
"Presidenziali bulgare: a sorpresa al primo turno testa a testa Stojanov-Parvanov"
| Data: 13-11-2001 | | Fonte: "bulgaria-italia.com", "Trud" |
| Autore: Paolo Modesti |
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NOTIZIE EST #494 - BULGARIA
13 novembre 2001
PRESIDENZIALI: A SORPRESA AL PRIMO TURNO TESTA A TESTA STOJANOV-PARVANOV
di Paolo Modesti - ("Bulgaria-Italia" [http://www.bulgaria-italia.com], 12 novembre 2001)
[NOTA: seguono più sotto i profili dei due candidati che si contenderanno la poltrona di presidente al secondo turno, Georgi Parvanov e Petar Stojanov]
Il primo turno delle elezioni presidenziali bulgare è stato caratterizzato soprattutto dalla bassa affluenza alle urne che è stata, secondo i dati preliminari della Commissione Elettorale Centrale (TzIK), del 39.2%. Questo dato determina l'indizione del secondo turno di ballottaggio che avrà luogo domenica 18 novembre 2001. Infatti la legge elettorale prevede che per l'elezione al primo turno siano verificate due condizioni: i votanti devono essere il 50% + 1 degli aventi diritto ed il candidato vincente deve ottenere la maggioranza assoluta.
In questa votazione nessuna delle condizione si è verificata e dunque al ballottaggio parteciperanno i primi due candidanti classificati: Petar Stojanov, presidente uscente e Georgi Parvanov, candidato dalla Coalizione per la Bulgaria.
Secondo gli exit-poll disponibili, i due candidati sono testa a testa e bisognerà dunque attendere i risultati definitivi per vedere chi sarà quello che ha ottenuto più voti. Indipendentemente da questo, il vincitore morale del primo turno è senza dubbio il candidato della sinistra Georgi Parvanov, il quale, secondo i sondaggi pre-elettorali, sembrava in difficoltà rischiando di non passare al secondo turno a vantaggio del candidato Bogomil Bonev. Invece Parvanov ha ottenuto il 14% di voti in più di Bonev, fermo al 21%, insidiando così il presidente uscente Stojanov che ottiene circa il 35% dei consensi, ben al di sotto di quanto stimato dei sondaggi preelettorali.
Stojanov, che fino a poche settimane fa sembrava quasi certo della rielezione al primo turno - fatto che può aver indotto alcuni suoi elettori a non recarsi alle urne - ha visto progressivamente erodere il proprio consenso. In particolare, nella corso della settimana prima del voto, Stojanov ha sostenuto un pesante scambio di accuse con Bogomil Bonev, ex ministro dell'interno dal 1997 al 1999 nel governo SDS presieduto a Ivan Kostov, riguardante i temi della corruzione e della collusione con la criminalità, arrivando a minacciare la divulgazione di "certi" dossier. Evidentemente questo atteggiamento ha fatto perdere consensi a Stojanov, ingrossando ulteriormente l'area dell'astensione.
Per quanto riguarda i flussi elettorali, Parvanov ha avuto il sostegno compatto degli elettori del Partito Socialista Bulgaro (BSP), Stojanov, presentatosi in questa occasione come indipendente, ha beneficiato di oltre l'80% dei voti degli elettori dell'Unione delle Forze Democratiche (SDS). Gli elettori del Movimento Nazionale Simeon II (NDSV), vincitore delle elezioni politiche in giugno e forza maggioritaria del paese, hanno appoggiato in parti uguali Petar Stojanov e Bogomil Bonev, nonostante il NDSV si fosse dichiarato a favore delle candidatura di Petar Stojanov.
Tra gli altri candidati l'ex premier Reneta Indzhova sfiora il 5% grazie al sostegno del DPS, partito della minoranza turca, Zhorzh Ganchev, che aveva partecipato con ben altri risultati alle precedenti elezioni presidenziali, ottiene il 3.5% dei voti ed annuncia il suo ritiro dalla vita politica, infine Petar Beron, per qualche mese segretario della SDS nel 1990-91, ha convinto solo l'1.5% degli elettori.
