"Populismo e autoritarismo per reinstaurare la monarchia?"

Data: 11-04-2001 Fonte: "Mediapool.bg" e altre fonti
Autore: Autori vari

NOTIZIE EST #428 - BULGARIA
11 aprile 2001


POPULISMO E AUTORITARISMO PER REINSTAURARE LA MONARCHIA?

[Seguono più sotto, dopo i tre materiali sulla definitiva entrata in politica dell'ex zar Simeon, due notizie in breve sul censimento effettuato in Bulgaria e sulla banca italiana Unicredito in Bulgaria e in Bosnia]

Negli ultimissimi giorni lo spazio mediatico bulgaro è occupato quasi per intero dall'entrata in politica dell'ex zar Simeon. I due principali nuovi "capitoli" di questo ritorno sono stati il discorso da egli pronunciato il 6 aprile e la riunione dell'8 aprile con la quale è stato fondato il suo Movimento Nazionale Simeon II, attualmente in attesa di registrazione in vista delle imminenti elezioni parlamentari. Seguono qui sotto alcuni brevi articoli su tali due eventi, e un commento del giornalista Georgi Koritarov. A quanto riportato più sotto, vanno aggiunte alcune osservazioni. Innanzitutto, l'ex zar ha scelto chiaramente la strategia della "sfinge": nelle numerose interviste rilasciate a televisioni e radio lo zar risponde a monosillabi, e a ogni domanda precisa sulle sue intenzioni o sulle mosse politiche concrete che intende mettere in atto risponde, quasi meccanicamente, "lo dirò quando verrà il momento", "non posso dare una risposta", "come persona realista non posso pronunciarmi" ecc. Si tratta di una linea chiaramente studiata in anticipo, come testimonia il fatto che egli abbia dato risposte spesso letteralmente identiche in tre interviste diverse (alla "Darik Radio", alla trasmissione tv "Ekip 4" e al canale privato "bTV"). Particolarmente grottesca è stata, da questo punto di vista, l'ostinata reticenza di cui l'ex monarca ha dato prova nel corso della trasmissione "Ekip 4" di ieri sera. In questo momento di completo disorientamento degli elettori bulgari, le sue frasi vaghe sulla "rigenerazione morale" o sulla corruzione come principale causa della povertà del paese non mancheranno tuttavia di ottenere il loro effetto. Se Simeon è reticente nelle sue dichiarazioni, le modalità di fondazione del suo movimento e il testo del suo statuto sono invece una chiara espressione della sua adesione ai principi autoritari di delega totale a un capo e di rifiuto di ogni meccanismo democratico (si veda sotto). Un altro aspetto importante è costituito dal fatto che lo zar ha deciso di fondare un movimento proprio, invece di prendere la guida di una coalizione di partiti di destra e/o populisti, come sembrava in un primo momento. A parere di chi scrive, si tratta di una scelta tattica in vista delle elezioni. La soluzione del movimento consente a Simeon di darsi un'aria più indipendente e di raccogliere quindi un ampio voto di protesta. Con ogni probabilità dopo le elezioni il "movimento" dovrà consolidarsi e dotarsi di una struttura organizzata sul territorio e in tale momento torneranno utili i politici esperti e le collaborazioni con personalità del mondo della politica, con i quali Simeon ha avuto ampi contatti recentemente. Tutto questo sembra confermato dal fatto che Simeon abbia comunque invitato all'assemblea costituente del suo movimento Hristo Biserov e Jordan Conev, due pezzi grossi della SDS al governo appena fuoriusciti dal loro partito. Ancora più inquietanti sono i rapporti dell'ex monarca con l'organizzazione "Zastita", che ricalca in parte il nome di un'organizzazione fascista d'anteguerra e che riunisce soprattutto ex alti ufficiali dell'esercito e dei servizi segreti di prima dell'89. Il leader di questa organizzazione, il politico Petar Beron, "pensionato" dalla SDS anni fa quando sono venute alla luce le sue collaborazioni con i servizi segreti del regime comunista, era anch'egli tra gli invitati all'assemblea costituente. Alcune frasi pronunciate da Simeon lasciano intendere che egli non si preoccuperà più di tanto del passato delle persone che chiamerà a fare parte del suo movimento. Sarà infine interessante tenere d'occhio il ruolo che l'ex zar potrà avere nei rapporti tra l'Italia e la Bulgaria, già intensi a livello economico e politico. Simeon infatti è nipote di Vittorio Emanuele II e la sua comparsa sulla scena politica bulgara avviene più o meno in coincidenza di quella che si prevede sarà una vittoria della destra di Berlusconi (al cui modello in parte si richiama nei fatti), Fini & Co. alle elezioni di maggio in Italia - un fatto che non mancherà di avere la sua influenza (A. Ferrario)


