"Il ritorno in patria di Ilie Ilascu, patriota ed eroe"

Data: 22-05-2001 Fonte: fonti varie
Autore: Nando Sigona

NOTIZIE EST #439 - ROMANIA
22 maggio 2001


IL RITORNO IN PATRIA DI ILIE ILASCU, PATRIOTA ED EROE
di Nando Sigona

La Romania assiste, piu' o meno partecipe, ai cambiamenti che stanno avendo luogo oltre il suo confine settentrionale. L'Ucraina e' ancora in fermento per i fatti dei mesi scorsi che hanno fortemente minato la leadership del presidente Kuchma; la Moldavia, guidata dal partito comunista, ritorna nella sfera di influenza russa; poco distante, al di la' del mar nero, la Georgia cerca di resistere alle pressioni russe ma senza troppe possibilita' di riuscita.

IL COMUNISMO E' UN'ARTE
Falesti ,Moldavia. Il sindaco fa riinstallare nel luogo dove si trovava nell'era sovietica la statua di Lenin. Ma per ragioni artistiche, dice.

Gli effeti del cambio ai vertici della repubblica moldava iniziano a farsi sentire. L'elezione del comunista Vladimir Voronin a presidente il 4 aprile scorso ha riportato la Moldavia sotto la sfera di influenza russa, spostando il confine geopolitico dell'UE e della Nato sulla Romania. Il cambio nella politica estera moldava e' accompagnato e sostenuto da una serie di interventi di "russificazione", cosi' ne parlano i giornali romeni, diretti a creare il giusto clima culturale per accogliere la svolta.

Il ritorno all'alfabeto cirillico per la scrittura del moldavo e il riconoscimento del russo come seconda lingua ufficiale sono alcuni degli interventi annunciati dal nuovo esecutivo modavo. La cosa risulta tanto più interessante se si pensa che la stessa invenzione del moldavo come lingua autonoma dal romeno risale agli anni in cui la Bessarabia, regione romena ora parte integrante della Moldavia, entrava a tutti gli effetti nell'impero sovietico unendosi con la regione ad est del Dniester, dove era stato costituito nel 1924 lo Stato Socialista Sovietico di Moldavia (MSSR). Il regime cercò di giustificare l'annessione sostenendo che i moldavi appartenevano ad un gruppo etnico diverso dai romeni e che la loro lingua, piuttosto che una variante locale del romeno, fosse parte del ceppo slavo e dovesse scriversi con i caratteri cirillici.

Gia' l' Ucraina, abbandonata dall'occidente dopo l'omicidio del giornalista indipendente Gheorghi Gongadze (vedi "Notizie Est" #414, 12 marzo 2001) da parte di apparati molto vicini al presidente Kuchma, aveva trovato il sostegno della Grande Madre Russia, con il presidente Putin che, con un po' di imbarazzo, era venuto a Kiev dichiarando che gli incidenti successivi allo scoppio dello scandalo erano dei fatti di mera pertinenza interna. Da aprile anche la Moldavia si e' sensibilmente spostata in quella direzione, appoggiando apertamente il progetto di Putin di ricreare un legame forte e continuativo con le ex-repubbliche sovietiche.

PATRIOTA ED EROE
Il riavvicinameto del paese alla Russia ha portato delle sostanziali novità anche rispetto alla soluzione della sanguinosa vicenda della autoproclamata Repubblica di Transdniester.

Agli inizi degli anni '90, quando la Moldavia si staccava dall'Unione Sovietica riavvicinandosi alla Romania, una stretta strisicia di terra di circa 4000 chilometri quadrati tra il confine ucraino e la sponda est del Dniester, abitata a maggioranza da popolazioni di origini slava, si separava dal resto del paese proclamandosi indipendente. La capitale del nuovo stato, non riconosciuto tuttora internazionalmente, è Tiraspol.

L'elemento etnico - molti hanno letto il conflitto come uno scontro tra moldavi-romeni e russi - si fondeva con un forte senso di appartenenza territoriale e culturale. "Probabilmente l'elemento territoriale e' quello piu' importante; piu' forte di appartenenze etniche e convinzioni politiche. Molti abitanti della Transdniestria hanno sviluppato un forte senso di identita' regionale, sono separati dalla Bessarabia dal fiume Dniester e non sono mai stati parte della Romania" (dal Rapporto del'Osce su Moldavia e Repubblica di Transdniester). Mentre la regione ad est del Dniester era legata storicamente ad un'economia di tipo sovietico (la gia' citata MSSR), ad ovest il movimento di liberazione nazionale moldavo aveva condotto la lotta per l'indipendenza come lotta al comunismo e recupero dell'identita' romena.

Lo spostamento del governo moldavo verso la Russia ha risolto parte delle ragioni di conflitto tra Chisinau e Tiraspol. L'ipotesi del riconoscimento di un'ampia autonomia amministrativa alla regione si fa largo. Grazie anche all'intervento diretto del presidente Putin. Il ruolo delle truppe russe stanziate nella regione ad est del Dniester da dieci anni e' stato piu' volte al centro dell'attenzione delle organizzazioni internazionali che hanno criticato l'ingerenza russa nella vicenda e l'appoggio piu' o meno esplicito dell'iniziativa indipendentista.

La distensione è stata sancita agli inizi di maggio dalla liberazione di Ilie Ilascu, nazionalista moldavo-romeno rinchiuso da anni nelle prigioni di Tiraspol. Il detenuto, però, ha dovuto abbandonare il paese. Ma il sacrificio non pare sia stato troppo grande. Già nei mesi scorsi aveva preso la cittadinanza romena e, nonostante la detenzione, era stato eletto senatore nelle file del partito nazionalista e xenofobo Romania Mare (Grande Romania), che ha tra i punti centrali del suo programma "l'unificazione di tutti i territori che hanno fatto parte della Romania".