Al secondo turno Petar Stojanov e Georgi Parvanov si presentano pressoché appaiati ai blocchi di partenza. Nella sfida finale appare favorito ancora una volta Stojanov in quanto Parvanov potrebbe aver già fatto il pieno dei voti di sinistra, area politica che alle elezioni politiche di giugno era risultata molto ridimensionata, mentre Stojanov potrebbe beneficiare dei voti dei candidati eliminati al primo turno, appartenenti tutti all'area di centrodestra.
Tuttavia, non sono escluse sorprese, che come si è già visto negli scorsi mesi in Bulgaria sono tutt'altro che improbabili. La sfiducia degli elettori, la persistente crisi economica che il governo Saksgoburgotski tenta faticosamente di affrontare, ma che nonostante tutto appare estremamente difficile da affrontare, ed il timore di tentativi di restaurazione monarchica sono fattori che possono incidere sul risultato di domenica prossima.
Stojanov ha pagato il fatto che agli occhi dell'opinione pubblica appare ancora troppo legato al suo passato di dirigente della SDS, partito che ha perso malamente le elezioni ed il governo del paese nel giugno 2001. La SDS è tuttora attanagliata dalle lotte intestine tra le fazioni: recentemente il sindaco di Sofia Stefan Sofianski ha deciso di abbandonare il partito. Stojanov dovrà giocare tutte le sue carte per conquistare il secondo mandato presidenziale: c'è da vedere se, nel corso della settimana, egli deciderà di giocare anche la carta dell'anti-comunismo, e verificare se in Bulgaria questa è una arma ormai spuntata oppure no.
Parvanov ha certamente beneficiato della sua immagine pulita e della sua estraneità alle lotte di potere condotte a furia di colpi bassi e veleni che hanno caratterizzato la vita politica bulgara degli ultimi anni, e di cui si è avuto una nuova manifestazione nel corso della settimana precedente il voto.
La sfida presidenziale si presenta dunque interessante ed aperta; si spera che questo concentri un po' di attenzione sull'evento, snobbato da diversi organi di informazione stranieri, in particolare da quelli italiani.
CHI E' GEORGI PARVANOV
("Trud" [Sofia], 12 novembre 2001)
La giornata di ieri ha segnato il momento più alto della carriera politica del leader del BSP [Partito Socialista Bulgaro, ex comunisti], Georgi Parvanov. Candidandosi personalmente alle elezioni parlamentari, egli ha raddoppiato la percentuale che la "Coalizione per la Bulgaria", guidata dal suo partito, aveva ottenuto in occasione delle elezioni parlamentari del giugno scorso. In occasione delle tornate elettorali per il parlamento del 1997 e nel 2001 aveva guidato la lista socialista nei 24 distretti della capitale Sofia, dove risiede. Parvanov è il primo presidente del Consiglio supremo del BSP a candidarsi come capo dello stato. L'attuale leader dei socialisti è nato il 28 giugno 1947 nel villaggio di Siristnik, in provincia di Pernik, città non lontana dalla capitale, nella quale è cresciuto e dove vive ancora sua madre. Parvanov ha compiuto i suoi studi di scuola superiore nel ginnasio specializzato in matematica di Pernik e quelli universitari presso l'Università "Sv. Kliment Ohridski" di Sofia, dove si è laureato in Storia. E' sposato e ha due figli.