L'EX ZAR E IL SUO "MOVIMENTO NAZIONALE SIMEON II"
("Mediapoolbg", 6 aprile 2001)


Simeon II ha dichiarato che guiderà il Movimento Nazionale Simeon II, con il quale prenderà parte alle imminenti elezioni parlamentari. "Per una nuova morale in politica e per nuove decisioni economiche, con nuove persone come forza motrice", con queste parole Simeon II ha formulato il significato del nuovo movimento di fronte alla residenza Vrana [restituitagli di recente dallo stato - N.d.T.].

Il movimento non sarà una coalizione di partiti già esistenti e di leader politici, e non si pone come obiettivo quello di unire singoli partiti e personalità. Il suo intento è quello di unire la gente, indipendentemente dalla loro appartenenza etnica e di partito. Lo zar si è pronunciato a favore di un tempestivo comabiamento del sistema politico, di una nuova morale in politica.

Secondo le sue parole, il movimento lavorerà per un cambiamento rapido e di qualità dello standard di vita nel nostro paese, attraverso il raggiungimento di un'economia di mercato funzionante in conformità ai criteri per l'adesione all'Unione Europea e attraverso l'aumento del flusso di investimenti in Bulgaria. "Sono pronto a proporre uno schema di misure economiche e di partnership socio-economica, attraveso la quale in non più di 800 giorni la nota laboriosità e lo spirito imprenditoriale dei bulgari cambieranno la nostra vita", ha detto Simeon II.

Egli ha garantito un taglio netto con la partigianeria politica, promettendo di realizzare l'unione della nazione bulgara intorno "agli antichi ideali e valori, che hanno conservato la sua grandezza attraverso i secoli".

Lo zar ha promesso l'introduzione di regole e istituzioni, indirizzate all'eliminazione della corruzione, "che si è trasformata nel principale nemico della Bulgaria, condannando il nostro popolo alla miseria e tenendo lontani i capitali stranieri che sono di importanza vitale".

"La soluzione che propongo, non è una coalizione di partiti esistenti, e nemmeno di leader politici. L'obiettivo di questo movimento non saranno i singoli partiti o le personalità, perché io non mi confronto con nessuno".

Simeon II ha espresso la sua intenzione di raccogliere un numero adeguato di personalità qualificate e che il criterio di selezione sarà la loro competenza, non i legami familiari. Lo zar ha dichiarato che effettuerà incontri in tutto il paese al fine di formare le liste elettorali del movimento. "Mi sforzerò affinché la maggior parte dei candidati al posto di deputato siano persone che semplicemente hanno lavorato, hanno sofferto e hanno creduto in un futuro migliore per il nostro popolo. Naturalmente, inviterò persone che hanno preso parte alla vita politica, e lo farò sulla base della loro esperienza e della loro professionalità, tenendo chiaramente presente che difficilmente le bufere politiche hanno risparmiato la reputazione di qualcuno", ha dichiarato Simeon II. Egli ha espresso il desiderio che una parte significativa dei candidati a deputati del movimento siano donne. "Sono sempre stato convinto del fatto che la loro partecipazione alla politica rende quest'ultima più umana, e quindi di maggiore successo", ha detto Simeon II.

Egli ha insistito che il movimento adotterà dei meccanismi che renderanno i suoi deputati direttamente responsabili di fronte ai propri elettori. Simeon II ha ammonito che tutti coloro i quali accetteranno il suo invito a prendervi parte, avranno la responsabilità di dedicarsi agli obiettivi del movimento e dovranno essere pronti a ritirarsi quando la fiducia in loro non sarà più giustificata.

Per le elezioni lo zar conterà sul sostegno di tutti coloro che hanno creduto in lui finora, in particolare su quello delle persone giovani e istruite, che egli ha definito il proprio più forte potenziale alleato nella realizzazione dei cambiamenti proposti. Simeon II farà affidamento anche sui bulgari che vivono all'estero, "che hanno a cuore la Bulgaria e vogliono aiutarla".