Il capo carismatico di Romania Mare ha dichiarato immediatamente dopo la scarcerazione di Ilascu che "questo e' il primo passo verso l'incorporazione della Moldavia nella Romania". Ma da quanto ho raccontato sopra, non sembra questa la direzione in cui si muovono gli eventi, tutt'altro.

Condotto in pompa magna a Bucarest, il neosenatore e' stato accolto da un coro di voci entusiaste, i giornali ne hanno glorificato le imprese. Lo stesso presidente Iliescu, inviatolo in visita ufficale al Palazzo Cotroceni, l'ha voluto onorare consegnandogli una delle massime onoreficenze della repubblica, la Stella Romena, per il suo eroismo e patriottismo.

(fonti: "Md news", "Adevarul", "Ziua", "Monitorul", "Evenimentul Zilei")


RAPPORTI POCO ORTODOSSI
di Nando Sigona

**Un dossier uscito dagli archivi iperprotetti della Securitate chiama in causa il capo della Chiesa Ortodossa Romena**

Gli archivi della polizia politica romena sono una miniera preziosa e il loro controllo non puo' che destare grandi interessi e passioni tra politici e burocrati alla ricerca di facili armi per esercitare pressioni.

Con il nuovo governo guidato da Nastase e' stato rilanciato il progetto di un organismo, il Consiglio Nazionale per lo Studio degli Archivi della Securitate (CNSAS), che, cosi' come accade in altri paesi dell'ex-blocco sovietico, sovraintedesse a tutto cio' che riguarda lo studio, la diffusione e l'utilizzo del materiale contenuto nei numerosi dossier segreti. L'intento di accentrare nelle mani del Governo il potere di gestione della fuoriuscita delle informazioni e' palese. E' stato contestualmente introdotto un regolamento severo e molto selettivo che regola l'accesso agli archivi di persone esterne al Consiglio.

Queste misure, pero', avrebbero fatto platealmente cilecca nel caso dei dossier su Teoctist apparsi a piu' riprese sulla stampa della capitale. Piu' di un commentatore ha ventilato che non di un semplice errore si sarebbe trattato ma di un vero e proprio complotto. A manovrare il tutto, secondo alcuni, ci sarebbe stato il Vaticano che qui in Romania e' visto con una certa diffidenza, soprattutto da quando si e' iniziato a parlare della costruzione di un'enorme cattedrale in pieno centro di Bucarest, nel bel mezzo di piazza Unirei (dell'Unita'), a poche centinaia di metri dalla Mitropolia ortodossa sede del patriarca.

L'aspetto piu' interessante della vicenda pero' non sono state le rivelazioni in se', - risulterebbe che il patriarca tra gli anni '40 e '50 avrebbe preso parte alla rivolta dei legionari e messo a ferro e fuoco un paio di sinagoghe, in seguito avrebbe collaborato con la Securitate e intervallato le due cose con rapporti omosessuali - ma le reazioni di politici e giornali.

Il presidente della repubblica Iliescu ha pubblicamente biasimato l'autore di questa scoperta. "Un uomo di 87 anni – ha detto - merita rispetto e considerazione da parte di tutti. É una grave mancanza di responsabilità e di decenza attaccare il capo della Chiesa Romena". E ha poi aggiunto: "la Chiesa Ortodossa Romena (BOR) in virtù del ruolo che ha come istituzione al interno della società, meriterebbe di essere piu rispettata".

Sulla stessa riga si e' espresso il premier Adrian Nastase che e' stato ancora piu' esplicito dicendo, cito a memoria, "ma cosa si vuole fare? Minare la credibilita' della piu' importante istituzione del paese?". Parrebbe un ammissione di colpa. Ma poi perche' fare tante storie per il passato del patriarca se nella compagine di governo si trovano non solo collaboratori della polizia politica ma anche ex-agenti?
I giornali hanno fatto quadrato intorno al patriarca; anche se la smentita delle informazioni contenute nel dossier ha occupato relativamente poco spazio negli articoli a sostegno dell'inviolabilita' e sacralita' della Chiesa. Il portavoce della BOR ha replicato alle accuse sostenendo che la Securitate era contro la Chiesa e che quindi i suoi rapporti non possono essere considerati attendibili. Ma proprio su questo punto Gabriel Catalan, il giovane studioso che ha dato inizio allo scandalo, ha controbattuto sostenendo che la Securitate non aveva alcun interesse ad autodisinformarsi, trattandosi di documenti riservati che poi usava per convincere le persone a collaborare. Secondo sempre Catalan, sarebbero anzi numerosi i casi di religiosi che alla fine degli anni '40 avrebbero preso parte alla rivolta dei legionari e che quindi si sarebbero trovati in seguito obbligati a collaborare con la Securitate per evitare il carcere o la deportazione.

Per quanto si sia cercato di limitare i danni all'immagine e alla credibilita' dell'istituzione religiosa, le rivelazioni hanno certamete colpito un'ampia fascia di popolazione. La svolta presenzialista di Teoctist, che partecipa a happening di ogni tipo sempre accompagnato da alti dignitari della politica, lo testimonia.

(fonti: "Evenimentul Zilei", "Adevarul", "Ziua", "Romania Libera", "Cotidianul")

Data: 22-05-2001 Fonte: fonti varie
Autore: Nando Sigona