Dopo avere terminato gli studi universitari, l'attuale leader dei socialisti si è indirizzato alla carriera di studioso. Nel corso del 1988 ha difeso una dissertazione sul tema "Dimitar Blagoev e il problema nazionale bulgaro 1879-1917" e dal 1989, dopo il dottorato, ha lavorato presso l'Istituto di Storia del BKP [Partito Comunista Bulgaro]. Parvanov è stato membro del BKP dal 1981. Nel 1990, in ocassione del 40° congresso del partito, rinominato socialista (BSP), è stato eletto membro del suo Consiglio supremo. Dal febbraio di quell'anno fino al 1996 è stato direttore dell'Istituto per le ricerche storiche e politiche presso il Consiglio supremo stesso. Con il 41° congresso del BSP è diventato vicepresidente del partito. E' stato infine eletto presidente in occasione del 42° congresso, dopo una voto drammatico e dopo avere ottenuto il sostegno dell'allora leader del partito, e premier dimissionario, Zan Videnov. Poco dopo tale evento è giunto il momento più difficile nella sua carriera politica. Il 4 febbraio 1997 rimane una data che non sarà dimenticata dal nuovo leader dei socialisti. Quel giorno, insieme al candidato premier Nikolaj Dobrev egli ha restituito nelle mani del presidente Petar Stojanov il mandato per la formazione del secondo governo dei socialisti, aprendo così la strada alle elezioni anticipate vinte dalla destra della SDS di Ivan Kostov. Da allora e fino a oggi è stato oggetto da un parte dei più grandi complimenti e dall'altra delle più aspre critiche. Per i suoi sostenitori, la decisione di rinunciare all'incarico è stata un segno di maturità politica e della trasformazione in senso socialdemocratico del BSP, mentre per i suoi oppositori si è trattato di un vero e proprio tramonto del partito centenario sulla scena politica. Negli hanni in cui è stato a capo del BSP, Parvanov ha ottenuto complimenti soprattutto dall'estero, e più precisamente dai socialisti europei. All'interno del partito ha incontrato resistenze, che con il progressivo consolidarsi del suo ruolo di capo del Consiglio supremo si sono spesso trasformate in un pesante silenzio. Parvanov non si comporta come un leader, ma piuttosto come uno studioso, affermano i suoi critici, e pertanto se perderà le presidenziali dovrà tornare a occuparsi di ricerche. Ma in realtà Parvanov, a differenza del suo predecessore Zan Videnov, è riuscito negli ultimi anni ad affermare il suo partito come forza di opposizione. Con ogni giorno che passa diminuiscono le chance dei suoi oppositori interni nel BSP, che stanno preparando la sua rimozione dal posto di presidente del partito. Perché anche anche nel caso in cui non dovesse vincere le presidenziali, Parvanov ha già ottenuto un successo. Per sé e per il partito che guida.
(titolo di "Notizie Est"; il testo viene pubblicato con alcune abbreviazioni)
CHI È PETAR STOYANOV
("Bulgaria-Italia" [http://www.bulgaria-italia.com], 11 novembre 2001)
Peter Stoyanov è nato il 25 maggio 1952. È sposato, ha due figli. Parla tedesco.
1976 - Si laurea nella facoltà di Giurisprudenza dell'Università "SS Kliment Ohridski" di Sofia e comincia la sua carriera di avvocato nella sua città Plovdiv.
1990 - Diventa portavoce dell'Unione delle Forze Democratiche nella città di Plovdiv.
1992 Nominato vice ministro di Grazia e Giustizia nel governo dell'Unione delle Forze Democratiche presieduto da Filip Dimitrov.
Maggio 1993 - Eletto Presidente del comitato Giuridico dell'Unione delle Forze Democratiche.
1994 - Eletto deputato della 37esima Assemblea Nazionale, vicepresidente del gruppo parlamentare, vicepresidente della commissione per la gioventù, lo sport ed il turismo.
1995 Eletto Vicepresidente dell'Unione delle Forze Democratiche. Responsabile per la politica interna.
1 Giugno 1996 - Vince le elezioni primarie con il 66% ed è presentato come candidato dell'Unione delle Forze Democratiche alle elezioni presidenziali.
2 Novembre 1996 - Eletto Presidente di Repubblica Bulgaria con 2 502 517 voti pari al 59,7%.
19 Gennaio 1997 - Giura come Presidente della Repubblica.
(Traduzione di S.N.)
| Data: 13-11-2001 | | Fonte: "bulgaria-italia.com", "Trud" |
| Autore: Paolo Modesti |
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