Macedonia: il rapporto annuale del Comitato Helsinki

Data: 14-02-2004 Fonte: "Utrinski Vesnik"
Autore: Utrinski Vesnik

N.E. BALCANI #760 - MACEDONIA
14 febbraio 2004


MACEDONIA: IL RAPPORTO ANNUALE DEL COMITATO HELSINKI
(da "Utrinski Vesnik" [Skopje], 29 gennaio 2004)

Nel suo rapporto annuale, il Comitato di Helsinki macedone rivolge aspre critiche sia alla polizia sia al sistema giudiziario macedone


“L’influenza dei partiti politici al potere è fortemente presente nelle strutture dello Stato. Gli organi istituzionali mancano di trasparenza, i diritti sulla sicurezza sociale e economica sono minacciati, la povertà è in aumento, la polizia continua a violare i diritti dell’uomo, il sistema giudiziario è dipendente dal governo, i media da parte loro hanno fatto dei progressi, ma i rapporti interetnici sono caratterizzati da un “bi-etnismo” al posto dei principi di multietnicità”, sottolinea il Comitato di Helsinki di Macedonia nel suo rapporto annuale (In linea in inglese: http://www.mhc.org.mk/eng/a_izveshtai/a_2003gi.htm).

Il presidente del Comitato, Mirjana Najcevska, durante la conferenza stampa di ieri, ha dichiarato che il potere in carica non ha realizzato nessuno degli obiettivi previsti, neppure quelli concernenti il miglioramento della sicurezza, della situazione economica, della democratizzazione globale, il livello di vita e il rispetto dello Stato di diritto.

Il rapporto del 2003 è basato sull’analisi di 557 casi concreti di violazione dei diritti dell’uomo praticati dai media e dalle altre istituzioni coinvolte in questa problematica. Le critiche più aspre del Comitato di Helsinki sono state rivolte alla polizia che “ha mostrato la sua mancanza di savoir-faire e la sua incapacità nelle differenti situazioni multiculturali”, come negli esempi di Sopot e al momento dell’arresto dei monaci rimossi.
Inoltre, questa istituzione statale perseguirebbe una politica di violazione sistematica dei diritti dell’uomo e, in 15 casi, sembrerebbe che siano state esercitate forme di tortura e di umiliazione nei confronti di cittadini.

Per quanto concerne il sistema giudiziario, Najcevska ha menzionato che questo settore è legato al potere esecutivo, ne subirebbe le pressioni e, di fatto, il Procuratore dello Stato non sarebbe altro che un osservatore passivo degli avvenimenti.
Secondo il Comitato i media progredirebbero nella loro pratica di liberà d’espressione. Tuttavia, la divisione etnica ed il suo corollario, cioè l'unilateralismo, esistono sempre, così come il non rispetto della presunzione di innocenza e l’incitazione all’intolleranza religiosa. Secondo il Comitato, gli editoriali di alcuni giornali porrebbero dei problemi particolari, e sono stati citati ad esempio i contributi dei Professori Marjanovic e Frckovski, i cui editoriali sono pubblicati nelle colonne di "Dnevnik".
Secondo questo rapporto, “essi utilizzano molto spesso un linguaggio di odio, di insulti e di volgarità contro determinate persone”.

Per quanto riguarda i rapporti interetnici, il Comitato considera che in Macedonia si mettano in pratica i principi di un funzionamento “bi-etnico” al posto di quello multietnico e allo stesso tempo una forma di demarcazione e di epurazione etnica sono sempre presenti, soprattutto nelle vecchie zone di crisi.

(traduzione di Agnese Tassinari, dalla versione francese messa in linea da Le Courrier des Balkans il 2 febbraio 2004)

Data: 14-02-2004 Fonte: "Utrinski Vesnik"
Autore: Utrinski Vesnik