Simeon II ha dichiarato che il senso della sua imminente partecipazione alle elezioni è quello di ottenere una partecipazione in massa dei bulgari al voto. Lo zar vuole stimolare alla partecipazione al voto coloro che oggi affermano di non volere votare o di essere intenzionati a votare, "ma non sono guidati da un nuovo stimolo al cambiamento, bensì da stereotipi e addirittura dalla paura del passato".

Simeon II ha parlato anche delle affermazioni secondo cui la legge sui partiti recentemente approvata sarebbe mirata a impedire agli elettori di seguirlo nel cambiamento che propone. "Non voglio pensare che ciò sia possibile in una democrazia europea in corso di sviluppo", ha affermato Simeon II. Egli ha definito la giornata di oggi una data cruciale. Secondo le sue parole, è arrivato un momento determinante sia per la Bulgaria che per lui personalmente.

Simeon II ha affermato di non volere negare i successi ottenuti nella politica estera della Bulgaria e le tendenze positive nel suo sviluppo economico nel 1999 e fino all'autunno del 2000. "Ma al di sopra di tutto vi è la sofferenza e la crescente rabbia di molta gente. Non è morale, né politicamente giustificato secondo gli standard europei, che la maggior parte della gente viva in miseria, mentre alcuni politici sprofondano in un'opulenza inspiegabile, così come il fatto che decine di migliaia di giovani abbandonino la Bulgaria, messi sulla strada dell'esilio dalla mancanza di prospetive; né, ancora, il fatto che quasi mettà dei cittadini bulgari dichiarino di non avere chi, o perché, votare", ha dichiarato lo zar.

Prima delle dichiarazioni di Simeon II, il suo segretario addetto alla stampa, Galja Diceva, ha avvisato i giornalisti che dopo il suo discorso lo zar non avrebbe risposto alle domande dei giornalisti. Lo zar ha parlato nel giardino di fronte alla residenza, sulla quale era stata issata la bandiera bulgara. Simeon II si è presentato di fronte ai giornalisti al fianco della moglie, la regina Margarita.


TUTTO IL POTERE ALLO ZAR!

L'8 aprile, due giorni dopo avere espresso con un lungo monologo il suo "pronunciamento" di cui sopra, l'ex zar Simeon ha partecipato all'assemblea costitutiva del suo movimento, alla quale erano state da egli invitate circa 500 persone. All'esterno della sala, tuttavia, si è raccolta una grande folla di centinaia di altre persone che desideravano entrare. Simeon ha fatto la sua entrata in sala accolto da un coro di canzoni patriottiche. Nel giro di solo un'ora e mezza è stato eletto il leader (cioè l'ex monarca), è stato approvato lo statuto ed è stato eletto il consiglio di controllo. L'ex zar è stato eletto "leader" con un mandato che durerà ben 6 anni. Secondo la statuto, i candidati a deputati, a sindaci e a consiglieri comunali verranno nominati esclusivamente da lui in persona, senza alcun dibattito politico o voto. Il "leader", inoltre, avrà il diritto di proporre la revoca da deputato degli eletti nelle liste del movimento - l'eventuale voto degli organi di partito in merito a tale proposta avrà unicamente carattere "politico-morale" e l'ultima parola rimarrà all'ex monarca. In quanto "leader maximo", Simeon non avrà alcun vice. La riunione costitutiva è consistita in un ennesimo monologo dell'ex zar - a nessun altro, infatti, è stato concesso di intervenire o di discutere le "proposte" dell'ex zar. Come ha affermato lo stesso Simeon, "nei prossimi mesi non dobbiamo perdere tempo con inutili polemiche".

(fonti: "Novinar", 9 aprile 2001; Telegiornale della BNT dell'8 aprile 2001)


SIMEON II VUOLE RIOTTENERE LA CORONA PASSANDO PER IL PARLAMENTO
di Georgi Koritarov - ("Mediapoolbg", 6 aprile 2001)


La proclamazione del Movimento Nazionale Simeon II è stata accompagnata da un clamore mediale molto forte e da prodromi politici di tipo classico.

Il clamore mediatico è spiegabile con l'attesa per cosa avrebbe comunicato Simeon dopo tanti anni di silenzio sulle sue intenzioni concrete. E lui lo ha comunicato - ha fondato e guiderà un movimento nazionale che porterà il suo nome: Simeon II.

I prodromi politici dei piani dello zar sono venuti - per quanto possa suonare strano a prima vista - dal parlamento. In tale sede, nel corso della discussione relativa alla ratifica dell'accordo tra Bulgaria e NATO, l'ex segretario generale della SDS Hristo Biserov si è battuto a tal punto la fronte in segno di stima e rispetto nei confronti del premier Ivan Kostov per la NATO e l'UE, che tutti si sono subito detti: Biserov non sarà tra gli uomini di Simeon II e probabilmente sta cercando di tornare nella SDS passando per la porta di servizio.

