell'integrità territoriale della Repubblica di Macedonia da parte del governo bulgaro deve essere considerata come una difesa dell'integrità territoriale della Bulgaria", si afferma nel memorandum, redatto dal Centro Studi per la Strategia Nazionale Bulgara [istituto nazionalista al quale collaborano studiosi di varie tendenze politiche, già noto per avere pubblicato la Dottrina nazionale bulgara - N.d.T.] e dall'Istituto di Studi Macedone di Sofia [istituto direttamente controllato dalla VMRO bulgara, formazione della destra revanscista, fino all'anno scorso facente parte del governo di Sofia - N.d.T.].
Il quotidiano "Trud", che ha pubblicato brani del memorandum, afferma che molte delle posizioni espresse in quest'ultimo possono essere oggetto di discussione, ma che, sempre secondo il giornale, è il documento bulgaro più dettagliato finora redatto sulla crisi in Macedonia. Tra gli autori vi è anche il professor Grigor Velev, il primo uomo del Centro Studi, noto al pubblico macedone quale principale propugnatore delle tesi antimacedoni contenute nella Dottrina nazionale bulgara, nella quale si afferma che la Bulgaria è l'unico stato al mondo che confina con se stesso. Altrimenti, Velev è stato tra anche tra i partecipanti alla scandalosa promozione dell'Associazione "Radko" a Skopje, l'anno scorso.
Gli autori sostengono che la formulazione degli interessi nazionali bulgari in Macedonia costituisce la base sulla quale deve essere costruita una politica per la risoluzione del conflitto. Essi ritengono che durante i colloqui con NATO e UE il motivo conduttore deve essere il fatto che la Bulgaria ha compreso i problemi in maniera migliore e più profonda di quanto non sia per gli stati che si trovano lontano dalla regione. Allo stesso tempo, essi consigliano alla Bulgaria di affermare una propria posizione autonoma e di non vergognarsi, né avere paura, di affermare la verità, poiché l'attuale modo in cui la NATO e l'Unione Europea guardano ai problemi sarebbe in contraddizione con i suoi interessi nazionali. Essi ritengono che un tale approccio rafforzerebbe l'autorità della Bulgaria rispetto al proprio attuale docile comportamento. Secondo gli studiosi, una tale strategia è stata già scelta dagli albanesi che fino a questo momento, giudicando nel complesso, ne traggono vantaggio.
Dopo avere affermato che la Bulgaria deve dichiarare di fronte ai popoli balcanici ed europei che non intendere mettere in atto tentativi per modificare i confini con la forza, per annettere o dividere la Macedonia, cosa che sarebbero pronti a fare invece alcuni stati della regione, gli studiosi bulgari raccomandano al loro governo di affermare in maniera chiara e vigorosa la propria posizione, che corrisponderebbe alla verità storica dell'origine bulgara degli slavi di Macedonia. "Oltre a ciò, va ricordato che l'esistenza di due stati popolati da un unico e medesimo popolo, non è una novità nei Balcani. Vi sono molti esempi: Grecia-Cipro, Romania-Moldavia ecc.", scrivono gli studiosi bulgari, intendendo con ciò che in Bulgaria e in Macedonia vive un medesimo popolo, ovvero i bulgari.
Gli studiosi criticano quella che è stata finora la politica del governo di Ivan Kostov, osservando che non ha formulato con chiarezza gli interessi nazionali bulgari in Macedonia e che ha messo in atto le ingiunzioni politiche dell'Unione Europea e della NATO, che non erano in armonia con le realtà politiche. "Non vi è stata una posizione chiara riguardo al conflitto. Invece di sostenere con fermezza il governo di Ljubco Georgievski, il governo ha avviato colloqui con i leader dei partiti albanesi, mettendo le due parti sullo stesso piano, qualcosa che invece la Grecia non ha fatto", ritengono gli storici di Sofia, aggiungendo che Kostov ha fatto un grande errore a non opporsi all'UE e alla NATO quando hanno spinto per la formazione di una grande coalizione di governo in Macedonia.
"Egli si è scontrato con la posizione del presidente Stojanov secondo cui la Bulgaria è pronta a dare un sostegno materiale e morale, ivi incluso l'invio di truppe in Macedonia, qualora Skopje lo dovesse richiedere", si afferma nel memorandum, nel quale la politica del premier viene valutata come incoerente.
Gli studiosi di Sofia ritengono che gli interessi a lungo termine degli USA vanno a favore delle pretese albanesi in Kosovo e in Macedonia e che una soluzione politica del conflitto condurrà, prima o poi, a una soddisfazione di tali richieste. "E queste richieste sono massimaliste e vanno a danno degli interessi nazionali della Bulgaria", si conclude nel memorandum.
| Data: 12-07-2001 | | Fonte: "Dnevnik" [Skopje], "Utrinski Vesnik" |
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