Le accuse di Dinkic contro il governo Zivkovic

Data: 21-07-2003 Fonte: "Danas"
Autore: A. Roknic

N.E. BALCANI #684 - SERBIA-MONTENEGRO
21 luglio 2003


LE ACCUSE DI DINKIC CONTRO IL GOVERNO ZIVKOVIC
di A. Roknic - ("Danas" [Belgrado], 18 luglio 2003)

Il Governatore della Banca Nazionale della Serbia ha presentato un documento su presunti casi di corruzione all’interno del Governo serbo


[Per un'analisit degli ultimi sviluppi in Serbia segnaliamo il rapporto "Serbian Reforms Stall Again" dell'ICG ( http://www.crisisweb.org) e un'intervista di Transition On Line a James Lyon, direttore di ICG in Serbia, sui problemi che ha avuto con il governo di Belgrado nell'imminenza della pubblicazione di tale rapporto (). La traduzione che segue è di Lorenzo Guglielmi e rientra nel suo progetto di stage. Le due interviste a completamento dello speciale su Mostar (il cui primo numero è uscito sabato scorso) verranno distribuite domani e dopodomani]

“Secondo l’inchiesta della polizia ungherese, il Gabinetto del premier Zoran Zivkovic è coinvolto nel riciclaggio del denaro sporco e questo è uno scandalo di proporzioni internazionali”, ha detto ieri il governatore della Banca Nazionale della Serbia Mladan Dinkic, presentando i dossier della polizia ungherese, i quali secondo le sue affermazioni riportano che Zoran Janjusevic, consigliere del premier per la sicurezza dello stato, e Nemanja Kolesar, ex capo del gabinetto del premier e attuale direttore dell’Agenzia per il Risanamento del Sistema Bancario, sono coinvolti nell’attività di riciclaggio del denaro sporco.

“Grazie al documento che è in mano anche alla polizia, ma che è stato tenuto segreto, la polizia ha avuto la possibilità di scoprire, con la soluzione di un solo caso, un affare quasi tre volte superiore rispetto a quello che hanno scoperto in sei mesi. Il valore di questo caso è di circa 122 milioni di dinari, mentre la polizia nel corso di sei mesi ha scoperto nel settore della criminalità economica casi penali per circa 50 milioni di dinari. Vi presento il documento che il ministro Dusan Mihajlovic - sebbene per lui questo fosse un dovere d'ufficio - non ha voluto trasmettere al Pubblico Ministero. Siamo a precisa conoscenza del fatto che il ministro Mihajlovic fin dall’inizio è stato in possesso di tale documento”, ha detto Dinkic.
Il Governatore della Banca Nazionale ha spiegato che il riciclaggio del denaro “è il processo attraverso il quale il denaro che è stato guadagnato con modalità illegali, con la vendita di droga e armi o con la corruzione" viene trasferito tramite conti correnti di compagnie off shore in territori che rappresentano paradisi fiscali, cercando di legalizzarsi, di operare e apparire come fosse denaro realizzato attraverso attività legali”.

“Tutti gli stati seri hanno dei settori specializzati, nel quadro delle forze di polizia, che si occupano della lotta al riciclaggio del denaro sporco. Anche la Serbia è dotata di una struttura di questo tipo.
Tuttavia, nei contatti con il signor Bogavac, direttore di questo servizio, sono venuto a sapere che lui non ha ricevuto nessun documento dalla polizia, nonostante fosse un dovere d'ufficio consegnare tale documentazione al Pubblico Ministero Distrettuale e alla Commissione per la lotta al riciclaggio del denaro. In questo caso, si tratta dei più stretti collaboratori del premier Zivkovic”, afferma Dinkic e aggiunge che è Janjusevic a dirigere in via non ufficiale la Sicurezza di Stato.
Dinkic fa notare che dalla documentazione si evince che la polizia ungherese è venuta in possesso di dati sulle attività di società di facciata con sede nelle isole Seichelles e che compagnie off-shore cipriote hanno trasferito 860.000 euro sul conto delle compagnie delle Seichelles.

“Come è possibile impedire il riciclaggio del denaro sporco se il capo della sicurezza di stato del premier della Serbia è egli stesso coinvolto e il ministro degli interni non vuole informare di tale questione il premier e il procuratore distrettuale, e tiene nascosti i documenti, presumibilmente mosso da qualche motivazione di ordine politico. Ci vorrebbe un’istruttoria che accertasse perché Dusan Mihajlovic non ha consegnato questo dossier a chi spettava, non soltanto agli organi statali serbi, giacchè siamo membri dell’Interpol, ma anche agli ungheresi, che si sono premurati di ricercare le informazioni. Sicuramente non aveva bisogno di ben 20 giorni per rispondere alle domande su chi sono Zoran Janjusevic e Nemanja Kolesar, perché siedono nel governo della Serbia” sottolinea Dinkic e aggiunge che il G17-plus richiede non solo un’inchiesta urgente sull’attuale questione, ma anche un processo penale contro il ministro della polizia Dusan Mihajlovic e la sua sostituzione, per occultamento di prove e complicità, nonché le dimissioni del premier Zivkovic, nel caso in cui vengano confermati tali sospetti. Egli ha consigliato agli esperti del governo della Serbia che non sono implicati in questo affare di ritirarsi dal governo stesso per ragioni morali.