Dopo poco più di un'ora, dal prato di fronte alla residenza Vrana questa ipotesi è stata confermata. Simeon non includerà partiti nel suo movimento nazionale, ma cercherà nuove personalità e, secondo i criteri elencati per l'accettazione di politici attualmente attivi, non vi sarà posto per Biserov. "Un appello populista" - questa definizione del discorso dello zar, formulata dal politologo Ognjan Mincev, descrive con assoluta precisione le caratteristiche, i toni e i problemi formulati nelle dichiarazioni di Simeon.

Per spiegare come il populismo può essere uno strumento per attirare l'attenzione sono necessarie alcune precisazioni. Esso è portatore di un successo garantito laddove le parole e le promesse pronunciate non solo non implicano responsabilità, ma addirittura non possono comportare responsabilità istituzionalmente e giuridicamente. Un esempio simile di come ci si può attirare l'attenzione del pubblico e crearsi un alto rating è il presidente della repubblica Stojanov, le cui critiche contro la corruzione sono state in generale accolte con entusiasmo da parte della maggior parte dei bulgari.

Nel caso di Simeon si ha uno stratificarsi molto interessante di immagini una sopra l'altra. Nel suo discorso egli si è avvicinato al presidente, vuole essere presente in parlamento, ma le sue ambizioni sono legate alla monarchia.

Se analizzato, il testo del discorso di Simeon porta alla luce alcune parole e frasi di importanza chiave: "momento decisivo e determinante", "missione storica", "modifica del sistema politico e della morale", la possibilità di revocare i mandati dei deputati, se deludono gli elettori.

Cominciamo dalla revoca dei deputati. L'attuale Costituzione del paese non prevede una tale possibilità. Anzi, la situazione è opposta: il deputato è libero di conservare il suo mandato anche quando abbandona il gruppo parlamentare del partito nella cui lista è stato eletto.

Questo messaggio di Simeon costituisce la sua prima concreta polemica con la Costituzione. Ma l'elemento simbolico non risiede nel fatto che venga proposta un'alternativa costituzionale così specifica. L'elemento simbolico è che si lascia intendere che il rappresentante del popolo non è indipendente. Egli è dipendente, e quale sarà il suo destino politico verrà deciso in ultima istanza da Simeon, il quale evidentemente dovrà giudicare quando la sua fiducia nei confronti di un deputato si è estinta e, di conseguenza, quest'ultimo dovrà abbandonare il parlamento.

L'allusione alla nomina e alla revoca dei deputati è una richiesta monarchica che deve essere letta nel giusto modo. Accompagnata dall'esortazione a cambiare il sistema politico e morale, segna con chiarezza i contorni dell'obiettivo strategico di Simeon II. Tale obiettivo non è quello di cambiare il sistema politico, bensì quello di modificare l'assetto dello stato e reinstaurare la monarchia. Al giorno d'oggi le polemiche "repubblica o monarchia" di norma cominciano con un'astrazione e finiscono con un assurdo.

Il fatto è che per i contemporanei non è importante se il loro stato è una repubblica o una monarchia. Quello che importa è se è democratico o no. Se offre benessere o meno. Se vivendoci uno è soddisfatto o meno. Guardando seriamente alle cose, non è affatto difficile comprendere, che l'idea di una modifica del sistema politico è o una cosa senza senso, oppure una minaccia nascosta di antidemocraticità. Perché sia nelle repubbliche democratiche che nelle monarchie democratiche il sistema politico si basa sui principi del multipartitismo e del pluralismo, indipendentemente da come si chiamano i partiti. E quindi cosa bisogna cambiare nel sistema politico?

E quando poi si dichiara l'intenzione di raccogliere intorno a sé delle personalità, e non dei partiti, non torna forse alla mente il periodo dei "colpi di stato silenziosi" di Boris III [il padre di Simeon, che ha regnato in Bulgaria dalla fine della Prima guerra mondiale fino alla morte nel 1943 - N.d.T.] con i quali venivano vietati i partiti? In tutta questa serie di considerazioni i dettagli sono importanti. Ma in linea di principio non cambiano la regola in base alla quale attualmente si dibatte di repubblica e monarchia - in maniera astratta e assurda. Questo modello di polemica apre ampi spazi allo sfruttamento del populismo come mossa tattica per raggiungere un obiettivo strategico prefissato. Simeon II è diventato popolare negli ultimi mesi tacendo e circondandosi di mistero. Oggi ha cominciato a parlare con toni populisti, al fine di ottenere voti per entrare in parlamento. Si è pronunciato, ma ancora una volta non ha indicato né i nomi dei suoi seguaci e delle persone che faranno parte del movimento, né quelli dei politici che intende invitare.