Alla domanda se sia o meno in gioco un’impresa privata di Zoran Janusevic, Dinkic ha risposto che anche se si trattasse di una sua ditta, non per questo persone che lavorano per il governo della Serbia possano fare siffatte transazioni. Dinkic non ha voluto commentare il fatto che anche il governo del defunto premier Zoran Djndjc era implicato in questo caso dichiarando che “il P.M. distrettuale darà la propria sentenza finale su tutta la questione”.
Emir Jasarevic, rappresentante legale del G17-plus, ha dichiarato che questo partito “ha presentato un ricorso al Procuratore Distrettuale della Repubblica”, come anche a tutti i pubblici ministeri delle municipalità di Belgrado.



UN BREVE SGUARDO AI TRE ACCUSATI :
("Danas" [Belgrado], 18 luglio 2003)

- Zoran Janjusevic e l’ “affare Delimustafic”

Consigliere del premier Zivkovic per la sicurezza nazionale, Zoran Janjusevic stava per finire sotto il fuoco dell’opinione pubblica nel corso dell’ “affare Delimustafic”, quando l’allora Presidente della Jugoslavia Vojislav Kostunica lo aveva accusato di esser al servizio dell’ex Ministro della Polizia della Bosnia-Erzegovina. Janjusevic ha smentito ciò e ha messo in rilievo che nel periodo dal 20 luglio 1992 al 31 marzo 1993 era impiegato come membro operativo nell’Ufficio per la sicurezza nazionale del Ministero degli Interni della Repubblica di Serbia, fino al momento in cui Delimustafic era ministro della Polizia della Federazione di Bosnia-Erzegovina. Janjusevic è stato al centro dell’attenzione una seconda volta, in occasione dello “scandalo delle intercettazioni telefoniche”, quando il Partito DSS lo ha accusato di dirigere un’operazione di spionaggio-intercettazione telefonica che aveva come oggetto Vojislav Kostunica. Come argomento principale il partito DSS ha messo in luce che Janjusevic tempo prima aveva commerciato con Israele in dispositivi di intercettazione telefonica e che è molto esperto in tale materia.

- Kolesar: l’uomo che diede l’avviso dell’arresto di Milosevic

La nomina di Nemanja Kolesar nell’anno 2001 come portavoce del premier della Serbia ha rappresentato un grande sorpresa, perché non era un attivista di partito. In questa veste si era manifestato raramente. Terminati gli studi alla Facoltà di Giurisprudenza nel 1998, ha subito trovato impiego nella Delta Banka, punto di partenza per passare al governo della Serbia, dove non si è esposto particolarmente. Lo si ricorda per avere annunciato ai giornalisti dell’avvenuta consegna di Slobodan Milosevic al Tribunale Internazionale per i crimini di guerra dell’Aja. Dopo l'abbandono da parte di Nenad Milic della posizione di capo del gabinetto del premier Zoran Djndjc, Kolesar ha preso il suo posto. Nella veste di consigliere del Presidente del Governo per le questioni economiche, aveva la funzione di accogliere gli operatori economici. Era il presidente del Consiglio di amministrazione del Cementificio “Novi Popovac”, che nel frattempo è stato privatizzato. I giornali hanno scritto che si è occupato anche dell’ “Azotara” di Pancevo dove, secondo i dipendenti, la sua è stata l'ultima [frase incompleta nell'originale - N.d.T.]. Stando a quel che s’è scritto su “Sedmica” di Smedrevo, Kolesar dirigeva la Sartid [grande acciaieria recentemente al centro di una controversa privatizzazione - N.d.T.] dietro le quinte. E' stato di nuovo sotto i riflettori dell’opinione pubblica quando il Ministro delle Finanze Bozidar Delic ha detto che è stato proprio lui a scrivere la Legge sulla Banca Nazionale serba. Circa un mese fa ha ha assunto la carica di Direttore dell’Agenzia per il risanamento del sistema bancario, sostituendo Miroljub Labus.


- Mihajlovic: Dinkic ha sparato a vuoto.

Il ministro degli interni Dusan Mihajlovic ha commentato l’uscita pubblica del Governatore della Banca Nazionale di Serbia Mladan Dinkic definendola “come uno sparo a vuoto e il risultato dell’ignoranza di Dinkic sul lavoro della polizia”. “Dinkic ha visibilmente confuso fischi per fiaschi e ha preso una informazione operativa della polizia ungherese, che era stata inviata a colleghi, non a me ministro, e per giunta a colleghi con i quali collabora stabilmente". [...]

(traduzione di Lorenzo Guglielmi; titolo di "Notizie Est - Balcani")






Data: 21-07-2003 Fonte: "Danas"
Autore: A. Roknic