La cortina che avvolgeva Simeon è stata sollevata - il mistero rimane e con esso anche la possibilità per lo zar di aumentare il proprio rating. Dal punto di vista del suo obiettivo strategico - cioè la modifica dell'assetto statale - Simeon ha tutto l'interesse di garantirsi un nuovo livello su cui esercitare il proprio populismo. Tale livello è quello della presenza del movimento in parlamento, ma non in possesso della maggioranza o all'interno di una coalizione di governo, bensì come opposizione. Simeon ha tutto l'interesse a essere la forza più importante dell'opposizione, in modo tale da potere attaccare il modello politico e statale, senza caricarsi di responsabilità. Ciò gli consentirebbe di potere sperare in un ampliamento della propria influenza e di sfidare direttamente l'assetto statale sul lungo termine. La partecipazione del movimento di Simeon a una maggioranza parlamentare e al potere esecutivo significherebbe una sua demitizzazione. E quindi non è questo il suo obiettivo. L'obiettivo è quello di percorrere la strada che porta alla Corona, sfruttando le opportunità di populismo che il parlamento offre.


QUANTI ABITANTI HA LA BULGARIA

Ieri sono stati pubblicati i primi dati del censimento effettuato di recente in Bulgaria, che confermano il netto calo demografico in atto nel paese. La Bulgaria il 1 marzo scorso aveva 7.977.646 abitanti cioè quasi un milione in meno rispetto al 1985 e 510.000 in meno rispetto a otto anni fa. Le cause principali sono la scarsa natalità e la forte emigrazione. 5,5 milioni di bulgari vivono in città e solo 2,5 milioni in villaggi. Non sono stati ancora pubblicati i dati relativi alle percentuali delle diverse nazionalità che vivono nel paese ("Sega", 11 aprile 2001).


UNICREDITO: BULGARIA E BOSNIA

La maggior parte dei soldi pagati dall'italiana Unicredito nel luglio scorso per l'acquisto della maggiore banca bulgara, la Bulbank (si vedano "Notizie Est" #332, 12 giugno 2000 e #337, 23 giugno 2000) entrerà nel bilancio del governo Kostov in questi giorni, proprio all'inizio della campagna elettorale per il rinnovo del parlamento. La Società di consolidazione bancaria (BKK) che si occupa delle privatizzazione delle banche per conto del governo bulgaro, ha infatti appena approvato un profitto in bilancio di 450 miliardi di lire, formato quasi per intero dai soldi ottenuti con la vendita della Bulbank. Nelle settimane scorse è stata annunciata anche la vendita da parte della Unicredito di una quota del 2,5% della Bulbank alla Simest, per 9,2 milioni di euro. Il particolare è importante perché la Simest è una società controllata dal governo di Roma e mirata ad ampliare la presenza economica dell'Italia in paesi "di rilevanza geopolitica per l'internazionalizzazione del sistema Italia" (http://www.simest.it). La Simest sta attualmente sottoponendo a screening più di 250 aziende bulgare in vista della formazione di imprese miste e, secondo il rappresentante della società in Bulgaria, "la partecipazione della Simest nella Bulbank aumenta la possibilità che quest'ultima finanzi la creazione di imprese miste bulgaro-italiane" ("Kapital", n. 9, febbraio 2001 e n. 12, marzo 2001).

Secondo quanto ha scritto il quotidiano bosniaco "Dnevni Avaz", inoltre, l'Unicredito potrebbe assumere il controllo, attraverso la croata Zagrebacka banka di cui possiede già un'importante quota, di circa un quarto del mercato bancario bosniaco. La Zagrebacka infatti ha acquistato l'anno scorso la Universal banka di Sarajevo e la Hrvatska banka di Mostar e la Unicredito potrebbe ora assumere il controllo della prima, convertendone i certificati di deposito in quote azionarie della Zagrebacka e diventando in tal modo la banca numero uno in Bosnia (ANSA, 20 marzo 2001).


Data: 11-04-2001 Fonte: "Mediapool.bg" e altre fonti
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